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I miei studi di storia gay

Sentenza di condanna di un italiano in Tunisia, per omosessualità.

SENTENZA PENALE
 
Numero udienza: 43623
Data sentenza: 6 gennaio 2005
 
Rilasciata, dalla quarta camera penale nel tribunale di primo grado di Tunisi nella sua udienza pubblica svolta in data 6 gennaio 2005
 
Composta dal Signor Mehrez EL HAMMAMI, sostituto procuratore del giudice con la partecipazione dei giudici: la Signora Henda EL GTARI e la Signora Najla ABROUGHI, le quali hanno qui sottofirmato, e con la presenza del Signor Hatem HAFID, rappresentante della procura/pubblica e l'aiuto segretario della sentenza, il Signor Kamel EL MALI:
 
FRA
IL PUBBLICO MINISTERO C/

1) Walid B. B. E.H., tunisino, nato il: 08 giugno 1978, figlio di Mna E. K, sposato a Besma E.M., idraulico di professione. Residenza permanente a AIN ESSKHOUNA, residenza provvisoria, xxxxx ETTADHAMON.
Rappresentante giuridico Avvocato Salem ARFAOUI
 
2) Monji B. B. B. M. L., tunisino, nato il 10 febbraio 1975, figlio di Hbiba B. M, sposato a Mehria F., 3 figli, disoccupato.
residente a xxxxx ENNKHILET ARIANA.
Rappresentante giuridico Avvocato Besna ZOMMIT.
 
3) M., nato nel 1963, xxxxx passaporto italiano; in stato di fuga.
 
Tradotti in giustizia presso il Tribunale Penale, il giorno dell'udienza, sotto la richiesta della Procura Pubblica e ciò per giudicare il primo e il terzo per omosessualità e il secondo per essere stato l'intermedio.
 
Sotto le clausole del diritto penale 232 quinto e del 230 del codice penale e ciò in un termine a non scadenza del diritto di proseguimento.   
 
LAVORI IN UDIENZA
 
Alla chiamata della causa nella seduta del 06 gennaio 2005, sono stati presenti i due sopra citati gli accusati Walid e Monji; è assente l'accusato M.
 
Al questionario, Walid ha risposto che la camera di albergo in cui ha trascorso quella notte o stata prenotata da Monji, e che prima che lui abbia lasciato definitivamente l'albergo, cioè la stessa notte, ha incontrato l'accusato M., in stato di fuga, con il quale ha avuto rapporti omosessuali, poi è andato a passare il resto della notte nell'altra camera prenotata anche essa da M, assieme a Monji, dichiarando di aver ottenuto dall'accusato M. la somma di 30 dinari come ricompensa.
 
Nella seduta del giorno qui sopra e dopo discussioni, secondo la legge, sono state emesse le seguenti dichiarazioni:
 
In seguito all'interrogatorio di Monji, egli ha rilasciato di aver prenotato una camera di albergo che ha diviso con l'accusato Walid precisando che non c'era stata una precedente conoscenza tra loro e che a conoscere Walid è stato l'italiano M. Monji ha anche negato il fatto di essere stato lui a presentare Waid e M. e continua a negare di essere stato lui l'intermediario per quello che riguarda il rapporto omosessuale avvenuto fra Walid e M. Monji continua a negare le dichiarazioni di Walid.
 
L'Avvocato ARFAOUI, ha difeso la causa di Walid e ha chiesto il non luogo sostenendo che l'accusato non ha fatto altro che passare la notte in quella stanza di albergo dopo di avere consumato alcool.
 
L'Avvocato ZOMMIT, ha difeso la causa di Monji e ha chiesto il non luogo e chiesto di non prendere in considerazione le accuse che gli sono state attribuite e ha dichiarato che l'accusato Monji non conosceva Walid mentre l'unico con il quale aveva un rapporto di conoscenza è M; fra l'altro l'Avvocato ZOMMIT ha presentato il dossier sociale dell'accusato Monji e un rapporto che sono stati rifiutati dal tribunale, il quale ha considerato i documenti non sufficienti visto le accuse attribuitegli. L'accusato Monji ha continuato però a negare le accuse nei suoi confronti.
 
IL TRIBUNALE
 
1)       SULLA BASE LEGALE E I FATTI
 
Premesso che il Pubblico Ministero di Tunisi, con decisione n. 43623 in data del 22 dicembre 2004, ha tradotto gli accusati per giudicarli per l’accusa già citata e non scadente.
 
Premesso che dalle inchieste svolte dagli ufficiali della squadra di protezione del costume nella convocazione n. 664 in data del 27 dicembre 2004 e dopo aver verificato che le informazioni che sono state trasferite all’ufficio, si è verificato che l’italiano M. noto per la sua omosessualità passiva e i suoi frequenti soggiorni nel paese al fine di intraprendere rapporti omosessuali passivi con i tunisini, e ha soggiornato all’albergo EL MACHTEL nella capitale nel periodo fra il 28 novembre 2004 e il 01 dicembre 2004nella stanza 924 e ha prenotato anche la camera n. 547 allo stesso albergo, poi in secondo tempo, e tardi nella notte, hanno raggiunto l’italiano M. in camera sua dove hanno avuto rapporti omosessuali con lui, in seguito a ciò hanno preso inizio le indagini e a presente causa.
 
Che all’interrogatorio dell’accusato Walid, egli ha confermato l’avvenuto, e ha precisato che mentre era al bar dell’albergo EL MACHTEL, gli è venuto incontro il tunisino Monji L. che ha proposto di praticare un rapporto omosessuale  attivo con un italiano, l’accusato M., precisando di avere accettato l’offerta in compenso di 30 dinari.
 
Che l’accusato Walid ha dichiarato di essersi trasferito nella camera dell’italiano e di aver avuto un rapporto omosessuale con lui prima di prendere i 30 dinari, poi in un secondo tempo, si è trasferito nell’altra camera prenotata dall’italiano, dove ha trascorso il resto della notte con l’accusato Monji L. e di aver lasciato l’albergo la mattina presto del giorno dopo, e ha mai più avuto notizia dei due altri accusati, sostenendo che è stato l’accusato italiano M. a pagare 200 dinari per la prenotazione delle due camere.
 
Che nell’interrogatorio l’accusato Monji L., ha continuato a negare le accuse attribuitegli dichiarando di conoscere l’italiano da 6 anni il quale era noto per la sua omosessualità passiva, dichiarando di aver fatto la conoscenza dell’accusato Walid all’Avenue HBIB BOURGHIBA quella stessa sera e che gli avrebbe chiesto di intraprendere un rapporto omosessuale attivo con un italiano affermando che l’accusato Walid ha accettato la proposta e che si sono diretti verso l’albergo, che Monji ha dichiarato che in un primo tempo Walid è stato in camera di M. dove hanno avuto un rapporto omosessuale poi è ritornato nell’altra stanza dove hanno trascorso il resto della notte insieme. Che ha anche lui affermato che a pagare l’alloggio è stato M.
 
Premesso che ha anche dichiarato di aver ottenuto in diverse occasioni delle somme variabili di denaro e che l’ultima volta ha ricevuto dall’italiano la somma di 8.900.000 dinari per il suo cosiddetto aiuto.
 
Premesso che non è stato possibile sottomettere l’accusato M. ad un questionario visto che è in fuga.
 
Premesso che in conclusione a ciò che è stato detto e dichiarato, si è confermato che l’accusato Walid ha avuto un rapporto omosessuale con l’accusato italiano in fuga M. come ha dichiarato lui stesso e come è stato rilasciato nelle dichiarazioni dall’accusato Monji L.
 
Premesso che risulta dal dossier e dalle dichiarazioni rilasciate dall’accusato Monji L. che ha fatto da intermediario nell’affare di omosessualità fra l’accusato Walid e l’accusato M. in conformità con le dichiarazioni  dell’accusato Walid il quale mantiene che è stato Monji a proporgli di intrattenere rapporti sessuali con l’italiano nonostante il negare di Monji di avere ricevuto la somma di 890 dinari dall’italiano e di essere stato lui a farli contattare; l’accusa rimane per intermedio ai fini di prostituzione, le spese delle indagini riguardo questa causa saranno a carico dell’accusato secondo l’articolo 191 del codice di procedura penale.
 
PER QUESTI MOTIVI
 
Il tribunale di primo grado pronuncia le seguenti pene in presenza degli accusati Walid e Monji e in assenza dell’accusato M.
La carcerazione per 1 anno per Walid E.H. e 2 anni per M. per pratica di omosessualità.
La carcerazione per 1 anno per Monji L. per intermedio ai fini di prostituzione.
 
Le spese sono a carico dei tre accusati e l’applicazione della sentenza è immediata nei confronti di M. e Monji L.

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