pagina web di Enrico Oliari

 
I miei studi di storia gay
 
Quando la polizia spiava l’irrequieta Maria Solms Wyse Bonaparte

Maria Letizia Studolmina Wyse Bonaparte, principessa di Solms, nacque nel 1833 in Inghilterra ed era figlia del plenipotenziario inglese ad Atene sir Thomas Wyse e di Letizia Bonaparte, figlia a sua volta di Luciano, fratello de Napoleone I.
Ebbe una vita a dir poco frizzante, colorata di pettegolezzi, scandali, inseguimenti da parte dei servizi segreti di mezza Europa e persino di un esilio.
Donna energica e di ampia cultura, pubblicò parodie, biografie, studi storici e politici ed a Aix-les-Bains dirigeva la rivista internazionale “Matinées Espagnoles”; amava viaggiare, frequentare l’alta società e farsi notare alle  serate mondane.
Si sposò tre volte: giovanissima con il ricco alsaziano principe Solms (1848), poi con il conte Urbano Rattizzi (1863), statista e capo dell’opposizione al governo Cavour, ed infine con il marchese spagnolo De Rute. Morì nel 1902.
 
Nel 1891, quando la Solms aveva ormai settant’anni, scoppiò uno scandalo dove venne alla luce la  passione omoerotica per la sua dama di compagnia, Chralotte Mortier Bouly de Lesdain, di qualche decennio più giovane di lei.
 
Nerina Milletti riporta nel suo studio le cronache dell’epoca:
 
(…) Il processo che dà origine allo scandalo degli "amori e le gelosie morbose di questa gentildonna quasi settantenne con una donna giovane a meno di trent'anni", e che rese di dominio pubblico la vita privata di Maria nonostante il suo rango ed i suoi illustri mariti, fu celebrato ad Angoulême nel dicembre 1891. L'accusato è il barone Bouly de Lesdain, che nell'aprile dello stesso anno aveva sparato alla moglie Carlotta e a Regis Delbeuf, segretario di redazione delle "Matinées Espagnoles"(…);
(…) Charlotte Mortier Bouly de Lesdain viene descritta dai giornali come cameriera, dama di compagnia che seguiva ovunque la Rattazzi, e sua segretaria, "collo stipendio di cento franchi al mese, oltre l'alloggio, la tavola, il vestiario e l'amicizia intima della principessa, che non poteva più vivere senza di lei"; (...) All'età di 23 anni, "squilibrata, isterica, ma dotata d'una coltura non comune e d'una intelligenza superiore" fu affidata dal padre morente alla principessa (che allora aveva già più di 50 anni). Ma "l'affetto della Charlotte per la sua padrona, e più ancora di questa per quella, rivestirebbe un carattere ben più intimo e immorale di quello che esiste d'abitudine tra una signora e la sua dama di compagnia", infatti "in breve spazio di tempo, Carlotta divenne l'amica intima, la compagna inseparabile, l'uomo d'affari, il "factotum" della principessa, la quale non sapeva staccarsene nemmeno la notte e non le permetteva di dormire altrove che nel suo letto... Quando le due amiche che, malgrado il sesso e la disparità d'età, vivevano come due amanti, non andavano d'accordo... la principessa richiamava all'ordine Carlotta con degli argomenti... accompagnati da frustate e da schiaffi", e "talvolta le faceva sentire la sua affezione in modo troppo vivo, strapazzandola e castigandola al punto da romperle un dente con un pugno veramente principesco" [1].
 
Le abitudini, le frequentazioni politiche e le stravaganze di Maria Letizia Solms dovevano però destare già da molto prima qualche preoccupazione, dal momento che la principessa era costantemente spiata dalla polizia e dai servizi segreti durante suoi spostamenti attraverso l’Europa della seconda metà dell’Ottocento; i rapporti dei vari commissari, sovrintendenti ed agenti ci danno  un chiaro ritratto di Maria Letizia Solms e del suo carattere estroverso.
 
Agli inizi del 1857 la si dava partita da Milano alla volta di Venezia e poi ancora a Milano
 
nel tempo in cui (le due città, ndr.) sono visitate dall’Augustissimo nostro Imperatore e la cura della Solms di rendersi osservabile anche coll’indecente suo modo di vestire in teatro, tutto farebbe sospettare che la politica e le mene rivoluzionarie non siano estranee alla comparsa e fermata di questa donna e del suo seguito in questi dominj [2].
 
La Solms non passava certo inosservata, ma dove andava faceva l’impossibile per farsi notare, quasi per non essere esclusa da quella cerchia aristocratica che, essendo pronipote di Napoleone, non la poteva vedere di certo di buon occhio.
 
Scriveva il sovrintendente di polizia di Venezia:
 
All’I.R. Comm. Direttore
di Polizia
Venezia
7.1.1857
 
Ieri si è già diretta alla volta di Venezia la Dama sig. Solms con una figlia cameriera impressa nel suo passaporto Americano opportunamente vidimato da questa direzione.
Questa Signora nei pochi giorni che si trattenne a Milano si fece riconoscere per lo sfarzo di gioje che ivi specialmente in teatro faceva notare e quindi diede luogo ad indagare la sua origine che si vorrebbe appartenere alla famiglia Bonaparte, od almeno che dessa pretendeva di averla. In ogni modo sono varie le voci che corrono sul conto della medesima.
Da richiamare l’attenzione della Polizia tanto più che taluni vorrebbe dipingerla come un avventuriera, ed aderente al partito sovversivo.
 
Venezia, 12 Gennaio 1857.
455/P.R.
Nota!
 
In riscontro alla gradita nota 7 corr. n. 275, si ha il pregio di partecipare a cod. I.R. Direzione che la Dama Sig.a Solms qui giunse il 6 corr. Prendendo stanza all’albergo Danieli e facendo anche qui come a Milano grande sfarzo di gioje in teatro. Si pretende di essere essa nipote di S. M. l’Imperatore dei Francesi, il quale per la sua condotta l’avrebbe consigliata a viaggiare. Essa si fa chiamare coi nomi di Principessa Solms nata Bonaparte.
Trovandosi a servizio di questa Dama un certo Santia Eusebio di Monterevel il quale partiva per Padova il giorno 9 corrente facendo jeri ritorno, e tanto il passaporto della Solms come quello del domestico furono ieri vidimati per cod.a città per dove conta di partire ancora oggi avendo esternato il desiderio di trovarsi in Milano per prender parte alle feste che avranno luogo in occasione dell’arrivo di S.M.
Scrivo immediatamente a Padova per conoscere il motivo che determinava quella Sig.a a mandare in quella città il domestico e non mancherò di farle conoscere in caso ogni interessante emergenza.
La condotta da essa qui tenuta e le relazioni cui vertevasi avere, fra le altre quella del noto generale Klapka, la rendono gravemente sospetta, e siccome si conosce ch’essa si dà il vanto di scrivere articoli pei giornali, così a mio debole parere, ritengo che la presenza di costei in Milano durante il soggiorno della Corte Imperiale, merita tutta l’attenzione della Polizia.
 
Franceschini
 
Tornata a Milano Maria Solms venne nuovamente tenuta sotto sorveglianza e si accennò a delle frequentazioni con una certa Elisa Monnet, persona, a dire del commissario di polizia, di dubbia moralità:
 
All’I.R. Comm.o Sup.e di questa dirigenza
Circond.o II.do
 
27 Gennaio 1857
 
Ha dimora in quella città al civico N. 616. 4to piano, certa Elisa Monnet, francese, avente con se due ragazze, per conto della quale s’avrebbero contrarie osservazioni riguardo a moralità, non solo, ma ben anco in linea politica.
Occorrendo d’avere fatto sulla medesima esatte cognizioni La s’invita per Com.o Sup.e a tosto si decide di assumere le opportune informazioni e riferire con tutta sollecitudine quale sia la di lei condotta, a quale fine si trattiene in quella Città, quali siano i suoi mezzi di sussistenza, quali le sue relazioni e qual persone frequentino la di lei abitazione, e se fra quelli sia compresa, come molti, la Solms, che alloggia all’Alb.o  (cancellato con una riga “de la Ville”, ndr.) ed a quale scopo; ed in fine come pronunciasi verso di lei la pubblica opinione.
 
(Firma del commissario)
 
All’I.R. Direzione di Polizia
In Milano
 
Il 27 Gennaio 1857
 
Il sottoscritto, in relazione agli ordini verbali ricevuti, ha l’onore di poter riferire a quest’I.R. Superiorità che riguardo alla Somls – Bonaparte, dalle rivelazioni degli inquilini, e specialmente dalla portinaia destramente interrogata su tal proposito, detta Solms non può che frequentare l’abitazione di certa Monnet Elisa, d’anni 37, nata in Houvre (Francia), la quale abita nella stessa casa, N. 616, 4.o piano, nubile, ora di posizione agiata ma già di gravi costumi, ed ancora presentemente di incerta fama. (...).
 
Cattaneo
Verificato
 
Maria Letizia fu senza dubbio una donna energica e piena di risorse; mai accettò di essere soggiogata alle ferree regole della seconda metà dell’Ottocento, cercando, anzi, di dominare le circostanze e le convenzioni sociali.
Visse da spirito libero, desiderosa di compiere la propria rivoluzione e pienamente padrona di sé stessa.
 
Note:
1 - Nerina Milletti, "Una principessa poco prudente";
2 - I carteggi della polizia provengono dall'Archivio di Stato di Milano.


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