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I miei studi di storia gay
 
Milano, sentenza Corte d'Assise contro Azzoni Carlo - 19 marzo 1868
 
In Nome di Sua maestà
 
VITTORIO EMANUELE II
 
Per Grazia di Dio e per Volontà della Nazione
 
RE D’ITALIA
 
La Corte d’Assise del Circolo di Milano
 
HA PROFERITO LA SEGUENTE SENTENZA
 
NELLA CAUSA
 
Del Pubblico Ministero
 
CONTRO
 
Azzoni Carlo fu Martino, nato e domiciliato in Milano, d'anni 31. macchinista, detenuto, in espiazione di pena
Accusato
di libidine contro natura, per avere nelle carceri di Cassano D'Adda lungo l'Aprile 1867. più volte esercitato atti pederastici sulla persona di Pietro Negri, suo condetenuto, commettendoli con violenza fin tale da togliergli i mezzi di difesa, o da inspirargli gravi timori, reato prescritto dall'art. 425 Cod. di p.p.-
Vista la lettura della sentenza di rinvio e l'atto d'accusa
Sentiti in pubblica udienza i testimoni, il Pubblico Ministero, la difesa e l'accusato tanto sul merito che sull'applicazione della pena, avendo sempre avuti per ultimo la parola la difesa e l'accusato
Atteso che per la dichiarazione dei giurati e stabilito
Che l'accusato Carlo Azzoni è colpevole d'avere nella primavera dell'anno 1867. e mentre era condetenuto nelle carceri di Cassano D'Adda con Pietro Negri abusato della persona di questo con l'avere sopra di lui commesso però senza violenza l'atto della pederastia , lorché costituisce il reato di libidine contro natura previsto dall'Art. 425 del Codice Penale.
Considerato che Pietro Negri ha esposta querela contro Carlo Azzoni per la punizione di tale reato avvegnacché nel verbale del 2. Marzo 1867. assunto dalla Pretura di Cassano D'Adda abbia espressamente domandato che l'Azzoni sia punito come si merita
Ne possa sinceramente opinarsi, come avvisò il difensore, a matrice che dal verbale medesimo apparisce che il Negri dietro il rapporto del Medico Carcerario cui questo aveva ricorso per la infitta, fu fatto tradurre al consesso ad esporre il fatto; stava ancora libero sulla volontà di lui chiedere o non chiedere per parte sua il procedimento penale, e la domanda da lui fatta e surriferita risponde alla condizione di cui all'Art. 101 Cod. procedura penale
Ritenuto che l'Azzoni sta espiando la pena di tre anni di carcere per sentenza 4. Agosto 1865 N. 2796 di questo R.o Tribunale Civile e correzionale, per cui trova applicazione l'articolo 77.
Visti ed applicati gli Art.425 Codice Penale e l'Art.o 568 Cod. di procedura penale
La Corte
Condanna Carlo Azzoni alla pena della reclusione per anni tre, la cui espiazione deve precedere il compimento della pena di tre anni di carcere che sta scontanto e nella rifazione delle spese processuali.
Così pronunciato in pubblica udienza dalla Corte d'Assise di Milano in presenza delle parti ad alta voce dal Sig. Presidente il giorno diciassette marzo milleottocentosessantotto.
Firme della Corte
 
La Suprema Corte di Cassazione di Torino con sentenza 11. Febbraio 1869 rigettò la domanda del ricorrente Azzoni colla di lui condanna nelle spese

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