pagina web di Enrico Oliari

 
I miei studi di storia gay
 
Il Corriere di Catania, 6 maggio 1908 - Una mala erba che non si sradica - Da Capri a Taormina - Gli omosessuali in Sicilia
 
Una mala erba che non si sradica
 
DA CAPRI A TAORMINA
 
Gli omosessuali in Sicilia
 
Contro certe gramigne, refrattarie alle cure sterminatrici del contadino e che sempre rinascono e ricrescono, perché non se ne può svellere la radice inaccessibile, la scienza agraria ricorre agli acidi e vince.
Vince perché il rimedio è radicale, come l’incendio per la filossera.
Che genere di cura, che profilassi occorre per la malattia modernissima, che, nata in Germania, ingigantitasi all’ombra dello stemma imperiale tedesco, volle piantare e incrementare le sue succursali nel nostro paese?
Ecco, noi credevamo che l’omosessualismo fosse una specialità dei celibatari, religiosi regolari o laici, e che il contagio trovasse l’humus adatto nelle discrete penombre dei conventi e dei seminari, nei misteri delle sacrestie e dei confessionali, nelle regole degli istituti preteschi. Ma ora appare tutt’altro.
Krupp, fra un cannone e l’altro, trova modo a Sorrento di misurare altri calibri.
A Napoli si scoprono le tribù degli imberbi giovani compiacenti alle lusinghe dei seguaci d’Eulemburg.
Le grotte azzurre di Capri divengono ricettacolo di altre ben diverse investigazioni artistiche ed occorre siano sorvegliate per impedire che i maschi tentino la vincita del milione!
 
A Taormina… puntini di reticenza! Qui noi parliamo da testimoni de visu. Alla larga, intendiamoci bene!
Vi sono delle coppie impenitenti, le quali si ostinano a voler osservare la luna ed altri magnifici panorami, sulla via che mena, per strade tortuose, alla stazione ferroviaria.
Si mormorano, in proposito, da male lingue, aneddoti piccantissimi, che ci duole non poter riportare, perché nella narrazione di essi il signor procuratore del re vedrebbe di sicuro quell’oltraggio al pudore che viceversa non sa vedere nel fatto in se stesso.
Difatti la polizia… me la saluta lei?
Non sappiamo con quale approssimazione di verità si narra l’avventura di una squadra di cinque carabinieri travestiti – dediti alla sorveglianza di pratiche molthiane in seguito ad una pubblicazione resa tempo addietro dal nostro giornale – la quale fornì al colto ed all’inclita il meraviglioso spettacolo di uno dei suoi militi tanto compreso nella sua purificatrice missione da dover costatare di persona i tristi effetti patologici delle lezioni somatiche!!
Ma vi è dippù. Ci sono le solleticanti fotografie del Gloeden, le quali continuano far bella e pubblica mostra di sé nelle vetrine, travestite, si intende, da studi dal vero, con atteggiamenti classici di pose fidaiche.
Chi lo avrebbe mai detto, o Prassitele, che la tua pura scuola dovesse un giorno arrivare come maschera di ellenismo alla religione di Sada?
Ci sono i cari giovanotti paffutelli, dal labbro e dal mento accuratamente raso, dalle guance vermigliette e procaccianti, dalle parvenze espressive e voluttuose; Molte sacerdotesse di Milo potrebbero venire a disciplinarsi qui con tali preclari maestri.
E ci sono tedeschi stecchiti, dalle gambe a sedano e dagli zigomi sporgenti, le carni abbrunate che guardano incessantemente i formosi macchinisti della stazione con l’occhio dall’espressione ineffabile, da tirare gli schiaffi a dieci metri di distanza! Puah!
 
A parte che la classe ecclesiastica si potrebbe anche risentire di questo spregio delle sue secolari costumanze, come di un infrazione di monopolio, il che potrebbe condurre a un attrito fra Stato e Chiesa, tanto più deplorevole in questi tempi di grato connubio e di eccellenti relazioni della politica giolittiana; a parte che l’uso di queste pratiche omosessuali di cui la Germania serba con amore il brevetto, potrebbe tirarci in un conflitto diplomatico e rallentare i buoni rapporti fra i due Stati, è certo che non meno gravi conseguenze può produrre il incrudelirsi della piaga ove non la si pari illico et immediate con un farmaco potente.
Bisogna dunque – Eccellentissimo Procuratore del Re – che ella si decida una buona volta perché l’ulcera morale delle piaghe summentovate, si cauterizzi, applicandovi sempre il nitrato della sua energia, anche per non costringere noi a ritornare su questo stuzzicante, ma ingrato argomento. E soprattutto i di Lei carabinieri non siano troppo corrivi ad indossare i bianchi calzoni, come il summentovato…
Neanche Le consiglierei un taglio protetto da corazze del signor Krupp, visto che esse non sono nemmeno in grado di proteggere l’integrità morale e corporea del loro legittimo proprietario.
 
Pour la bonne bouches, un aneddoto gustoso, che mi è caro dedicare al collega Harden, il triprocessato istigatore della tavola rotonda.
Giorni or sono, i due principi Oscar ed Augusto Guglielmo, figli di S.M. Imperiale il Kaiser, mentre gironzolavano per le vie di Taormina, soffermaronsi una mezz’ora nello studio del famigerato fotografo Gloeden…
Prenda nota, collega Harden, che i principi provenivano da un viaggio per mare e che si accingevano a intraprenderne un altro e che il paese, pel momento, non offriva in mercanzia muliebre valori degli di così augusti acquirenti.
Dunque essi – prenda nota collega Harden – si fermarono mezz’ora da Gloeden… ne uscirono con un pacco di fotografie – erano studi di nudo, culture artistiche, si intende – che non pagarono! Ci sarà stato di sicuro nel fascio quell’elegante quadretto dove si vede un paffuto ragazzo offerente belle rotondità alla luce del sole. Quell’altro col satiro robusto e il compagnello gracile e delicato accanto. Quell’altro giovanetto ignudo coll’aria serafica dall’isterismo maschile stile Santa Teresa. Tutte bellezze che formano il genere di Gloeden.
Dunque i reali pr…incipi non pagarono. Da Corfù parecchi giorno dopo quando il fotografo si aspettava il saldo del conto – ottanta lirette in totale – si vide ritornare il pacco degli studi con un laconico biglietto di un aiutante di campo in cui era detto che le fotografie… non servivano più.
Naso del mercante.
Questa storia va sans dire che noi intendiamo insinuare nulla a carico dei principi – convinti come siamo della grande moralità che illustra tutta la Corte germanica - e che per altro garantiamo della piena autenticità di quanto abbiamo voluto narrare a edificazione dei lettori.
 
I Rimedi? Ecco qui bisogna intendersi anzitutto nell’assegnare, a buona ragione, le cause patologiche di tanto… disservizio morale e fisiologico. Infatti se è vero che per i principi correnti in fatto di moralità i fatti deplorati costituiscono effettive infrazioni e ripugnino alla gentilezza dei sentimenti di ognuno, non è vero che uno dei maggiori coefficienti di dissoluzione e corrompimento dei mezzi sessuali stia nella stessa organizzazione dei costumo stessi. Abbiamo detto uno dei maggiori coefficienti, non la cagione esclusiva. Difatti… pallanzerebbe il prete, alfonsinerebbe la Taide Fumagalli, ove l’uno e l’altro avesse il mezzo legale e naturale di sciogliere i debiti dell’orgasmo? E gli altri uomini che riproducono con tale beatitudine gli antichi festigi della Tavola Rotonda, si renderebbero tali ove una maggior libertà di celebrare a Venere, una maggiore stringenza dei cosiddetti buoni costumi, un minore impeto del pregiudizio che fa consistere l’onore della donna nella integrità di un foglio di carta, trasformassero in un senso più lieve la società attuale? Certamente che no! Ci si dia atto che l’omosessualismo è privilegio della razza umana, non esteso alla bestia, e in ragione diretta col grado di civiltà:lo dice Buffon e lo si deve evidentemente al fatto fandette morali o sessuali.
A questo punto vediamo spuntare dalle labbra di taluno l’ironia di un sorriso e osserviamo l’incresparsi compassionevole di un labbro che sussulta: Libero amore dunque?
E perché no?
Intendiamoci: noi non chiediamo l’automatismo di una legge la quale di punto in bianco stabilisce il libero amore come rimedio, davvero radicale, alla piaga omosessualista. Non abbiamo mai fatto a cornate con l’evoluzione storica; Solo domandiamo un certo anticipo, come un acconto sulle civiltà divenenti: se non il libero amore domandiamo… un amore più libero.
Cominci per esempio il Mezzogiorno d’Italia ad imitare in questo il Settentrione, ed il Settentrione ad imitare i Paesi del Nord dove i freni morali dello scambio sessuale calcano meno sulla ruota del buon costume facendola scorrere a miglior agio.
Noi vedremo gli effetti immediati col diminuire degli effetti passionali, dell’incesto e del sodomismo.
 
Per intanto, signor Procuratore del re, nell’attesa del pranzo, forniteci l’antipasto di una migliore vigilanza, di una maggiore energia nella repressione dei brutti fatti sui quali ci siamo onorati richiamare più volte la vostra attenzione.
Non vi fate prendere la mano dall’alto rango dei colpevoli.
Pensate agli ultimi scalini di Berlino che seppero fustigare a sangue gli… imperiali e reali maiali del Reno.
 
Umberto Bianchi.

Vedi "Catania, 1908: Von Gloeden e il commercio di giovani da parte dei tedeschi.".

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