pagina web di Enrico Oliari

 
I miei studi di storia gay
 

Il Corriere di Catania, 21 maggio 1908 - ... e i malfattori sudici!
 
... E I MALFATTORI SUDICI!
 
Con vivo senso di disgusto abbiamo letto in un giornale cittadino le degradanti dichiarazioni di un preteso mercato di carne umana che si sarebbe impiantato nella vetusta Taormina, il nido di poesia e di incanto della nostra isola bella (Azione, N. 136)
 
Laonde, il nasismo catanese capeggiato da colui vicino al cui nome, ho visto più volte brillare, sulla pubblica stampa, i graziosi sostantivi furto e lenocinio, si sente in dovere di insorgere in nome della Civiltà e del Vero.
Viceversa, i protestanti – dopo essersi trincerati, nel cospetto della mia chiara firma, dietro la coraggiosa cortesia dell’anonimo – si limitano a negare per apotema, e con iperbolica faccia tosta, a cinquanta chilometri di distanza, i fatti da me denunziati e dei quali ho affermato di tenere le prove nel cassetto.
Chiedo venia ai lettori di dover riportare sulle colonne di un giornale onesto, e per comodo di polemica, la brutta proposta dell’Azione:
“Quello che però ha suscitato in noi la più disgustosa impressione sí é che la fonte denigratrice della nostra Sicilia é appunto sempre la stessa: un illustre sconosciuto, piovuto da non sappiamo quale borgo putrido dell’Alta Italia, si é reso strumento delle più nere calunnie che si siano mai rivolte  ad una città, che vive esclusivamente del suo antico splendore, attirando nei suoi vetusti ruderi, quanto più di elevato, sia intellettualmente che finanziariamente vantino gli uomini”.
Fin qui, trattandosi di espressioni che mi toccano personalmente, si potrebbe lasciar scorrere il fango dei coraggiosi anonimi. Due sole brevi rettifiche:
a)      i redattori dell’Azione sconoscono me, conosciuto abbastanza dalla gente che sa leggere.
b)      il putrido borgo che mi diede i natali – e che dopo averli dati a Dante, Michelangelo, Boccaccia, Galileo, Brunelleschi, Giotto, Cimabue, Macchiavelli, Vespucci, Ferrucci, Capponi, poteva ben dispensarsi dai miei -  é … Firenze! ma passiamo oltre:
“Le denigrazioni di questo novello Harden, che vorrebbe con la lanterna di Diogene far credere una ipotetica tavola rotonda, non possono non indignare  ogni animo ben nato perchè – oltre ad essere false di sana pianta, riescono estremamente esiziali agli interessi di Taomina non solo, ma della Sicilia intera, cui si aggiungono alle antiche calunnie, altre infamie che vorrebbero intaccare ciò che un popolo ha più di sacro: l’onore”.
Il corsivo é mio; le offese all’ortografia ed alla sintassi sono dell’Azione.
Si ripete dunque la stessa solfa: l’oltraggio, la denigrazione siciliana da parte dei continentali; la tavola rotonda la ho trovata io di sana pianta; tutte le mie accuse sono false e bugiarde.
Questo lo vedremo più sotto, quando io polemizzerò con gente che ragiona, o almeno si attenta a ragionare, e non con questi untorelli del giornalismo nasofilo, altrettanto nuovi di zecca alle cartelle tipografiche, quanto infatuati a ripetere Don Chisciotte contro i mulini a vento della oppressione nordica.
Dichiaro di nutrire per essi profonda pietà, ragion per cui non mi formalizzo delle stupide e villane accuse. Del resto, siccome i miei principi non mi consentono di pigliarmela penalmente con la testa di legno e credo inabilitata certa gente alle vie cavalleresche, così mi limito a rispondere:
a)      mente si afferma che io intenda denigrare la Sicilia. Amo questa terra assai più di quanto l’amino i canonizzatori di tutte le sue grandi camorre, da Nasi a Palizzolo; l’amo perchè ne provo e ne subisco il fascino etico delle sue grandi bellezze e del suo gran sole;  l’amo perchè  le forti memorie dei Vespri e dei Fasci parlano nell’animo mio assai più eloquentemente di quanto non valgano a farmene dimenticare  le modernissime gesta di chi , accanto, difende tutto a priori, dai peculati alle sozzure omosessuali ed offende tutto quanto non giuri nel verbo del suo magistero
b)      mente chi afferma che la campagna allontana i forestieri da Taormina.
No! Sono le innominabili pratiche omosessualiste, é la corruzione del costume, é la presenza in Taormina di un elemento perturbante, che allontana i forestieri! Noi proveremo tutto questo a suon di documenti e di argomenti irrefutabili nel prosieguo della nostra pubblicazione.
Il giorno in cui da Taormina si spazzasse il fango,  che morde la gioia dei tanti onesti, il giorno in cui l’Autorità facendo il suo dovere, come lo fece a Napoli e a Roma, purificasse l’ambiente di questo luogo sacro agli incanti della bellezza della Natura e dell’Arte, allora non si vedrebbe più Lord Strowie e famiglia più il Duca e la Duchessa di Santa Caterina e altri di cui daremo le dichiarazioni firmate,
Abbandonare la Cittá; protestando di non essere per loro decoroso abitare, anche se per poco, un luogo dove sfacciatamente si oltraggia il pudore e la moralità di quanti hanno occhi per vedere ed orecchie per sentire.
     c)     mente chi afferma essere io inspirato da chicchessia. Ho già dichiarato che dietro a me sta la schiera plaudente del pubblico taorminese onesto; anche di quello che per le sue relazioni coi forestieri più dovrebbe risentire  il danno della campagna, se danno ci fosse; ed ho già anche espresso le ragioni che mi spingono a parlare.
 
E passiamo ora ad esaminare la corrispondenza dell’ignoto pubblicista Taorminese,  il quale smentisce in quel modo brillante che la verità  facilmente permette, le accuse rivolte alla patriottica città, ecconde si esprime L’Azione nel suo cappello di commento.
Ma prima al contradditore una dichiarazione ed una domanda:
Il vostro linguaggio è quasi sempre misurato e corretto e io ne prendo atto con piacere tanto maggiore in quanto caso maledettamente stride con quello del cappello e della chiusa, fabbricato in redazione.
La domanda: Perché vi nascondete, anzi, perché ti… nascondi?
Perché non firmate, anzi perché … non firmi come faccio io? La polemica ci guadagnerebbe in sincerità!
 
Mio carissimo, ti sei accorto che l’Azione – a proposito, non senti un po’ di vergogna a collaborare con quel foglio ed è forse per questo che non ti sveli? – non ha letto tuo articolo prima di commentarlo? Ciò non è lusinghiero per se.
Difatti ecco le parole testuali del fogliaccio in merito alla verità o meno delle mie denunzie: preteso mercato di carne umana… nere calunnie… una ipotetica tavola rotonda… false di sana pianta… menzognere accuse etc.
Tu scrivi, penso a caso qua e là:
“Mai ho voluto prendere la penna per scrivere di simili sozzure perché capivo che non avrei tolto un ragno dal buco. Ma giacché ci siamo, giacché c’è il rappresentante di un partito (socialista) che coraggiosamente ha messo un dito sulla piaga, è giusto che ogni cittadino porti il suo contributo all’edifizio etico sociale, anche quando la contribuzione dovesse limitarsi a far sì che l’esposizione dei fatti proceda calma, veritiera, scevra da passionalità e sovrattutto giusta, cioè onesta. E plaudo alle esortazioni che il corrispondente rivolge al Magistrato, perché siamo nello stesso ordine di idee.
 
Ecco, corrispondente di Giardini, dove si consuma il mercato di carne: presso i proprietari si stanze ammobiliate… e voi avete l’obbligo di correggere, mettere fuori i nomi e continuare con esattezza e scrupolo la moralissima campagna.
 
 A questo punto io ti domando in verità: c’è patente, evidente, palpitante contraddizione, fra i microcefali dell’Azione e te?
Essi smentiscono indignati, e tu affermi.
Essi riportano il tuo scritto come documento di solenne sbugiardamento delle mie affermazioni; tu… queste affermazioni correggi, chiarisci e completi.
Te ne ringrazio,  come ti ringrazio dei nuovi elementi che porti alla mia campagna di luce e di purezza e non posso a meno di rimanere a lodare la tua obbiettività – salvo in qualche punto – e il tuo desiderio di veder fatta, nella gentile Taormina, piazza pulita di tante porcherie.
 
Passo sopra al tuo quasi rimprovero di aver trasportato l’ambiente giornalistico della campagna dalla Provincia Socialista di Messina al Corriere di Catania col dirti che ci si trova a migliore agio nelle colonne di un quotidiano anziché in quelle di un quindicinle. Mentre a Messina non avrei trovato un quotidiano degno di tale propaganda purificatrice.
Lasciamo anche stare il continentale venuto da poco alla stazione di Giardini e che non conosce uomini e cose; tu sai che io non vengo dagli antipodi, ma da Messina e che ormai conosco le cose e gli uomini siciliani e locali, a preferenza di molti indigeni.
Eppoi prima di scrivere, io mi informo e prima d’asserire, guardo attentamente… nel mio famoso cassetto!
Venendo al sodo, tu mi trovi i seguenti sostanziali addebiti:
di non fare la campagna generale, ma cristallizzata di una sola persona, che tu dici potrebbe  non essere punto colpevole e della quale affermi: dicesi si guadagni il pane quotidiano coll’onesto lavoro;
di aver denunziato un irreale mercato di carne (e questa è grossa!; esclami tu);
di aver equivocato per oscena l’…arte dell’ormai famigerato Gloeden;
di tradire gli interessi di Taormina;
Risponderò punto per punto.
 
1. Io conduco tanto la campagna generale contro il fango non del solo Gloeden, ma di tutti gli altri; che cominciai le mie pubblicazioni con un articolo sull’omosessualismo in generale, toccando Taormina solo incidentalmente. Non ho alcuna difficoltà ad ammettere che le cerimonie antinaturali si pratichino da molta gente e in molti luoghi; anzi, parlerò in prosieguo di questa gente e di questi luoghi, contro i quali a buon diritto ti scagli.
Io ho preso ad offendere il Gloeden perché ho assai ragione di ritenere che il Gloeden sia stato l’importatore della mala gramigna e che il suo mestiere serva molto bene di incentivo e di eccitamento alle pratiche omosessuali.
Ma non risparmierò, come non ho risparmiato gli strali della pubblica deplorazione, ne’ mancherò di inchiodare alla gogna quanti mi risulteranno delinquenti colpevoli.
Perché ho inteso ed intendo che la campagna non abbia carattere personale contro chicchessia, ma generale, come tu mi consigli e come, te lo assicuro, fu sempre nelle mie intenzioni.
2. Il mercato di carne non è frutto della mia fantasia, Tu stesso, in privati colloqui, mi hai affermato che è vero ed esiste. Tu, ed io, e tutti conosciamo giovani  a decine che si offrono e vengono offerti e che naturalmente, a differenza di Scarpia, si vendono "a prezzo di moneta". Dice il mio carissimo compagno ed amico Dr. Frank Iaula e tu riporti con lui:
 “E tra la gente interessata v’erano padri, ai quali riusciva gradita la nuova agiatezza dei figli: v’erano proprietari di stanze mobigliate, i quali (capite?) hanno una fonte non trascurabile di guadagno, albergando signori di quel tipo e procurando loro le… necessarie comodità”.
E tu continui: “ecco, corrispondente di Giardini, dove si consuma il mercato di carne…
 “tanta gente paesana fa a gara ad offrire i propri figli al cosiddetto forestere”.
Queste non sono invenzioni mie, ma citazioni e parole tue. Offrire figli, albergare forestieri e procacciare loro  delle… distrazioni fisiologiche , costituiscono forse mercato di… carote?
3. L’arte di Gloeden è pura arte – dici tu – nient’affatto oscena.
“Il Gloeden e il Marziani hanno un gusto squisito dell’arte e sanno impostare qualche figura nuda o seminuda o impaludata in mezzo ai ruderi, dar vita alle nude rocce, alle dirupate pietre”;
Ecc: io ho qui sott’occhio una fotografia di W. von Gloeden, Taomina (Sicilia) contrassegnata col numero 72, edita il 4 – 5 marzo 1907 e… la tengo a disposizione dell’Illustrissimo signor Procuratore del re – (stai ben attento proto di stampare  con la lettera minuscolissima, acciocché gli spiriti… socialisti del mio contraddittore non si mettano a vibrare di sdegno).
Essa rappresenta un… quadro plastico: una specie di bassa caverna rocciosa , di quelle tante, in nostre contrade, che formano la delizia degli esteti, nonché… dai seguaci d’Eulenburg! Ci sono dei cespugli e degli arbusti infiorati per terra e attorno ai bassi fianchi interni della grotta. Sopra di quelli intrecciano una danza leggiadra due ragazzi cui un lieve arboscello semi – cela i… mezzi genitali. – il resto è nudo completamente – ed una giovane donna vestita da… Eva senza foglia. Gli sguardi dei ragazzi sono rivolti alla… foglia!
A un metro di distanza, assiso sopra una roccia ricoperta da una pelle di daino o di camoscio, sta un bambino settenne tutto nudo, con due cornetti sulla testa fatti coi capelli, il quale fischia in un pifferetto, dando il tempo alla danza.
Questo miscuglio sessuale di uomini e di donne, di adulti, quasi adulti e bambini, è eminentemente suggestivo per gli organismi malati, dediti ai vizi così bene diagnosticati dal Mantegazza.
E ció si chiama animare le rocce?
Passiamo oltre.
Il n. 2154, edito il 15 marzo 1906, rende l’immagine di un giovane taorminese, bruno, ben costruito e noto, seduto su di un artistico sedile, a la cui spalliera sovrastano anfore antiche. Il giovane, in costume adamitico, prima del peccato tiene disteso sulle sue gambe,, trasversalmente, un bambino forse decenne , anch’esso ignudo. Le labbra del soggetto attivo sono atteggiate a libidine…
Il N. 180 del I aprile 906 rende un gruppetto di cinque giovanotti attornianti un pozzo; nell’atteggiamento di guardarsi dentro. E’ una magnifica esposizione di… rotondità umane la quale pare gridi all’osservatore: “Avanti, avanti, signori, la scelta è libera!”.
Il N. 682 del 4 marzo 907mostra un giovane maschio ed una femmina addossati entrambi addossati entrambi ad una parete rocciosa ed esponenti la doppia varietà già contenuta nei bianchi calzoni dei corazzieri d’Alsazia! Notevole: il maschio tiene sul davanti e non… altrove una candida e molto significativa bacca di giglio.
Potrei continuare, avvertendo che non mi è assolutamente possibile descrivere in stile decente altri quadri di gran lunga più osceni di questi e che mi riserbo di presentare all’Autorità.
Or dimmi, contraddittore, questa è arte pura o… porcheria?
Per questa medesima morale professionale, per aver smerciato simili studi di nudo, Guglielmo Flüschow, cugino materno di W. Von Gloeden, fu lo scorso anno dal tribunale di Roma condannato a un anno e mezzo di reclusione  ed espulso dal territorio italiano.
Il che significa che la magistratura romana era perfettamente di parere opposto  al tuo e riconosceva nelle fotografie di Flüschow quello spirito osceno e pervertitore  che tu ti ostini a disconoscere in quelle del Gloeden.
 
Sulla nazionalità dei sacerdoti di Sodomia, per cui tu mi vuoi far apparire partigiano, io non mi picco; pederasti sono un po’ tutti, francesi, inglesi, danesi, russi, americani ed… italiani, ma devi consentire con me che la tinta predominante nell’iride omosessuale è… la Germania.
Tanto peggio per i nostri fedelissimi alleati, ma è così e non se l’avrà certo a male S. E. Tittoni così tenero degli imperiali maiali del Reno come di quelli chierenti di Pallanza e Varazze.
 
Ecco dunque – eccellente amico – il torto del tuo non degno giornale nel condannare di falso me, che ho ripetuto, ampliandole ed illustrandole, le denunzie dell’anonimo – una intelligente signora che nemmeno per sogno pensava al ricatto – del 1904; del Dott. Frank  Frama nel 1907  e quelle scritte e verbali del sindaco e di cospicui cittadini. Rese al delegato di P.S. locale, al tenente dei carabinieri ed all’Illustrissimo Prefetto della Provincia , sulle quali mi riserbo di intrattenermi.
Dopo di che non resta che disprezzare la tua insinuazioncella sul pranzo offertomi ed a cui ero stato invitato... prima delle pubblicazioni, o quell'altra maligna, anzichenò, attorno ai miei gentili ospiti a cui lascio la cura di rispondere, limitandomi a dirti questi tentativi di infangare me non fatano, ne' te ne' altri, perchè io sono superiore a voi tutti in galanterismo e in moralità e non sono uomo da farmi impressionare affatto da chicchessia, fino a che, per grazia del diavolo, mi rimangono cellule nel cervello e... pelle nelle mani.
Latet anguis in penna dici tu a mo' di conclusione di un articolo che ebbe intenzione quasi cortese, sicuramente corretto e ben diverso dalle bruttezze letterarie e dai detestabili sistemi giornalistici del cappello e del commento.
Io ti rispondo, da mediocre latinista, che l'anguis non è l'aspis e che in ogni modo non risente di quell'ireus porcinus di cui facilmente imbrattasi chi si atteggia a gratuito difensore del Gloeden e delle sue brutture nonché a inchiostratore taorminese... dell'Azione di Catania.
 
Umberto Bianchi

Vedi "Catania, 1908: Von Gloeden e il commercio di giovani da parte dei tedeschi.".

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