pagina web di Enrico Oliari

 
I miei studi di storia gay
 
Il Corriere di Catania, 11 maggio 1908 - I fastigi della Tavola Rotonda a Taormina
 
Germania docet
 
I FASTIGI DELLA TAVOLA ROTONDA A TAORMINA
 
Mercato di carne umana
 
All’Illustrissimo Procuratore del re
 
Eccellentissimo, prima che io mi avvalessi di questo strumento di civiltà, il giornale, per procurare a me l’onore e a Voi il disturbo di intrattenervi sopra un argomento così scabroso e dolorante come le imitazioni nostrane – non in formato ridotto – delle meravigliose avventure della camarilla omosessuale tedesca, un distinto gentiluomo straniero, Italianofilo e ricchissimo, oltre che integro di carattere e persona di cuore, ebbe a dirigervi, in merito alle stesse cose, alcune epistole.
Esse rendevano fatti, esprimevano apprezzamenti, riferivano commenti e deplorazioni pubbliche, mostravano, anzi dimostravano l’urgenza e il dovere di intervenire da parte delle Autorità a che cessasse una buona volta lo scandalo diuturno costituente ed attribuente obbrobrio immeritato, disistima all’Interno o all’Esterno verso un paese gentile ed ospitale come Taormina.
Voi teneste il documento e… rievocaste l’annoso episodio di Ponzio Pilato!
Certo, Voi foste in carattere.
E’ tendenza, diciamo così, patologica, della polizia italiana ai nostri giorni, di occuparsi a preferenza dei socialisti piuttosto che delle denunzie di questi.
Ecco un partito, il quale al di fuori e al di sopra della propria attività, nel campo politico ed economico, ha caro di occuparsi un tantino della pubblica moralità: stecca sindaci, barattieri e deputati camorristi, ministri ladri e commendatori disonesti, svela le mangerie e i disordini delle grandi amministrazioni, mostra a nudo le piaghe cancrenose dei grandi Istituti, entra nelle cloache religiose a scovarvi il morbo Fumagallico, denunzia le violazioni alle leggi, si costituisce molto spesso vero e proprio tutore dell’ordine e della legge – diritto dell’altrui vigilanza. Voi – Eccellentissimo Procuratore – e tutti, o quasi, i vostri colleghi in… ventisette del mese.
Voi non aprite le orecchie al clamore o, se le aprite un momento, è per sentire … fiato del socialista denunziatore, che fate arrestare.
Ecco perché – o Illustrissimo – io conservo assai scarsa fiducia circa l’esito di questa pubblicazione, a Voi dedicata, e stimo dubbio che essa sia destinata a sortire il medesimo effetto delle epistole anzidette.
Però, come suol dirsi, a furia di scaricare acqua nel muro sempre se ne attacca eppoi noi parliamo per l’opinione pubblica, la quale si commuove e s’è già commossa guardando con occhio favorevole la Vostra onesta campagna C’è sempre un po’ di soddisfazione quando, nell’assolvere un compito di giustizia e d’onestà è dato di scorgere l’assentimento benevolo dei giusti e degli onesti.
Perciò avanti! E sarà a lungo.
 
Allorquando chi scorre sui margini del delitto si sente afferrato con violenza dall'epistrofe rivelatrice, corre sempre al riparo e, se gli basta l’animo, grida alla calunnia o ritorce l’accusa; se è vile, vira a bordo e s’attacca a Loyola. Così nel nostro caso una voce malignetta, alfonsinesca, continua a serpeggiare nel torrente adatto e a germinare feconda lo scopo traditore.
“E’ lotta a Taormina – si dice -; si vuol disonorare il Paese!”.
Perché non aggiungere che l’oro Francese o Inglese o quello di albergatori di altre Città, inspira le nostre accuse e le nostre rivelazioni?
Ebbene, noi diciamo chiaro e forte:
Chi ci inspira è un alto e nobile senso moralizzatore; è carità del natio loco offesa da brutture straniere; è sentimento di dignità frustrata a sangue da pratiche disonoranti la natura umana; è malinconia di vedere abbondanza di persone disertare Taormina per le sozzure che si dileguano; è spirito innato ed irresistibile di avversione al vizioso ed al brutto; è desiderio intensissimo di sapere la fine di tanto ignobile mercato di carne e d’anima.
Noi - dico noi – a buon diritto, perché dietro all’umile scrittore sta la schiera dei suoi nell’idea – ci guarderemmo e ci guardiamo bene nell’assegnare a tutto un paese collettivamente, la responsabilità morale del disordine di pochi. Anzi ci riserbiamo di mostrare come la mala pianta sia esotica ed allignata qui solo in virtù di pertinace resistenza culturale e contro la naturale e doverosa reazione dell’humus cittadino. Ma anche la filossera si regalò ai nostri vigneti da terra straniera e nessuno ha mai compiuto l’assurdo pensiero di farne una colpa al… contadino!
Cosicché blatera al vento l’umoristico rivendicatore del buon concetto paesano  e meglio farebbe a non rendersi complice, colla sua ingrata ed interessata difesa di tanta fattura morale.
 
Il mercato è fatto così: entra il … tedesco, a caccia di emozioni fisiologiche, nel retro negozio.
Gli si mostrano fotografie artistiche; Socrate all’Aquarium coi fanciulli disciuti e vezzosetti; il vecchio filosofo ammantato in un bianco bardamento, l’aspetto flacco e cadente, ma gli occhi scintillano e vanno a posarsi sulle procaccianti forme tenerelle dei piccoli discepoli. Il quadro è molto ben fatto e suggestivo.
Il secondo rappresenta una rupe sorgente dal mare, perduta nell’azzurro di questo bel cielo meraviglioso.
C’è dell’ellenismo nell’aria e nell’arte.
Un satiro cornuto dalla folta chioma costretta in un nastro, siede nudo sull’aspra roccia , le braccia muscolose indietro tese, lo sguardo sfavillante, le labbra frementi.
Vicino a lui, appena coperto da una fascia nelle parti indispensabili è l’uomo-femmina, la donna del satiro, un giovincello flessuoso, dal corpo ben modellato e le forme plastiche. I due generi insomma… così il tedesco può scegliere!
Un terzo è il San Luigi, molto simile, almeno… nelle tendenze sessuali, egregiamente reso da un quindicenne in atto serafico, gli occhi al cielo, le labbra voluttuose, un atteggiamento da … aspettanti favori non proprio celesti! E’ il tipo dell’erotismo mistico.
Un quarto: busto di ragazzo ignudo fino alla cintola, capelli neri incolti sparsi al vento, naso aquilino,  occhi neri e vivissimi, postura maschia ma procacciante: una corona di quercia gli cinge la fronte. E’ il tipo selvatico.
Vi sono poi gruppi di schiavi greci nel peristilio antico, nudo del tutto e tutti giovanissimi; il gruppo di suonatori di tibia;  in costume adamitico, sulla terrazza prospiciente il mare; vi sono infinite varietà di ritratti.
Il… tedesco ammira e compera. Se è timido si accontenta delle fotografie, eminentemente suggestive capaci di suscitare sensi erotici assai più - Onorevole sig. Procuratore del Re – di quelle tali illustrazioni dell’Asino in cui il vostro egregio collega di Roma volle riscontrare oltraggio al pudore.
 Se non è timido strizza l’occhio o modula acconce frasi ed allora il fotografo… offre gli originali.
Messi su questa via l’intesa è in breve raggiunta.
Il soggetto è messo a disposizione per un certo numero di sedute ovvero è addirittura scritturato come groom, cameriere o altro.
Da particolari informazioni mi risulta che l’impresario ha in nota più di cinquanta soggetti, prelevati in diverse regioni e coi quali tiene attiva corrispondenza, come pure con molti aristocratici assuntori di simili generi d’appalti.
E così avviene che si vedono partire, con forestieri, giovanetti imberbi e poveri, che dopo qualche tempo tornano più … disinvolti e ben vestiti. Fanno buona vita finché hanno denaro e poi rispiccano il volo per lidi ignorati.
Testimonianze autorevoli mi affermano che si son visti e si vedono stranieri andare con fotografie alla mano in cerca dei modelli, chiamarli e trattare con loro. Un figuro tedesco ebbe l’audacia di suonare alla porta di un distinto forestiero, il cui servitore era stato fotografato, farlo discendere e presentargli proposte oscene. Ci volle il bastone del gentiluomo per impedire il contratto.
Signor procuratore: i nomi a vostra disposizione.
 
Mi domanderete: dove è la pietra dello scandalo; chi è il fotografo colpevole di tanta immondizia morale e di tanta abiezione?
Signor procuratore: cercatelo, signor procuratore: indagate.
I fotografi a Taormina sono in parecchi. Ma vedrete che uno solo si risentirà di questo mio scritto. Mettetegli le mani addosso… ma calzatevi prima i guanti. Egli potrebbe equivocare sul vostro atto!
E sarebbe curioso che voi pure – emerito magistrato – foste per essere fotografato da lui.
 
Illustrissimo, proprio ieri, narrano i giornali, fu tratto in arresto Eulenburg ed era un principe della Corte Imperiale. Questo in Germania, dome l’omosessualismo, come disse in una celebre testimonianza il giornalista Hauften al processo Harden, è pratica quasi normale talmente da far esclamare al testimone con voce sicura: Io mo dichiaro omosessuale.
 In Germania, dove il fastigio della Corte si riverbera sui familiari dell’Imperatore in guisa da renderli inviolabili e potentissimi.
Vorrà dar prova la giustizia in Italia, di delittuosa incuranza accordando l’immunità agli infami patrocinatori del vizio mostruoso e continuare, per contro, l’inseguimento dell’Asino? A voi la risposta. A noi  frattanto il tranquillo lavoro di luce e di denunzia, la santa campagna giornalistica epuratrice.
E… giù le zampe!
I documenti li abbiamo nel cassetto.
 
Umberto Bianchi

Vedi "Catania, 1908: Von Gloeden e il commercio di giovani da parte dei tedeschi.".

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