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I miei studi di storia gay

L'omosessualità ne "L'Asino" - Settimanale socialista ed anticlericale - 1905 / 1908

L'Asino, 9 settembre 1905 - Pallanza e i frati Marianisti all’Esposizione – Una feroce satira inglese


Dalla capitale… clericale
 
Pallanza e i frati Marianisti all’Esposizione. – Una feroce satira inglese
 
Mi è sembrata tanto grossa che non ho voluto cedere al primo momento d’impressione.
Ho invitato due amici ad accompagnarsi perché potessero costatare il fatto per ogni evenienza.
E il fatto è questo:
Nella Galleria della Marina nell’Esposizione di Piazza d’Armi – in fondo al braccio centrale e precisamente vicino alla “Mostra dei laghi lombardi” – si trovano esposti vari modelli di navi varate nei cantieri italiani. Il reparto è destinato alla dicitura dei Società dei cantieri navali riuniti.
Fra quei modelli àvvene uno che rappresenta il piroscafo ad elica varato nel Cantiere di Muggiano (Spezia) il 17 aprile 1904, con il nome di Pallanza.
Questo piroscafo appartiene ora all’Inghilterra; fu acquistato da poco tempo; e armatori ne sono i signori Y.H Welsford e C., di Liverpool.
Gli acquirenti lo hanno però ribattezzato, usando una espressione che va proprio intus et in cute.
Infatti la targa parla chiaro;
 
Piroscafo “Pallanza” ora Inkula
 
Non è carina?
 
Inkula: che parola sarà?
Certo non è un sostantivo; chè in nessun dizionario enciclopedico mi è riuscito di trovarla – e neanche un nome geografico, storico e politico. Sarà dunque un verbo.
Proviamo un po’ di coniugazione.
Pallanza – dal verbo asinesco pallanzare; prima persona singolare, tempo presente, modo indicativo.
Inkula – dal verbo suino… di identica desinenza; prima persona singolare, ecc. ecc.
Pallanzare (e quindi… eccetera), nel dizionario dell’Asino fa il palo col verbo alfonsinare. Questo significa: sfogo di libidine fratesca sopra oggetto maschile (in ispezie fanciullesco).
La storia del verbo pallanzare è breve e celeberrima.
Le origini rimontano a Sodomia, pardon, alla fine del 1904. I frati Marianisti di Pallanza, in quell’epoca, inculcarono il verbo (mi raccomando al prete di non leggere nerbo) ai fanciulli loro affidati – e sfogliando coi medesimi il gran libro della natura -  pare si fossero imbattuti in un’edizione molto… scorretta; tanto che dovette esserci il procuratore del re.
Si sa come vanno a finire in Italia queste cose; lo scandalo fu soffocato coi denari. E l’istituto (prima chiuso) riaperto come se niente fosse.
I padri compiacenti continuarono a fornire di figli i bramosi frati di Maria; e l’Italia continuò a marciare sulla via delle grandi nazioni.
Venne la nave; e la staffilata inglese colpì in piena faccia magistratura e governo produttori dei pederasti. La nave Pallanza fu chiamata Inkula.
Ed ora Inkula sta scritto sulla prua; Inkula sull’elica, Inkula sulle ruote, Inkula dappertutto.
Ma la staffilata ha picchiato sul duro. Ahimè, non è solo Pallanza che vanti la specialità del caso. Quale delle cento città non è, poco o molto, Pallanza?
Talchè, a voler indicare col suo vero nome l’intera nazione, dovrebbe il nostro esser chiamato non già Regno d’Italia ma Regno d’Inkula.
Le cose sarebbero più a posto; e anche gli uomini, senza distinzione fra ragazzi che godono dell’istruzione religiosa, padri che pagano le tasse, governanti che trescano col Vaticano.
 
Ecco, pel facile controllo, le precise parole che si leggono sulla targa di ottone infissa nel bassamento ove poggia il modello
Cantiere navale di Muggiano
(Spezia)
Piroscafo ad elica “Pallanza”
Ora “Inkula”
(Armatore I.ford e C di Liverpool)
 
Lunghezza tra le P. p.  M. 121,30
Larghezza massima F.O. “ 15,77
Pantalo al mezzo “ 12,22
Immersione a pino carico “ 8,10
Dislocamento massimo. Tonn. 12.200
Stazza lorda totale “ 6,691
Portata in peso morto “ 8,200
 
Varato il 17 aprile 1904
 
Murs.


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