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Testo
del discorso segreto tenuto da Heinrich Himmler il 18 febbraio 1937 ai
generali delle SS in relazione ai "pericoli razziali e biologici dell'omosessualità
".
Da
Massimo Consoli, Homocaust, Il Nazismo e la persecuzione degli omosessuali,
Kaos edizioni, Milano 1991
«Nel 1933, quando abbiamo
preso il potere, abbiamo scoperto l'esistenza delle associazioni omosessuali.
Queste contavano due milioni di iscritti. I funzionari incaricati di questo
problema stimavano prudentemente in quattro milioni il numero degli omosessuali
tedeschi. Personalmente non credo che il numero fosse così elevato.
Penso che non tutti quelli che facevano parte di queste associazioni fossero
omosessuali. E poi sono anche convinto che non tutti gli omosessuali vi
fossero iscritti. Forse ce ne erano da uno a due milioni, ma certamente
non meno di un milione. Questa è la stima prudenziale che si può
fare in questo campo.
Immaginate voi stessi cosa
vuol dire tutto ciò. Secondo gli ultimi censimenti, in Germania
ci sono dai 67 ai 68 milioni di abitanti e, quindi, 34 milioni di uomini
in cifra tonda. Di conseguenza. abbiamo circa 20 milioni di uomini capaci
di procreare (si tratta di uomini che hanno superato i sedici anni). Forse
ci potrebbe essere l'errore di un milione, ma questo non è importante.
Se
ammetto che ci sono da uno a due milioni di omosessuali vuol dire che il
7 oppure l'8 o addirittura il 10 per cento degli uomini sono omosessuali.
E se la situazione non cambia, il nostra popolo sarà annientato
da questa malattia contagiosa. A lungo termine, nessun popolo potrebbe
resistere a un tale sconvolgimento della propria vita e del proprio equilibrio
sessuale.
Se voi tenete conto,cosa
che io non ho ancora fatto, dei due milioni di uomini che sono morti in
guerra (la Prima guerra mondiale, NdT), e se considerate stabile il numero
delle donne, allora potrete immaginare quanto questi due milioni di omosessuali
e questi due milioni di morti quindi un totale di quattro milioni di uomini
sbilancino i rapporti sessuali in Germania: questo provocherà una
catastrofe.
Sto per esporre davanti
a voi qualche riflessione sul problema dell'omosessualità. Tra gli
omosessuali ci sono delle persone che hanno fatto proprio il seguente punto
di vista: "Quello che faccio non riguarda nessuno, ma solo la mia vita
privata". Ma non è vero, non è solo la loro vita privata:
il dominio sessuale può essere sinonimo di vita o di morte per un
popolo, di egemonia mondiale o di riduzione della nostra importanza ai
livelli della Svizzera. Un popolo che ha molti bambini può aspirare
all'egemonia, alla dominazione del mondo. Un popolo di razza nobile che
ha pochissimi bambini ha comprato un biglietto per l'aldilà: non
avrà più nessuno fra cinquanta o cento anni, e da qui a duecento
o cinquecento anni sarà estinto 2.
Oltre a questi problemi
di numeri, adesso ho esaminato solo questo aspetto, questo popolo può
sparire come Stato per altre ragioni. Siamo uno Stato di uomini, e nonostante
tutti i difetti che questo sistema comporta, dobbiamo assolutamente aggrapparci
a esso, perché questa è la migliore istituzione possibile.
Nel corso della storia ci
sono stati anche Stati di donne. Certamente avrete sentito parlare del
diritto matrimoniale. Il regno delle Amazzoni non era una favola: è
davvero esistito. Soprattutto i Frisoni, e in generale i popoli di marinai,
hanno avuto delle istituzioni matrimoniali di cui si può seguire
l'esistenza e la traccia fino a oggi. Non è per caso che agli Olandesi
piace essere governati da una regina, o addirittura che la nascita della
figlia di una regina sia accolta con più entusiasmo della nascita
di un figlio maschio. Non è un fatto strano, ma è il segno
di un istinto ancestrale dei popoli marinai 3.
Da secoli e da millenni
i popoli germanici, e in particolare il popolo tedesco, sono governati
da uomini. Però questo Stato di uomini si sta distruggendo a causa
dell'omosessualità. Secondo me, il difetto principale in materia
amministrativa è il seguente: nel dominio pubblico, nell'esercito,
nell'organizzazione politica e in tutte le altre istituzioni che potete
immaginare, tutti sono nominati a seconda dei risultati ottenuti, senza
tener conto delle carenze umane. Anche la nomina a uno di questi posti
di funzionari così spesso fuori da ogni realtà, risulta dalla
selezione rispetto ai risultati ottenuti: bisogna aver preso il voto più
alto all'esame di Diritto. In questo caso, la selezione viene fatta in
base ai voti affinché vinca quello che ha raggiunto il punteggio
massimo di "1 ", poi quello che ha fatto "1 e mezzo", oppure "1 e un quarto",
poi quello che ha "2", eccetera.
Per quel che riguarda i
posti nell'amministrazione e nell'economia, che sono occupati anche da
donne, nessun uomo in buona fede potrà pretendere che si acceda
a essi solo con la qualifica professionale, perché, siamo onesti
, siamo tra uomini, e quindi possiamo parlare francamente: cercate una
stenodattilografa, e ci sono due candidate, una veramente brutta, cinquantenne,
che batte 300 parole, dunque è quasi un genio nel suo campo. E poi
ce n'è un'altra, carina, di buona razza, ventenne, che batte solo
250 parole. Certamente prenderete un'aria seria, o sbaglio?, e troverete
mille ragioni molto morali per scegliere la candidata ventenne che batte
meno parole: l'altra è vecchia e potrebbe ammalarsi più facilmente,
e via di questo passo. Bene, si può ridere, non è male e
non è poi molto importante, perché se lei è carina
non tarderà a sposarsi e, in ogni caso, un posto di stenodattilografa
non condiziona la vita dello Stato.
Ma la distruzione dello
Stato comincia nel momento in cui interviene un principio erotico, e lo
dico con la più grande serietà, un principio di attrazione
sessuale dell'uomo per l'uomo quando, in questo Stato di uomini, la qualifica
professionale e il rendimento non contano più 4. Vorrei farvi un
esempio reale. Insisto: reale! Aggiungo che, secondo me, in tutte le regioni
oggi abitate sulla Terra, nessuna organizzazione ha accumulato tante esperienze
nel campo dell'omosessualità, dell'aborto, ecc., come la Gestapo
in Germania. In questo campo io credo che possiamo parlare di esperienza.
Il consigliere ministeriale
"X" è omosessuale e cerca, tra i suoi assessori, un consigliere
governativo. Però lui non segue il principio del rendimento. Non
sceglierà il miglior giurista. Non dirà nemmeno: "L'assessore
tal dei tali non è certamente il giurista migliore, però
ha buone votazioni, ha pratica e, quello che conta di più, sembra
essere di buona razza e avere una giusta concezione del mondo". No. Non
sceglie un assessore qualificato, né di bella presenza. Sceglie
quello che è anche omosessuale. Questa gente è capace di
riconoscersi da un angolo all'altro di una stanza. Quando ci sono cinquecento
uomini a una festa danzante, in una mezz'ora loro localizzano quelli che
hanno la stessa inclinazione. La gente normale come noi non può
capire come tutto ciò sia possibile.
Quindi il consigliere ministeriale
sceglie l'assessore che ha avuto le votazioni più basse e del quale
la concezione del mondo è la più sbagliata. Non gli pone
nessuna domanda sul suo rendimento, malo presenta al direttore ministeriale,
gli canta le sue lodi e presenta la sua richiesta con la dovuta serietà.
Dunque, l'assessore entra in servizio, visto che al direttore ministeriale
non verrà mai in mente di chiedere informazioni più precise,
né di studiare più attentamente la proposta del consigliere
ministeriale: infatti, lui pensa che questo anziano funzionario propone
l'assessore a causa del suo rendimento. Un uomo normale come lui non può
pensare che questo
assessore
sia stato scelto a causa delle sue inclinazioni sessuali. E la storia non
finisce qui, perché l'assessore, che è ormai diventato consigliere
governativo, sta per procedere nella stessa maniera. Se voi trovate un
uomo che ha questa inclinazione in un qualunque posto, e con un potere
di decisione, potete essere sicuri di trovare attorno a lui tre, quattro,
otto, dieci persone o addirittura di più, tutte con la stessa inclinazione;
perché uno trascina l'altro, e gli uomini normali che vivono con
loro sono sfortunati, sono condannati: possono fare quello che vogliono,
ma saranno comunque distrutti.
Ora vorrei farvi l'esempio
di un amico al quale è successo proprio questo. Il generale SS von
Woyrsch, che all'epoca combatteva in Slesia, era dislocato tra il generale
SA Heines e il Gauleiter Bruckner, tutti e due omosessuali. Bruckner era
anche Primo Presidente. Ebbene, Woyrsch è stato perseguitato perché
aveva turbato questa amicizia meravigliosa, e non perché si sarebbe
detto: "Quest'uomo non è come noi" ma sempre per dei motivi morali,
politici, ideologici, per dei motivi nazionalsocialisti.
Quindi l'omosessualità
fa fallire ogni rendimento, ogni sistema basato sul rendimento; essa distrugge
lo Stato nelle sue fondamenta. A questo si aggiunge il fatto che l'omosessuale
è un uomo radicalmente malato sul piano psichico. È debole
e si dimostra un vigliacco nei momenti decisivi. Credo che in tempo di
guerra possa essere coraggioso di tanto in tanto, ma nel campo civile questi
sono gli uomini più vigliacchi che si possano immaginare.
L'omosessuale mente anche
in maniera malata. Per farvi un esempio, non mente come un gesuita. Il
gesuita mente con uno scopo preciso. Dice qualsiasi cosa con un'aria luminosa,
ben sapendo che sta raccontando favole. Lui ha una giustificazione morale:
mente per la gloria di Dio. Ad majorem Dei gloriam. Il fine giustifica
i mezzi. C'è tutta una filosofia della morale, una dottrina morale
elaborata da Sant'Ignazio di Loyola. Quindi il gesuita mente e lo sa. Non
dimentica per un solo attimo che sta mentendo. L'omosessuale, invece, mente
e crede in ciò che dice. Quando chiedete a un omosessuale: "Hai
fatto questo o quello?", la risposta è "no". C'è il caso
di certi omosessuali che abbiamo interrogato e che ci hanno risposto: "Giuro
sull'onore di mia madre, che io sia morto se questo non è vero".
Tre minuti più tardi gli abbiamo presentato le prove dicendo: "E
allora questo, cosa vuol dire?". Ovviamente non sono morti e, purtroppo.
sono sempre qui.
All'inizio non mi capacitavo.
Nel 1933, 34 ci comportavamo da ignoranti: questo mondo era, ed è,
sempre tanto estraneo all'uomo normale, il quale non può assolutamente
immaginarselo com'è veramente. Il Generale Heydrich e io, insieme
a qualcun altro, abbiamo veramente dovuto imparare attraverso, esperienze
spiacevoli. All'inizio mi arrabbiavo quando i giovani mi mentivano. Oggi
capisco che gli era impossibile comportarsi diversamente. Perciò
non mi viene più in mente di chiedere a un omosessuale se è
di parola. Non lo faccio più perché so che mi mentirà.
Nel momento in cui un omosessuale vi dice qualcosa con gli occhi lacrimanti,
è convinto di dirvi la verità. Le esperienze che ho fatto
mi hanno dimostrato che l'omosessualità porta, vi dirò, a
una vera e propria stravaganza intellettuale, a una vera e propria irresponsabilità.
L'omosessuale è naturalmente
un ideale oggetto di pressione: primo, perché può essere
condannato; secondo, perché è un tipo malleabile; terzo,
perché è molle e senza alcuna volontà.
Inoltre, voglio soltanto
farvi qualche esempio in questo settore, l'omosessuale è posseduto
da un bisogno insaziabile di confidenza in tutti i campi, e in particolare
nel campo sessuale. Nella maggior parte dei casi, voi vi accorgete che
quello che si fa arrestare vi dà spontaneamente tutti i nomi di
quelli che conosce. Dunque, e devo adottare questo punto di vista, non
c'è alcuna fedeltà nell'amore di un uomo per un altro uomo
che assomigli minimamente alla fedeltà tra uomini, benché
questa gente parli d'amore. L'omosessuale dice tutto, senza freni, e senza
dubbio con la speranza di salvarsi così la pelle.
Dobbiamo capire che se questo
vizio continua a diffondersi, in Germania, senza che noi possiamo combatterlo,
per la Germania sarà la fine. La fine del mondo germanico. Purtroppo,
il compito non è facile, come lo fu per i nostri antenati. Per loro,
questi individui rappresentavano dei casi isolati, degli anormali. L'omosessuale,
che era chiamato "Urningo", era gettato nel fondo di una palude. I professori
che trovano questi cadaveri nelle paludi non dubitano certamente che nel
90 percento dei casi si tratta di omosessuali scaraventati con tutti
i loro vestiti in quelle paludi. Questa non era una punizione, ma soltanto
lo spegnersi di una vita anormale. Bisognava scartarli, allo stesso modo
in cui noi estirpiamo le ortiche e le ammucchiamo tutte insieme per bruciarle.
Questa non era una vendetta: l'individuo in questione doveva semplicemente
sparire.
Era così nel buon
tempo antico. Ma oggi, purtroppo, non è più possibile una
cosa del genere.
Ora vorrei parlarvi, con
molta franchezza. dell'omosessualità all'interno delle SS. Vi sottolineo
che so molto bene ciò di cui sto parlando. Evidentemente questo
non è argomento per una conferenza da ufficiali; ma, durante un
incontro, potrete renderne partecipe qualcuno dei vostri.
Ancora oggi, almeno ogni
mese, ci si presenta un caso di omosessualità tra le SS. Abbiamo
otto, dieci casi all'anno. Quindi, ho preso la seguente decisione: in tutti
i casi, questi individui saranno ufficialmente degradati, espulsi dalle
SS e trascinati davanti a un tribunale. Dopo che avranno scontato la pena
inflitta loro dal tribunale, dietro mio ordine saranno internati in un
campo di concentramento e abbattuti durante un "tentativo di fuga".
In ogni caso, il loro corpo
d'origine verrà informato direttamente da me di questo fatto. Spero
così di estirparli dalle SS, fino all'ultimo uomo. Voglio preservare
il sangue nobile che entra nella nostra organizzazione e l'opera di risanamento
razziale che stiamo perseguendo per la Germania.
Ma ciononostante il problema
non è risolto in tutta la Germania. Non ci dobbiamo illudere. Trascinare
gli omosessuali davanti a un tribunale e farli internare, non risolve il
problema. Quando esce dal carcere; l'omosessuale è tanto omosessuale
quanto lo era prima. Quindi il problema rimane invariato. È risolto,
invece, nella misura in cui questo vizio viene stigmatizzato, mentre prima
non lo era. Prima, durante e dopo la guerra, c'erano delle leggi su questo
fatto, ma non succedeva niente.
Per farvi capire meglio,
vi faccio un esempio. Nel 1934, durante i primi sei mesi della nostra attività
in questo ambito, abbiamo portato davanti ai tribunali più casi
noi che il praesidium della polizia di Berlino nei precedenti venticinque
anni. Nessuno può dire che tutto ciò è diventato importante
solo in seguito al caso Rohm, che di certo ci è stato di grande
pregiudizio. Ma questo vizio era fiorente già prima, durante, e
ancor più dopo la guerra.
Vedete bene che ogni tipo
di problema si può risolvere con le opportune misure amministrative
e poliziesche. È possibile risolvere anche il problema delle prostitute,
poco importante rispetto al precedente: delle misure precise permettono
di poterle inserire in un'organizzazione che, per un popolo di cultura,
è perfettamente ammissibile. In questo campo, noi diamo prova di
una grande apertura mentale, visto che non è possibile, da un lato,
impedire che tutta la gioventù precipiti nell'omosessualità,
e dall'altro, chiudere tutte le vie d'uscita. E una follia. Il fatto di
impedire, nelle grandi città, ogni tipo di relazione con le ragazze,
anche se lo si fa per i soldi, ha come risultato quello di spingere
un gran numero di ragazzi a passare sull'altra sponda.
Tra tutte queste considerazioni,
non dobbiamo dimenticare che, per due terzi del suo territorio, la Germania
è ormai diventata un Paese urbanizzato. Il villaggio non ha alcun
problema. Il villaggio ha un modo sano e naturale per regolare tutti questi
problemi. Qui, nonostante il pastore e la morale cristiana, nonostante
un sentimento religioso che si perpetua da secoli, il ragazzo va a bussare
alla finestra della ragazza. Il problema, così, è risolto.
È vero che c'è qualche figlio illegittimo e qualcuno che
si agita nel villaggio: il pastore è contento di avere un nuovo
argomento per il suo sermone. I ragazzi fanno esattamente come facevano
una volta e, non sbagliatevi, come nei tempi più antichi della nostra
storia. Tutte le teorie inventate per i bisogni della causa, e secondo
le quali la ragazza tedesca che ha la sfortuna di sposarsi solo a 26 o
a 30 anni ha vissuto fino allora come una monaca, sono delle favole. Invece,
le leggi sul sangue erano rigorose: nessun ragazzo e nessuna ragazza dovevano
impegnarsi con un sangue di valore inferiore. E su questo punto la severità
era estrema. E su un'altra cosa erano altrettanto severi: la donna infedele
era punita con la morte, perché nella famiglia rischiava di entrare
un sangue estraneo. Tutto questo era naturale, in quell'epoca; l'ordine
era sano e ragionevole, andava nel senso delle leggi naturali e non contro
di esse, come accade oggi.
Ma, come ho già detto,
un giorno questi problemi saranno risolti, in un modo o nell'altro. Più
facilitiamo i matrimoni precoci, in modo che i nostri uomini si sposino
a 25 anni, più il resto diminuirà e tutto tornerà
naturalmente in ordine.
Il problema dell'omosessualità,
invece, non pub essere regolato. Evidentemente, è una questione
che abbiamo valutato in tutti i sensi, possiamo mettere in carcere e internare
nei campi tutti i giovani traviati. Questo è semplice da realizzare.
Però io mi chiedo: se facessi rinchiudere ventimila giovani delle
grandi città, forse riuscirei a portarne tre o quattromila sulla
giusta strada, tra quelli sufficientemente giovani (dai 17 ai 18 anni),
e ciò con la disciplina, l'ordine, lo sport e il lavoro. Ci è
già riuscito in parecchi casi. Però, dal momento in cui non
ci saranno più questi giovani, perché io non metto in galera
gli omosessuali, c'è il rischio che gli omosessuali si mettano a
cercare nuove vittime. Quindi, ci troviamo in una situazione a doppio taglio.
Nella misura in cui non
saranno irrimediabilmente corrotti, faremo arrestare e internare nei campi
tutti i giovani tra i 17 e i 18 anni. Proveremo a ricondurli alla ragione
visto che, come ho appena detto, ci siamo già riusciti in parecchi
casi.
Ma tutto questo non ci aiuta
a risolvere il problema nel suo complesso. Io non vedo che una soluzione:
impedire che le qualità di uno Stato di uomini e i vantaggi delle
associazioni maschili, degenerino in difetti. Secondo me, la nostra vita
è troppo mascolinizzata. Siamo pronti a militarizzare delle cose
perfino inimmaginabili, lo dico sul serio, niente è così
perfetto quanto il nostro modo di far marciare gli uomini in riga, o di
prepararsi lo zaino. Per me, però, è una vera catastrofe
vedere le ragazze e le donne in tutto il Paese con degli zaini perfetti.
Fa venir voglia di vomitare. È una vera catastrofe vedere le organizzazioni
e le associazioni femminili occuparsi di cose che distruggono il fascino,
la dignità e la grazia della donna. Noi uomini, parlo in generale,
questo non ci concerne direttamente, nella nostra pazzia vogliamo fare
della donna uno strumento logico di pensiero, le insegniamo tutto ciò
che è possibile. È una vera catastrofe! Noi mascolinizziamo
le donne in tal modo che, a lungo andare, la differenza sessuale, le polarità,
spariscono. Da questo momento in poi, non è molto lontana la via
che conduce all'omosessualità.
Secondo me, l'attività
delle Associazioni degli studenti, per portare un esempio all'interno del
Movimento, è una catastrofe. Negli ultimi anni, questa attività
consisteva nel fare esercizi e nel riempire zaini. Non ho bisogno dell'Associazione
degli studenti per questo. Recentemente ho parlato con il nuovo dirigente
di questa Associazione, e gli ho detto: "Mio caro Scheel, se per caso lei
si facesse pizzicare mentre si sta esercitando con i suoi compagni, io
diventerò il suo nemico mortale. Nelle case degli studenti si fa
lavoro intellettuale, si esercita un'attività intellettuale e si
mette dell'ordine nella società".
Una volta ho dato un'occhiata
a un giornale studentesco, credo che si trattasse di quello dell'Associazione
della Slesia. Sulla pagina dei titoli di questo giornale dedicato al lavoro
intellettuale dei giovani universitari, c'erano otto uomini su due righe,
mentre il loro capo intellettuale ne verificava lo schieramento. Questo
è il lavoro adatto al sottufficiale, all'aiutante, al capo della
compagnia o al comandante del battaglione, che hanno la mania di verificare
lo schieramento. Ma non è il ruolo di una istituzione intellettuale.
Quando, all'estero, dicono di noi: "Non sapete essere altro che dei militaristi",
non hanno tutti i torti...
Adesso, ci si pone il seguente
problema: "Le SS pretendono di essere un Ordine. Anche il Partito pretende
di essere un Ordine". Queste due affermazioni non si escludono a vicenda.
Noi siamo, lo dico molto chiaramente, noi siamo un ordine nazionalsocialista,
ed ecco la definizione razziale, di uomini del Nord, e una comunità
di clan. Innanzitutto noi. siamo un ordine militare: non L'ordine, ma Un
ordine nazionalsocialista e militare, tenuto insieme dalla disciplina e
dal sangue, al sangue nordico; una comunità di clan, se vi sta meglio.
Una volta avremmo parlato
di confraternita di nobili. Ma, intenzionalmente, non uso questa espressione.
Con questo voglio soltanto dire che il nostro compito va nel senso di una
disciplina umana, mentre il compito dell'ordine politico s'indirizza verso
la direzione politica.
Visto che il Partito è
un ordine politico, si deve occupare sempre di più del contenuto
intellettuale e allontanarsi dagli aspetti militari come le adunate, o
il farsi lo zaino, ecc. E questo fino al più piccolo dettaglio.
Ho discusso molto di questi problemi con il camerata di partito Ley 9,
che ha una buonissima comprensione per questo tipo di cose. Quindi ho chiesto
il suo parere a proposito del raduno, veramente molto bello, dei capi politici
a Norimberga. "Perché lei dà degli ordini? Io non lo farei".
Lì c'erano centomila capi politici. Ci vorrebbero dei soldati ben
allenati affinché il solo comando "Riposo! Spiegate le bandiere!
Abbassate le bandiere!", venisse eseguito in maniera impeccabile da centomila
uomini. "Perché lei non dice, nel corso di quanto sta dicendo: `E
adesso dispiegheremo le bandiere, e poi le abbasseremo?". In fondo si tratta
della stessa cosa, che però è detta in un modo che non è
ultra, virile, soldatesco, militare. Perché bisogna dare degli ordini
per questo tipo di cose? Ecco qualche riflessione su tutti questi problemi.
E ora torno al mio discorso.
Dicevo che noi mascolinizziamo troppo tutta la nostra vita. E mascolinizziamo
troppo anche la nostra gioventù. Sto per farvi qualche esempio che
voi potrete moltiplicare a vostro piacere grazie alla vostra esperienza
personale o a quello che vi sarete visti intorno.
Certi giovani dicono alla
madre: "Guarda, mentre sfiliamo nella Hitlerjugend, stai attenta a non
passarci vicino; ti farei volentieri un segno, ma gli altri mi prenderebbero
in giro, direbbero che sono il cocco di mamma, un pappamolla". Penso che
questo genere di osservazioni sia una catastrofe per un popolo. È
catastrofico per un Paese che i ragazzi si vergognino delle loro madri
o delle loro sorelle, oppure che siano costretti ad avere vergogna delle
donne, in questo caso quelle che sono più vicine a loro, la madre,
la sorella, che è una futura donna.
È
catastrofico il fatto che un giovane sia preso in giro più del normale
perché lui è innamorato di una ragazza e, per questo, non
viene preso sul serio, lo consideriamo un debole e gli diciamo che i duri
non si occupano delle ragazze. "Esistono soltanto le amicizie tra ragazzi.
Sono gli uomini che decidono, sulla Terra", gli diciamo. La tappa seguente
è l'omosessualità. Sono le idee del signor Bliiher: " In
generale, la più alta forma d'amore non è quella che esiste
tra un uomo e una donna. A causa dei bambini, questo ha qualcosa di animalesco.
La più alta forma d'amore è quella che unisce due uomini.
Nel corso della Storia, è da qui che sono uscite le cose più
grandi". Ma è proprio questa la più spudorata bugia di questi
uomini che rivendicano Federico il Grande e Bismarck 10. Non esiste un
grande uomo che gli omosessuali non rivendichino tra i loro: Cesare, Silla,
eccetera. Credo che, a parte Don Giovanni, li rivendichino tutti. Questo
è presentato in maniera attraente ai giovani che appartengono a
un movimento già molto mascolinizzato e che vivono in campi di uomini
dove non hanno la possibilità di incontrare delle ragazze. Secondo
me, non dobbiamo poi stupirci se abbiamo intrapreso il cammino verso l'omosessualità.
Credo che un cambiamento
radicale non possa venir fuori che da quanto segue. Dobbiamo, è
una cosa particolarmente urgente per le SS, dobbiamo fare delle SS e dei
giovani, nella misura in cui possiamo influenzarli, degli uomini cavallereschi,
dei giovani cavalieri. È l'unica soluzione che abbiamo per distinguerci
chiaramente e non cadere nella situazione in cui si trovano gli Anglosassoni
e gli Americani. Un giorno, a un inglese che trovava disgustoso che gli
uomini salutassero per primi le donne, ho detto: "Suppongo che, nel suo
Paese, le galline si pavoneggino davanti al gallo. E allora la situazione
sarebbe diversa da quello che succede altrove?".
Una conseguenza dei troppo
numerosi privilegi concessi alla donna, in America, è che nessun
uomo osa più guardare una donna. Se lo fa, compare davanti a un
tribunale matrimoniale che lo condanna a pagare il risarcimento dei danni.
In America, l'omosessualità è diventata una misura di protezione
assoluta per gli uomini, a causa della schiavitù nella quale sono
mantenuti dalle loro donne. Laggiù, la donna può comportarsi
come un serpente boa: soffoca l'uomo, semplicemente. Nessuno la riconduce
mai sulla retta via. Quello è veramente un ottimo esempio di tirannia
femminile!
Da noi non c'è nessun
pericolo che l'atteggiamento cavalleresco dell'uomo sia esagerato e sfruttato
dall'altra parte: in Germania, l'abitudine e l'educazione non incitano
le donne ad agire in tal modo. Dobbiamo assolutamente fare dei nostri giovani
degli uomini cavallereschi, degli uomini che si ergono a campioni delle
loro donne.
Recentemente ho detto a
uno dei capi della Hitlerjugend: " In generale, voi siete poco cristiani.
Ma il vostro atteggiamento nei confronti della donna deriva dal più
puro cristianesimo, è il più cristiano possibile". Centocinquanta
anni fa, in una università cattolica venne sostenuta una tesi dal
titolo: La donna ha un'anima? Soltanto questo dimostra la tendenza del
cristianesimo a distruggere la donna e a mettere in evidenza la sua inferiorità.
Sono assolutamente convinto che tutto il clero e il cristianesimo cercano
soltanto di stabilire un'associazione erotica maschile e a mantenere questo
bolscevismo che esiste da duemila anni. Conosco molto bene la storia del
cristianesimo a Roma, e ciò mi permette di giustificare la mia opinione.
Sono convinto che gli imperatori romani, che hanno sterminato i primi cristiani,
hanno agito esattamente come noi con i comunisti. A quell'epoca i cristiani
erano la peggior feccia delle grandi città, i peggiori ebrei, i
peggiori bolscevichi che vi possiate immaginare.
Il bolscevismo di quell'epoca
ha avuto il coraggio di crescere sul cadavere di Roma. Il clero di quella
Chiesa cristiana che, più tardi, ha sottomesso la Chiesa ariana
dopo lotte infinite, cerca, dal IV o V secolo, di ottenere il celibato
dei preti. Per far questo si basa su San Paolo e i primi apostoli che presentavano
la donna come un simbolo del peccato e autorizzavano, oppure raccomandavano,
il matrimonio solo come mezzo legale per sfuggire alla fornicazione, così
come è scritto nella Bibbia, e presentavano i bambini solo come
un male necessario. Questo clero continuò a seguire la stessa strada
nel corso dei secoli, finché il celibato dei preti diventò
una realtà nel 1139.
Inoltre, sono convinto che
la confessione auricolare permetta ad alcuni preti che non vogliono sottomettersi
a questa omosessualità, di procurarsi le donne e le ragazze di cui
hanno bisogno, soprattutto i curati di campagna. Secondo me, la maggior
parte di loro è senz'altro eterosessuale, più del 50 percento,
mentre stimo che nei conventi ci sia il 90, il 95. o addirittura il 100
per cento di omosessuali.
Se noi riprendessimo i processi
contro i preti omosessuali e se li trattassimo come tutti i cittadini tedeschi,
potrei garantire duecento processi, o anche di più, per i prossimi
tre o quattro anni. Se non possiamo istruire questi processi, non è
perché ci mancano i casi, ma soltanto perché non disponiamo
del numero di funzionari e di giudici necessari per questo lavoro. Però,
fra quattro anni porteremo, spero, una prova molto convincente: dimostreremo
che la Chiesa, sia a livello dei dirigenti che a quello dei preti, costituisce
nella maggior parte un'associazione erotica di uomini che terrorizza l'umanità
da 1.800 anni, che esige che questa umanità le fornisca una grandissima
quantità di vittime e che, nel passato, si è dimostrata sadica
e perversa. Posso soltanto citare i processi alle streghe e agli eretici.
La
svalorizzazione della donna è un atteggiamento tipicamente cristiano:
e alla nostra epoca, sebbene noi siamo nazionalsocialisti abbiamo ripreso
questa eredità mentale. Anche certi incrollabili pagani l'hanno
fatto. Conosco molti camerati del partito che si credono costretti a dimostrare
una grande sicurezza nel loro modo di concepire il mondo, e di mostrarsi
particolarmente virili, comportandosi con volgarità e bestialità
nei confronti delle donne. Inoltre, abbiamo una certa tendenza a escludere
quanto più possibile le donne dalle feste e dalle cerimonie. E gli
stessi, poi, si lamentano del fatto che le donne rimangano fedeli alla
Chiesa, oppure che non aderiscano al cento per cento alla causa del nazionalsocialismo.
Eppure non dovrebbero lamentarsene: trattano le donne come degli esseri
umani di second'ordine, e le mantengono fuori da tutta la nostra vita interiore.
Non bisogna quindi stupirsi se le donne non danno la loro totale adesione
a questo tipo di vita.
Dobbiamo capire che il movimento,
la concezione del mondo nazionalsocialista, non possono esistere se non
vengono fatti propri dalle donne, perché gli uomini afferrano le
cose con il loro intelletto, mentre le donne le afferrano con il cuore.
Sono le donne tedesche che hanno fornito la maggior parte delle vittime
nei processi per stregoneria ed eresia, e non gli uomini. I preti sanno
benissimo perché hanno bruciato tra le cinque e le seimila donne:
proprio perché erano loro ad attaccarsi sentimentalmente alla vecchia
scienza e alla vecchia dottrina, perché i loro sentimenti e il loro
istinto non gli permettevano di allontanarsene mentre gli uomini, in modo
logico e conforme alla loro intelligenza, avevano cambiato bandiera.
E torno ancora una volta
al nostro problema. Penso che ci sia una troppo forte mascolinizzazione
nell'intero Movimento, e questo contiene il germe dell'omosessualità.
Vi chiedo di discutere su
queste idee quanto più vi è possibile ma, in ogni caso, non
davanti all'intero corpo degli ufficiali. Parlatene con il tale o con il
tal'altro. Vi prego di badare al fatto che i vostri uomini,vi ho mostrato
la via, ballino con le ragazze alla festa per il solstizio d'estate.
Stimo del tutto giusto il fatto di autorizzare i nostri giovani candidati
a organizzare ogni tanto una serata danzante durante l'inverno: non vi
inviteremo nessuna fanciulla di sangue impuro, ma solo le migliori. Noi
daremo ai nostri uomini delle SS l'occasione di ballare con loro, di mostrarsi
allegri e felici. Penso che questo sia utile per evitar loro di avviarsi
sulla strada sbagliata che porta all'omosessualità. Questa sarebbe
la ragione negativa. Ma c'è anche una ragione positiva: non dovremmo
stupirci se il tale o il tal'altro farà un brutto matrimonio e sposerà
una ragazza senza alcun valore razziale, se non gli daremo l'occasione
di conoscere altre fanciulle.
Penso che sia necessario
badare a che i giovani tra i quindici e i sedici anni incontrino delle
ragazze a una lezione di ballo, nelle serate, o in altre occasioni. È
tra i quindici e i sedici anni, questo è dimostrato dall'esperienza,
che il ragazzo si trova in un momento di equilibrio instabile. Se ha una
"cotta" durante le lezioni di ballo, o un amore giovanile, allora è
salvo. Si allontana dalla strada pericolosa. In Germania non abbiamo bisogno
di preoccuparci se mettiamo troppo presto i ragazzi a contatto delle ragazze,
e si li incitiamo ad avere rapporti sessuali, è un problema
molto serio del quale, una volta, si parlava sorridendo e dicendo delle
oscenità ma, grazie a Dio, ora è finito. No: sotto il nostro
clima, in considerazione della nostra razza e del nostro popolo, un giovane
di sedici anni considera l'amore sotto l'angolo più puro, più
bello, più idealistico; e dal momento in cui si è innamorato
di una ragazza, lo devo dire di nuovo chiaramente, non si parla neppure,
per lui, di onanismo collettivo con i camerati, né di amicizia a
carattere sessuale con degli uomini o con dei giovani: in generale, lui
si vergogna di fronte a una ragazza. Infatti, è legato sul piano
umano.
Da questo momento, il pericolo
è scartato. Adesso dobbiamo riunire le condizioni necessarie, dobbiamo
eliminare questo atteggiamento che regna, oggi, in tutta la gioventù
e forse anche nelle SS, e che consiste nel prendere in giro un uomo che
accompagna una donna, o che si comporta correttamente con la madre, oppure
di un altro che si comporta da gentiluomo con la sorella. È lì
che si annida il germe dell'omosessualità.
Penso che fosse mio dovere
parlarvi di questi problemi, signori generali. È una cosa estremamente
seria che i fogli propagandistici e le teorie moderne non ci aiuteranno
a risolvere. E non la risolveremo dicendo soltanto: "Dio, perché
il nostro popolo è tanto cattivo? Questa depravazione dei costumi
è spaventosa...". Niente di tutto ciò risolverà la
questione. Se pensiamo che è risolta, mi chiedo perché continuiamo
a darci tanta pena. Se pensiamo che non è risolta dobbiamo ammettere
che, in questo campo, il nostro popolo è stato mal guidato...
Signori, gli smarrimenti
sessuali provocano le cose più stravaganti che si possano immaginare.
Dire che ci comportiamo come degli animali sarebbe insultare le bestie.
Perché gli animali non fanno queste cose. Una vita sessuale normale,
dunque, costituisce un problema vitale per tutti i popoli.»