PROCESSO A ROLANDO RONCAGLIA
1354, indizione settima,
giorno 20 marzo.
Rolandino Roncaglia, che
si aggirava per Rialto vendendo uova (?) e altre cose, sospetto di peccato
sodomitico, condotto nella Camera del tormento di fronte ai Signori di
Notte e interrogato affinché dicesse la verità sui mali da
lui commessi a proposito del fatto di quel peccato, subito, senza nessuna
tortura, disse e confessò che, saranno ora dieci anni e più
che egli prese in moglie e sposò una giovane, con la quale stette
un certo tempo, e tuttavia non la conobbe mai, né lei né
alcuna altra donna, nell'atto carnale, perché non abbe mai alcun
appetito carnale e non riuscì mai a rizzare il suo membro virile;
e questa sua moglie lo abbandonò, e morì al tempo dell'epidemia.
Egli
andò a stare a Padova, ospite del suo parente Massone, e poiché
ha aspetto, voce e gesti da donna, pur concesso che non abbia l'orifizio
femminile ed abbia membro e testicoli al modo degli uomini, molti credevano
che lui fosse femmina, per ciò che appare esteriormente, e spesso
udì molti che dicevano: "Costei è femmina", facendo menzione
dello stesso Rolandino.
Infine, una certa notte,
mentre era a letto in casa dello stesso Massone, un uomo, che era ospitato
nella stessa casa, credendo che lui fosse femmina, con l'intenzione di
conoscerlo carnalmente come femmina entrò nel letto accanto a lui,
abbracciandolo, ed iniziò a baciarlo e abbracciarlo e a stringergli
le mammelle, che ha al modo delle donne, e montò sopra il suo corpo.
Allora Rolandino, assumendo
il ruolo della femmina, e volendo essere ritenuto femmina, nascose il suo
membro, e prese il membro di quell'uomo e se lo pose nel posteriore, dove
il detto uomo emise sperma e, ciò fatto, lo lasciò andare.
E nello stesso modo a Padova andò con altri due uomini, che lo scambiarono
per femmina.
Dopo di ciò venne
a Venezia e, poiché era già stato con uomini come femmina,
assumendo il ruolo della femmina, allora si divulgò la fama che
tutti credevano che lui fosse femmina, anche per i gesti femminili evidenti
esteriormente, e molti lo chiamavano Rolandina.
E di continuo frequentava
le prostitute di Rialto nel letto e andando ai bagni pubblici con costoro,
e intanto nascondeva da entrambi i lati il suo membro in modo che nessuna
mai se ne accorse e che tutte assai palesemente lo ritenevano femmina.
E a causa di questo fatto
fu richiesto per l'atto carnale da molti ed infiniti uomini qui in Venezia,
e con molti giacque nell'atto carnale a casa propria, e con molti altrove
a richiesta degli stessi che pensavano che lui fosse femmina. Lui li ingannava
in questo modo, cioè che, quando erano sopra il suo corpo, per quanto
poteva nascondeva il suo membro, e prendeva il membro di colui che giaceva
con lui e se lo metteva nel posteriore, e stava con loro finché
eiaculavano sperma, concedendo loro ogni piacere come fanno le prostitute
coi maschi, e in questo peccato perseverò per sette anni, più
o meno.
Interrogato se mai qualcuno,
stando con lui in quell'atto, si accorse del suo membro, rispose di no.
Interrogato se stando con loro gli si rizzava il membro, rispose di no.
Interrogato sulla ragione per cui commetteva questo peccato, rispose:
per guadagnare un poco di denaro.
Dopodiché il detto
Rolandino fu messo alla tortura per ordine degli stessi Signori e interrogato
affinché dicesse meglio la verità, e non dicendo altro se
non quanto aveva detto sopra, gli fu data una saccata, e per questo non
disse nient'altro se non le cose che sono dette e scritte sopra.
Dopodiché il 28 marzo
il detto Rolandino fu presentato di fronte all'inclito signore doge, e
qui dopo che furono lette, in sua presenza, tutte le cose scritte sopra,
egli perseverando nella sua confessione ratificò quanto aveva detto,
come disse sopra ed è scritto.
Nota che nel 1354, indizione settima, il 28 marzo, dal signor Giovannicola Rosso, e dal signor Daniele Cornaro "Giudici de proprio", in assenza del terzo giudice, il detto Rolandino fu condannato ad essere bruciato in modo che muoia (1).
Note
1) L'ultima riga è
sbiadita, ma avrà contenuto la solita chiusa: "Ed il
signor..... fece eseguire
la sentenza".