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WEB DI ENRICO OLIARI
"ALTRESTORIE"
(continua)
PROCESSI
A VENEZIA CONTRO I SODOMITI
di Stefano Bolognini,
con osservazioni di Giovanni Dall'Orto ed altre aggiunte.
1348
Repubblica di Venezia: i
Signori di Notte processano due servitori Pietro di Ferrara e Giacomello
di Bologna che dividevano il letto cosa non rara nella Venezia di quel
tempo. Pietro sotto tortura dichiarò di aver avuto rapporti sessuali
più volte con Giacomello e di aver eiaculato fra le cosce di lui
ma senza penetrazione anale. Giacomello, sempre sotto tortura, dichiarò
di aver rifiutato molte volte le proposte dell'altro. La confessione di
Pietro di relazioni innaturali e il suo presunto ruolo attivo gli costarono
la vita. Fu bruciato vivo tra le colonne della Piazzetta.
Bib.:
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford 1985.
1349
Repubblica di Venezia: L'undicenne
Zannino, servitore del nobile Dardi Venier, viene accusato di aver commesso
sodomia con un fiorentino su di una nave in viaggio da Creta verso Venezia.
Il processo fu affidato agli Avogadori (avvocati del Comune) che lo condannarono
a delle frustate. Il fiorentino, probabilmente un adulto, fu bruciato.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Avogadri, Raspe, Reg. 3642, c. 136r (1349).
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988, p. 204. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford
1985.
1354
Repubblica di Venezia: Rolandino
Ronchglia ufficialmente dichiarato maschio, ma aveva dichiarato, con evidenti
tratti femminili (seno sviluppato e aspetto da donna) si sposò come
maschio ma non consumò il matrimonio. Lasciato dalla moglie, che
morì alla prima epidemia di peste, si trasferì a Padova dove
incominciò ad acconciarsi e a vivere come una donna. Nell'anno in
corso torna a Venezia e incomincia a vivere nei pressi di Rialto come una
prostituta avendo "molti ed un numero infinito" di uomini. La sua "mascolinità"
fu scoperta dai Signori di Notte che ordinarono che fosse bruciato tra
le colonne di giustizia nella Piazzetta.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Signori di Notte al criminal, Processi, Reg. 6 c. 64r (1354).
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988, pp. 225 - 226. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press,
Oxford 1985.
Il
processo a Rolando Roncaglia - di Giovanni Dall'Orto
1357
Repubblica di Venezia :I
Signori di Notte processano il barcaiolo Nicoleto Marmagna e il suo giovane
servitore Giovanni Braganza. I due nel corso di un viaggio da Mestre a
Venezia passarono una notte sulla barca di Nicoleto. Durante la notte il
barcaiolo, secondo le dichiarazioni dello stesso, "mise il membro virile"
tra le gambe di Giovanni addormentato "in modo tale da corrompersi ed emettere
sperma". Giovanni dichiarò, al contrario di essere stato costretto
a subire quell'atto con minacce di morte e violenza. Giovanni poi ritrattò
e affermò che durante i rapporti i due si erano scambiati anche
di ruolo. Pare che il barcaiolo dichiarando che Giovanni era addormentato
volesse salvarlo dal rogo. Non ci riuscì e i due furono condannati
al rogo e arsi vivi.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Signori di Notte al Criminal, Processi, Reg. 7, cc. 21v, 22v (1357).
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford 1985, p.
192 -193.(sempre a p.193 accenna ad un caso fra due marinai m,a non parla
di rogo ASV, Signori della notte al Criminal, Processi, reg. 8, c 55r-v.)
Nicolò, un servitore
di Benedico Emo, attira un decenne in uno stanzino dove lo violenta. I
Signori di Notte lo condannarono al rogo.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Signori di Notte al Criminal, Processi, Reg. 7, c. 79v (1357).
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988, p. 208. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford
1985, p. 192 -193.
1368
Repubblica di Venezia :
Un araldo del Governo, tale Benedetto o soprannominato Capello, viene accusato
di sodomia per aver intrattenuto una relazione con un certo Saracen di
tredici. Quest'ultimo dichiarerà che i due intrattenevano una relazione
di amicizia e che Benedict o gli faceva da maestro mostrando una relazione
che corrisponde al modello greco. Secondo Giovanni Dall'Orto, il ragazzino
non avrebbe mai dichiarato nulla del genere, mentre avrebbe detto solo
che lo pagava e che gli bagnava le cosce. Benedetto fu condannato al rogo.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Signori di Notte al Criminal, Processi, Reg.8, cc. 81v, 82r (1368).
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford 1985, pp.
193 -194.
1398
Repubblica di Venezia: I
Signori di Notte processano un oste per sodomia. Si chiamava Biagio, da
Firenze.
Bib.:
ASV, Signori di Notte processi,
Reg. 12, c. 48 r-v (1398)
1399
Repubblica di venezia: I
Signori di Notte processano Toto, barbiere fiorentino che ha rapporti sessuali
con un apprendista ancora bambino e con numerose altre persone.
Bib.:
ASV, Signori di Notte processi,
Reg. 12, c. 59 r-v (1399)
1401
Repubblica di Venezia: Un
mercante di vini, Guglielmo da Monopoli, confessa ai Signori della notte
di avere una serie di contatti nell'ambiente dei sodomiti veneziani. Aveva
invitato un ragazzino a dormire nella sua "marciliana" (tipo di barca).
Viene condannato al rogo.
Bib:
ASV, Signori di Notte processi,
Reg. 12, c. 68v 70v(1401)
1422
Repubblica di Venezia: Il
Consiglio dei Dieci intenta un grosso processo per Sodomia a 19 uomini
la cui "attività" si svolgeva attorno ad una farmacia in Ruga degli
orefici. Le farmacie avevano anche stanze private per il gioco e
l'esercizio fisico dei giovani. I Signori di Notte avevano arrestato una
serie di nobili in una pregevole opera di smantellamento di una vera e
propria sottocultura sodomitica (che ovviamnte "non poteva" esistere, secondo
i costruzionisti). Quando si passò, di confessione in confessione,
il numero di quaranta "single-act sinners" (secondo Foucault) di cui una
quindicina nobili, i Signori di Notte furono esautorati, il Consiglio dei
Dieci (che
interveniva per le cospirazioni
contro la Repubblica!) avocò il caso, concluse i processi iniziati
ma insabbiò gli altri (i verbali furono chiusi in una cassa con
tre chiavi diversi date a tre persone, e successivamente fatti sparire:
abbiamo solo le sentenze), e da quel momento mantenne per secoli la giurisdizione
sui crimini di sodomia.
Troppo pericoloso... . I
catturati furono arsi, gli altri, scappati, banditi in perpetuo.
Bib.:
ASV, Dieci, Miste, Reg.10,
c 44r 1422 e c 56 r 1423.
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988, p. 229.
1462
Repubblica di Venezia :
Il figlio ottenne del nobile Francesco Barbaro rimane vittima della violenza
omosessuale di due non nobili.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Dieci, Miste, Reg. 16, c. 110 r(1462). Ruggiero, Guido, I confini dell'eros
crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio 1988.
/ The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford 1985, pp. 194
-195.
1464
Repubblica di Venezia: Giovanni
Basadona e Giovanni Filippo Priuli, entrambi definiti "puer", vengono condannati
come sodomiti attivi a otto anni di esilio. I loro compagni più
vecchi, Ermolao Foscari e Mafeo Barbaro furono condannati alla decapitazione
e al rogo delle loro spoglie.
Bib.:
Archivio di Stato di Venezia,
Dieci, Miste, Reg. 16, cc. 164v-167v (1464). Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford 1985, pp.
194 -195.
1474
Repubblica di Venezia: Un
gruppo di sei omosessuali viene denunciato al Consiglio dei Dieci. Padano
d'Oltranto e Marino Alegeti, i due attivi del gruppo, vengono decapitati
tra le colonne della giustizia e i loro resti sono bruciati. Ai quatto
passivi sono destinate varie pene che vanno dalle frustate, al taglio del
naso, al bando.
Bib.:
Ruggiero, Guido, I confini
dell'eros crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio
1988. / The Boundaries of Eros, Oxford University Press, Oxford 1985, p.
202.
1480
Venezia. Tale Francesco
Cercato viene impiccato per sodomia fra le colonne della piazzetta.
Bib:
"Guida insolita ai misteri,
ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Venrzia" - di M. Brusegan,
A. Scarsella, M. Vittoria - Newton & Compton Editori - ottobre 2000.
1545
Venezia. Viene decapitato
e bruciato Francesco Fabrizio, prete e poeta, condannato per il vizio "inenarrabile.
Bib:
"Guida insolita ai misteri,
ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Venrzia" - di M. Brusegan,
A. Scarsella, M. Vittoria - Newton & Compton Editori - ottobre 2000.
1565
Germinà Nicola da
(? - ?).
Il registro dei giustiziati
dei fraticelli della Confraternita di San Giovanni delle Case Rotte (un
copia è in possesso della Biblioteca Ambrosiana) dice "1565, 12
luglio: Giustizia fatta in Bordello, fu abbrugiato un Nicola da Germinà,
stava a Desio, per sodomia".
Bib.:
Franco, Di Bella, Storia
della tortura, Sugar Editore, Milano 1961, p.215.
1572
Il registro dei giustiziati
dei fraticelli della Confraternita di San Giovanni delle Case Rotte (un
copia è in possesso della Biblioteca Ambrosiana) dice "1572, 9 agosto.
Giustizia fatta in Bordello, fu abbrugiato uno schiavo turco vivo, del
principe don Alvigi, per aver usato con un putto la sodomia in casa sua,
e fu lasciato là nelle mani de li cani, quali lo dissiparono".
Bib.:
Franco, Di Bella, Storia
della tortura, Sugar Editore, Milano 1961, p.215.
1574
Il registro dei giustiziati
dei fraticelli della Confraternita di San Giovanni delle Case Rotte (un
copia è in possesso della Biblioteca Ambrosiana) dice che nel 1574,
per sodomia, abbrugiata a Porta Ticinese una cecilia Bressana"