LUDWIG II DI BAVIERA
Rivelazioni - In un libro uscito in Germania i gusti sessuali del sovrano bavarese
il Mattino 26 ago 01
di Claudio Guidi
Dovevano essere fisicamente
prestanti, con lunghi capelli corvini, una barba folta e, soprattutto,
forniti da madre natura di ragguardevoli attributi virili. Così
voleva che fossero i suoi amanti Ludwig II di Baviera, il mitico re che
faceva pazzie per la musica del suo protetto Richard Wagner e che per procurarsi
i suoi oggetti maschili del desiderio non esitava a sguinzagliare attraverso
mezza Europa i suoi fedeli procacciatori. Deluso dagli amanti provenienti
dalle sue scuderie reali e dai servitori dei suoi palazzi e castelli
sparsi
nello splendido panorama delle Alpi bavaresi, Ludwig incaricò i
suoi inviati di recarsi anche a Napoli, per cercare di convincere qualche
baldo giovane locale a trasferirsi alla sua corte, a consolarlo delle delusioni
amorose provate con i suoi ingrati sudditi.
A documentare in modo un
po’pecoreccio l’omosessualità del leggendario re bavarese, immortalato
sullo schermo dall’indimenticabile film di Luchino Visconti, arriva adesso
un libro appena uscito presso l’editore Eichborn Verlag di Francoforte
e scritto dallo studioso Robert Holzschuh, che vi pubblica anche 27 lettere
inedite del «Kini», questo il soprannome affettuoso dato a
Ludwig dai suoi sudditi bavaresi. Le lettere autografe di Ludwig, contenute
nel volume intitolato Das verlorene Paradies Ludwig II, il paradiso perduto
Ludwig, l’autore le ha comprate due anni fa ad un’asta publica pagandole
180 milioni di lire. Secondo la volontà del re esse, una volta lette,
avrebbero dovuto essere immediatamente distrutte dal suo capostalliere
Karl Hesselschwerdt, che tra i vari incarichi di corte aveva soprattutto
quello di procurare a Ludwig dei nerboruti compagni di letto. E al re andavano
bene tutti, giovani lacchè, stallieri e camerieri di corte, l’importante
è che fossero dotati di un «Kunis» di tutto rispetto,
questo il nomignolo che il re dava al membro virile dei suoi amanti e di
cui voleva farsi inviare un disegno, prima di convocare a corte il proprietario.
In una lettera al fedele
Karl, Ludwig lo invita ad allargare oltre frontiera il campo di ricerca
dei suoi amanti, quando scrive che «dopo che, come tu sai, due anni
fa venne qui un operaio francese, dovrebbe essere possibile trovare in
una grande città mondiale come Parigi anche un tedesco o un austriaco
(come era Johann); forse sarebbe bene mandarci Schmalholz. Scrivimi e dimmi
cosa te ne pare. Che ne diresti anche di Innsbruck, Merano e Bolzano?».
Ma i risultati delle ricerche devono essere stati piuttosto deludenti,
dal momento che Ludwig decide di fare il grande passo e di puntare su Napoli,
anche se non rinuncia a far cercare in altre città europee. «Caro
Karl, provvedi in modo che Schmalholz, oltre a Rudolstadt e Sondershausen,
vada anche a Bruxelles. Goetz, invece, deve darsi da fare per cercare a
Linz e a Napoli. Qui deve dare a qualche ragazzo del denaro, affinché
egli si faccia fotografare come se fosse una cosa che serve ad un pittore
o roba simile. Se non ci riesce a Napoli, allora deve provare in un’altra
città italiana. Usa la massima prudenza e brucia questo foglio.
Ludwig». Ordine - si è visto - mai eseguito.
Il presente brano è stato riedito per gentilre concessione dell’autore. Non è consentita l’ulteriore ripubblicazione, né a stampa, né on line, senza il consenso dell’autore.
dal sito di Giuseppe Serpagli "Storia e storie"
Ludwig
o Luigi II (1845/1886), re di Baviera dal 1864 alla sua morte, fu l'ultimo
sovrano della Baviera indipendente, perché già nel 1870 essa
fu inglobata nell'impero tedesco, creato da Bismarck e retto dagli Hohenzollern.
Sognatore, idealista e misantropo, Ludwig non riuscì mai ad accettare
la realtà e i compromessi ad essa connessi e si rifugiò via
via sempre di più in un mondo irreale fatto di arte, leggende, castelli
fiabeschi e comportamenti fantasiosi o stravaganti. Poco versato nella
politica, fu schiacciato
da
Bismarck, che del resto sapeva come blandirlo, anche facendogli pervenire
finanziamenti per le sue ingenti spese di mecenate di Wagner e di costruttore
di quella serie di castelli, non sempre di gusto eccelso, che ora sono
una delle principali attrattive turistiche della Baviera. Del resto, anche
uomini ben più virili e realisti (e politicamente tutt'altro che
sprovveduti) di lui, come Francesco Giuseppe e Napoleone III, avevano potuto
fare ben poco per contrastare il Cancelliere di ferro! Anche dopo la creazione
dell'impero tedesco, Ludwig continuò a essere re di Baviera, ma
ovviamente il titolo era ormai quasi solo formale.
Icona
gay, anche a seguito del bellissimo film di Visconti, Ludwig visse la sua
omosessualità in modo molto tormentato e probabilmente la praticò
assai poco, nonostante la sua bellezza e il suo rango (nonché il
fatto che fosse "superdotato", come si dice oggi) gli avrebbero permesso
di avere schiere di amanti. Afflitto da pesanti sensi di colpa, chiedeva
perdono per iscritto al gran re (Luigi XIV di Francia, vissuto circa due
secoli prima) persino quando si lasciava vincere dal "vizio solitario".
A differenza di migliaia di omosessuali, coronati o no, vissuti prima e
dopo di lui, fu coerente con se stesso e col mondo e mandò a monte
il progettato matrimonio con la cugina Sofia, sorella di Sissi. Quanti
altri più "furbi" di lui non avrebbero esitato a sposarsi - come
é sempre successo - per salvare le apparenze, facendo poi ingravidare
la moglie da qualche scudiero!
Geniale
e folle (secondo i "normali" criteri che regolano i comportamenti umani),
a lui i posteri devono comunque tutte le fiabesche costruzioni che fece
edificare nel suo regno e il suo enorme contributo affinché Richard
Wagner potesse scrivere tanti suoi capolavori. Come quel "Liebestod" del
Tristano e Isotta che probabilmente accompagnò la sua mente sconvolta
quando, ormai destituito dalla sua carica perché ritenuto pazzo
e prigioniero nel castello di Berg, in quel piovoso tramonto del 13 giugno
1886 volle sparire (verschwinden) annegandosi, e trascinando con sé
il medico che lo doveva sorvegliare, nel lago di Starnberg. A pochi chilometri
di distanza, sull'altra sponda del lago, c'era Possenhofen, dove proprio
in quei giorni la cugina Sissi si trovava in visita ai parenti. Circola
ancora la voce, non suffragata da prove sufficienti, che Sissi abbia tentato
di farlo fuggire in Austria. Comunque sia, lei fu informata della tragedia
il mattino successivo e, colta da una profonda crisi di sconforto, riuscì
soltanto a mandare un mazzo da gelsomini da lei raccolti che furono posti
nella bara del cugino, ma non a partecipare ai solenni funerali di stato
di Ludwig che si svolsero qualche giorno dopo nella vicina Monaco. Una
grossa croce segna il punto in cui Ludwig annegò in un metro d'acqua.
A Berg c'é una Cappella votiva a lui dedicata, ma Ludwig é
sepolto nella chiesa di San Michele a Monaco.
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Immagini
dei castelli di re Ludovico II, dal sito di Giuseppe Serpagli