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ADOLF HITLER
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Una
delle discussioni più difficili sull'omosessualità di alcuni
dei personaggi che hanno lasciato un segno nella storia, riguarda Adolf
Hitler. Il problema sta nel fatto che spesso si è voluto "screditare"
gli oppositori riversando su di loro l'"accusa" di essere omosessuali,
modo questo per renderne vulnerabile l'immagine davanti alle masse. Di
tanto in tanto infatti capita di trovare sui giornali tesi secondo cui
Lenin, Castro e tanti altri erano o sono omosessuali, ma, come si sa, la
ricerca storica ha bisogno di prove inconfutabili.
Di
Hitler si è detto di tutto, ma quello che è certo è
che durante il nazismo una moltitudine i omosessuali è stata condannata
all'internamento nei Lager, dai quali pochi sono tornati.
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(Link
del sito: Heinrich
Himmler - Pagina del nazismo
- Foto Auschwitz - Mauthausen)
In questa pagina:
- Un maschio per il Fuehrer,
di Massimo Consoli - "Men" (Italy) - N° 45, 8 Novembre 1971
- Hitler era gay, di
Lothar Machtman - Il Corriere della Sera, 7 ottobre 2001
"Men" (Italy) - N° 45, 8 Novembre 1971
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UN MASCHIO PER IL FUEHRER
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Il presente brano è stato riedito per gentile concessione dell’autore. Non è consentita l’ulteriore ripubblicazione, né a stampa, né on line, senza il consenso dell’autore.
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di Luciano Massimo Consoli
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E' un ex-infermiere, vedovo e pensionato, l'uomo che racconta d'essere stato obbligato, cinquantasette anni fa, ad andare una notte a letto con Hitler
«... Meine liebesnacht
mit Hitler »: « la mia notte d'amore con Hitler», cosi'
l'ultimo numero di «Du und Ich» intitola un'intervista al settantaquattrenne
Ernst Waldbauer, infermiere in pensione. La rivista, che tira centomila
copie mensili, e' nel suo genere una delle piu' autorevoli pubblicazioni
omosessuali della Germania Federale,
decisamente
superiore alle altre due consorelle «Dan» e «Him».
Le sue inchieste ed i suoi servizi periodici sulla situazione sessuale
nelle scuole, sull'attitudine dei genitori verso i figli «diversi»,
sono state ampiamente riprese e commentate da buona parte della stampa
tedesca, e varie personalita' non solo del mondo dello spettacolo, come
Richard Burton o Bjoern Andresen, ma anche della politica o della religione
come recentemente, l'autorevole Presidente delle Chiese (un'organizzazione
protestante), il pastore Martin Niemoeller, non si sono rifiutati di rilasciare
interviste.
Sulla vita sessuale del
Fuehrer non si e' mai riusciti a sapere molto. Si parlava spesso di una
sua presunta omosessualita' o, addirittura, di una vera e propria deviazione
sessuale. L'ipotesi fu poi dimenticata quando salto' fuori la storia con
la famosa Eva Braun, che egli sposo' addirittura in punto di morte, ma
con la quale sembra certo che non abbia mai «consumato».
Si e' parlato anche di una
sua grande passione per la figlia di una sorellastra, Geli: una ragazza
che il giovane Hitler uccise in uno scatto d'ira e che fu l'unica persona
di sesso femminile che, chi gli fu vicino, gli senti' mai rimpiangere.
Per il resto, nebbia fitta.
In ogni caso, con l'omosessualita',
Hitler ci si e' scontrato indirettamente fin dagli inizi della sua carriera
politica.
Omosessuale era Roehm, fondatore
e capo assoluto delle S.A., colui che gli consegno' la Germania su di un
piatto d'argento e che Hitler, per tutto ringraziamento, fece trucidare
insieme a tutti i suoi collaboratori, nella «Notte dei Lunghi Coltelli»,
il 30 giugno 1934.
Omosessuale era Walter Funk
ministro dell'Economia del Terzo Reich.
Omosessuale era Fritsch,
comandante in capo dell'esercito tedesco.
Omosessuale era Heydrich,
capo della Gestapo e « protettore della Boemia e Moravia.
Omosessuali sembra che fossero
Goebbels, ministro della Propaganda, Himmler, il numero 2 del partito nazista,
e Goering, il «dio» dell'aria.
Tutto
cio' non deve far pensare che il nazismo fosse una sorta di «massoneria
del terzo sesso». In effetti, se tanti erano gli omosessuali, molto
piu' numerosi ancora erano i veri psicopatici, i deviati e i maniaci sessuali.
Questo si spiega, seppure parzialmente, con l'abitudine tipica di Hitler,
di preferire sempre uomini facilmente ricattabili e, di conseguenza, eliminabili
quando non risultavano piu' comodi.
L'omosessualita' del leaders
nazisti, o legati al nazismo, «saltava fuori» nei momenti di
contrasto con i leaders di grado «superiore».
Dall'eliminazione di Roehm
in poi, ogni repressione degli omosessuali fu giustificata legalmente in
base all'articolo 175 del codice penale tedesco, il quale, in ogni caso,
non prevedeva le pene cosi' assurde che furono comminate a decine di migliaia
di cittadini.
Ma torniamo a Ernst Waldbauer.
Nato il 16 dicembre 1897,
otto anni dopo Hitler, vedovo, vive oggi con una figlia a Stoccolma, e
ci tiene a precisare che non e' omosessuale, anche se, una sera dell'ottobre
1914 (non ricorda bene il giorno) ha avuto un rapporto sessuale con Hitler.
Costui
era molto amico di suo cugino, con il quale si intratteneva volentieri
nella casa dei genitori a Tutzing, presso Monaco, a parlare appassionatamente
di Marx.
Una sera, il giovane Waldbauer
fu avvertito dalla zia che quell'amico del cugino, quell'Adolf Hitler che
abitava a Monaco, sarebbe rimasto per la notte con loro e, non essendoci
un posto libero, avrebbe dormito nella sua stanza.
Hitler entro' nella camera
verso le 11, mentre il sedicenne Waldbauer era gia' a letto, al buio, con
le candele spente per paura degli incendi.
Adolf protesto' per l'odore
sgradevole delle lenzuola, e chiese al suo ospite di poter dormire con
lui. Waldbauer, ingenuamente, non rifiuto'.
Appena entrato nel letto,
il futuro dittatore comincio' a chiedergli se aveva la ragazza, a parlare
della propria, che viveva allora a Wuerzburg con la madre e che, forse,
era proprio la gia' citata Geli. Intanto Waldbauer, accortosi che l'altro
si era eccitato, cominci' a capire un «po' di piu'», anche
se afferma che «tutto quel che Hitler mi fece quella notte era nuovo
per me».
E che cosa fece lo spiega
con abbondanza di particolari.
Tanto per cominciare gli
carezzo' il ventre, il femore e poi prese il membro tra le mani, e sembro'
meravigliato che l'altro non si eccitasse subito.
Parlava continuamente della
sua ragazza, della quale amava particolarmente i capelli rossi, e intanto
lo masturbava, facendo lo stesso su di se'.
Non si dettero baci, ne'
qualcuno dei due sembro' desiderarli. Tutto si limito', sembra, ad una
« doppia » masturbazione. Waldbauer insiste nel dire che non
provo' alcun piacere ad avere nel suo letto il futuro assassino di 80.000
omosessuali.
Alla fine Hitler torno'
nel suo letto (segno evidente che, dopotutto, non puzzava troppo) e gli
chiese di svegliarlo il giorno dopo di buon'ora, poiche' doveva tornare
a Monaco.
L'unica volta che si rividero,
Hitler gli fece l'occhiolino...
HITLER ERA GAY
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di Lothar Machtman
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Il Corriere della Sera, 7 ottobre 2001
Gli «omicidi Röhm», un'operazione con cui cercò di eliminare testimoni scomodi
Sin dall'inizio della sua
carriera politica, Hitler si era inserito nell'ambiente «omosociale»
del suo entourage .
Evidentemente, egli ci si
trovava così bene da decidere di prendere parte fino alla fine a
quella vita di gruppo. I suoi seguaci gli erano totalmente devoti e, guarda
caso, mostravano scarso interesse verso le donne. Il fatto che Hitler li
esortasse comunque a sposarsi per ragioni di occultamento non è
affatto strano. La struttura di stampo mafioso della cerchia interna
non garantiva soltanto una solida coesione, ma preveniva anche eventuali
ricatti o delazioni. Tutti i suoi membri condividevano il medesimo destino,
perché tutti avevano qualcosa da nascondere: chi particolari tendenze
sessuali, chi affari loschi. Hitler riuscì inoltre a legare sempre
più alla propria sorte politica i
seguaci
più assidui. A questo punto emerse infatti un Hitler pervaso «da
una meschinità da piccolo criminale», il «macchinatore
che era costantemente coinvolto in ricatti e menzogne», e che sapeva
affrontare tutte queste difficoltà e salvarsi la faccia. La fiducia
che egli riuscì a ispirare in seguito dipese soprattutto dalla sua
capacità di schivare in modo diverso le insidie della carriera politica.
Il fatto che negli anni
compresi tra il 1930 e il 1934 nessuno sia riuscito a mettere in dubbio
la sua integrità ha effettivamente del miracoloso. Il dittatore
tradusse poi questa circostanza nella «provvidenza», anzi,
nel «destino» di un'intera nazione. Secondo quanto affermato
da Albert Speer nel 1945, Hitler aveva in gran parte derivato la propria
vocazione politica dalle circostanze della sua esistenza e aveva
motivato il proprio ottimismo col fatto «che in vita sua aveva già
conosciuto molte situazioni difficili che si erano sempre risolte a suo
favore». In effetti, solo pochi politici della stessa generazione
impararono lezioni più severe di quelle apprese da Adolf Hitler;
la tenacia e i nervi di ferro di cui andava tanto fiero sono perlopiù
riconducibili, come la sua capacità di trasformazione, a quella
stessa lotta per la sopravvivenza. In quest'ottica, la sua incredibile
ascesa è anche conseguenza delle sue tendenze omosessuali.
Sebbene, a partire dal 1933,
la sua vita privata sia stata limitata in misura crescente dai doveri pubblici
di Führer e cancelliere, Hitler riuscì sempre a ritagliarsi
qualche momento di intimità. Come in passato, faceva visite segrete,
e ora l' entourage lo copriva più che mai. Egli riuscì a
condurre una sorta di doppia vita anche dopo il 1933, dovette solo organizzarla
in maniera diversa e più accurata rispetto a prima.
Dunque,
esiste senza dubbio materiale sufficiente a tratteggiare un'immagine fedele
della sfera privata del dittatore. Occorre «soltanto» studiare
e analizzare oggettivamente i fatti storici, con imparzialità e
senza falsi pregiudizi. Anche se, una volta esaminata tutta la documentazione
disponibile, la conclusione secondo cui Hitler era omosessuale appare inconfutabile,
tale conclusione, tale verità non è tuttavia facile da dimostrare.
Tanto più che la dittatura nazionalsocialista è un capitolo
particolarmente triste della storia della repressione contro gli omosessuali.
Come possiamo conciliare
questo fatto con la nostra tesi? Hitler sapeva che nella sua vita c'erano
particolari che avrebbero potuto nuocere tanto al suo carisma, al fondamento
del suo potere, da dover essere nascosti a qualsiasi costo.
Più rapida diventava
la sua scalata politica e più l'attenzione dell' opinione pubblica
si concentrava su di lui, più aumentava il rischio di essere smascherato
come omosessuale. La situazione si esacerbò quando le SA, sotto
la direzione di Ernst Röhm, ex amico del Führer, cominciarono
ad accampare rivendicazioni di potere. Dal punto di vista di Hitler, nel
1934 Röhm era in procinto di aprire il vaso di Pandora. Hitler temeva
un complotto, e Röhm sapeva molto, forse troppo, su di lui.
Il terrore di una delazione
sessuale, e dell'inevitabile declino politico e sociale che essa avrebbe
provocato, spinse il titubante dittatore a ricorrere a misure estreme.
Si giunse così agli «omicidi Röhm», operazione
durante la quale Hitler cercò di eliminare anche altri testimoni
della sua omosessualità: una drastica misura volta a intimidire
eventuali delatori e ricattatori. Röhm aveva giocato con il fuoco,
e Hitler aveva spento le fiamme appena in tempo. La feroce persecuzione
pubblica degli omosessuali serviva agli interessi privati di
Hitler: il dittatore intimidiva
i testimoni e ostacolava i ricatti, trasformando l'omosessualità
in una sorta di monopolio, o meglio, nel suo monopolio. E' evidente che
tutto ciò era legato anche a disturbi psichici, o per essere più
precisi a una forma di schizofrenia. Hitler aveva ceduto totalmente alla
pressione delle convenzioni sociali e, nonostante tutti i suoi sforzi,
non si liberò mai dall'obbligo snervante, anzi, logorante, di nascondere
la propria omosessualità, a qualsiasi costo.
Vi era anche un altro elemento
di cui tenere conto: il rischio che gli altri aspiranti a un ruolo di potere
e di egemonia nel Terzo Reich (individui che possedevano un'energia criminale
pari alla sua) lo scoprissero e, prima o poi, lo ricattassero o lo umiliassero
pubblicamente.
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Links:
Heinrich
Himmler
Foto
Auschwitz
Archivio
Massimo Consoli
Das
Leben von Adolf Hitler (D)
International
Committee for Holocaust Truth: 1996 Report (GB)