Il codice di Gengis Khan, pubblicato dalla
Commercial Press di Beijing (Pechino), in cinese e inglese contiene anche
delle interpretazioni delle leggi basate sui risultati delle ricerche.
Nell'articolo 48 di quella che viene forse considerata come la prima
costituzione al mondo, Gengis Khan proibisce l'omosessualità: "un uomo
che commetta atti di sodomia dovra' essere punito con la morte," stando agli
esperti dell'Istituto di Ricerca della Mongolia Interna sulle leggi e la
sociologia della Mongolia antica dopo i 14 mesi occorsi per la compilazione
del codice. Circa questo articolo gli esperti dicono che sia dovuto al fatto
che Gengis Khan volesse accrescere la popolazione mongola, che era di circa
1,5 milioni di persone, per competere contro i 100 milioni di persone della
Dinastia Song (960-1279) che allora dominava quella che e' oggi la Cina
centrale. Il codice di leggi di Gengis Khan evidenzia inoltre la protezione
dell'ambiente, hanno trovato i ricercatori. Il codice stipulava la pena di
morte per chi danneggiasse dei terreni e praterie con scavi non autorizzati
o causando incendi. Il codice proibiva anche il lavare al fiume o di
gettarvi qualcuno dentro. La riproduzione del codice e' basata sui ritrovati
delle ricerche degli esperti che si sono concentrati sulla letteratura e
sulla storia della Mongolia nonché su altri classici incluso il Milione di
Marco Polo, per ritrovare i contenuti del codice dal momento che il testo
originale ando' perduto piu' di 600 anni fa.