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Eltsin salvato dai gay, di Amerigo Marras
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Luigi Bernini, fratello di Gian Lorenzo, sodomizza ed uccide un ragazzo
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Edward Carpenter (1844-1929) sull'omosessualità - archivio Massimo
Consoli
ELTSIN SALVATO DAI GAY
di Amerigo Marras, Archivio Massimo Consoli
da Rome Gay News n. 36, del 23 marzo 1992, p. 10
MOSCA. I gay russi sono stati
indispensabili a Boris Eltsin nel poter trasmettere le sue dichiarazioni,
d'attacco contro il tentato putsch dei generali dello scorso agosto (19 agosto
1991, ndr), prestandogli il computer e la stampante del giornale gay TEMA, la
sola organizzazione che ancora possedeva un computer al momento del colpo di
stato. Il computer era stato ricevuto due settimane prima come dono dell'International
Gay and Lesbian Human Rights Commission, di San Francisco. Tale atto di eroismo
degli editori di TEMA precedeva la grande protesta dei gay sovietici nello scorso
settembre e che rivendicava i propri diritti chiedendo l'abolizione
dell'articolo 121del Codice
Penale Sovietico. Seguiva la candidatura di Roman Khalinin, gay quarantenne che
si era opposto a Eltsin come il primo gay politico sulla scena sovietica. Il
riconoscimento del ruolo positivo dei gay nella democratizzazione sovietica
avviene però lentamente e sinora solo con l'Ucraina che ha riconosciuto i
diritti gay per prima, eliminando le infami leggi che sinora condannavano fino a
8 anni di prigione. La mutata atmosfera politica apre le porte al riconoscimento
dei diritti dei gay sovietici che possono ben dire di aver partecipato in
diretta alla creazione democratica del Paese.
In www.oliari.com: Speciale Russia e Urss
22 novembre 1991
In onore di Roman Kalinin
di Nancy Pelosi
traduzione di Massimo Consoli
Queste considerazioni sono state fatte nell'aula del Parlamento USA dall'on.
Nancy Pelosi, di New York, e sono entrati negli atti parlamentari (Congressional
Records) il 22 novembre 1991.
Signor Speaker, il tentativo di colpo di stato sovietico dello scorso agosto
1991 e' stato lo scenario adatto ad una forte dimostrazione di coraggio e di
attaccamento alla causa della libertà. Roman Kalinin, editore del primo giornale
gaysbico russo, insieme ad un gruppo di gay e lesbiche, si e' impegnato a
lottare contro il colpo di stato stampando e distribuendo i decreti del
Presidente Boris Eltsin.
Roman Kalinin ha saputo del tentativo di golpe da alcuni amici di San Francisco.
Dalla sera tardi del 18 agosto fino a quando il colpo di stato venne sconfitto,
il 21 agosto successivo, Kalinin aprì una linea telefonica attraverso la
Finlandia e San Francisco. Aveva formulato un piano per comunicare con quelle
persone nell'Unione Sovietica che sarebbero potute diventare i primi bersagli da
intimidire e, possibilmente, da eliminare fisicamente, per le loro preferenze
sessuali e per la loro attività nel movimento democratico. La paura ed il panico
erano particolarmente sentiti, mentre si veniva a conoscenza di rapporti sulla
possibilità di ondate di arresti. Il 20 agosto la clinica aids di Mosca presentò
una richiesta ufficiale per avere liste di persone con aids e con hiv.
Kalinin è l'editore di Tema, il primo giornale gay e lesbico dell'URSS. Il suo
sistema di stampa e la sua fotocopiatrice divennero virtualmente la sola
disponibile possibilità per stampare e distribuire informazioni contro i leader
del golpe. Per circa 60 ore, i gay e le lesbiche di Mosca coordinarono le loro
forze in una incredibile dimostrazione di coraggio.
Il Presidente Boris Eltsin firmò una lista di decreti che divenne il documento
della resistenza contro le forze dell'oppressione. I gay e le lesbiche negli
uffici di Tema elaborarono le informazioni al computer. La fotocopiatrice stampò
i decreti di Eltsin senza interruzione, con il logo del ben noto giornale gay in
calce. Kalinin voleva che il pubblico sapesse che la comunità gay stava
lavorando per sconfiggere il putsch, anche se rischiava l'arresto rivendicando
pubblicamente quello che stava facendo.
Poi, questi eroi distribuirono i volantini con i decreti stampati per le strade
di Mosca, lavorando con gli altri leader del movimento per la democrazia. I
decreti vennero diffusi attraverso la città ed apparvero ad ogni fermata della
metro, consegnati a confusi moscoviti. Vennero perfino dati ai soldati nei carri
armati diretti all'edificio del Parlamento Russo. Questo loro eroismo
rappresenta un impegno progressivo per combattere l'oppressione e la
discriminazione nell'Unione Sovietica. Per parecchi anni hanno guidato la lotta
per ridurre proprio la discriminazione che dovevano affrontare i gay e le
lesbiche nell'URSS.
Si sono anche uniti ad altri in tutto il mondo per dare informazioni e materiale
informativo al popolo russo allo scopo di lottare contro la sempre crescente
minaccia dell'aids e delle infezioni da hiv. I loro sforzi sono stati sostenuti
attraverso l'International Gay and Lesbian Human Rights Commission,
un'organizzazione che, in appena un anno, e' diventata una sorta di consolato
gay. La vittoria nell'Unione Sovietica ha dato l'opportunità di aprire le porte
alla libertà di gay e lesbiche mai sognata prima, in quel paese.
Il coraggio e l'impegno per la liberta' e la democrazia di Roman Kalinin
verranno onorati il prossimo dicembre 1991, quando verrà nominato "Uomo
dell'anno", da Advocate, la più diffusa pubblicazione gay e lesbica degli Stati
Uniti.
LUIGI BERNINI, FRATELLO DI GIANLORENZO, SODOMIZZA E UCCIDE UN RAGAZZO
da "Perché uccidono", di Richard Rhodes, Garzanti 2001
Brano su Luigi Bernini, fratello di Gian Lorenzo:
"Trent'anni dopo [il
1638, NdR] Luigi aggredì violentemente e sodomizzò un giovane all'interno
della stessa chiesa di San Pietro. Luigi stava supervisionando la costruzione
della Scala Regia del Bernini, l'elaborato scalone ad archi che collega San
Pietro con il Palazzo Vaticano; il ragazzo era un membro del suo gruppo di
lavoro. "Per via dell'aggressione la vittima ebbe sedici ossa rotte",
scrive lo storico dell'arte T. A. Marder. "Luigi fu costretto a fuggire a
Napoli e i suoi averi furono sequestrati.
La famiglia papale era in
collera, il nome di Bernini cadde in disgrazia, e il futuro del grande
artista fu messo in pericolo".
Al Bernini fu chiesto di
pagare al padre della vittima una multa di duemila scudi e una multa aggiuntiva
di ventiquattromila scudi al tesoro pubblico, ma la somma alla fine
venne ridotta e Luigi perdonato".
EDWARD CARPENTER (1844-1929) SULL'OMOSESSUALITA'
archivio Massimo Consoli
Studio tratto da "Ioläus,
An Anthology of Friendship", gia' edito alla fine dell'Ottocento e curato
da Edward Carpenter (1844-1929), ai suoi tempi conosciuto come studioso
socialista, poeta, riformatore sociale e critico, ed oggi ricordato soprattutto
per le sue battaglie a favore dei diritti sessuali.
Carpenter
era sostenitore di un cameratismo virile e romantico che aveva tra i suoi
ispiratori Karl Heinrich Ulrichs con la teoria del terzo sesso, e Walt
Whitman con le idee di democrazia e di amicizia.
Pubblicò vari saggi:
Love's Coming-of-Age, The Intermediate Sex, Intermediate Types among Primitives
Folk, e poi Towards Democracy, Ioläus, e Homogenic Love and its place
in a free society, uscito nel 1895, lo stesso anno dei processi contro
Oscar Wilde.
E' nel suo Sesso Intermedio
(1908) che Carpenter conio' l'espressione «amore omogenico»,
associandolo ad uomini con un carattere «gentile ed emotivo»
, visto che l'«omosessualità» inventata da Karoly Maria
Benkert nel 1869 e l'«uranismo» brevettato da Ulrichs nel 1864
, non lo soddisfacevano troppo.
All'epoca si parlava molto
di nevrosi, e va a suo merito aver individuato che, questa è più
«il risultato che la causa dell'inversione» . Ma la sua particolarità
consiste soprattutto nell'aver sottolineato con argomenti scientifici la
superiorità dell'omosessuale rispetto all'étero.
L'edizione di "Ioläus"
qui usata è quella della Pagan Press di New York, ristampata nel
1982 da un originale del 1917, pubblicato sempre a New York dall'editore
Mitchell Kennerley. La storia di Amis e Amile è una leggenda medievale,
tradotta da William Morris (ed anche da Walter Pater) dalla "Bibliotheca
Elzeviriana". Amile arriva fino al punto di sgozzare i suoi due figli pur
di salvare l'amico tanto amato.
Il racconto è poco conosciuto nel nostro paese, probabilmente
ancora inedito. Ci da' perciò piacere metterlo a disposizione dei nostri
abbonati. Da notare, anche se i vari commentatori non sembrano averci fatto
caso, che i nomi dei due eroi hanno in comune (e non di certo per caso) la
radice "Ami-" che è alla base sia della parola «amicizia» che di
«amore»