L’Omosessualità maschile: l’arte erotica in Cina
A cura di Caterina Brunelli
La dott.ssa Caterina Brunelli affronta, in questa quinta parte dedicata all’arte erotica in Cina, l’omosessualità maschile che in epoca Qing (1644-1911) nel contesto teatrale, in particolare, diventa, con i xianggong, attori tutti inequivocabilmente uomini, la forma più prevalente di “sesso ricreativo”, oltre ad andare molto di moda.
Come
riportato precedentemente, con l’avvento della dinastia Qing (1644-1911) si
assiste ad un progressivo ritorno in auge della dottrina e del pensiero
confuciani, a seguito del quale si verifica una drastica repressione della
libertà sessuale nelle sue molteplici manifestazioni.
Non solo amanti e concubine, ma anche marito e moglie avevano precisi doveri e
obblighi, e regole da seguire nell’interrelazione reciproca: la libera
espressione dell’amore era irreversibilmente fuori questione.
Di conseguenza, amore e passione potevano venire espressi con una certa libertà
solo nell’arte, e soprattutto a teatro.
In epoca
Qing il teatro diventa sempre più popolare ed i suoi xianggong, attori tutti
inequivocabilmente uomini, cominciano a godere del privilegio di poter esprimere
sentimenti e attitudini che ad altri sono interdetti. Inoltre, a causa – o per
merito – del loro status sociale non proprio elevato, questi personaggi possono
concedersi una vita sessuale al di fuori delle convenzioni senza per questo
essere troppo presi in considerazione, o additati di corruzione morale dalla
classe dirigente confuciana puritana e benpensante.
La rappresentazione teatrale è proibita alle donne, e ben presto i xianggong si
trovano a rivestire il ruolo di sex symbols nazionali. L’omosessualità maschile
diventa di conseguenza la forma più prevalente di “sesso ricreativo”, oltre ad
andare molto di moda.
Nel
distretto di Bada Hutong, a sud di Qianmen, quartiere di piacere per eccellenza
a Pechino, nel XIX secolo è quasi impossibile trovare accompagnatrici ed
intrattenitrici: le donne vengono tutte – o quasi – sostituite da uomini,
maggiormente richiesti anche da personaggi di alto rango.
Nelle rappresentazioni pittoriche contemporanee gli uomini ritratti sono sempre
xianggong, alcuni in abiti femminili (hanno persino finti piedi fasciati), altri
vestiti da vecchi gentiluomini. Le “donne” hanno ovviamente i genitali nascosti,
legati o avvolti in piccole pezze di tessuto bianco o rosso.
Nella coppia, il ruolo della donna non deve necessariamente essere affidato al
più giovane: tutti gli accoppiamenti sono possibili, e i partners possono avere
le età più disparate.
Tratto da http://www.versoriente.it