"ALTRESTORIE"
"Cercasi amico devoto"
a cura di Stefano Bolognini
I primi annunci gay apparsi sui giornali: era il 1900. Così i nostri nonni, tra un battuage e una sera a teatro, si incontravano. Per sesso o per amore. E da allora non si è più smesso di scriverli.
"Cerco giovane uomo non maritato che parli il
francese per servirmi come modello/dipendente. Soprattutto deve possedere un
abito di velluto (preferibilmente nero). Inutile rispondere per chi non possiede
un abito di velluto e senza conoscere il francese. Scrivere al Signor Franco,
fermo posta Amsterdam…".
La domanda sorge spontanea. Si tratta di un annuncio gay?
Difficile dirlo anche perché quello scritto, apparso su un qualunque giornale
olandese di qualche tempo fa, potrebbe passare del tutto inosservato e fa
pensare semplicemente ad un pittore che cerca un modello di un certo tipo.
In realtà quell'annuncio non è passato inosservato e un medico, tale dott. Näke,
che ne ha parlato in un articolo su una rivista tedesca intitolata Archivio di
Antropologia Criminale e Criminalità in questi termini: "Si tratta qui, senza
dubbio, d'un pederasta; il quale probabilmente non è per nulla un pittore,
malgrado che, nell'annunzio, voglia darsi per tale. Si può anche affermare con
quasi certezza, che quest'individuo non è affatto un omosessuale genuino,
congenito, ma semplicemente un vecchio libertino; ed è chiaro che quell'inversione
è associata al feticismo". Se lo dice lui…
E' chiaro che la gravità di queste parole potrebbe indurre a denunciare il dott.
Näke almeno per diffamazione al tribunale per i diritti dell'uomo. E' troppo
tardi purtroppo. Quando il presunto pittore e Näke scrivevano quel tribunale non
esisteva nemmeno.
Tutta questa vicenda risale, infatti, al 1902, avete capito bene: 1902.
Quel medico cercava di comprendere l'oscuro universo omosessuale attraverso
l'interpretazione degli annunci sui giornali (i giornali gay non esistevano
ancora) e ci ha lasciato un contributo storico preziosissimo. Oggi sappiamo che
insieme ai battuage nei parchi e nei teatri e all'incontro nelle case private i
nostri nonni gay per conoscersi usavano gli stessi mezzi che usiamo noi e cioè
anche gli annunci.
Basterebbe sfogliare qualche rivista di primo novecento per scovare messaggi
decisamente sospetti come questi, di cui dava notizia un altro dottore attento
che studiava l'omosessualità nel 1900 Albert Moll: "Giovane signora cerca
un'amica. Indirizzare a Erna" oppure il ridicolo "Signore intelligente cerca
amico intelligente, di pari sentimenti" e ancora "Giovane di idee moderne,
elegante, distinto, molto istruito, di bell'aspetto e di belle maniere, cerca,
per viaggio a Parigi, un compagno di gran distinzione". Più chiaro di così…
Se il lettore dal palato particolarmente fine potrebbe obbiettare che non esiste
nessuna evidenza che siano messaggi gay, allora vi propongo contributi di primo
novecento indubitabili: "Giovane di aspetto piacevole, con molte conoscenze
linguistiche, cerca posto, senza compenso, come compagno di viaggio. Scrivere ad
Uranus, ferma in posta". Lo pseudonimo Uranus è chiaramente tratto da uranista
che era il nome che un medico aveva riservato agli omosessuali. E' come se oggi
firmassimo un nostro annuncio "Scrivere a Homo" o "Scrivere a Gayo" o qualcosa
del genere.
Il "signore intelligente" di prima, e questo "giovane di aspetto piacevole" si
saranno mai incontrati?
A noi piacerebbe che fosse andata così, ma i due avrebbero potuto invece non
incontrarsi e decidere di rispondere, ad esempio a un "Naturalista decadente,
ipermoderno" che desiderava "mettersi in relazione con signore intelligente,
distinto. Scrivere ad Antinoo" o a tantissimi altri.
Per chi leggeva quegli annunci, che dal tono paiono ad uso e consumo delle
classi ricche era chiaro il messaggio.
Non tutti però cercavano relazioni durature e intellettuali. Anche i nostri
nonni amavano il sesso e scrivevano annunci spinti, almeno per l'epoca! Ecco un
assaggio: "Signore abbastanza giovane, molto energico, cerca un amico devoto",
"Giovane che ubbidisce ciecamente e che si sottomette anche a pene corporali,
cerca posto come servo di un gran signore" e una lesbica "Massaggiatrice
energica, severa, esperta in tutto offre i suoi servigi a distinte dame".
Nel corso del '900 questi scritti continuarono a comparire sulle riviste.
Purtroppo la situazione italiana non è molto indagata da questo punto di vista
ma negli anni cinquanta sui giornali femminili, anche di cucito, era possibile
scovare l'anima gemella per donne di "di bella presenza" che dicevano di cercare
innanzitutto "compagnia ed amicizia". Sicuramente con uno studio approfondito
scoveremmo moltissimi nonni gay alla ricerca di partners. Oggi possiamo
immaginarceli soltanto mentre leggono gli annunci, cercano di interpretare
quelli più ambigui e scrivono al fermo posta.
Con l'apparizione delle riviste gay e delle riviste pornografiche l'annuncio omo
trovò ampio spazio e non ebbe più bisogno di ambiguità e giri di parole per
esprimersi.
Oggi con Internet l'annuncio ha trovato la sua consacrazione anche perché il
fermo posta è sostituito dall'anonimato che può garantire un indirizzo E-Mail.
In più rispetto ai nostri nonni che si incontravano alla cieca perché la
fotografia era costosissima attualmente possiamo andare a colpo sicuro
scambiandoci preventivamente anche le nostre foto e incontrandoci con la webcam.
Dietro l'angolo c'è sicuramente, come per loro, un "modello in velluto nero" o
"un signore intelligente e distinto" o "un amico devoto". Un principe azzurro
per tutti i gusti quindi, basta cercarlo.