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RASSEGNA STAMPA (continua)


In questa pagina:

- Gay.it, 5 apr 07, Dico. Biondi (Fi): Inaccettabile avere i vescovi nel letto

- Babilonia, apr 07: DiCo, la parola ai protagonisti


 

Gay.it, 5 mar 07

 

Dico. Biondi (Fi): Inaccettabile avere i vescovi nel letto

In Senato il relatore Cesare Salvi annuncia che dopo Pasqua sui Dico verrà decisa la data finale della discussione. Sui continui ‘nein’ clericali Biondi (Fi): “Inaccettabile avere i vescovi nel letto”

ROMA – Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi ha annunciato che sui Dico si riunirà la settimana dopo Pasqua l'ufficio di presidenza per definire la data finale della discussione generale. Sinora nei lavori di tale Commissione si sono esaminati i testi dei 10 progetti di legge presentati sul tema dei diritti delle coppie di fatto (compreso quello del Governo sui DiCo) e si è valutato se ci sia la necessità di creare un comitato ristretto che abbia il non facile compito di redarre un testo di sintesi tra tutti i Ddl presentati.
Ma in Italia, ormai è evidente anche ai sassi, la politica deve sempre fare i conti con i voleri della gerarchia vaticana che, naturalmente, sarebbero nientemeno che espressione terrena della volontà divina. Giuseppe Betori, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha recentemente fatto sapere che la CEI ritiene assolutamente inaccettabili tutte le suddette proposte di legge. Anche quella, che definire estremamente al ribasso è dir poco, presentata dall’onorevole Alfredo Biondi (nella foto), storico liberale ed ex ministro, di Forza Italia, che prevede la stipulazione e la firma davanti a un notaio di un “contratto di unione solidale” tra due persone, anche dello stesso sesso. «Persino nella prima nota dei vescovi si parla di salvaguardare i diritti individuali dei conviventi» commenta Biondi al Corriere della Sera. «Possibile – si chiede - che ora ritengano che due cittadini non possano avere il diritto di andare da un notaio e istituzionalizzare il loro rapporto con un contratto di mutuo soccorso e di solidarietà?». «Qui si vogliono additare come peccatori sulla pubblica piazza le persone che convivono, siano dello stesso sesso o di sesso diverso» e ciò nonostante la sua proposta elimini in modo categorico «ogni rischio di ambiguità sull'eventuale riconoscimento del matrimonio tra omosessuali.» Ma se neanche questo è ammissibile, conclude Biondi, «vuol dire che un giorno o l'altro ci potremo trovare in camera da letto un carabiniere. O peggio un vescovo.»
«Trovo tutt'altro che sarcastica la presa di posizione di Alfredo Biondi» dice Enrico Oliari, esponente di GayLib, l'associazione dei gay di centrodestra: «I vescovi vogliono avere il pieno controllo della vita affettiva e sessuale degli italiani. I continui e martellanti interventi della Cei e della Chiesa stanno portando la discussione politica all'epoca giolittiana, quando la società si trovava in un forte contrasto fra clericali ed anticlericali. La Chiesa - conclude Oliari – è una lobby potentissima, che vuole governare le coscienze, influenzare le leggi e prendersi i soldi dell'8 per mille degli italiani: mi auguro che i rappresentanti del popolo ne sappiano prendere atto.» (Roberto Taddeucci)


Babolonia, apr 07

 

DICO: LA PAROLA Al PROTAGONISTI

 

a cura di Mario Cirrito

 

Se fossimo un paese normale, ci sarebbe una proposta di legge sul diritto a contrarre il matrimonio anche alle coppie omosessuali affiancata da una proposta per il divorzio breve; la proposta di legge sui DiCo forse, e dico forse, l'avrebbe presentata... Giovanardi. Ma non siamo un paese laico e democratico. Dobbiamo pagare dazio al Vaticano attraverso i deputati che sono più papalini del papa. Solo Emma Bonino si alzò dal tavolo del programma dell'Unione e noi non lo firmammo, proprio su questo punto. Questi finti Pacs, non sono la nostra proposta, cercheremo di modificarla e se dovessero comportare un qualsiasi nuovo diritto, li voteremo.

Maurizio Turco, deputato RNP

 

Gay,che fare? Prima cosa: non fare errori. Lo scacchiere è complicato e richiede grande pazienza, strategie in­telligenti e caparbietà.

Occorre contare sulla determinazione della sinistra radicale, sui D.S. e sulla componente laica della Margherita, per i quali i DiCo. sono un punto fondamentale nel percorso del Partito Democratico, senza trascurare qualche voce laica anche nel centro-destra. E poi c'è una grande fetta della società che va oltre il concetto tradizionale di sinistra, che vede il futuro nella società dei diritti, dell'uguaglianza degli individui e dei popoli, della pari dignità di tutte le religioni, di una solidarietà autentica e non pelosa, di una pace vera e stabile.

Vanni Piccolo, omosessuale Ds

 

Da molte parti si dice che il governo abbia commesso un errore approvando un proprio disegno di legge sulle unioni di fatto, anziché lasciare la parola al Parlamento. Innanzitutto va detto che il governo ha agito su mandato di due mozioni parlamentari, che sono state approvate in risposta alla minaccia dei teodem di non votare la Finanziaria al Senato se fosse rimasto l'emendamento sui diritti successori ai conviventi. II ddl sui DiCo è una legge migliorabile nei suoi contenuti e ha il merito di aver provocato l'apertura di un dibattito dentro al mondo cattolico. L'appello degli intellettuali cattolici promosso da Alberigo contro la CEI di Ruini e il documento dei 60 parlamentari della Margherita ne sono la dimostrazione.

Andrea Benedino e Anna Paola Con­cia - Portavoce nazionali GAYLEFT, consulta Igbt DS

 

La partita è truccata. Definendo i DiCo tema eticamente sensibile Prodi ha de facto officiato il de profundis della parte del programma elettorale attinente le unioni civili. È una truffa: a parte che non si comprende perché solo sul controllo del corpo e gli stili di vita delle persone vi è libertà dai vincoli di coalizione, quasi che la pace, le pensioni minime, la sanità, la riduzione delle spese militari e del precariato lavorativo, siano eticamente indifferenti; la questione è, a parer mio, un'altra. I DiCo sono diritti, non opzioni etico/morali. Spiace che anche Niki Vendola sia caduto nella trappola. Si dice che ora la parola è al senato: non è vero, è al movimento ed alle donne e uomini liberi di questo paese. Senatore, Gianpaolo Silvestri

I DiCo sono una forma di bizantinismo violento, dove noi gay che conviviamo non vedremmo riconosciuto neppure il diritto di essere coppia.

Una soluzione potrebbe venire dal riservare i DiCo solo alle coppie omosessuali, tanto per la Chiesa di Roma si tratta di persone già dannate e condannate. Un disegno di legge pasticciato, quindi, che siamo costretti a difendere ma che delude profondamente chi, come me, si ritiene liberale, ovvero che vede nell'allargamento dell'istituto civile del matrimonio alle coppie omosessuali, l'unica soluzione che garantirebbe uguaglianza fra i cittadini e quindi parità di diritti e di do­veri.

Enrico Oliari, GayLib

 

Il disegno di legge del governo è servito soltanto a dare innanzitutto un segnale politico, ancorché simbolico al paese, al suo elettorato e al Vaticano, della volontà di arrivare all'obiettivo della legge. Ma certo non è né sufficiente né adeguato alle aspettative e agli impegni presi. È evidente, che nei settori moderati e radicalmente cattolici dell'Unione risiedono gli ostacoli maggiori di questo iter legislativo. E che il discorso su una maggioranza più ampia, che contenga ad esempio singole personalità del centrodestra disponibile a votare questa legge, è l'unica strada al momento percorribi­le. Ma davanti alla possibilità che al Senato, saltino persino gli ultramo­derati Dico, il movimento potrebbe trovarsi nella scomoda posizione di difendere un qualsiasi proposta al ribasso. Sarebbe un errore. Penso che come sempre il movimento debba tenere alta la barra dell'autonomia, difendere l'orizzonte ampio di civiltà che si propone, molto oltre le mediazioni qui e ora possibili dentro il quadro politico immediato. Lavoreremo per fare avanzare il dibattito in sede parlamentare sul terreno dei diritti e del riconoscimento pubblico, perché l'obiettivo deve restare comunque quello di arrivare ad una legge decente, che apra un nuovo scenario, un nuovo processo, ancorché graduale, sul terreno dei diritti di cittadinanza e delle libertà.

Titti De Simone, deputata PRC-Si­nistra Europea


 

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