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Corriere del Mezzogiorno - Caro Fini, candidiamo un gay
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Corriere della Sera - Il Carroccio: Matrimoni gay nella "Repubblica Padana"
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Corriere della Sera - Lettere e idee - Associazione GayLib
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Gay.it - AN. Palmesano propone di candidare Oliari in AN: è
il nostro Delanoe
di Enzo Palmesano
Caro
direttore,
la
mia proposta di candidare alla Camera dei Deputati Enrico Oliari, presidente
di GayLib, l'associazione Degli omosessuali liberali e di centrodestra,
è stata ripresa dai giornali, discussa, variamente accolta con commenti
positivi o negativi. In ogni caso ha aperto una discussione a mio giudizio
importante e la ringrazio dell’opportunità che mi offre di precisare
il mio pensiero e le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere al presidente
di AN, Gianfranco Fini. Gli ho chiesto, per Oliari, un collegio blindato
o una candidatura nel proporzionale, in modo da essere sicuri della sua
elezione.
Enrico
Oliari è iscritto ad Alleanza Nazionale, il suo impegno si svolge
a Balzano dove si è fatto apprezzare per intelligenza e sensibilità
politica. Da dirigente dell’Arcigay, prima e da presidente di GayLib attualmente,
la sua è una presenza significativa nel dibattito sui diritti delle
persone omosessuali e la tutela delle minoranze.
Perché
omosessuale fu espulso, ma fece rientro nel partito per l’intervento di
Fini e di Alessandra Mussolini, che spero non si siano pentiti.
Oliari
infatti, quando Fini scivolò sui “maestri gay”, reagì in
maniera decisa, da omosessuale e da iscritto a AN. Enrico Oliari è
il nostro Bertrand Delanoe, il candidato di sinistra, omosessuale, il quale
ha strappato la poltrona di sindaco di Parigi alla destra francese.
Sono
convinto che la elezione del presidente di GayLib alla camera dei deputati
avrebbe un’importanza ancora maggiore sullo scenario politico europeo,
una svolta storica non solo per Alleanza Nazionale, ma per l’intera democrazia
italiana. Non è un’esagerazione, la mia. Si pensi a conforto della
mia tesi, ai problemi che sta incontrando nel centrosinistra e nei DS la
candidatura di Franco Grillino, un’intelligenza notevole, presidente onorario
dell’Arcigay. Se una persona deve essere osteggiata finanche in insospettabili
luoghi della politica per il suo orientamento sessuale, significa
che la battaglia per i diritti civili e la tutela delle minoranze non è
un residuo del passato. Anzi, è ben più urgente di certe
ridicole e fluviali discussioni sui minuti di lottizzazione televisiva,
dove si trascura il “cosa” si dice per concentrarsi sul “quanto” si parla.
Conoscendo
bene il mio partito non mi nascondo le difficoltà, ma chiedo a Fini
di valutare la mia proposta senza il filtro di pur autorevoli e loquacissimi
colonnelli. Tanto più che lo stato maggiore in questi ultimi anni
è stato rimpinguato da esponenti della “democristianeria” omofobica
e sessuofobia e dall’integralismo cattolico. Personale politico che a differenza
dei vecchi missini non ha alcuna simpatia per le minoranza, per i “diversi”,
per i discriminati, quali noi eravamo con orgoglio. E’ un sentimento che
condivido con tutti coloro che, come me, hanno fatto un lungo viaggio attraverso
il neofascismo, per uscire o per restarvi.
Oliari
alla Camera dei Deputati darebbe un contributo rilevante ad Alleanza Nazionale
e soprattutto al nostro Paese. La sua elezione avrebbe una risonanza di
alto valore simbolico. Un passaggio di quelli che restano nella memoria
collettiva e nel DNA di un partito. Un impatto enorme in termini di sostanza
politica e, inutile negarlo, di immagine. Per quanti sforzi si possano
fare e per quanti miliardi si possano spendere in una campagna di propaganda
per essere accettati nel salotto buono, moderato ed europeo, niente è
più efficace degli atti concreti che si praticano nel corpo vivo
dei pregiudizi e della propria storia. Del congresso di Fiuffi, per quanto
io cerchi di farlo dimenticare, visti i problemi che me ne sono derivati,
sono rimaste solo le dieci regole del mio emendamento di condanna all'antisemitismo
ed alle leggi razziali. In Israele, negli Stati Uniti ed i Europa, è
l'unica cosa che conta davvero, è lo strappo che ha dato credibilità
alla svolta. E non è un caso. Mentre negli altri Paesi la Destra
ha una matrice antifascista (vedi i gollisti in Francia), in Italia è
figlia della Repubblica di Salò. Un nodo che Fini non sfugge e che
so essere certo delle sue preoccupazioni, anche se non sopporta che io
glielo ricordi in continuazione. Un'enorme portata simbolica quel voto
contro l'antisemitismo e le leggi razziali. Una grande sfida al pregiudizio,
uuna storica apertura ai diritti delle eprsone omosessuali, l'elezione
di Enrico Oliari alla Camera dei Deputati.
Mi
auguro che Fini ritrovi il gusto del navigare in mare aperto, del colpo
d'ala, della politica che riempie la vita d'intelligenza, di entusiasmo,
di passione.
Nasce l'associazione degli omosessuali nordisti
Il Carroccio: matrimoni gay nella
Il matrimonio fra gay? Nella Padania auspicata dalla Lega, sarà possibile per venire incontro alle esigenze di vera libertà degli individui. Parola di Franco Fante, medico e «ministro della Padania». L'affermazione è uscita in un convegno a Padova che ha visto i gay di destra presentarsi ufficialmente dopo essere usciti in polemica dall'Arcigay, accusato di essere troppo morbido con il governo per non creare fastidi ai Popolari. Le due nuove associazioni Gay Lib, che riunisce gli omosex liber al-democratici e di centro-destra, e Los Padania, che fa invece riferimento all'area leghista, sono pronte a impegnarsi per portare avanti le battaglie per i diritti degli omosessuali. Enrico Oliari, di Bolzano, presidente di Gay Lib e militante di An, ha spiegato che l'associazione ha già quattrocento iscritti e che punta al matrimonio civile tra i gay. Meno praticabile invece l'adozione dei figli: i bambini hanno bisogno di padre e madre.
Lettere e idee - Associazione GayLib
L'obiettivo politico - Scrivo
in riferimento all'articolo apparso sul Corriere del 5 aprile con il titolo:
«Il Carroccio: matrimoni gay nella "Repubblica Padana"». Innanzi
tutto GayLib è un'associazione politica e culturale assolutamente
transparti tica, non un movimento di destra, tanto è vero che la
stragrande maggioranza dei soci fondatori deriva politicamente dall'area
di centro, liberale e laica. Personalmente mi riferisco al Partito Federalista
Lombardo di Luigi Negri, il quale siede in P arlamento tra i banchi di
Rinnovamento Italiano, che fa parte del governo dell'Ulivo. L'obiettivo
politico primario di GayLib è il raggiungimento della totale parificazione
giuridica per le persone omosessuali, con la conseguenza dell'accesso per
l e coppie gay e lesbiche all'istituto del matrimonio civile, la possibilità
di adottare alle stesse condizioni delle persone eterosessuali (Enrico
Oliari, quando afferma che le adozioni dei figli sono meno praticabili
del semplice matrimonio civile, e sprime una legittima personale convinzione,
ma non la linea politica di GayLib) gli auti e le facilitazioni economiche
e fiscali finora di esclusiva titolarità delle coppie eterocomposte,
insomma il diritto per i componenti delle coppie gay e lesbich e ad essere
reciprocamente individuati - anche ai fini della legge - come il parente
più prossimo l'uno dell'altro. Altrettanto senza fondamento l'affermazione
che GayLib sia nata da una specie di scheggia impazzita dell'Arcigay con
cui peraltro es istono diversi punti di contatto programmatico e una collaborazione
fattiva che a Milano, con la creazione del Coordinamento delle associazioni
milanesi gay e lesbiche, ha trovato forse la sua attuale massima espressione.
Marco Volante, Vicepresidente
di GayLib
AN. Palmesano propone di candidare Oliari in AN: è il nostro Delanoe
Enzo Palmesano rilancia la proposta ad An, gia' avanzata oggi sul 'Foglio', di far eleggere Enrico Oliari, omosessuale ed esponente del partito di Gianfranco Fini, per mandare un messaggio analogo a quello arrivato da Parigi con l'elezione a sindaco di Bertrand Delanoe. Questo perche' ''la difesa dei diritti delle persone omosessuali e' la metafora di una piu' generale apertura di An ai temi dei diritti civili''. Secondo Palmesano,autore dell'emendamento di condanna dell' antisemitismo che fu approvato dal congresso di An a Fiuggi, l' elezione del presidente di 'Gay-Lib' puo' essere ''segno di stima e rispetto nei confronti delle persone omosessuali che votano per An''. Altrimenti ''rischiamo di inciampare in ogni minuscola esternazione del piu' ingenuo degli iscritti invece di impegnarci nel rinnovamento e nello sviluppo del paese''.''Una riflessione - afferma Palmesano - che affido al futuro vice-premier, on. Fini, possibilmente senza il filtro di alcuni pur autorevoli dirigenti''.