RASSEGNA STAMPA (continua)
In questa pagina:
- Il Fatto Quotidiano, 14 feb 12 - "Giovanardi è come Forza Nuova”
- Libertiamo.it, 23 set 11: Lista Gay: Gaylib, Prove o è boomerang contro nostra lotta
- Il Corriere della Sera.it, 23 set 11: Online la lista dei politici gay omofobi. Divisa la comunità omosessuale
- La Repubblica.it, 23 set 11: Politici gay, le reazioni tra ironia e condanna
- Blitz, 28 feb 12: Torino, gay espulso da un congresso Pdl?
Il Fatto Quotidiano, 14 feb 12
"Giovanardi è come Forza Nuova”
Il mondo omosessuale contro l’ex sottosegretario e il suo “Baci in strada come
la pipì”
di Luca De Carolis
Giovanardi vuol dire sparata. Possibilmente contro i gay, bersaglio che non
passa mai di moda, come il colore nero e i pregiudizi. Collezionista di titoli
ancor prima che di voti, il senatore Carlo Giovanardi da Modena, 62 anni
trascorsi per metà in Parlamento sotto varie sigle (Dc, Udc e infine Pdl), ne ha
detta un'altra delle sue durante "Non ci sono più le mezze stagioni", programma
su Radio 24. La domanda era un buon assist: "Che effetto le fanno due donne che
si baciano per strada?". E l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
con delega alla famiglia, ha raccolto: "A lei che effetto fa uno se fa pipì? Se
lo fa in bagno va bene, ma se uno fa pipì per strada davanti a lei, può darle
fastidio". Non pago, Giovanardi ha dato consigli al ministro per le Pari
Opportunità Fornero, addirittura intenzionata a difendere i diritti degli
omosessuali: "Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per
espellere, e ci sono faccende delicate, ovvero problemi di batteri eccetera
eccetera, che richiedono grande attenzione quando si fanno certe pratiche. Non è
naturale il rapporto tra due uomini e due donne". Quindi, chiosa con
avvertimento: "Se il ministro Fornero avesse inteso diversamente, ossia di
insegnare che sono naturali anche i rapporti tra gli omosessuali, avrebbe la
rivolta del Parlamento".
Ridere o piangere? Enrico Oliari, presidente dell'associazione degli omosessuali
di centrodestra GayLib, sceglie la terza via: "Rido per non piangere. E dico:
Giovanardi è come Forza Nuova, ovvero non esisterebbe se non esistessero i gay.
E comunque, lui è uno di quei sottosegretari che c'erano senza che se ne capisse
il motivo". Sul motivo delle sue discettazioni su pipì e batteri, Oliari ha le
idee chiare: " Innanzitutto, Giovanardi cerca di preservare i suoi voti negli
ambienti reazionari, e quella visibilità mediatica di cui ha bisogno per non
sparire. Ma mi colpiscono anche le parole rivolte a Elsa Fornero. Giovedì
prossimo il ministro incontrerà noi e le altre associazioni omosessuali a
Palazzo Chigi: credo che Giovanardi le abbia voluto dare chiaro altolà. Come a
dire: certe cose non le devi fare, altrimenti il governo rischia". Così il
finiano Oliari, che riconosce: "Sui diritti dei gay c'è molto da lavorare anche
dentro FLI”.
Fabrizio Marrazzo invece è il portavoce Gay Center. Questa mattina la sua
associazione sarà davanti a Palazzo Chigi, per regalare Baci di cioccolata al
premier Monti e ai leader di partito. E magari anche a Giovanardi. Assieme ai
cioccolatini, verranno distribuite cartoline che raffigurano due coppie stesso
sesso che si baciano. "Un'iniziativa per invitare le politica a riflettere
sull'assenza di qualunque riconoscimento legale per o e famiglie gay" spiega il
Gay Center. Mentre Marrazzo osserva: "Il problema è che non ci sono norme per
tutelare gli omosessuali. Se si offendono i fedeli di una qualsiasi religione,
si commette un reato penale, previsto dalla legge Mancino. Ma dei gay si può
dire qualsiasi cosa". Buon per Giovanardi, che secondo Marrazzo "non fa affatto
ridere". Anzi: "Mi preoccupa, perché con le sue parole rafforza gli omofobi.
Anche se non credo che in termini di voti gli torni un granché utile”. Lui,
Giovanardi, tira dritto, con l’aria di chi sulle polemiche galleggia sereno.
D’Altronde di ‘perle’in questi anni ne ha seminate parecchie, su argomenti vari.
Per esempio, sul fine vita: “La legislazione nazista e le idee di Hitler stanno
riemergendo in Olanda, attraverso l’eutanasia” (20 novembre 2006). Giovanardi è
anche co-autore della legge Fini-Giovanardi sulla droga, che equipara la
cannabis a cocaina ed eroina. Nel novembre 2009, ha così commentato la morte di
Stefano Cucchi: “Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale.
Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perché pesava 41
chili”. E sui gay? C’è l’imbarazzo della scelta. Eccone una, del 20 settembre
2010: “Là dove le adozioni da parte di coppie gay sono consentite, è esplosa la
compravendita di bambini e bambine”.
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Libertiamo.it, 23 set 11
Lista
Gay: Gaylib, Prove o è boomerang contro nostra lotta
- Dichiarazione di Enrico Oliari, Presidente di GayLib
“La lista dei dieci nomi di presunti gay omofobici rischia di concretizzarsi in
un boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili delle persone
omoaffettive: chi l’ha fatta procuri le prove o si renda conto di aver creato un
danno a tutti noi”. Ad affermarlo è Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di
centrodestra) e membro dell’assemblea nazionale di Futuro e Libertà, il quale
continua dicendo che “non è con il pettegolezzo violento, sia esso presunto o
fondato, che noi omosessuali italiani vinceremo la nostra battaglia di giustizia
e di libertà, ma insistendo, come abbiamo fatto fino ad oggi, nell’abbattere il
muro dei pregiudizi”
“Al riconoscimento della coppia gay nel resto d’Europa – ha concluso Oliari – ci
si è arrivati con la mediazione, la perseveranza e la proposta costruttiva, non
con lo scontro ideologico: quello lasciamolo ai nostri oppositori”.
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Il Corriere della Sera.it, 23 set 11
Online
la lista dei politici gay omofobi. Divisa la comunità omosessuale
Patanè: atto spregevole. Mancuso: frutto d'indignazione
MILANO - Un blog pirata ha diffuso alle 10 di venerdì 23 settembre una lista con
dieci nomi di presunti politici gay ma omofobi. L'iniziativa, secondo gli autori
del sito, serve a «riportare un po' di giustizia in un Paese dove ci sono
persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e agli attacchi
quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva». Il blog annuncia
anche che a questi nomi potrebbero seguirne altri di ecclesiastici, personaggi
dell'informazione e, ancora, politici.
LA REAZIONE DEI GAY- Nei giorni scorsi, all'annuncio dell'iniziativa, la stessa
comunità gay era apparsa spaccata. «Un modo estremo di fare battaglia politica»
boccia l'idea la deputata Pd Paola Concia intervenendo a Radio 24 nel corso di
Melog. «È un modo che a me, che sono anni che faccio una battaglia alla luce del
sole, non è mai venuto in mente, non fa parte della mia cultura. Voglio fare -
aggiunge - un appello, a tutti, sia a coloro che sono a favore, sia a coloro che
sono contrari l'outing: non trasformiamo questa vicenda così delicata in una
guerra tra bande. Da questa pratica estrema mi piacerebbe che scaturisse una
riflessione collettiva su cosa significa la coerenza in politica, quali siano i
limiti della privacy per i politici e su come viene percepita l'omosessualità
nel nostro paese». Contro l'iniziativa anche Paolo Patanè, presidente
dell'Arcigay: «Un'operazione spregevole», che «inganna la legittima rabbia delle
persone gay, lesbo e trans esasperate dall'assenza di rispetto e delle leggi.
Chi ha promosso una operazione di questo tipo ha usato la rabbia e la
disperazione della gente». «È sbagliato fare una lista di nomi, violando la
privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati
che fanno una politica senza coerenza con la propria identità» interviene con
una nota Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Idv.
Parla di un «boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili delle
persone omoaffettive» Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra)
e membro dell'assemblea nazionale di Futuro e Libertà. Diversa invece la
reazione di Aurelio Mancuso, esponente del mondo gay italiano. «È il frutto
dell'indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti» commenta. E
aggiunge: «Mi sembra curioso che alcuni abbiano definito l'operazione una
"macchina del fango". Ma perché, se uno dice ad un altro che è gay di cosa lo
sta accusando? Ci vuole coerenza». Mancuso è considerato una sorta di
«ispiratore morale» della lista. A luglio, infatti, aveva promesso:
«Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e
donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le
libertà e i diritti delle persone omosessuali». Poi, aveva ricevuto una email
dai blogger autori della lista che gli annunciavano l'iniziativa.
CARFAGNA: DIFFAMAZIONE - «Una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita
che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta
l'intolleranza e, quindi, la violenza» commenta il ministro per le Pari
Opportunità, Mara Carfagna.
RADICALI -La lista dei presunti politici gay e omofobi non è piaciuta neppure
all'associazione Certi Diritti, dei Radicali. «Colpisce l'assoluta mancanza di
responsabilità (e addirittura di identità) da parte di chi accusa - si osserva
-. Cosa che inoltre fa pensare che le accuse non potranno essere corredate delle
necessarie prove, oltre che del contraddittorio che ci si aspetta in simili
contesti. Messa così, tutta questa operazione potrà apparire esclusivamente
pretestuosa, come già fu per il famoso caso Boffo».
CORSARO: MEGLIO CHE NELLA LISTA DEGLI INTERISTI OCCULTI- Ironiche, infine, le
reazioni di Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, e di
Mario Baccini. «Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato
strumentalmente inserito in un elenco infamante - dice il primo -. Per un attimo
ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato
meglio così». «Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio
di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana -
commenta invece Baccini -. Mi hanno assicurato che si sta costituendo un
comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di
adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio
dell'umanità». Secca la reazione di Roberto Formigoni, governatore della
Lombardia: «Fantasie malate di personaggi inqualificabili. Non perdete tempo a
seguire queste sciocchezze estreme».
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La Repubblica.it, 23 set 11
Politici gay, le reazioni tra ironia e condanna
La Carfagna: "Ricorda orrori del passato"
Mario Baccini invita alla raccolta di firme per essere protetto in qualità di
"maschio patrimonio dell'umanità". Gasparri: "Io, banale e convinto etero".
Massimo Corsaro si dice sollevato: "Credevo di finire nell'infamante elenco
degli interisti occulti". Formigoni: "Fantasie malate". Paola Concia contraria a
"un modo estremo di fare politica". Mara Carfagna: "Così non si aiutano i
diritti"
ROMA - Sono a metà tra l'ironia e la condanna le prime reazioni politiche -
degli interessati e no - alla "top ten" pubblicata sul web dei politici italiani
omofobi e omosessuali 1 senza averlo mai dichiarato. La provocazione, annunciata
da giorni ed effettivamente realizzata da un gruppo di internauti,
presumibilmente residenti all'estero, viaggia su un sito ospitato da una
piattaforma americana per lo più dedicata ai blog.
Sceglie l'ironia Mario Baccini. "Sono seriamente preoccupato perché ho già
ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia
moglie Diana. A seguito della notizia, mi hanno assicurato che si sta
costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà
una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come
maschio patrimonio dell'umanità". Più seria la riflessione finale di Baccini:
"Credo che questo signore sia un co... che vuole farsi un po' di pubblicità e
purtroppo c'è riuscito".
Ride il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: "Ho letto divertito di
essere stato incluso da un sito internet in una lista di gay insospettabili e ho
osservato il dibattito che ne è scaturito. Forse per trarre vantaggio dal
politically correct sarebbe stato giusto accreditare la notizia che è
palesemente falsa. Ma le risate
di amiche e amici mi hanno convinto che provarci sarebbe inutile perché proprio
non mi ci vedono in quel ruolo e allora, pur con rispetto verso tutti, devo
ammettere di essere un banale e convinto eterosessuale".
"Meglio un figlio ladro che un figlio frocio..." cantava molti anni fa la band
demenzial-punk degli Skiantos. Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del Pdl
alla Camera, aggiorna la massima, virandola sul calcistico: meglio passare per
gay che per interista. "Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato
strumentalmente inserito in un elenco infamante - spiega Corsaro -. Per un
attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto
sommato meglio così...".
Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, invita a non perdere tempo
con "fantasie malate di personaggi inqualificabili".
Totalmente in disaccordo con la provocazione internettiana la deputata Pd Paola
Concia, dichiaratamente omosessuale e sostenitrice del disegno di legge che
intendeva introdurre l'omofobia come aggravante nei reati penali, affossato
dalla Camera lo scorso luglio. "E' un modo estremo di fare battaglia politica -
dice Concia a Radio 24 -. E' un modo di fare politica che a me, che sono anni
che faccio una battaglia alla luce del sole, non è mai venuto in mente, non fa
parte della mia cultura". Paola Concia conclude con un appello: "Non
trasformiamo questa vicenda così delicata in una guerra tra bande. Da questa
pratica estrema mi piacerebbe scaturisse una riflessione collettiva su cosa
significa la coerenza in politica, quali siano i limiti della privacy per i
politici e su come viene percepita l'omosessualità nel nostro Paese".
"Dispiace che l'ononorevole Concia, nel prendere le distanze dall'operazione, in
qualche modo la giustifichi, chiedendo una riflessione sui motivi che hanno
portato a ricorrere a questi gesti estremi" replica il senatore Pdl e
sottosegretario Carlo Giovanardi, parlando di "azione violenta di una minoranza
dei movimenti gay che ricorre a ogni mezzo per intimidire e minacciare di
rappresaglie chi non condivide le sue rivendicazioni".
Il giornalista Alessandro Cecchi Paone: "Ammesso che questa lista sia vera, mi
dispiace che non ci sia Giovanardi...".
Per Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, la lista dei politici gay è
"una bufala, cinica e violenta:
diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro
l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza". "Il ricorso
all'idea di 'lista' - aggiunge il ministro - riporta alla nostra memoria orrori
del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto
degli omosessuali e dei loro diritti oggi condannano questa iniziativa
ritenendola discriminatoria, sbagliata e controproducente: utilizzare il
presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza. Il
diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della
Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo".
Anche Arcigay liquida l'iniziativa come "una pagina da operetta". "La
strombazzatissima lista di politici gay omofobi - dichiara Paolo Patanè,
presidente dell'associazione - contiene 10 nomi di politici, nessuna prova,
nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o
verificabile, almeno per ora. Alcuni dei nomi sono chiacchierati e, di bocca in
bocca, corre la presunzione della loro omosessualità. Alcuni sono molto omofobi,
altri non hanno mai espresso pubblicamente il loro pensiero sull'argomento, ma
hanno votato contro una timidissima legge contro l'omofobia. Nessuno di loro è
politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è
banale gossip da parte di anonimi".
L'associazione radicale Certi Diritti evoca persino la macchina del fango.
"Colpisce l'assoluta mancanza di responsabilità (e addirittura di identità) da
parte di chi accusa. Cosa che inoltre fa pensare che le accuse non potranno
essere corredate delle necessarie prove, oltre che del contraddittorio che ci si
aspetta in simili contesti. Messa così, tutta questa operazione potrà apparire
esclusivamente pretestuosa, come già fu per il famoso caso Boffo".
Per Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'IdV, "è
sbagliato fare una lista di nomi,
violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi
patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità.La
pratica dell'outing ci lascia perplessi, perché la lotta politica si fa,
mettendoci la faccia e correndo anche i relativi rischi".
Chiede prove GayLib, associazione gay di centrodestra. "La lista rischia di
concretizzarsi in un boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili
delle persone omoaffettive - afferma il presidente Enrico Oliari -. Chi l'ha
fatta procuri le prove o si renda conto di aver creato un danno a tutti noi".
A favore dell'iniziativa si schiera invece Gay Center. "E' un'operazione al
passo con i tempi che sta vivendo l'Italia - dichiara in una nota il portavoce
Fabrizio Marrazzo -. Un'azione piratesca, un outing all'amatriciana. Ci
auguriamo che non ci sia un ulteriore inasprimento della contrapposizione sul
tema dei diritti delle persone omosessuali e transessuali".
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Blitz, 28 feb 12
Torino, gay espulso da un congresso Pdl?
Botta e risposta oggi tra il Pdl del Piemonte e l'associazione di gay di destra
GayLib che in una nota ha accusato il partito di aver deliberatamente espulso,
durante il congresso provinciale di ieri, a Torino, un esponente
dell'associazione. ''Chiediamo chiarezza ai vertici del partito – spiega Enrico
Oliari, presidente nazionale di GayLib – poiche' se discriminazione vi e' stata,
si ponga rimedio''.
''Apprendo con sdegno – dice Agostino Ghiglia, vicecoordinatore vicario Pdl
Piemonte – le illazioni secondo cui un membro di Gay Lib sarebbe stato
allontanato, in quanto militante gay, dal congresso. Voglio precisare che il
militante non e' stato allontanato per i suoi 'orientamenti affettivi e
sessuali' bensi' perche', senza averne titolo, si era appropriato di un pass da
scrutatore di seggio per introdursi nell'area in cui si svolgevano le operazioni
di voto''. Per Ghiglia si tratta di ''una polemica fuorviante e infondata,
un'offesa grave e inaccettabile ai principi di liberta' cui il PdL si ispira''.