RASSEGNA STAMPA (continua)
In questa pagina:
- Il Giornale, 15 ott 09: «La legge non ci avrebbe difeso»
- Il Secolo d’Italia, 10 ott 09: Diritti e lotta all’omofobia: oggi il Congresso di GayLib
- Libero, 10 ott 09: "Siamo gay ma virili" Destra omo a congresso
- Alto Adige, 22 ott 09: Consigliere va in missione a Kabul: il capitano Russo (An) lascia il seggio ad Enrico Oliari, presidente di Gaylib
- Alto Adige, 12 nov 09: «Più diritti ai gay» Minniti a favore di nuove regole
Il Giornale, 15 ott 09
«La legge non ci avrebbe difeso»
Enrico Oliari spiega perché è sbagliata l’aggravante omofobia: «La vera svolta
consiste nel cambiare la mentalità della gente, puntando sulla difesa dei
diritti»
di Manila Alfano
La legge anti-omofobia non ce l’ha fatta. Qualcuno grida allo scandalo, l’Onu si
indigna, c’è polemica, c’è dibattito, ci sono omosessuali sul piede di guerra.
Ma ci sono anche gay che dicono: meglio
così, fatta in quel modo non aveva senso.«Quella legge non avrebbe migliorato di
una virgola la nostra condizione». Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib,
gay liberali di centrodestra, è uno di loro, uno «perplesso» di fronte alla
legge Concia.
Deluso?
«No,diciamo quasi contento».
In controtendenza rispetto al mondo gay.
«Gli omosessuali non sono una categoria metafisica. Non hanno tutti lo stesso
cervello. Non pensano le stesse cose. Lo sa? Sono come gli eterosessuali. Ci
sono quelli che vedono bianco, quellichevedono nero o grigio».
Perché non le piace la legge?
«Noi del movimento gay di centrodestra l’abbiamo sempre considerata una cura
palliativa. Ai gay non serve una legge che introduca l’aggravante della
discriminazione».
Il rischio è considerare i gay una specie protetta.
«Ecco, appunto. La grande sfida è arrivare un giorno a percepire i gay come
persone normali, persone qualunque. È la mentalità che deve essere cambiata,
bisogna agire sulla società. Solo così si previene l’omofobia».
A cosa servirebbe l'aggravante?
«Non a molto. Basta vedere cosa è successo sulle leggi sull’antisemitismo. Il
razzista non viene fermato dall’idea di farsi un paio di mesi in più di carcere.
Così succederebbe per l’omofobia. È la cultura che va cambiata».
I gay sono ancora discriminati?
«Certo. Lo sono sempre stati e continuano ad esserlo. Ma attenzione: non si può
parlare di emergenza omofobia. Ad aumentare sono state le denunce non i casi di
violenza. Prima c’era molta più vergogna e paura di denunciare».
Quali sono le battaglie che omosessuali e lesbiche dovrebbero fare?
«Lo Stato deve dare diritti, deve emancipare. L’Italia è rimasta l’ultimo Paese,
insieme alla Grecia che non riconosce i diritti. Noi non chiediamo di adottare
figli, io personalmente sono contrario, ma la coppia gay deve trovare la giusta
tutela che merita. E poi ci sono una serie di miti da sfatare».
Ad esempio?
«Gay è bello. Non è vero, quello dell’omosessualità non è un mondo
incantato. E soprattutto il movimento gay non è di sinistra».
In che senso?
«La sinistra ha sempre sbandierato la sua solidarietà. Tutto in linea teorica.
La destra invece ha aperto le porte alla comunità gay. Lo ha fatto il sindaco
Alemanno. Veltroni all’epoca lo ha sempre promesso ma non ha mai trovato il
tempo di farlo. Ma oltre ad Alemanno ci sono stati anche Mara Carfagna, Fini».
L'arcigay un anno fa invitò il ballerino Bolle a «scoprire le carte». Bolle
rispose che le sue preferenze sessuali erano un affare privato. Perché le
associazioni gay cercano sempre di arruolare vip?
«Io penso che sia sempre d’obbligo distinguere il privato dalla politica. E
anche su questo bisognerebbe riflettere di più. L’arcigay ha 130mila iscritti.
Il movimento gay è un po' più numeroso».
L’identità gay non sta diventando un po' kitch?
«Guardiamo ad esempio il Gay Pride: sono stati lanciati messaggi
controproducenti. Da manifestazione sindacale è diventata una carnevalata
imbarazzante. Quando l’ho fatto notare mi hanno detto: il Gay Pride è anche una
festa. Ma cosa c’è da festeggiare?».
La legge italiana prevede già un’aggravante che tutela gli omosessuali: i reati
commessi per motivi abietti. Non bastava questa?
«L’Italia ha ratificato il Trattato di Lisbona che rinforza questo concetto. Le
persone non devono essere discriminate in base a orientamento religioso o
sessuale. Che poi è la stessa linea espressa dal ministro Carfagna. La legge
Concia invece non andava in questo senso, e il reato viene riconosciuto solo
sulla querela di parte. Ed è già un controsenso».
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Il Secolo d’Italia, 10 ott 09
Diritti e lotta all’omofobia: oggi il Congresso di GayLib
Roma. Saranno l'inno di Mameli e un messaggio di Gianfranco Fini i primi passi d'apertura del terzo congresso dell'associazione GayLib (gay liberali di centrodestra) in programma oggi a Milano. L'associazionismo omosessuale, che a sinistra vanta una tradizione consolidata con l'Arcigay, in Italia da qualche tempo vive un particolare attivismo anche grazie al suo leader, Enrico Oliari che, prima nel Msi, poi in An e quindi nel Popolo della libertà si è battuto per far stimolare un dibattito maturo anche nelle forze politiche che oggi rispecchiano la maggioranza nel Paese. La storia del movimento è relativamente recente. Nel 1997, Oliari, trentino, oggi trentanove anni, una vita al servizio della Sanità pubblica e dei diritti civili gay, ha l'idea di fondare GayLib, assieme a numerosi altri amici, provenienti anche dal mondo radicale e dai vecchi Los Padania, sperimentale creazione di una base gay nella Lega Nord. La fondazione avviene proprio a Milano e il congresso nazionale, dopo dodici anni, torna appunto nella cittadina natale dell'associazione che, per l'occasione, si doterà di una nuova figura elettiva: il segretario politico. Per questo ruolo sono due i nomi che si contenderanno l'elezione: l'attuale vicepresidente, Daniele Priori, giornalista di Roma, firma libertaria del Secolo d'Italia e la giornalista nonché validissima operatrice culturale della città di Lucca e della Versilia, Luisella Audero, responsabile di GayLib Toscana, segnalatasi in particolare per l'impegno in favore della tutela dei diritti dei detenuti omosessuali e transessuali.Al congresso (convocato presso la sala Bauer, Società umanitaria entrata da via San Barnaba, 48) hanno annunciato la loro presenza tra gli altri, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, da sempre vicino a GayLib, Franco Grillini, presidente GayNet, Anna Paola Concia, deputato e primo firmatario della proposta di legge antiomofobia in discussione nei prossimi giorni alla Camera, Benedetto dalla Vedova, deputato Pdl dall'animo radicale, tra i principali punti di riferimento di GayLib, Giorgio Stracquadanio, deputato, direttore del quotidiano on line, Il Predellino, Dario Rivolta, già deputato primo firmatario della proposta di legge sui "Pacs di centrodestra" e Stefano De Luca, segretario nazionale del Partito liberale italiano. Il terzo congresso nazionale del movimento arriva in concomitanza con la manifestazione nazionale organizzata oggi a Roma contro la violenza nei confronti di gay, lesbiche e trans. Fabiana Tozzi Daneri, portavoce della manifestazione "Uguali" e la scrittrice Delia Vaccarella hanno presentato ieri alla Camera, l'evento. La manifestazione, annunciano gli organizzatori, non sarà la solita, colorata kermesse stile Gay Pride. Questa volta il movimento vuole coinvolgere tutta la società civile e portarla dalla sua parte. «La comunità lgbt si è resa conto - ha spiegato Tozzi Daneri - che le sue istanze si sono perse e che è arrivato il momento di ripensarle. La manifestazione è l'inizio di un percorso nuovo e, speriamo, più efficace. Una modalità diversa dal passato». Una delle novità è che stavolta il movimento è tutto unito, e le associazioni «di settore» hanno aderito quasi tutte. Partenza alle 15.30 da piazza della Repubblica, dove da un palco interverranno la «madrina» della manifestazione Maria Grazia Cucinotta, e uno dopo l'altro i testimoni, a cominciare da Dino, il giovane a accoltellato all'uscita dal Gav Village e da Maria Luisa Mazzarella, la ragazza napoletana aggredita per aver difeso un suo amico omosessuale. Subito dopo, un corteo sfilerà per via Cavour e via dei Fori Imperiali per concludersi a piazza Madonna di Loreto, vicino a piazza Venezia. «Niente passerelle, vogliamo una manifestazione di tutti» hanno precisato gli organizzatori, e a riprova ci sono le numerose adesioni esterne, come quella di Amnesty International. Proprio la sezione italiana di Amnesty ha manifestato «preoccupazione per la crescente intolleranza nei confronti delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) in Italia». In assenza di dati ufficiali relativi ai crimini basati sull'intolleranza contro persone Lgbt, Amnesty International chiede alle autorità italiane «di assicurare che i crimini commessi a causa dell'identità di genere o dell'orientamento sessuale delle vittime siano efficacemente indagati e che chiunque sia ritenuto responsabile sia portato di fronte alla giustizia. Le autorità italiane - rileva Amnesty International - dovrebbero contrastare con maggiore decisione gli atteggiamenti omofobici e garantire più sicurezza alle persone Lgbt».
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Libero, 10 ott 09
Siamo gay ma virili» Destra omo a congresso
di Francesco Specchia
Anni fa sarebbe sembrato il sogno d’un filosofo impazzito: eppure i froci di storaciana memoria (nel senso dell’ineffabile “A froci...” di Francesco Storace) adesso sono davvero qualcosa di destra. L’iconografia è inappuntabile al congresso dei GayLib, qui, nella Società Umanitaria di Milano. Garrisce il tricolore al vento; si srotola l’inno di Mameli, tappeto sonoro alla benedizione del presidente della Camera Fini benedicente; s’abbracciano dannunzianamente i militanti: «Siamo virili, non siamo checche. Crediamo nei valori di centro-destra. Combattiamo sia contro una sinistra ipocrita, sia contro una destra forcaiola e bigotta», affermarono agli esordi. Insomma. É quasi una liturgia quella celebrata, oggi, dai gay liberali di centrodestra pronti a rieleggere il loro presidente. Che poi sarebbe l’ex infermiere bolzanino Enrico Oliari, da sempre caparbio sostenitore degli omosessuali tra sanità pubblica e diritti civili. Oliari potrebbe accogliere anche la figura del suo segretario politico tra Daniele Priori firma del Secolo d’Italia, e la collega lucchese Luisella Audero. quasi una liturgia E sta bene. Al visitatore, il grande ritrovo degli omo di centrodestra è un inconsueto spin off della Festa delle Libertà berlusconiana. Un esprit istituzionale, diciamo. Dove non affiora -vivaddio- nè la chiassosa militanza dell’Arcigay, nè l’irruenza libertaria dei futuristi e del Vate spiriti fieri tra i legionari libertini di Fiume e camerati femminielli di Napoli. La prima notizia è che a questo grande lavacro libertario che fonde minoranze sessuali del vecchio Msi, pannelliani e una frangia (molto) minoritaria della Lega Nord presenzierà un parterre eticamente trasversale; dagli ex radicali Della Vedova e Stracquadanio a Dario Rivolta, dalla fondazione FareFuturo in blocco agl’immancabili Cecchi Paone e Grillini. E sta benissimo. La seconda notizia è che siamo allo sdoganamento definitivo di un bacino elettorale in crescita, e -fuori dai denti- tutto da esplorare. Bel tema: omosessuali a destra, dal ghetto all'altare del voto. Eppure, al di là degli stereotipi, i gay, da questa parte della barricata hanno sempre espresso una loro apprezzata Weltanschauung. Luciano Lanna e Filippo Rossi ben lo ricordano nel loro abbecedario di culto "Fascisti immaginari" (Vallecchi) otto, appunto, la voce "Froci":« Nel Movimento sociale stavamo sempre con i più deboli. Poi, dopo Fiuggi, è arrivata tutta quella democristianeria e quegli integralisti cattolici, praticanti dell'omofobia e della sessuofobia ... Il vecchio missino con tutte le sue nostalgie, stava per istinto col più indifeso, col gay piuttosto che con chi discrimina». E dopo, citazione dopo citazione, ecco che la coppia amata da Fini e da Veltroni s'avventurava nell'elogio di «Malaparte che espresse una precisa interpretazione di questa tipologia umana da lui definita omosessualità conservatrice, di destra. Un'omosessualità caratterizzata dal "fascino verso la forza, la virilità, verso il maschio che ha vinto"»; e pure nel peana di Lawrence d'Arabia, gay primigenio che nel suo I sette pilastri della saggezza, descrisse la fascinazione decadente di quando dovette «giacere bocconi» davanti ai turchi. Per non dire di tutti quegli scrittori, arti ti, intellettuali "perduti dietro un'acuta coscienza dell'onore", come sosteneva l'etero Joseph Conrad: da Robert Brassilach a Allan Bloom, da Henry de Montherlant a Hans Blueher cantore tedesca, da Mishima a Daniele Scalise, per dire. Fin qui le radici intellettuali del fenomeno, roba destra-destra. Poi ci sono radici territoriali dove la situazione è più confusa. Sul tema omosessuale, infatti, spesso tende ad intorcinarsi la Lega. Per un Matteo Salvini eurodeputato che dice: "Chiunque è benvenuto. Fra i milioni di elettori della Lega ci saranno sicuramente parecchi omosessuali e delle lesbiche» esiste sempre un Umberto Bossi riallineato i sulle posizioni della "famiglia tradizionale" (se mai se ne fosse discostato), che nel '98 provvede a liquidare le mirabolanti imprese del "Los Padania", una sorta di Arci gay verde dal Libero Orientamento Sessuale ispirato alla filosofia dell'ultra conservatore olande e Pim Fortuyn.
CARICATURE IN TV
Certo, il Salvini parlava mesi fa, mentre il suo ministro Luca Zaia chiedeva di non titillare le pulsioni gay in tv; e, forse r aveva ragione, Zaia, perché, salvo rare eccezioni, in televisione di norma non s'arruolano normo-gay ma soltanto caricature in piume di struzzo à la Cage aux Folles . I Malgioglio e non i Rimbaud, insomma. Ma ci sta anche questo. La vera novità e che i gay di centrodestra ci sono, hanno voce autorevole e idee differenti, nel vero solco della tradizione liberale. Per cento di loro che sostengono il matrimonio omosessuale, ce ne sarà sempre uno come l'autorevole Alfonso Signorini: « io che sono cresciuto a pane e oratorio e vivo un rapporto sereno col mio compagno: è doloroso ammettere che noi non siamo e non saremo mai una famiglia tradizionale. Un figlio ha bisogno di un padre e di una madre; al mas imo noi possiamo e sere le zie ... ». Dicesi rispetto delle stecche del coro. E, insomma, senza sbilanciarsi nell'azzardo che "è soprattutto la sinistra ad essere omofobica», oggi la nicchia, forse, potrebbe anche far i forza storica. Dipende da lei.
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Alto Adige, 22 ott 09
Consigliere va in missione a Kabul: il capitano
Russo (An) lascia il seggio ad Enrico Oliari, presidente di Gaylib
Merano - La missione di pace lo richiama in Afghanistan e a pochi mesi dalla
scadenza del suo mandato, il capitano Vincenzo Russo, consigliere comunale di
An, ha deciso di abbandonare il seggio. Lo ha comunicato lui stesso ieri sera in
apertura di seduta. Il primo dei non eletti, Pier Emilio Gualazzini, rinuncia
per motivi personali: il nuovo volto sarà quello di Enrico Oliari, presidente
nazionale di Gaylib. Il capitano Vincenzo Russo torna in Afghanistan per 14
mesi, in quella terra che già tre anni fa lo vide protagonista della missione di
pace promossa dalla comunità internazionale. A pochi mesi dalla scadenza del suo
mandato il consigliere comunale di An ha dunque deciso di liberare il seggio a
favore di un collega che possa seguire più assiduamente i lavori in questo fine
legislatura. Lo ha comunicato lui stesso ieri sera in apertura di consiglio, una
mossa sicuramente premeditata e concordata con i vertici del partito dal momento
che non a caso, poco prima dell’avvio della seduta, tra i banchi del pubblico ha
fatto la sua comparsa il vicepresidente del consiglio provinciale Mauro Minniti.
«Le dimissioni di Russo dimostrano una volta di più la serietà della persona ed
il rispetto che nutre nei confronti delle istituzioni - ha commentato Minniti -
sono dispiaciuto per le dimissioni perché Vincenzo è persona squisita e capace,
ma sono orgoglioso di averlo avuto in squadra alle comunali del 2005 e mi onoro
di averlo come amico personale. Di lui, soldato di pace, ricordo ancora la
mortificazione quando il consiglio respinse per un solo voto la proposta di
apporre una targa in ricordo dei militari morti a Nassirya e nelle altre
missioni di pace». Primo dei non eletti risulta essere il medico Pier Emilio
Gualazzini, che però ha già dichiarato di non accettare il subentro per motivi
personali. «A questo punto della mia vita - ci ha dichiarato ieri - preferisco
dedicarmi alla famiglia». Una rinuncia che apre le porte all’infermiere Enrico
Oliari di cui è noto l’impegno a favore degli anziani e soprattutto il suo ruolo
di presidente di Gaylib, l’associazione dei gay liberali di centrodestra.
«Un’opportunità di valenza politica dal significato interessante», ha dichiarato
Oliari a caldo. Una new entry in consiglio che sicuramente ravviverà il
dibattito sulle minoranze.
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Alto Adige, 12 nov 09
Il consigliere provinciale del Pdl
«Più diritti ai gay» Minniti a favore di nuove regole
Bolzano. Adozione no, ma diritti alle coppie omosessuali nelle norme sui mutui
provinciali o il subentro nei contratti di locazione. Dopo l’apertura sui centri
di preghiera islamici, Mauro Minniti (Pdl) richiama l’attenzione sulle coppie
conviventi, «omo o eterosessuali che siano». ricorda: «Sono sensibile da anni a
questi temi e collaboro con Enrico Oliari, presidente di Gaylib». Minniti ha
presentato una interrogazione in consiglio provinciale per chiedere il
riconoscimento di alcuni diritti alle coppie omosessuali: «Perché ignorare una
realtà? Chiedo di iniziare a riflettere». D’altronde, ricorda Minniti, anche il
vescovo Karl Golser si è dichiarato favorevole al riconoscimento di diritti alle
coppie omosessuali su casa e assistenza ai malati. Così Minniti: «Alla
discriminazione attiva nei confronti delle coppie omoaffettive si associa la
discriminazione passiva della carenza di leggi che tutelino le persone con
diverso orientamento affettivo laddove si parla di assistenza reciproca, accesso
a mutui provinciali per la costruzione della prima casa o il subentro, in caso
di decesso di uno dei due componenti, al contratto di locazione o alla
reversibilità della pensione».