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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

In questa pagina:

- Il Secolo d'Italia, 27 mar 09: E GayLib presenta le sue proposte

- Il Corriere dell'Alto Adige, 29 mar 09: Golser sui gay, Oliari: lezione per la Provincia

- Alto Adige, 28 mar 09: "Grazie vescovo, la Provincia si muova"


Il Secolo d'Italia, 27 mar 09

 

E GayLib presenta le sue proposte

 

Non una provocazione, ma «un'agenda per una o più mozioni in fase congressuale e poi per un sereno dibattito parlamentare sulle unioni omoaffettive». Così l'associazione GayLib, i gay liberali di centrodestra, presenta il "Manifesto laico per il Popolo della libertà" , che oggi sottoporrà all'attenzione dei delegati al congresso del Pdl. All'interno del manifesto, firmato insieme all'associazione Libertiamo di Benedetto Della Vedova e ai Giovani socialisti, infatti, c'è anche una proposta di legge sulle unioni omosessuali alternativa a quelle dellla sinistra.
«La nostra proposta - ha spiegato il presidente di GayLib, Enrico Oliari - salvaguarda la famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio e riconosce diritti e doveri delle coppie omoaffettive fino ad oggi ignorate dallo Stato». Per GayLib si tratta di un argomento che «non può più mancare nel dibattito interno al Pdl».«È l'Europa a chiedercelo. L'Italia - ha sottolineato il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori - è rimasto l'unico Paese, con la Grecia, a non aver dato risposte su questo tema. Sondaggi alla mano - ha aggiunto - gli elettori gay di centrodestra sono oltre il mezzo milione. Un bacino elettorale che vuole essere riconosciuto e che, senza fanatismi o ideologismi, chiede quei diritti necessari a condurre una vita semplicemente normale». Per questo Priori ha auspicato «che molti delegati sottoscrivano il manifesto e che le unioni omoaffetttive possano arrivare presto in Parlamento».
C.M.

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Il Corriere dell'Alto Adige, 29 mar 09


Il vescovo. Sulle tutele

Golser sui gay, Oliari: lezione per la Provincia

Bolzano - Le parole del vescovo di Bolzano Karl Golser sui diritti dei gay continuano a far discutere. Enrico Oliari, . membro di un'associazione gay vicina al Pdl, le commenta spiegando che la politica locale e nazionale non parla con una sola voce: "Io e il mio compagno siamo andati a vivere in Trentino - racconta - perché in quella provincia una coppia di conviventi more uxorio ha diritto ai contributi per acquistare una casa. In Alto Adige invece il presidente Durnwalder ha fatto un decreto legge per precisare che solo le coppie di conviventi di sesso diverso hanno diritto ai contributi. Fra i motivi di soddisfazione per le parole del vescovo c'è anche la speranza che arrivino alle orecchie di chi in Provincia ha la possibilità di decidere su questi argomenti".
Oliari parla anche dei ritardi italiani nell'approvare una legge su questo argomento: "In Europa gli unici Paesi senza una legge sui diritti dei gay sono Italia, Grecia e Austria, che peraltro sta provvedendo. Credo che la politica si faccia condizionare fin troppo dalla forza elettorale della chiesa. Le parole di Golser sui diritti delle coppie omosessuali riprendono un importante documento che i gesuiti hanno pubblicati recentemente sul proprio bollettino. Questo per dire che nella chiesa si discute da tempo di questi argomenti. Negli ultimi due anni il numero di fedeli che è andato la domenica in piazza san Pietro ad ascoltare il Papa è diminuito di 500mila persone. La Chiesa sta pagando il prezzo di certe posizioni su divorzio, aborto, fecondazione assistita, testamento biologico e Aids». Golser fa anche un distinguo sulla parola matrimonio: diritti sì, ma non chiamiamolo matrimonio: "Il nostro obiettivo sarebbe quello - dice Oliati - ma non farei barricate per una definizione. L'importante è che vengano riconosciuti dei diritti a una categoria di persone che nella società esiste già".
Damiano Vezzosi

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Alto Adige, 28 mar 09

 

"Grazie vescovo, la Provincia si muova"

Diritti agli omosessuali: coro di consensi Tommasini apre sulla casa: parliamone

Bolzano. Il vescovo Karl Golser si dichiara favorevole alla tutela giuridica delle coppie gay e si scatena una pioggia di reazioni positive, da sinistra a destra. L'intervista del vescovo alla rivista «Jesus» viene considerata una svolta nel mondo religioso e politico altoatesino. Dai Verdi «accogliamo con gioia queste parole» a Mauro Minniti (Pdl) «Visione coraggiosa», i complimenti sono corali. C'è chi chiede passi concreti, la tutela dei diritti delle coppie di fatto dalla sanità alla casa. La Provincia potrebbe fare molto, a Trento qualche esempio c'è. Qui il discorso si fa prudente, ma l'assessore provinciale all'edilizia Christian Tommasini (Pd) dichiara: «Quella è la strada da seguire. E le parole del vescovo aprono la discussione».

Parole così nette pronunciate dal vescovo a inizio mandato sembrano avere spiazzato le componenti più tradizionali della Chiesa. «No comment», chiude il discorso don Gigi Cassaro, parroco al S. Rosario, uno dei sacerdoti di riferimento dell'area di Comunione e liberazione. Giovanni Benussi, vicepresidente dell'associazione San Vincenzo sottolinea: «Giustamente il vescovo ricorda che esistono forme d'amore diverse da quello sensuale e non c'è nulla di male a garantire una tutela giuridica a chi convive platonicamente con affetto e continuità. E' quasi più giusto che siano garantite queste persone, piuttosto che un uomo e una donna che potrebbero accedere, sposandosi, alla pienezza della tutela».
Di affermazioni «storiche» parla l'associazione «Centaurus, gay e lesbiche dell' Alto Adige». L'augurio di Centaurus è che «le parole coraggiose del vescovo Golser siano un primo passo verso l'apertura della Chiesa nei confronti della tematica dei gay e delle lesbiche. L'Italia è uno dei pochi paesi europei a non avere ancora una legge che tuteli le coppie omosessuali». Porta il discorso sul piano concreto dei contributi casa Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l'associazione vicina al Pdl: «In Trentino con il mio compagno ho ottenuto il contributo provinciale per l'acquisto della casa. Eravamo sul medesimo stato di famiglia da oltre due anni ed è bastato quello. In Alto Adige invece nel 2001 un decreto ha specificato che le agevolazioni possono andare a chi vive more uxorio, ma solo se si tratta di uomo-donna». Bolzano come Trento: se ne può parlare? L'assessore provinciale Christian Tommasini si complimenta con il vescovo: «Le coppie omosessuali, assieme a nuove forme di famiglia, sono una realtà del tessuto sociale alla quale non è più procrastinabile dare risposte con norme che ne tutelino le persone, sia che si tratti di assistenza che di casa o di eredità. Il Pd da tempo sostiene l'importanza che ci sia un riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale». In attesa di una legge nazionale sulle unioni di fatto, Tommasini potrebbe sostenere in giunta la revisione delle regole sui contributi per la casa? «Sono favorevole. Vanno costruite le condizioni politiche e culturaali. Le parole di monsignor Gollser sono importanti perché parlare di parità di diritti siignifica garantire l'accesso alle agevolazioni sociali».

Interviene anche l'assessore provinciale Barbara Repetto (Pd): «Profonde convinzioni accompagnate da una grande capacità di ascolto e di dialogo oltre che da un profondo rispetto per le singole persone e le loro sofferenze. E' questo ciò che emerge dall'intervista del vescovo Golser in cui sono affrontati temi importanti come quello del biotestamento e della tutela delle unioni interpersonali, anche tra persone dello stesso sesso. Il dialogo non si ha se si esasperano le posizioni contrapposte utilizzando casi limite. In questo modo, anzi, si fa passare quasi in secondo piano il rispetto delle persone. Quello indicato dal vescovo è un metodo di dialogo apprezzato anche all'interno del Pd, partito nato dalla confluenza di persone con diverse culture e di diverse esperienze». I Verdi Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss chiedono alla giunta provinciale di passare ai fatti: «Nella sanità l'Alto Adige potrebbe già avere riconosciuto il diritto di visita per le coppie di fatto grazie a una nostra mozione approvata nel 2006. Le persone che vivono in unioni civili diverse dal tradizionale matrimonio, ma anche vedovi o persone sole, avrebbero la possibilità di indicare una persona di fiducia cui i medici devono fare riferimento, mentre oggi le strutture sanitarie riconoscono solo parenti e affini. La Provincia non ha ancora attuato la mozione: a una nostra interrogazione ha addotto motivazioni tecniche. Ascoltino le parole di monsignor Golser».

I punti chiave dell'intervista a Jesus

Nell'intervista al settimanale «Jesus» delle edizioni Paoline il vescovo Karl Golser ha parlato a lungo di ambiente ed energia nucleare, ma anche di testamento biologico e di unioni omosessuali. Questo il passaggio chiave sull'ultimo tema: «L'amore ha diverse forme. Il problema è se questo amore debba trovare un'espressione sessuale. C'è differenza tra l'unione maschio-femmina, da cui nascono dei figli, e il rapporto tra persone di uno stesso sesso. Le quali avranno sicuramente bisogno di una qualche tutela giuridica, che però non può essere definita matrimonio. Penso ad un tipo di tutela individuale riguardo l'eredità, la visita ai malati, la casa».


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