RASSEGNA STAMPA (continua)
In questa pagina:
- Ami, 27 mag 08: Gay, oggi le associazioni romane in Campidoglio
- Leggo, 19 mag 08: Battutacce da bar
- L'Unione Sarda.it, 19 mag 08: Le associazioni omosessuali contro la Carfagna
- Il Giornale, 25 giu 08: «Io, omosessuale e di destra. Solo la sinistra mi discrimina»
- Babilonia, 22 giu 08: I gay di destra? Persone sgradite, niente Pride di Lubiana
- L'Opinione, 29 lug 08 - Mussolini-choc, adozioni per i single
Ami, 27 mag 08
Gay, oggi le associazioni romane in Campidoglio
Incontro tra le associazioni Gay, Lesbiche e Trans di Roma e la nuova giunta
comunale. Confronto con il sindaco Alemanno e l'assessore alla Cultura
Croppi per avviare il dialogo con l'amministrazione capitolina. Con il
mutamento politico, cambiano anche gli scenari della comunità omosessuale,
dice Enrico Oliari, presidente dei Gay Liberali di centrodestra: «Ora più
opportunità di dialogare in modo diverso».
(valerio perogio - video: michele imperio)
Incontro
lunedì in Campidoglio per le associazioni Gay, Lesbiche e Trans della Capitale
con il sindaco Gianni Alemanno e l'assessore alla Cultura del Comune di Roma
Umberto Croppi. L'avvento della nuova amministrazione della città e l'avvenuta
rottura della continuità politica rispetto al passato, hanno imposto alla
comunità omoaffettiva l'esigenza di un confronto, per costruire le basi di un
nuovo dialogo con il Campidoglio e valutare congiuntamente le politiche che il
sindaco Alemanno proporrà in tema. Alla base dell'incontro la discussione di
proposte riguardo politiche di tutela delle identità omosessuali: misure contro
le discriminazioni e il bullismo nelle scuole, politiche di inserimento
professionale per le persone discriminate, attività di supporto per gli
immigrati provenienti da paesi in cui sono in vigore pene per i gay e numerose
altre istanze. Ma se il dialogo con l'amministrazione cittadina può ormai
ritenersi un prassi consolidata, attenzione e curiosità saranno richiamate
soprattutto dal nuovo e maggiore peso che assumerà la presenza al tavolo di
GayLib, l'associazione dei gay liberali di centrodestra.
«Con Alemanno da tempo abbiamo un ottimo rapporto, che abbiamo ricambiato con un
solido supporto in campagna elettorale -esordisce il presidente di GayLib Enrico
Oliari - e noi siamo sicuri che il sindaco ci ascolterà attentamente». Mutati
gli scenari politici, muteranno sicuramente anche i ruoli e le posizioni delle
singole associazioni, ne è convinto Oliari: «Con il rimescolamento delle carte
che c'è stato nella politica, e quindi anche nel movimento omosessuale, ci
possono essere più opportunità di dialogare in modo diverso». GayLib, spiega il
suo presidente, richiede di affrontare tematiche per grandi linee comuni a
quelle delle altre associazioni del territorio, anche se nello specifico
emergono differenze sostanziali: «Puntare di più sulla prevenzione del bullismo
e anche delle malattie sessualmente trasmissibili, piuttosto che chiedere
finanziamenti per manifestazioni ludiche e feste, come il Gay Pride». Già questo
è un fattore di differenziazione rispetto ai movimenti di centrosinistra. Spiega
Oliari: «Chiediamo un impegno della città per la comunità omosessuale, però
sulle cose concrete e più serie, come il rilancio la cultura omosessuale. Siamo
convinti che con Alemanno, persona veramente aperta, si possa dialogare di
moltissime cose».
Altro discorso anche per la questione diritti. GayLib non porrà la questione al
sindaco, come era stato invece fatto dalle altre associazioni con la precedente
giunta Veltroni: «I diritti possono arrivare solo dal governo centrale.
L'istituzione dei registri delle coppie di fatto, le unioni civili nelle varie
città sono cose importanti, però non hanno alcun tipo di valenza giuridica
effettiva. Quindi in ambito locale preferiamo concentrarci su attività che si
possano realmente svolgere».
Leggo, 19 mag 08
«BATTUTACCE DA BAR»
GAY CONTRO LA CARFAGNA
«Come fa il ministro Carfagna a sostenere che non esistono discriminazioni sui
luoghi di lavoro per le persone omosessuali?»: se lo chiede il presidente
nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso che parla espressamente di «battutacce da
bar». E' bufera nel mondo delle associazione omosex sulle dichiarazioni del
ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna che esclude qualsiasi patrocinio al
Gay Pride: «Non sono orientata a darlo - ha detto al "Corriere della Sera" - non
servono i Gay Pride. L'omosessualità non è più un problema e non esiste più la
discriminazione». Su questo punto insorge l'Arcigay: «Saremmo tanto curiosi di
sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella
vive - attacca Mancuso - perché ci pare che abbia una percezione della realtà
del tutto distorta. Le persone lgbt in carne e ossa soffrono e lottano molto più
delle persone etero per portare avanti il loro amore e a volte sono costrette e
nascondere il loro orientamento sessuale, in famiglia, a scuola, al lavoro».
Duro anche Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra): «Sono
stupito dell'annunciata e pregiudiziale chiusura del ministro Mara Carfagna al
riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali, cosa che
rappresenterebbe la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure
sostenuto da centinaia di migliaia di gay. Recentemente Alessandra Mussolini
aveva dimostrato assai più lungimiranza politica».
«Dichiarazioni al limite della fantascienza». Così gli organizzatori del Gay
pride nazionale, in programma a Bologna il 28 giugno, hanno definito le parole
del ministro Carfagna. A questo punto per il comitato il "no" del ministro «non
è una disarmante ingenuità, quanto piuttosto la pericolosa strategia politica di
questa destra, e di cui Mara Carfagna è la semplice portavoce».
CARFAGNA CONTRO LUXURIA «Il signor Vladimiro Guadagno confonde il Ministero per
le Pari Opportunità con l'ufficio stampa e propaganda del movimento lgbt»: così
il ministro Mara Carfagna, in una nota del suo ufficio stampa, risponde all'ex
parlamentare del Prc Vladimir Luxuria che ha definito «inutile» il suo
Ministero. Le Pari Opportunità, a giudizio del ministro, riguardano sopratutto
le donne lavoratrici e madri, i minori, gli anziani e i portatori di handicap.
«Se il signor Guadagno non si sente rappresentato da queste priorità - conclude
la nota - significa che non ha alcun rispetto per chi è veramente discriminato».
Lgbt è un acronimo utilizzato per riferirsi, come termine collettivo, a persone
Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender (Transessuali). È considerato meno
controverso del termine queer (che sta per cultura del travestitismo) o lesbogay.
INTERVENGONO DUE REGISTI I due registi del film-documentario sui Dico
«Improvvisamente l'inverno scorso», Gustav Hofer e Luca Ragazzi, invitano il
ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, dopo quanto ha dichiarato al
Corriere della Sera, a vedere il loro film al Cinema Politecnico di Roma.
«Quanto ha detto il ministro ci fa cadere le braccia - affermano - tanto più
considerandone l'età. Si faccia un giro in Europa per constatare che il
riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali è una realtà in quasi
tutti i paesi membri. Si legga la direttiva europea del gennaio 2006 che
richiede agli Stati dell'Unione di legiferare quanto prima sul riconoscimento
delle coppie di fatto. L'Italia non può continuare a essere il fanalino di
coda».
MUSSOLINI CRITICA «Occorre aprire e tenere sempre aperta la finestra del dialogo
e dell'ascolto a 360 gradi». Così Alessandra Mussolini, segretario di Azione
Sociale e deputata del PdL, commenta le polemiche nate dalla decisione del
ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, di non concedere il patrocinio
del governo al Gay Pride previsto per il 28 giugno a Bologna. «Mi auguravo che i
temi etici e la discussione sui diritti, vista la disponibilità al dialogo
mostrata dai leader di maggioranza e opposizione - dice la Mussolini - si
incanalassero sui binari del rispetto e sul reciproco ascolto. Sono, infatti,
proprio questi i terreni dove mettere in campo ogni sforzo per praticare al
meglio il dialogo tra le opposte visioni dei problemi». «Non condivido, quindi,
le accusa generiche e strumentali fatte al centrodestra di omofobia anche perchè
la destra ha elaborato proposte alternative al mondo culturale ed al movimento
omosessuale di sinistra, così come ricordato dal mio ministro 'penombrà Enrico
Oliari (di Gaylib, ndr). Così come non trovo corretto - conclude la deputata del
Pdl - che si possano relegare in poche e ben identificate categorie i soggetti
meritevoli di tutela. In tema di diritti i confini non si possono nè si debbono
tracciare».
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L'Unione sarda.it, 19 mag 08
Le associazioni omosessuali contro la Carfagna
Enrico Oliari (GayLib): "Stupito per la chiusura sul riconoscimento di diritti e
doveri delle coppie gay". Grillini (Arcigay): "Le sue sono solo due battutacce
da bar"
Le associazioni omosessuali si schierano contro Mara Carfagna. Il ministro per
le Pari Opportunaità ha infatti deciso di non concedere il patrocinio per il Gay
Pride in programma il prossimo 28 giugno a Bologna: "Sono stupito
dell'annunciata e pregiudiziale chiusura del ministro Mara Carfagna al
riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali afferma Enrico
Oliari, presidente di GayLib (gay di centro-destra) - cosa che rappresenterebbe
la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure sostenuto da centinaia
di migliaia di gay". Ancora più duro il socialista Franco Grillini, leader
storico di Arcigay: "Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile
sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e
luoghi comuni anzichè svolgere una positiva attività di governo. Le sue sono
solo due battutacce da bar - aggiunge Grillini - che confermano quanto la destra
italiana sia omofoba e non ami la diversità".
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Il Quotidiano.net, 7 giu 08
Roma e Milano, sfila il gay-pride
Due omosessuali pestati a Napoli
ROMA, 7
giugno 2008 - Nel giorno in cui a Roma e Milano sfila il gay pride, da Napoli
arriva la denuncia dell'ennesimo episodio di omofobia su un treno della
circumvesuviana.
"È accaduto tutto in pochi attimi - racconta una delle vittime - Ero con alcuni
amici, forse vestiti in modo eccentrico, tanto che subito ci hanno additato come
gay. Sappiamo comportarci in questi casi e abbiamo lasciato il vagone. Solo che
uno di loro ci ha seguito e ha cercato di cinturarmi, io ho reagito e sono
volati schiaffi e pugni.
Un crescendo. Lo ripeto, non si fermavano mai, continuavano a sferrare calci al
volto, anche se neppure riuscivamo più a difenderci".
A riportare la notizia è 'Il Mattino', al quale D.N., 24 anni, ha raccontato il
pestaggio subito. Gli aggressori sarebbero una decina di ragazzi, "tutti
napoletani, età media vent'anni". "Mi ha fatto male registrare l'indifferenza
delle persone che erano con noi sul treno - prosegue la vittima - Quelli erano
in dieci e ci picchiavano, però nessun altro viaggiatore è intervenuto. La
carrozza era gremita, quando ho ripreso coscienza ho visto che non c'era più
nessuno. Come si fa a rimanere inermi di fronte a tanta violenza?".
"È intervenuta la polizia - spiega il giovane - che è stata contattata dalla
stessa Circum. Ci hanno portato in ospedale e dopo le visite, ne avrò per
quindici giorni, ho preteso di sottoscrivere un lungo verbale di denuncia. Se
esiste un videocontrollo non sarà impossibile: hanno i loro volti, li devono
arrestare".
ROTONDI: CON LA DC AVREMMO LE UNIONI CIVILI
"Se la Democrazia Cristiana fosse oggi al potere, la spinosa questione delle
unioni civili sarebbe stata risolta da tempo". È perentorio il Ministro per
l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, intervistato da Klaus Davi
nell'ambito di 'KlausCondiciò, su YouTube.
"Sul tema delle unioni di fatto ho una posizione diversa rispetto a quella del
Governo. Come ministro, devo rispondere che non è una nostra priorità. Come
parlamentare, credo, invece, che, se la Dc fosse rimasta al Governo, avremmo già
la legge. Non avremmo i Pacs, ma avremmo sicuramente una legge che dà rilevanza
pubblica ai diritti dei conviventi, senza per questo creare un istituto che si
confonde con la famiglia".
GAY PRIDE, SOSTEGNO DI VERDI E RADICALI
"I Verdi danno il loro sostegno alle manifestazioni del Gay Pride che si
terranno oggi a Roma e Milano. La 'marcià verso il riconoscimento dei diritti
civili, che già sono una realtà in moltissimi Paesi europei, non deve avere
battute d'arresto, ma, anzi, deve vedere tutte le forze progressiste e laiche
unite e determinate: si tratta di una questione di civiltà", si legge in un
comunicato della Federazione Nazionale dei Verdi.
"Il diritto a manifestare è un diritto costituzionale che non può essere
derogato in alcun modo. Per questa ragione il fatto che sia stato negato al
corteo di Roma, dalle autorità competenti, di arrivare in Piazza San Giovanni è
particolarmente grave - conclude la nota -. In uno stato democratico come
l'Italia non possono, e non devono, esserci discriminazioni di alcun tipo".
Anche i radicali contestano la mancata concessione di piazza San Giovanni per la
manifestazione dei gay. " Per questo - spiegano in una nota - parteciperemo al
Gay Pride di Roma (partenza ore 16 da Piazza della Repubblica) e alle ore 20.30,
ci imbavaglieremo davanti all'ingresso della Basilica di San Giovanni, nella
stessa ora in cui il Coro pontificio Traditio et Confessio inizierà i suoi
canti".
GAYLIB, TESSERA ONORARIA A CRONISTA TG1
Una tessera onoraria e' stata assegnata da GayLib (l'associazione dei gay di
centro-destra) al giornalista del Tg1, Stefano Campagna ''unico mezzobusto gay
dichiarato tra i conduttori dei Tg Rai''. Lo annuncia l'associazione, in un
comunicato in cui ricorda che il giornalista ha dichiarato apertamente, in una
assemblea in Campidoglio promossa da un'associazione gay, di aver votato Pdl.
''Siamo felici - ha dichiarato il presidente di GayLib, Enrico Oliari - di avere
tra di noi un amico in piu', pronto a sfidare il pensiero unico della sinistra,
motivo per cui, in questo 2008, la nostra associazione e' rimasta volutamente
defilata dai Gay Pride ufficiali. E' la nostra piccola coraggiosa protesta di
uomini e gay di destra".
LO STRISCIONE 'CONTRO'
All'alba alcuni militanti del gruppo politico cattolico 'Militia Christi' hanno
affisso su un muro di Via Cavour, nel centro della capitale , lungo il percorso
del ''vergognoso Gay Pride'', che si svolgera' nel pomeriggio da piazza della
Repubblica a piazza Navona, uno striscione con la scritta: ''Roma e' sacra: no
al Gay Pride, orgoglio del male!''.
''L'azione - precisa il gruppo - e' un piccolo, ma significativo gesto di
condanna e opposizione all'ennesimo nefasto evento che offende Roma, la sua
storia, la sua identita', i suoi abitanti''.
Il
Giornale, 25 giu 08
«Io, omosessuale e di destra. Solo la sinistra mi discrimina»
di Paola Settivo
Per dirla come la dice lui: «C’è qualcosa di peggio che esser gay in un Paese
cattolico. Ed è essere di destra in un Paese in cui la cultura e il movimentismo
sono appannaggio della sinistra». Era in viaggio per Lubiana, sabato scorso: gli
organizzatori del Gay pride sloveno lo hanno poco gentilmente invitato a
tornarsene a casa. Voleva partecipare al Gay pride di Bologna, sabato prossimo:
il Comitato italiano gli ha fatto capire che non è il benvenuto. Allora ha
scritto una testimonianza al Secolo d’Italia, che l’ha titolata così: «Io, gay
discriminato da quelli del Gay pride».
Daniele Priori, non le resta che cambiare sponda.
«Politica o sessuale?».
Veda lei.
«Mi domando perché un gay di destra deve rinunciare a rivendicare i suoi
diritti».
Ma cosa è successo?
«Nel febbraio scorso con GayLib, l’unica associazione gay di destra, decidiamo
di proporre al Gay pride di Bologna un convegno su Dante Alighieri e gli
omosessuali».
Bell’idea, il Sommo Poeta vi ha sbattuti all’Inferno.
«Era un modo per elevare il dibattito, l’analisi dei canti della Divina Commedia
ci pareva più utile dell’ostentazione di tette e culi».
E?
«Ci rispondono solo a maggio, dicendo che non ci sono i soldi, che peraltro non
abbiamo chiesto, né gli spazi. Insomma, non è aria».
Quindi?
«Decidiamo di fare il Pride della destra gay, a Provesano, sulla tomba di Pim
Fortuyn, il leader della destra olandese, gay dichiarato, ucciso nel 2002 da un
fanatico di sinistra a quattro giorni dalla vittoria elettorale che lo avrebbe
reso primo ministro».
Poi partite per Lubiana.
«Ma durante il viaggio ci telefonano e dicono: “Se onorate un fascista xenofobo
evitate pure di venire”. Aggiungono che i berlusconiani non sono bene accetti».
E voi?
«Noi abbiamo preso atto e siamo tornati a casa, perché da liberali e libertari
siamo rispettosi delle opinioni di tutti. Al contrario di questa sinistra ormai
extraparlamentare che per tornare in auge sta allungando le mani con violenza
sui movimenti, cercando di fagocitarli».
Si nota una punta acida.
«Sono inferocito. Per ottenere dei risultati i movimenti devono essere
trasversali alla politica, non appiattirsi su un unico partito. Infatti in
Italia non si ottiene mai niente».
Roberto Calderoli vi chiama «culattoni».
«A Provesano c’erano tutti i vertici leghisti locali».
Vabbè, ma le uniche battaglie per i vostri diritti le fa il centrosinistra.
«Questo è un falso storico. Negli anni Novanta, prima dell’11 settembre che ha
reso tutti bacchettoni in difesa della cristianità, c’erano state molte aperture
dalla Casa della Libertà. Nel 2003, 50 deputati di centrodestra hanno firmato
una proposta di legge per i Pacs. Alessandra Mussolini nel suo “governo
penombra” ha messo alle Pari opportunità Enrico Oliari, presidente di GayLib.
Per non parlare delle aperture di Gianfranco Fini sulle coppie di fatto».
Vladimir Luxuria si è battuto per i Dico.
«Vladimir al massimo rappresenta i transgender, certo non me. I Dico sono un
compromesso al ribasso inaccettabile, perché non riconoscono la coppia».
Vorrebbe il matrimonio?
«Sarebbe il compimento dell’uguaglianza sociale».
Per la Chiesa sarebbe la fine della famiglia.
«Ma qui parliamo di matrimonio civile. Comunque, visto che in Italia bisogna
confrontarsi con il sentire cattolico, ci accontenteremmo di veder riconosciuti
i diritti della coppia, come la reversibilità della pensione, il diritto alle
case popolari, alle visite in ospedale, all’eredità».
Come si fa?
«Intanto bisogna cambiare il Gay pride: troppo folklore è controproducente».
Adesso è lei il bacchettone.
«Sono realista. O si dice che è solo un carnevale, oppure, se si carica questa
giornata di un significato politico, allora bisogna pensare a chi c’è dall’altro
lato del tavolo delle trattative, e andarci in giacca e cravatta».
Lei è fidanzato?
«Convivo da un anno e mezzo».
Vorrebbe adottare un bambino?
«No, i bambini non sono cavie. Hanno diritto a una famiglia naturale. E l’Italia
non è pronta».
È mai stato boicottato?
«Mai. Anzi. Sono portavoce della giunta di centrodestra del Comune di Marino, in
provincia di Roma. Il sindaco Adriano Palozzi mi ha messo in prima linea. Il
solo boicottaggio che ho subito è quello della sinistra».
Babilonia, 22 giu 08
I gay di destra? Persone sgradite, niente Pride di Lubiana
di Christian Poccia
«Persone sgradite». Non ci hanno girato troppo intorno gli organizzatori del
Pride di Lubiana, sabato scorso, rivolgendosi ai militanti di GayLib,
associazione degli omosessuali liberali e di centrodestra, che stavano per
unirsi al corteo nella capitale slovena. I gaylibbini sono stati espicitamente
invitati a non partecipare alla manifestazione perché qualche ora prima, a
Provesano, avevano commemorato la figura di Pim Fortuyn sulla tomba del leader
liberale e omosessuale olandese, ucciso nel 2002 da Volkert van der Graaf,
attivista d'estrema sinistra. «Visto la visita alla tomba di Pim Fortuyn e dopo
esser venuti a conoscenza della vicinanza dell’associazione gay italiana al
centro-destra
di Berlusconi – ha detto in una telefonata Mitja Blasich a Enrico
Oliari, presidente di GayLib - il comitato promotore del Gay Pride di Lubiana,
riunitosi a consulto, ha ritenuto che GayLib non può riconoscersi nella
piattaforma del
gay pride sloveno e quindi che i suoi militanti non sono persone
gradite».
Parole che hanno profondamente amareggiato la delegazione italiana. «La verità
scomoda – è stata la reazione di Oliari - è che ci sono partiti e movimenti che
ritengono di avere il monopolio sull’omosessualità, mentre essere gay non
significa essere automaticamente per la liberazione della Palestina o No Global.
Queste cose i “compagni” le sanno, ma, pur di servire prima i partiti che
gli
omosessuali persistono nella svendita del patrimonio politico e
culturale della
comunità gay, senza mai ottenere nulla in cambio».
A GayLib, che non parteciperà al Gay Pride nazionale di Bologna in polemica con
gli organizzatori della manifestazione, è giunta la solidarietà
dell’Associazione radicale Certi Diritti. «Non si capisce – ha detto il
presidente Clara Comelli - che criterio politico sia stato adottato
nell'escludere un'associazione gay italiana anche se schierata nel centro
destra. L'essere filoberlusconiani e l'aver commemorato una figura come quella
di Pim Fortuyn (sulla cui storia forse ci si dovrebbe documentare di più, prima
di bollarlo come xenofobo), non rappresenta certo, secondo Certi Diritti, motivo
valido per un'esclusione tanto grave. Difendere i diritti civili delle persone
in generale deve restare una priorità cara ad ogni persona libera e democratica,
a prescindere dal contesto politico in cui si sceglie di agire le proprie
rivendicazioni».
L'Opinione, 29 lug 08
Mussolini-choc, adozioni per i single
di
Valerio Carli
Permettere le adozioni anche ai single. E’ questa l’ultima proposta di
Alessandra Mussolini, una che in teoria dovrebbe essere “conservatrice” fino
all’esasperazione. Ma “la priorità per un buon governo – spiega - e per una
società che si definisca civile è la drastica riduzione, fino ad arrivare
all’azzeramento, della permanenza dei bambini negli istituti o case famiglia”. E
da presidente della Commissione bicamerale per l’infanzia, ribadisce la
necessità di ampliare la adottabilità dei bambini per coppie conviventi e
single. “E’ prioritario per ogni bambino avere un amore esclusivo, bambini non
vengono adottati, soprattutto quelli italiani, perché non viene dato loro lo
stato di adottabilità. Modificare una legge che non ha ridotto la presenza dei
bambini ma, anzi, ne ha aumentato il numero di permanenza negli istituti, è un
imperativo morale per cambiarla. Mancano i controlli all’interno degli istituti,
manca una banca dati e vengono dirottate le coppie alle adozioni internazionali:
questo deve finire. Bisogna aprire le maglie di una legge che imprigiona i
bambini - conclude - anche favorendo l’adozione per coppie conviventi e single”.
Ma l’ombra del Vaticano campeggia sempre sull’Italia ed ecco allora Carlo
Giovanardi a difendere la famiglia “classica” perché “nel nostro Paese - afferma
il sottosegretario con delega alla famiglia - sono migliaia le coppie
regolarmente sposate, già ritenute idonee ad adottare, che non riescono a
realizzare il loro progetto in tempi ragionevolmente brevi perché il numero dei
bambini ’adottabili’, in Italia o nei Paesi stranieri, è di gran lunga inferiore
rispetto alle richieste”. Polemico anche il sottosegretario al Welfare Eugenia
Roccella che parla di “dati vecchi in mano alla Mussolini”, perché “ a nostra
conoscenza gli istituti italiani per minori sono stati quasi tutti chiusi.
All’appello ne mancano pochissimi, circa 14. Di questi 7 o 8 ospitano non più di
cinque bambini, che sono poi ragazzi in attesa della maggiore età”. Al fianco
della Mussolini si schiera GayLib. “Sbaglia chi minimizza le aperture della
Mussolini alle adozioni – sottolinea il presidente Enrico Oliari - e alle coppie
di fatto: i diritti civili non sono monopolio delle sinistre e trovo puerili le
reazioni denigratorie alle sue coraggiose dichiarazioni: tutti sappiamo siano
importanti tali posizioni espresse nel centrodestra: essere europei significa
anche rimuovere le discriminazioni per le coppie omoaffettive e non solo
percepire contributi economici”.