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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

In questa pagina:

- Ami, 27 mag 08: Gay, oggi le associazioni romane in Campidoglio

- Leggo, 19 mag 08: Battutacce da bar

- L'Unione Sarda.it, 19 mag 08: Le associazioni omosessuali contro la Carfagna

- Il Giornale, 25 giu 08: «Io, omosessuale e di destra. Solo la sinistra mi discrimina»

- Babilonia, 22 giu 08: I gay di destra? Persone sgradite, niente Pride di Lubiana

- L'Opinione, 29 lug 08 - Mussolini-choc, adozioni per i single


Ami, 27 mag 08

 

Gay, oggi le associazioni romane in Campidoglio


Incontro tra le associazioni Gay, Lesbiche e Trans di Roma e la nuova giunta comunale. Confronto con il sindaco Alemanno e l'assessore alla Cultura Croppi per avviare il dialogo con l'amministrazione capitolina. Con il mutamento politico, cambiano anche gli scenari della comunità omosessuale, dice Enrico Oliari, presidente dei Gay Liberali di centrodestra: «Ora più opportunità di dialogare in modo diverso».

(valerio perogio - video: michele imperio)

Incontro lunedì in Campidoglio per le associazioni Gay, Lesbiche e Trans della Capitale con il sindaco Gianni Alemanno e l'assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi. L'avvento della nuova amministrazione della città e l'avvenuta rottura della continuità politica rispetto al passato, hanno imposto alla comunità omoaffettiva l'esigenza di un confronto, per costruire le basi di un nuovo dialogo con il Campidoglio e valutare congiuntamente le politiche che il sindaco Alemanno proporrà in tema. Alla base dell'incontro la discussione di proposte riguardo politiche di tutela delle identità omosessuali: misure contro le discriminazioni e il bullismo nelle scuole, politiche di inserimento professionale per le persone discriminate, attività di supporto per gli immigrati provenienti da paesi in cui sono in vigore pene per i gay e numerose altre istanze. Ma se il dialogo con l'amministrazione cittadina può ormai ritenersi un prassi consolidata, attenzione e curiosità saranno richiamate soprattutto dal nuovo e maggiore peso che assumerà la presenza al tavolo di GayLib, l'associazione dei gay liberali di centrodestra.
«Con Alemanno da tempo abbiamo un ottimo rapporto, che abbiamo ricambiato con un solido supporto in campagna elettorale -esordisce il presidente di GayLib Enrico Oliari - e noi siamo sicuri che il sindaco ci ascolterà attentamente». Mutati gli scenari politici, muteranno sicuramente anche i ruoli e le posizioni delle singole associazioni, ne è convinto Oliari: «Con il rimescolamento delle carte che c'è stato nella politica, e quindi anche nel movimento omosessuale, ci possono essere più opportunità di dialogare in modo diverso». GayLib, spiega il suo presidente, richiede di affrontare tematiche per grandi linee comuni a quelle delle altre associazioni del territorio, anche se nello specifico emergono differenze sostanziali: «Puntare di più sulla prevenzione del bullismo e anche delle malattie sessualmente trasmissibili, piuttosto che chiedere finanziamenti per manifestazioni ludiche e feste, come il Gay Pride». Già questo è un fattore di differenziazione rispetto ai movimenti di centrosinistra. Spiega Oliari: «Chiediamo un impegno della città per la comunità omosessuale, però sulle cose concrete e più serie, come il rilancio la cultura omosessuale. Siamo convinti che con Alemanno, persona veramente aperta, si possa dialogare di moltissime cose».
Altro discorso anche per la questione diritti. GayLib non porrà la questione al sindaco, come era stato invece fatto dalle altre associazioni con la precedente giunta Veltroni: «I diritti possono arrivare solo dal governo centrale. L'istituzione dei registri delle coppie di fatto, le unioni civili nelle varie città sono cose importanti, però non hanno alcun tipo di valenza giuridica effettiva. Quindi in ambito locale preferiamo concentrarci su attività che si possano realmente svolgere».


 

Leggo, 19 mag 08

 

«BATTUTACCE DA BAR»


GAY CONTRO LA CARFAGNA

«Come fa il ministro Carfagna a sostenere che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali?»: se lo chiede il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso che parla espressamente di «battutacce da bar». E' bufera nel mondo delle associazione omosex sulle dichiarazioni del ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna che esclude qualsiasi patrocinio al Gay Pride: «Non sono orientata a darlo - ha detto al "Corriere della Sera" - non servono i Gay Pride. L'omosessualità non è più un problema e non esiste più la discriminazione». Su questo punto insorge l'Arcigay: «Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive - attacca Mancuso - perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta. Le persone lgbt in carne e ossa soffrono e lottano molto più delle persone etero per portare avanti il loro amore e a volte sono costrette e nascondere il loro orientamento sessuale, in famiglia, a scuola, al lavoro». Duro anche Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra): «Sono stupito dell'annunciata e pregiudiziale chiusura del ministro Mara Carfagna al riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali, cosa che rappresenterebbe la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure sostenuto da centinaia di migliaia di gay. Recentemente Alessandra Mussolini aveva dimostrato assai più lungimiranza politica».
«Dichiarazioni al limite della fantascienza». Così gli organizzatori del Gay pride nazionale, in programma a Bologna il 28 giugno, hanno definito le parole del ministro Carfagna. A questo punto per il comitato il "no" del ministro «non è una disarmante ingenuità, quanto piuttosto la pericolosa strategia politica di questa destra, e di cui Mara Carfagna è la semplice portavoce».

CARFAGNA CONTRO LUXURIA «Il signor Vladimiro Guadagno confonde il Ministero per le Pari Opportunità con l'ufficio stampa e propaganda del movimento lgbt»: così il ministro Mara Carfagna, in una nota del suo ufficio stampa, risponde all'ex parlamentare del Prc Vladimir Luxuria che ha definito «inutile» il suo Ministero. Le Pari Opportunità, a giudizio del ministro, riguardano sopratutto le donne lavoratrici e madri, i minori, gli anziani e i portatori di handicap. «Se il signor Guadagno non si sente rappresentato da queste priorità - conclude la nota - significa che non ha alcun rispetto per chi è veramente discriminato».
Lgbt è un acronimo utilizzato per riferirsi, come termine collettivo, a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender (Transessuali). È considerato meno controverso del termine queer (che sta per cultura del travestitismo) o lesbogay.

INTERVENGONO DUE REGISTI I due registi del film-documentario sui Dico «Improvvisamente l'inverno scorso», Gustav Hofer e Luca Ragazzi, invitano il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, dopo quanto ha dichiarato al Corriere della Sera, a vedere il loro film al Cinema Politecnico di Roma. «Quanto ha detto il ministro ci fa cadere le braccia - affermano - tanto più considerandone l'età. Si faccia un giro in Europa per constatare che il riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali è una realtà in quasi tutti i paesi membri. Si legga la direttiva europea del gennaio 2006 che richiede agli Stati dell'Unione di legiferare quanto prima sul riconoscimento delle coppie di fatto. L'Italia non può continuare a essere il fanalino di coda».

MUSSOLINI CRITICA «Occorre aprire e tenere sempre aperta la finestra del dialogo e dell'ascolto a 360 gradi». Così Alessandra Mussolini, segretario di Azione Sociale e deputata del PdL, commenta le polemiche nate dalla decisione del ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, di non concedere il patrocinio del governo al Gay Pride previsto per il 28 giugno a Bologna. «Mi auguravo che i temi etici e la discussione sui diritti, vista la disponibilità al dialogo mostrata dai leader di maggioranza e opposizione - dice la Mussolini - si incanalassero sui binari del rispetto e sul reciproco ascolto. Sono, infatti, proprio questi i terreni dove mettere in campo ogni sforzo per praticare al meglio il dialogo tra le opposte visioni dei problemi». «Non condivido, quindi, le accusa generiche e strumentali fatte al centrodestra di omofobia anche perchè la destra ha elaborato proposte alternative al mondo culturale ed al movimento omosessuale di sinistra, così come ricordato dal mio ministro 'penombrà Enrico Oliari (di Gaylib, ndr). Così come non trovo corretto - conclude la deputata del Pdl - che si possano relegare in poche e ben identificate categorie i soggetti meritevoli di tutela. In tema di diritti i confini non si possono nè si debbono tracciare».
 

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L'Unione sarda.it, 19 mag 08


Le associazioni omosessuali contro la Carfagna


Enrico Oliari (GayLib): "Stupito per la chiusura sul riconoscimento di diritti e doveri delle coppie gay". Grillini (Arcigay): "Le sue sono solo due battutacce da bar"
Le associazioni omosessuali si schierano contro Mara Carfagna. Il ministro per le Pari Opportunaità ha infatti deciso di non concedere il patrocinio per il Gay Pride in programma il prossimo 28 giugno a Bologna: "Sono stupito dell'annunciata e pregiudiziale chiusura del ministro Mara Carfagna al riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali afferma Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centro-destra) - cosa che rappresenterebbe la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure sostenuto da centinaia di migliaia di gay". Ancora più duro il socialista Franco Grillini, leader storico di Arcigay: "Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni anzichè svolgere una positiva attività di governo. Le sue sono solo due battutacce da bar - aggiunge Grillini - che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità".

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Il Quotidiano.net, 7 giu 08

 

Roma e Milano, sfila il gay-pride


Due omosessuali pestati a Napoli

 

ROMA, 7 giugno 2008 - Nel giorno in cui a Roma e Milano sfila il gay pride, da Napoli arriva la denuncia dell'ennesimo episodio di omofobia su un treno della circumvesuviana.
"È accaduto tutto in pochi attimi - racconta una delle vittime - Ero con alcuni amici, forse vestiti in modo eccentrico, tanto che subito ci hanno additato come gay. Sappiamo comportarci in questi casi e abbiamo lasciato il vagone. Solo che uno di loro ci ha seguito e ha cercato di cinturarmi, io ho reagito e sono volati schiaffi e pugni.
Un crescendo. Lo ripeto, non si fermavano mai, continuavano a sferrare calci al volto, anche se neppure riuscivamo più a difenderci".
A riportare la notizia è 'Il Mattino', al quale D.N., 24 anni, ha raccontato il pestaggio subito. Gli aggressori sarebbero una decina di ragazzi, "tutti napoletani, età media vent'anni". "Mi ha fatto male registrare l'indifferenza delle persone che erano con noi sul treno - prosegue la vittima - Quelli erano in dieci e ci picchiavano, però nessun altro viaggiatore è intervenuto. La carrozza era gremita, quando ho ripreso coscienza ho visto che non c'era più nessuno. Come si fa a rimanere inermi di fronte a tanta violenza?".
"È intervenuta la polizia - spiega il giovane - che è stata contattata dalla stessa Circum. Ci hanno portato in ospedale e dopo le visite, ne avrò per quindici giorni, ho preteso di sottoscrivere un lungo verbale di denuncia. Se esiste un videocontrollo non sarà impossibile: hanno i loro volti, li devono arrestare".

ROTONDI: CON LA DC AVREMMO LE UNIONI CIVILI
"Se la Democrazia Cristiana fosse oggi al potere, la spinosa questione delle unioni civili sarebbe stata risolta da tempo". È perentorio il Ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, intervistato da Klaus Davi nell'ambito di 'KlausCondiciò, su YouTube.
"Sul tema delle unioni di fatto ho una posizione diversa rispetto a quella del Governo. Come ministro, devo rispondere che non è una nostra priorità. Come parlamentare, credo, invece, che, se la Dc fosse rimasta al Governo, avremmo già la legge. Non avremmo i Pacs, ma avremmo sicuramente una legge che dà rilevanza pubblica ai diritti dei conviventi, senza per questo creare un istituto che si confonde con la famiglia".

GAY PRIDE, SOSTEGNO DI VERDI E RADICALI
"I Verdi danno il loro sostegno alle manifestazioni del Gay Pride che si terranno oggi a Roma e Milano. La 'marcià verso il riconoscimento dei diritti civili, che già sono una realtà in moltissimi Paesi europei, non deve avere battute d'arresto, ma, anzi, deve vedere tutte le forze progressiste e laiche unite e determinate: si tratta di una questione di civiltà", si legge in un comunicato della Federazione Nazionale dei Verdi.
"Il diritto a manifestare è un diritto costituzionale che non può essere derogato in alcun modo. Per questa ragione il fatto che sia stato negato al corteo di Roma, dalle autorità competenti, di arrivare in Piazza San Giovanni è particolarmente grave - conclude la nota -. In uno stato democratico come l'Italia non possono, e non devono, esserci discriminazioni di alcun tipo".
Anche i radicali contestano la mancata concessione di piazza San Giovanni per la manifestazione dei gay. " Per questo - spiegano in una nota - parteciperemo al Gay Pride di Roma (partenza ore 16 da Piazza della Repubblica) e alle ore 20.30, ci imbavaglieremo davanti all'ingresso della Basilica di San Giovanni, nella stessa ora in cui il Coro pontificio Traditio et Confessio inizierà i suoi canti".

GAYLIB, TESSERA ONORARIA A CRONISTA TG1
Una tessera onoraria e' stata assegnata da GayLib (l'associazione dei gay di centro-destra) al giornalista del Tg1, Stefano Campagna ''unico mezzobusto gay dichiarato tra i conduttori dei Tg Rai''. Lo annuncia l'associazione, in un comunicato in cui ricorda che il giornalista ha dichiarato apertamente, in una assemblea in Campidoglio promossa da un'associazione gay, di aver votato Pdl.
''Siamo felici - ha dichiarato il presidente di GayLib, Enrico Oliari - di avere tra di noi un amico in piu', pronto a sfidare il pensiero unico della sinistra, motivo per cui, in questo 2008, la nostra associazione e' rimasta volutamente defilata dai Gay Pride ufficiali. E' la nostra piccola coraggiosa protesta di uomini e gay di destra".

LO STRISCIONE 'CONTRO'
All'alba alcuni militanti del gruppo politico cattolico 'Militia Christi' hanno affisso su un muro di Via Cavour, nel centro della capitale , lungo il percorso del ''vergognoso Gay Pride'', che si svolgera' nel pomeriggio da piazza della Repubblica a piazza Navona, uno striscione con la scritta: ''Roma e' sacra: no al Gay Pride, orgoglio del male!''.
''L'azione - precisa il gruppo - e' un piccolo, ma significativo gesto di condanna e opposizione all'ennesimo nefasto evento che offende Roma, la sua storia, la sua identita', i suoi abitanti''.


 

Il Giornale, 25 giu 08

«Io, omosessuale e di destra. Solo la sinistra mi discrimina»


di Paola Settivo

Per dirla come la dice lui: «C’è qualcosa di peggio che esser gay in un Paese cattolico. Ed è essere di destra in un Paese in cui la cultura e il movimentismo sono appannaggio della sinistra». Era in viaggio per Lubiana, sabato scorso: gli organizzatori del Gay pride sloveno lo hanno poco gentilmente invitato a tornarsene a casa. Voleva partecipare al Gay pride di Bologna, sabato prossimo: il Comitato italiano gli ha fatto capire che non è il benvenuto. Allora ha scritto una testimonianza al Secolo d’Italia, che l’ha titolata così: «Io, gay discriminato da quelli del Gay pride».
Daniele Priori, non le resta che cambiare sponda.
«Politica o sessuale?».
Veda lei.
«Mi domando perché un gay di destra deve rinunciare a rivendicare i suoi diritti».
Ma cosa è successo?
«Nel febbraio scorso con GayLib, l’unica associazione gay di destra, decidiamo di proporre al Gay pride di Bologna un convegno su Dante Alighieri e gli omosessuali».
Bell’idea, il Sommo Poeta vi ha sbattuti all’Inferno.
«Era un modo per elevare il dibattito, l’analisi dei canti della Divina Commedia ci pareva più utile dell’ostentazione di tette e culi».
E?
«Ci rispondono solo a maggio, dicendo che non ci sono i soldi, che peraltro non abbiamo chiesto, né gli spazi. Insomma, non è aria».
Quindi?
«Decidiamo di fare il Pride della destra gay, a Provesano, sulla tomba di Pim Fortuyn, il leader della destra olandese, gay dichiarato, ucciso nel 2002 da un fanatico di sinistra a quattro giorni dalla vittoria elettorale che lo avrebbe reso primo ministro».
Poi partite per Lubiana.
«Ma durante il viaggio ci telefonano e dicono: “Se onorate un fascista xenofobo evitate pure di venire”. Aggiungono che i berlusconiani non sono bene accetti».
E voi?
«Noi abbiamo preso atto e siamo tornati a casa, perché da liberali e libertari siamo rispettosi delle opinioni di tutti. Al contrario di questa sinistra ormai extraparlamentare che per tornare in auge sta allungando le mani con violenza sui movimenti, cercando di fagocitarli».
Si nota una punta acida.
«Sono inferocito. Per ottenere dei risultati i movimenti devono essere trasversali alla politica, non appiattirsi su un unico partito. Infatti in Italia non si ottiene mai niente».
Roberto Calderoli vi chiama «culattoni».
«A Provesano c’erano tutti i vertici leghisti locali».
Vabbè, ma le uniche battaglie per i vostri diritti le fa il centrosinistra.
«Questo è un falso storico. Negli anni Novanta, prima dell’11 settembre che ha reso tutti bacchettoni in difesa della cristianità, c’erano state molte aperture dalla Casa della Libertà. Nel 2003, 50 deputati di centrodestra hanno firmato una proposta di legge per i Pacs. Alessandra Mussolini nel suo “governo penombra” ha messo alle Pari opportunità Enrico Oliari, presidente di GayLib. Per non parlare delle aperture di Gianfranco Fini sulle coppie di fatto».
Vladimir Luxuria si è battuto per i Dico.
«Vladimir al massimo rappresenta i transgender, certo non me. I Dico sono un compromesso al ribasso inaccettabile, perché non riconoscono la coppia».
Vorrebbe il matrimonio?
«Sarebbe il compimento dell’uguaglianza sociale».
Per la Chiesa sarebbe la fine della famiglia.
«Ma qui parliamo di matrimonio civile. Comunque, visto che in Italia bisogna confrontarsi con il sentire cattolico, ci accontenteremmo di veder riconosciuti i diritti della coppia, come la reversibilità della pensione, il diritto alle case popolari, alle visite in ospedale, all’eredità».
Come si fa?
«Intanto bisogna cambiare il Gay pride: troppo folklore è controproducente».
Adesso è lei il bacchettone.
«Sono realista. O si dice che è solo un carnevale, oppure, se si carica questa giornata di un significato politico, allora bisogna pensare a chi c’è dall’altro lato del tavolo delle trattative, e andarci in giacca e cravatta».
Lei è fidanzato?
«Convivo da un anno e mezzo».
Vorrebbe adottare un bambino?
«No, i bambini non sono cavie. Hanno diritto a una famiglia naturale. E l’Italia non è pronta».
È mai stato boicottato?
«Mai. Anzi. Sono portavoce della giunta di centrodestra del Comune di Marino, in provincia di Roma. Il sindaco Adriano Palozzi mi ha messo in prima linea. Il solo boicottaggio che ho subito è quello della sinistra».
 


Babilonia, 22 giu 08


I gay di destra? Persone sgradite, niente Pride di Lubiana

 

di Christian Poccia


«Persone sgradite». Non ci hanno girato troppo intorno gli organizzatori del Pride di Lubiana, sabato scorso, rivolgendosi ai militanti di GayLib, associazione degli omosessuali liberali e di centrodestra, che stavano per unirsi al corteo nella capitale slovena. I gaylibbini sono stati espicitamente invitati a non partecipare alla manifestazione perché qualche ora prima, a Provesano, avevano commemorato la figura di Pim Fortuyn sulla tomba del leader liberale e omosessuale olandese, ucciso nel 2002 da Volkert van der Graaf, attivista d'estrema sinistra. «Visto la visita alla tomba di Pim Fortuyn e dopo esser venuti a conoscenza della vicinanza dell’associazione gay italiana al centro-destra
di Berlusconi – ha detto in una telefonata Mitja Blasich a Enrico Oliari, presidente di GayLib - il comitato promotore del Gay Pride di Lubiana, riunitosi a consulto, ha ritenuto che GayLib non può riconoscersi nella piattaforma del
gay pride sloveno e quindi che i suoi militanti non sono persone gradite».
Parole che hanno profondamente amareggiato la delegazione italiana. «La verità scomoda – è stata la reazione di Oliari - è che ci sono partiti e movimenti che ritengono di avere il monopolio sull’omosessualità, mentre essere gay non significa essere automaticamente per la liberazione della Palestina o No Global. Queste cose i “compagni” le sanno, ma, pur di servire prima i partiti che
gli omosessuali persistono nella svendita del patrimonio politico e
culturale della comunità gay, senza mai ottenere nulla in cambio».
A GayLib, che non parteciperà al Gay Pride nazionale di Bologna in polemica con gli organizzatori della manifestazione, è giunta la solidarietà dell’Associazione radicale Certi Diritti. «Non si capisce – ha detto il presidente Clara Comelli - che criterio politico sia stato adottato nell'escludere un'associazione gay italiana anche se schierata nel centro destra. L'essere filoberlusconiani e l'aver commemorato una figura come quella di Pim Fortuyn (sulla cui storia forse ci si dovrebbe documentare di più, prima di bollarlo come xenofobo), non rappresenta certo, secondo Certi Diritti, motivo valido per un'esclusione tanto grave. Difendere i diritti civili delle persone in generale deve restare una priorità cara ad ogni persona libera e democratica, a prescindere dal contesto politico in cui si sceglie di agire le proprie rivendicazioni».


L'Opinione, 29 lug 08

 

Mussolini-choc, adozioni per i single
 

di Valerio Carli

Permettere le adozioni anche ai single. E’ questa l’ultima proposta di Alessandra Mussolini, una che in teoria dovrebbe essere “conservatrice” fino all’esasperazione. Ma “la priorità per un buon governo – spiega - e per una società che si definisca civile è la drastica riduzione, fino ad arrivare all’azzeramento, della permanenza dei bambini negli istituti o case famiglia”. E da presidente della Commissione bicamerale per l’infanzia, ribadisce la necessità di ampliare la adottabilità dei bambini per coppie conviventi e single. “E’ prioritario per ogni bambino avere un amore esclusivo, bambini non vengono adottati, soprattutto quelli italiani, perché non viene dato loro lo stato di adottabilità. Modificare una legge che non ha ridotto la presenza dei bambini ma, anzi, ne ha aumentato il numero di permanenza negli istituti, è un imperativo morale per cambiarla. Mancano i controlli all’interno degli istituti, manca una banca dati e vengono dirottate le coppie alle adozioni internazionali: questo deve finire. Bisogna aprire le maglie di una legge che imprigiona i bambini - conclude - anche favorendo l’adozione per coppie conviventi e single”.
Ma l’ombra del Vaticano campeggia sempre sull’Italia ed ecco allora Carlo Giovanardi a difendere la famiglia “classica” perché “nel nostro Paese - afferma il sottosegretario con delega alla famiglia - sono migliaia le coppie regolarmente sposate, già ritenute idonee ad adottare, che non riescono a realizzare il loro progetto in tempi ragionevolmente brevi perché il numero dei bambini ’adottabili’, in Italia o nei Paesi stranieri, è di gran lunga inferiore rispetto alle richieste”. Polemico anche il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella che parla di “dati vecchi in mano alla Mussolini”, perché “ a nostra conoscenza gli istituti italiani per minori sono stati quasi tutti chiusi. All’appello ne mancano pochissimi, circa 14. Di questi 7 o 8 ospitano non più di cinque bambini, che sono poi ragazzi in attesa della maggiore età”. Al fianco della Mussolini si schiera GayLib. “Sbaglia chi minimizza le aperture della Mussolini alle adozioni – sottolinea il presidente Enrico Oliari - e alle coppie di fatto: i diritti civili non sono monopolio delle sinistre e trovo puerili le reazioni denigratorie alle sue coraggiose dichiarazioni: tutti sappiamo siano importanti tali posizioni espresse nel centrodestra: essere europei significa anche rimuovere le discriminazioni per le coppie omoaffettive e non solo percepire contributi economici”.


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