«Non ho nulla di cui vergognarmi»
«Democrazia è rispettare tutti. Ce n’é a centrodestra, non nella bigotta Forza Italia di Este»
ESTE. Per Este, cittadina perbenista, bianca per tradizione, ieri mattina è stata una domenica particolare. Uno dei suoi figli, praticante cattolico con grande convinzione, sempre in chiesa e al patronato, giacca e cravatta, senza grilli per la testa e con tanta voglia di far bene, all’improvviso esce dal suo ruolo sociale e sbandiera ai quattro venti di essere omosessuale. E per questo viene ripreso dal parroco delle Grazie e «invitato» a non partecipare più alla messa cantando nel coro. Nella fredda domenica autunnale ne parlano tutti. Lui è in piazza Maggiore, imperturbabile, con un sorriso per i suoi amici che lo sostengono, a raccogliere firme per mandare a casa il governo Prodi su iniziativa dei Circoli della libertà di cui è fra i fondatori. Al pomeriggio «incassa» una telefonata di solidarietà del presidente nazionale di Gaylib Enrico Oliari. Poi torna in piazza, convinto di non doversi vergognare.Sino ad una settimana fa Alberto Ruggin è stato un ragazzo come gli altri. Anzi è un giovane che molte mamme estensi vorrebbero avere. Frequenta la chiesa delle Grazie, è catechista da cinque anni, nel coro da sette. Prima è stato scout e animatore del Grest al Patronato Redentore. Ama il nuoto, che pratica da anni. Nel 2005 si iscrive a Forza Italia ed è tra i fondatori della sezione cittadina dei Circoli della libertà di Michela Brambilla. Compirà 21 anni in dicembre, porta la giacca e cravatta e, dopo la maturità conseguita l’anno scorso al Liceo di Scienze sociali a Montagnana (voto 66/100), va a lavorare col padre Maurizio nella ditta MT che produce ferro battuto in zona industriale ed ha da poco un negozio: Excalibur, in via Cavour.
Da oltre un anno frequenta locali gay padovani. Un amico gli propone di partecipare alla trasmissione «Ciao Darwin» condotta da Paolo Bonolis e Luca Laurenti su Canale 5: la sfida sarà omo contro eterosessuali. Lui accetta e venerdì scorso va a Roma dove registra la trasmissione che andrà in onda martedì sera. Prima però parla col «Mattino» della sua partecipazione e, con disinvoltura, confessa la sua omosessualità. «Io sto bene, mi hanno chiesto di partecipare al gioco e mi hanno detto di far vedere il meglio di me - dice - Non bisogna vergognarsi di essere quello che si è. Una persona non si giudica per quello che fa sotto le coperte. La vera democrazia si vede quando si ha rispetto delle minoranze. Credo di dar voce a molti altri omosessuali. Ce ne sono anche ad Este. Conosco anche sacerdoti omosessuali, che vivono relazioni nascoste. E’ ora che se ne parli».
Tu hai anche una passione politica per Forza Italia, un partito che certo non brilla per la difesa degli omosessuali.
«Il Veneto e la Lombardia sono le sole regioni dove i gay votano in prevalenza per il centrodestra. E’ ora di finire di dire che i gay sono di sinistra. Poi basta vedere la politica di Sarkozy in Francia. A parte il caso Zapatero, vediamo che anche in Olanda, Belgio, persino in Croazia, Ungheria ci sono i pacs. Apprezzo molto le posizioni di Giancarlo Galan, ma anche di Chiara Moroni o Marco Taradash. Non quelle invece di Forza Italia estense, composta da ex democristiani, piuttosto bigotta se non fascista. A Trentin rispondo che nel mio sito non c’è alcuna foto porno. Oggi si sta dando troppo retta alla Lega, apprezzo di più le esternazioni di Fini. Faccio un appello anche ad Alessandro Zan affinché se ne continui a parlare».
Hai un compagno?
«Frequento da qualche tempo un ragazzo di Padova».
Ma come mai all’improvviso decidi di parlare?»
«Mi sembrava doveroso far sapere che avrei partecipato alla trasmissione di Bonolis. Il caso non l’ho creato io. Tutto sarebbe finito lì se don Paolino non mi avesse imposto di non partecipare al coro. Mi ha detto: “Tu ti siedi tra i banchi e ti batti il petto come tutti gli altri fedeli”».
GayNews, 20 nov 07
GAY CACCIATO DALLA PARROCCHIA, ERO
VISIBILE ANCHE IL PRETE SAPEVA
L'intervista di Simone Aquino
Incontro Alberto Ruggin il pomeriggio dello scorso mercoledì negli studi
di Cinecittà a Roma. Un ragazzo biondino, alto e magrolino, dal fare
serio e intellettuale. Subito si fa notare proponendosi agli autori di
Ciao Darwin per cantare durante lo show televisivo. “Carino il ragazzo”
dico al mio amico che è venuto con me da Napoli per registrare la
puntata, “non per me” risponde lui con un aria alquanto schifata, quindi
gli replico io precisando: “a me piace…”
Alberto si rimette in mostra a cena, in albergo, durante un brindisi
alla nostra vittoria sugli etero. Lui avrebbe voluto fare un brindisi
alla salute del leader del suo partito, Silvio Berlusconi, raccogliendo
subito fischi di disapprovazione da parte degli altri (ai quali mi
unisco anch’io).
E’ un ragazzo in gamba, Alberto. Sin da giovanissimo si è impegnato in
politica, tanto che ha fondato un circolo delle libertà nel paese dove
abita, Este, un paesello di poco più di 15.000 anime a sud di Padova.
Determinazione, serietà e rigore fanno di lui il figlio che tutte le
mamme vorrebbero avere. Frequenta la chiesetta del suo paese, è
catechista ed è a capo dei ministranti, ha fatto parte dell’Agesci
(associazione degli scout cattolici) e canta nel coro parrocchiale.
Non sono stati pochi i fedeli ad accorgersi che domenica a messa, tra le
voci che si alzavano a cantare le lodi al Signore, non c’era quella di
Alberto. Dopo tutto c’è una bella differenza tra cantare a Ciao Darwin
per la squadra degli omosessuali e cantare in Chiesa per il Signore. Don
Paolino, parroco d’Este, è una persona precisa e pignola, uno che la
Bibbia l’ha studiata a puntiglio, come accuratamente ascolta l’omelia
del Papa che puntualmente rivolge parole di biasimo verso le coppie
omosessuali. Don Paolino sa che il levitico considera l’omosessualità un
abominio punibile solo con la pena capitale. Così l’anziano parroco ha
ben pensato di interdire Alberto dalle funzioni religiose, almeno finché
non dia prova di essere tornato sulla “retta via”. Peccato che il
puntiglioso sacerdote, quando ha studiato il Levitico, non si è accorto
che è condannato anche mangiare crostacei, mentre non lo è possedere
schiavi, a patto però che essi siano extracomunitari.
Incontro Alberto a colazione, ma ho poco tempo per dialogare con lui
poiché debbo svolgere alcune commissioni all’ufficio postale. Ci
ribecchiamo il mattino dell’ultimo giorno proprio fuori dalla mia stanza
d’albergo, mi chiede se può entrare e, quando si accorge che ho dormito
solo nel letto matrimoniale, si sorprende, quasi dispiacendosene allo
stesso tempo… Così abbiamo modo di conoscerci un po’ meglio, proprio
prima di scappare alla stazione Termini per prendere la Tav per Napoli.
Quando lo chiamo per proporgli l’intervista si ricorda di me e, col suo
fare cordiale a tratti scherzoso ripercorre tutta la vicenda che lo ha
portato dalle pagine dei giornali più autorevoli della sua provincia
fino a quelli di tiratura nazionale.
Cosa è successo a seguito della nostra apparizione a Ciao Darwin?
Il parroco della mia parrocchia mi ha negato la possibilità di cantare
nel coro e di leggere le letture durante la messa. Mi ha detto: “Devi
tornare tra i fedeli a batterti il petto. Non sei stato sincero con me!”
Eppure durante le confessioni ho sempre detto di essere gay. Certo non
con Don Paolino, ma con altri sacerdoti che però mi hanno sempre
assolto. Ma Dio sa. Dio è in chiunque prete col quale mi confessi. A Dio
non ho mentito.
Eri dichiarato in famiglia e con gli amici?
Ho sempre parlato della mia omosessualità con tutti. A Gennaio mi sono
dichiarato a casa e i miei genitori hanno sottolineato che loro tengono
soltanto alla mia felicità. Credo che sia la cosa più bella che un
genitore possa dire a suo figlio.
Si può essere gay e cattolico-praticante allo stesso tempo?
Sono stato sin da piccolo molto attaccato alla Chiesa. Credo che la
pratica della religione cattolica non sia soltanto fine alla messa della
domenica, ma vada ben oltre. Più che applicare il cristianesimo in
chiesa io cerco di applicarlo al di fuori vivendo la mia vita da vero
cristiano. Ed amare significa fare ciò.
Da cosa deriva la tua passione per la politica?
La passione politica è sempre stata parte integrante di me. Passione che
è sempre stata coerente con gli ideali cristiani ai quali sono molto
legato. Dico no all’aborto come all’eutanasia. Sono per la vita, dal
concepimento, fino al naturale decadimento. Ho fondato il circolo della
libertà del mio paese in sintonia con i miei valori, circolo che cresce
di giorno in giorno poiché si iscrivono persone della più disparata
provenienza politica, soprattutto di centro-sinistra, che sono stanche
del governo Prodi.
Com’è possibile che in Italia, al pari degli altri paesi europei, non si
sia legiferato in materia di diritti per le coppie omosessuali?
Credo che questo sia da attribuirsi soprattutto al fatto che la classe
politica italiana abbia un età media che varia tra i 50 e i 60 anni.
Negli altri paesi europei stiamo al di sotto dei 40. Così la Francia di
Sarkozy parla di andare oltre i Pacs, l’Olanda del cristiano democratico
Balkenende, invece, è stata una dei primi paesi europei a dotarsi di una
legislazione che prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. In
Europa i veri pro gay sono di destra.
Oggi è scomodo essere gay, laici ed appoggiare il PD. Com’è essere gay,
cattolici ed appoggiare Forza Italia?
C’è una minoranza in Forza Italia, ex radicale ed ex socialista, che la
pensa come me. Penso a Benedetto della Vedova, Giancarlo Galan, Marco
Taradash e Chiara Moroni. Penso che il nostro contributo sia
fondamentale se vogliamo davvero contribuire a cambiare dall’interno i
partiti, che certo non sono perfetti. Proprio oggi ho sentito Enrico
Oliari [portavoce nazionale di gaylib, l’associazione che raccoglie gli
omosessuali di centro-destra, ndr] che mi ha proposto di diventare il
referente per la regione Veneto.
Cosa sceglie un omosessuale di destra tra Matrimonio civile, Pacs, Dico
e Cus?
Ovviamente il matrimonio. Credo che al pari delle coppie eterosessuali
debba essere riconosciuto a noi gay e lesbiche il diritto a sposarci col
il nostro partner. Attenzione, non significa che io in futuro mi
sposerò, ma penso che lo Stato debba, tramite il matrimonio, superare
qualsiasi discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Per quanto
riguarda coloro i quali scelgono deliberatamente di non sposarsi, in
quel caso non va garantito alcun riconoscimento, poiché diventa una
scelta personale. E lo dice uno che ha combattuto contro i Dico: la
considero una legge discriminatoria: 9 anni per il riconoscimento dei
diritti è semplicemente agli antipodi dell’equiparazione dei diritti.
Se e quando diventerai referente per Gaylib per la regione Veneto, verso
cosa orienterai la tua azione politica?
Mi impegnerò per portare in consiglio comunale di Este, la proposta per
il riconoscimento anagrafico delle famiglie di fatto, così come a
Padova. Sebbene a destra molti hanno difficoltà ad aprirsi a queste
tematiche, qualche segnale positivo l’ho già ricevuto da sinistra…
In una nota sul sito del circolo della libertà che hai fondato, i tuoi
compagni di partito si propongono di aprire una discussione sul tema
dell’omosessualità, a patto che dicono, non si va ad intaccare il
concetto di famiglia tradizionale e di matrimonio. Ti considerano un
“anormale”, poi però tengono a precisare che anormalità non deve
assumere per forza un connotato negativo.
Sinceramente oggi ho avuto troppo da fare. Leggerò questo comunicato
domani.
Silvio Berlusconi disse ad un comizio a Monza: “I gay stanno tutti
dall’altra parte”. L’on.Franco Grillini gli replicò dicendo che non
aveva del tutto torto, in quanto la maggioranza dei gay sì, vota a
sinistra, ma c’è comunque una trascurabile minoranza che vota a destra.
Che ne pensi?
Penso che la stragrande maggioranza dei gay veneti e lombardi vota a
destra. E ne ho esperienza diretta. Berlusconi in realtà non intendeva
dire che tutti i gay votano a sinistra, si riferiva solo ad alcuni
candidati nelle liste comunali di Monza di sinistra omosessuali
dichiarati.
Se è così dovremmo dire all’on.Grillini (eletto alla Camera nella
circoscrizione Lombardia 1) come stanno davvero le cose… Che dici
passerà con voi a Forza Italia?
Beh penso proprio di no… Anche se il forum delle libertà sembra avere in
sé qualcosa di destra…
Agi, 11 ott 07
SICUREZZA. SABATO IN PIAZZA ANCHE I GAY DI CENTRO-DESTRA
Oliari: "Pronti ad offrire le nostre idee per il programma della destra"
Roma, 11 ott. - Sabato prossimo in occasione della manifestazione sulla
sicurezza organizzata da An nella Capitale scenderanno in piazza anche i gay di
centrodestra.
"Ci saremo anche noi, ma per la prima volta intendiamo aderire non piu' come
singoli partecipanti - afferma Enrico
Oliari, Presidente di GayLib - ma come Associazione di gay liberali di centro
destra. Siamo molto sensibili ai temi della sicurezza anche perche' la realta'
omoaffettiva e' quella che subisce direttamente ogni giorno anche tutta una
serie di reati omofobici. Vogliamo far sentire la nostra voce ed il nostro
sostegno a Gianfranco Fini e intendiamo dargli lo stesso contributo che Gaylib
Francia da' al Presidente Sarkozy.
Abbiamo una nostra idea su tasse e sicurezza e siamo pronti a mettere a
disposizione le nostre idee nel momento della scrittura del programma elettorale
del centro destra".
"Ci saremo anche perche'- prosegue Oliari - non intendiamo piu' stare in
silenzio di fronte alla politica irresponsabile di questo Governo.
Vogliamo esserci, proprio con lo stesso stile che ci distingue da 13 anni,
ovvero da quando abbiamo condiviso il percorso di Fiuggi. Non intendiamo,
inoltre, sfilare con le nostre bandiere perche' la tematica dei diritti delle
persone omosessuali non e' ancora nel programma del centro destra (gaylib
propone le unioni omoaffettive).
Siamo orgogliosamente gay, orgogliosamente di destra e altrettanto orgogliosi di
scendere in piazza con la bandiera di Alleanza Nazionale".