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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

In questa pagina:

- Il Mattino di Padova, 25 nov 07: Scandalo omosessualità a Este

- Il Mattino di Padova, 24 nov 07: Ruggin accusato di pedofilia durante la sfida Goisis - Luxuria

- Rinascita, 28 set 07: Lobby omosessuale e libertà dei popoli

- Il Mattino di Padova, 19 nov 07: «Non ho nulla di cui vergognarmi»

- GayNews, 20 nov 07: Gay cacciato dalla parrocchia: "Ero visibile, anche il prete lo sapeva"

- Agi, 11 ott 07: Sicurezza, sabato in piazza anche i gay di centrodestra


Il Mattino di Padova, 25 nov 07

 

SCANDALO OMOSESSUALITA’ A ESTE

«Non sono pedofilo, denuncerò quella donna»

Alberto Ruggin accusato da una mamma al «Farinelli» sarà assistito da Arcigay

Dalla parrocchia giunge la solidarietà di molti ragazzi

ESTE. «Mi hanno accusato di pedofilia. Saprò difendere il mio onore nelle sedi opportune. Denuncerò quella donna». Così, spalleggiato da GayLib e da Arcigay, Alberto Ruggin, il giovane omosessuale ventunenne allontanato dal coro perché apparso nella trasmissione «Ciao Darwin» di Paolo Bonolis, reagisce alle gravissime accuse che l’altra sera, nel corso dell’incontro tra la parlamentare leghista Paola Goisis e la parlamentare di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, gli sono state rivolte da Manuela Soattin, una donna di Este, madre di quattro figli.
«Sono stato ingiustamente e pubblicamente accusato da una sostenitrice della Goisis di essere stato allontanato dai miei incarichi di catechista e di chierico perché avrei “toccato” dei ragazzini, ma chi mi conosce sa che sono persona integerrima e mossa da una spiritualità convinta, tanto che dalla parrocchia stessa stanno arrivando le opportune smentite».
Nei prossimi giorni Alberto si recherà nella caserma dei Carabinieri per presentare denuncia. Alessandro Zan gli metterà a disposizione l’ufficio legale di Arcigay.

Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, in una nota osserva: «Trovo incredibile il dibattito dell’altra sera: uno spettacolo raccapricciante. E’ il peggio, sotto il profilo umano, che il partito di Bossi poteva dare di sé. La Goisis con arroganza e veemenza ha affermato che gli omosessuali sono errori della natura. Trovo aberrante che un deputato arrivi a toccare il fondo insultando cittadini che lavorano e pagano le tasse».
Ma veniamo alla serata. Tanto la Goisis era veemente, quanto Luxuria era pacata. Tanto da invitare la sua collega, in più di un’occasione, a riportare il dibattito sul binario del confronto civile. Si doveva parlare di famiglia ma, inevitabilmente e subito, il confronto è scivolato su numerosi altri temi quali la sicurezza, l’immigrazione e l’omosessualità. Ovviamente le posizioni sono contrapposte. La parlamentare leghista non risparmia pesanti critiche ai numerosi gay presenti in sala arrivati per appoggiare Alberto Ruggin, seduto in sesta fila. Prima offende Luxuria definendolo un «errore della natura» poi, quando il caso viene sollevato dal moderatore Filippo Tosatto, spara a zero anche contro Ruggin: «Perché è venuto a sbandierare che è omosessuale. Chi se ne frega? Non mi piace l’ostentazione - dice - nessuno ti è venuto a cercare». E’ in questo contesto che interviene anche Manuela Soattin: «Sono madre di quattro figli, Alberto toccava i bambini nelle parti dove solo le mamme possono vedere...». «Insomma l’accusa è di pedofilia. Alberto è scoppiato in lacrime e piangendo è uscito dalla sala, seguito da amici ma anche da persone qualsiasi che gli esprimono la loro solidarietà.
Da Manuela Soattin prende immediatamente le distanze anche la parrocchia tramite Carlo Zaramella:


 

Il Mattino di Padova, 24 nov 07

 

Ruggin accusato di pedofilia durante la sfida Goisis - Luxuria


ESTE. Pubblico delle grandi occasioni e colpo di scena finale ieri sera al Farinelli per il «match verbale» che ha visto di fronte Paola Goisis, parlamentare della Lega Nord, e l’onorevole Wladimiro Guadagno detto Vladimir Luxuria, esponente di Rifondazione comunista. Nel non facile compito di moderatore Filippo Tosatto, giornalista de il mattino. Prima del dibattito Luxuria ha stretto la mano e ha fatto i complimenti ad Alberto Ruggin, il giovane di Este estromesso dal coro della parrocchia delle Grazie in quanto autodichiaratosi gay. Viceversa la Lega Nord gli ha riservato un’accoglienza durissima. Dapprima lo attacca la Goisis, che etichetta lui e Luxuria come «errori della natura», poi dal pubblico arrivano a sorpresa le dichiarazioni di Emanuela Soattin, madre di quattro figli, a cui Ruggin faceva da catechista, che lo accusa senza mezzi termini di pedofilia. Alberto rimane sconvolto: si alza e se ne va piangendo, consolato da amici e conoscenti sdegnati. Lo stesso responsabile dell’Azione cattolica della parrocchia, Carlo Zaramella, prende le distanze e dice: «La signora si assume tutte le sue responsabilità. Per noi Alberto è un figlio della parrocchia». Con lui escono anche gli esponenti di Rifondazione, critici sull’utilità della presenza di Luxuria alla serata. Da parte sua il deputato non manca di esprimere ancora una volta la sua solidarierà a Ruggin, che ora minaccia querele assieme al presidente nazionale di Gay Lib, Enrico Oliari, presente in sala. Per il resto la sfida Goisis-Luxuria (nella foto Zangirolami) è stata salutata da un tifo da stadio. E dopo i temi relativi alla famiglia il confronto è scivolato sull’«editto Bitonci», tra immigrazione e sicurezza. (b.a.)


 

Rinascita, 28 set 07

Rinascita, 18 set 07: Democrazia significa libertà. Di tutti., di Enrico Oliari

Lobby omosessuale e libertà dei popoli

 

di Luigi Leonini


Ho letto con interesse l'articolo di Enrico Oliati comparso su Rinascita come risposta al mio precedente intervento sulla lobby omosessuale e la sua prepotenza politica, crescente nei paesi occidentali.
Sono obbligato a constatare con stupore che la parte più importante del mio articolo  non solo è stata travisata ma addirittura ignorata.
Il signor Oliari dice che io sarei contrario all'ingresso dei gay in politica perchè disturberebbero la società "naturale"e che né io né la società avremmo il diritto di decidere cosia naturale o giusto. E il problema infatti è quello del diritto.
In una autentica democrazia il potere si basa sul diritto sovrano del popolo a decidere, da solo cosa sia il bene e cosa sia il male. E darsi le leggi relative in piena libertà. Che si concretizza appunto con la facoltà sovrana del cittadino di esprimere tutte le opinioni che vuole, di vederle discusse liberamente e senza limiti e minacce e infine votate dalla comunità. Il punto cardine, ed esorto chiunque a soffermarsi attentamente su questo aspetto fondamentale, è la legittimità delle votazioni democratiche. Cioè quello che fa si che le decisioni prese dal popolo siano accettate da tutti, compresi quelli in disaccordo e che hanno votato altrimenti. Ed è l'esistenza del popolo a costituire questa garanzia di legalità. Un popolo non è una massa di gente senza legami ma un corpo sociale formato da uomini e a donne uniti sotto il profilo della razza del corpo, della razza dell'anima e della razza dello spirito. Gente diversa ma simile nella radice, in grado di capirsi grazie ad un il linguaggio formato da idee senza parole, fondato sulla il comunanza di carattere, modi t di vedere e sentire le cose del mondo. Ed è questo fattore a consentire di riconoscere le persone della propria stirpe come simili anche a dispetto di litigi e divisioni momentanee. E sopratutto a generare un consenso di fondo alle decisioni prese collettivamente, in quanto le leggi e i regolamenti che la singola persona adotterebbe per la conduzione della politica sono simili a quelle che adotterebbero gli altri concittadini. La relativa piccola dimensione del corpo sociale, suddiviso eventualmente in tante poleis, è garanzia da un lato di vicinanza del potere alla gente e dall'altra della facoltà, in chi dissente in maniera marcata, di poter facilmente uscire e cercarsi una comunità di suoi simili, ed essere libero tra uguali. La stessa visione del mondo favorisce un consenso spontaneo e il lavoro di mediazione delle istituzioni democratiche ne risulta facilitato.
Purtroppo la civiltà moderna ha dichiarato una guerra assoluta a questo modello di sociétà che è semplicemente quello naturale per l'essere umano. In cui il simile si ricongiunge al simile. Ha stabilito mescolamenti arbitrari, spostamenti di popolazioni e divisioni del lavoro schiavistiche in cui solo il profitto della classe dirigente aveva importanza decisionale.
La gente si è ritrovata a convivere con estranei, gente straniera al proprio cuore, alla propria morfologia e alla propria spiritualità. Ha cominciato a cercare il simile con fatica, non trovandolo più semplicemente attorno a sé o nella piazza della polis.
Ricerca sempre più difficile in quanto abituarsi a vivere con estranei, mediare continuamente tra interessi e opinioni diverse, riduce il grado di naturale e spontanea socievolezza tra esseri umani.
Il criterio fondante della legittimità del potere divenne allora di. volta in volta l'autorità del re, la religione, il mito nazionale o i cosiddetti "diritti umani". Tutti surrogati del naturale senso comunitario della comunità originaria fondata sulla stirpe. L'ultimo è quello che ci riguarda in quanto sudditi dell'impero occidentale. Secondo la religione dei diritti umani il totalitarismo potenziale dello Stato e della società è temperato da tutta una serie di diritti che formano una sorta di sfera protettiva attorno all'individuo. Individuo supposto isolato e sostanzialmente slegato dagli altri,con cui tuttalpiù può formare legami sporadici di semplice amicizia. La sfera dei diritti è considerata quindi "sacra" e inviolabile, anche dal voto democratico, anche dalle opinioni collettive. In un'ottica di conflitto potenziale permanente tra individuo e collettività in cui vive. La democrazia, fondata sui diritto sovrano del cittadino alla libera espressione di voto e opinione, diventa così in una società a libertà limitata, in quanto vi è un potere, supposto superiore a quello del voto, in cui si giudicano le opinioni e le si classifica in accettabili per i "diritti umani" e quindi liberamente discutibili, o "fasciste" e quindi criminalizzate fin dal principio. Questo potere è formato dalle varie lobbies, che agiscono in sinergia con il vero potere del nostro tempo, quello economico, che si fa forte della tecnologia e della manipolazione dei simboli finanziari, e che vede nella gente e nelle comunità naturali un nemico potenziale sempre pericoloso e da cui guardarsi. Lobbies tra cui le più famose sono quella ebraica, quelle delle varie "minoranze" etniche allogene, e adesso quella omosessuale.
Il loro intento è quello di giustificare una società totalitaria mascherandola come difesa dei diritti umani delle minoranze "perseguitate".
Promuovendo ad esempio le leggi sul reato d'opinione come la legge Mancino, la legge Joxe, il decreto Mastella. Che sanciscono la fine del diritto sovrano alla libertà d'opinione giustificando tale sottrazione come legittima difesa delle minoranze da opinioni che potrebbero "offenderle" o giustificare aggressioni e offese. La democrazia occidentale è quindi svuotata di significato in quanto un potere superiore a quello del popolo decide al principio della legittimità delle idee e dei discorsi possibili e delle opinioni discutibili.
Come mai una truffa simile è accettata supinamente dal popolo e dai suoi intellettuali?
Perchè i lobbisti ci fanno passare noi per prepotenti e totalitari.
Chiedendoci provocatoriamente: "Che diritto avete di criticare le scelte degli omosessuali? O la religione e il modo di pensare degli ebrei e degli islamici? O il tipo di programmi televisivi o dei concerti pubblici di musica?" "Se lo fate siete fascisti perchè volete costringere gli altri a vivere come volete voi". Sola libertà a noi concessa quella di rinunciare a discutere di quello che ci fa schifo e di quello che preferiremmo.
Chiuderci nel piccolo privato e illuderci che anche se rinunciamo alla pubblica discussione delle nostre idee almeno tra le quattro mura saremo tranquilli. Ma è qui che stà l'inganno. Nella differenza tra la democrazia organica fondata sull'appartenenza etnica e la società di massa che per la sua stessa costituzione non è e non potrà mai essere democratica. Perchè se persone diverse devono, convivere assieme allora le scelte imposte da una minoranza, magari avallate da una maggioranza dei voti, non coinvolgono se non come imposizione violenza, le persone ad esse radicalmente estranee. La società si frammenta in un insieme di gruppi o in una polvere di individui isolati.
Perchè vede signor Oliari se io e la gente nel cerchio del nostro popolo decidiamo che l'omosessualità, oppure, ad esempio mangiare carne, sono un crimine contro la natura, la nostra decisione non coinvolge popoli diversi o persone che del nostro popolo non intendono far parte. E' la società moderna che prima ci impone mescolamenti sotto la dittatura del principio di uguaglianza e poi ci toglie anche il diritto a discutere in nome del rispetto delle "minoranze", salvo poi lasciarci mettere una crocetta sulla scheda elettorale di elezioni inutili in quanto tutte le decisioni lecite sono già state selezionate dai grandi fratelli del "popolo eletto".
Lo sporco gioco della lobby omosessuale è questo.
Partecipare allo spettacolo criminale della dittatura "democratica" proponendosi come minoranza etnica discriminata e quindi chiedere e ottenere la protezione legale da chi, in qualsiasi modo, esprima opinioni che la possano "discriminare".
Quindi non tanto garanzie di libertà e rispetto per i suoi membri, ma prepotenza e distruzione del principio della libertà d'opinione per tutti, con una strizzatina d'occhio a chi ha fatto del mito olocaustico un industria vittimistica di primo livello.
Mi sembra che ce ne sia d'avanzo per considerare la lobby omosessuale come un gruppo etnico estraneo. E se agli omosessuali nostrani non sembrerà giusto prendere le distanze da chi in loro nome pretende di volere il reato d'opinione contro chi dissente da scelte e comportamenti che giudica negativi allora dovremo considerare anche loro come facenti parti di un gruppo estraneo e nemico ai popoli d'Europa. E tanto peggio per la loro libertà, che hanno dimostrato di negare a tutti noi.


Il Mattino di Padova, 19 nov 07

 

Alberto Ruggin, ragazzo modello, discriminato dopo aver confessato di essere gay

«Non ho nulla di cui vergognarmi»

Beatrice Andreose

«Democrazia è rispettare tutti. Ce n’é a centrodestra, non nella bigotta Forza Italia di Este»

ESTE. Per Este, cittadina perbenista, bianca per tradizione, ieri mattina è stata una domenica particolare. Uno dei suoi figli, praticante cattolico con grande convinzione, sempre in chiesa e al patronato, giacca e cravatta, senza grilli per la testa e con tanta voglia di far bene, all’improvviso esce dal suo ruolo sociale e sbandiera ai quattro venti di essere omosessuale. E per questo viene ripreso dal parroco delle Grazie e «invitato» a non partecipare più alla messa cantando nel coro. Nella fredda domenica autunnale ne parlano tutti. Lui è in piazza Maggiore, imperturbabile, con un sorriso per i suoi amici che lo sostengono, a raccogliere firme per mandare a casa il governo Prodi su iniziativa dei Circoli della libertà di cui è fra i fondatori. Al pomeriggio «incassa» una telefonata di solidarietà del presidente nazionale di Gaylib Enrico Oliari. Poi torna in piazza, convinto di non doversi vergognare.
Sino ad una settimana fa Alberto Ruggin è stato un ragazzo come gli altri. Anzi è un giovane che molte mamme estensi vorrebbero avere. Frequenta la chiesa delle Grazie, è catechista da cinque anni, nel coro da sette. Prima è stato scout e animatore del Grest al Patronato Redentore. Ama il nuoto, che pratica da anni. Nel 2005 si iscrive a Forza Italia ed è tra i fondatori della sezione cittadina dei Circoli della libertà di Michela Brambilla. Compirà 21 anni in dicembre, porta la giacca e cravatta e, dopo la maturità conseguita l’anno scorso al Liceo di Scienze sociali a Montagnana (voto 66/100), va a lavorare col padre Maurizio nella ditta MT che produce ferro battuto in zona industriale ed ha da poco un negozio: Excalibur, in via Cavour.
Da oltre un anno frequenta locali gay padovani. Un amico gli propone di partecipare alla trasmissione «Ciao Darwin» condotta da Paolo Bonolis e Luca Laurenti su Canale 5: la sfida sarà omo contro eterosessuali. Lui accetta e venerdì scorso va a Roma dove registra la trasmissione che andrà in onda martedì sera. Prima però parla col «Mattino» della sua partecipazione e, con disinvoltura, confessa la sua omosessualità. «Io sto bene, mi hanno chiesto di partecipare al gioco e mi hanno detto di far vedere il meglio di me - dice - Non bisogna vergognarsi di essere quello che si è. Una persona non si giudica per quello che fa sotto le coperte. La vera democrazia si vede quando si ha rispetto delle minoranze. Credo di dar voce a molti altri omosessuali. Ce ne sono anche ad Este. Conosco anche sacerdoti omosessuali, che vivono relazioni nascoste. E’ ora che se ne parli».
Tu hai anche una passione politica per Forza Italia, un partito che certo non brilla per la difesa degli omosessuali.
«Il Veneto e la Lombardia sono le sole regioni dove i gay votano in prevalenza per il centrodestra. E’ ora di finire di dire che i gay sono di sinistra. Poi basta vedere la politica di Sarkozy in Francia. A parte il caso Zapatero, vediamo che anche in Olanda, Belgio, persino in Croazia, Ungheria ci sono i pacs. Apprezzo molto le posizioni di Giancarlo Galan, ma anche di Chiara Moroni o Marco Taradash. Non quelle invece di Forza Italia estense, composta da ex democristiani, piuttosto bigotta se non fascista. A Trentin rispondo che nel mio sito non c’è alcuna foto porno. Oggi si sta dando troppo retta alla Lega, apprezzo di più le esternazioni di Fini. Faccio un appello anche ad Alessandro Zan affinché se ne continui a parlare».
Hai un compagno?
«Frequento da qualche tempo un ragazzo di Padova».
Ma come mai all’improvviso decidi di parlare?»
«Mi sembrava doveroso far sapere che avrei partecipato alla trasmissione di Bonolis. Il caso non l’ho creato io. Tutto sarebbe finito lì se don Paolino non mi avesse imposto di non partecipare al coro. Mi ha detto: “Tu ti siedi tra i banchi e ti batti il petto come tutti gli altri fedeli”».

GayNews, 20 nov 07

GAY CACCIATO DALLA PARROCCHIA, ERO VISIBILE ANCHE IL PRETE SAPEVA
L'intervista di Simone Aquino

Incontro Alberto Ruggin il pomeriggio dello scorso mercoledì negli studi di Cinecittà a Roma. Un ragazzo biondino, alto e magrolino, dal fare serio e intellettuale. Subito si fa notare proponendosi agli autori di Ciao Darwin per cantare durante lo show televisivo. “Carino il ragazzo” dico al mio amico che è venuto con me da Napoli per registrare la puntata, “non per me” risponde lui con un aria alquanto schifata, quindi gli replico io precisando: “a me piace…”

Alberto si rimette in mostra a cena, in albergo, durante un brindisi alla nostra vittoria sugli etero. Lui avrebbe voluto fare un brindisi alla salute del leader del suo partito, Silvio Berlusconi, raccogliendo subito fischi di disapprovazione da parte degli altri (ai quali mi unisco anch’io).

E’ un ragazzo in gamba, Alberto. Sin da giovanissimo si è impegnato in politica, tanto che ha fondato un circolo delle libertà nel paese dove abita, Este, un paesello di poco più di 15.000 anime a sud di Padova. Determinazione, serietà e rigore fanno di lui il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere. Frequenta la chiesetta del suo paese, è catechista ed è a capo dei ministranti, ha fatto parte dell’Agesci (associazione degli scout cattolici) e canta nel coro parrocchiale.

Non sono stati pochi i fedeli ad accorgersi che domenica a messa, tra le voci che si alzavano a cantare le lodi al Signore, non c’era quella di Alberto. Dopo tutto c’è una bella differenza tra cantare a Ciao Darwin per la squadra degli omosessuali e cantare in Chiesa per il Signore. Don Paolino, parroco d’Este, è una persona precisa e pignola, uno che la Bibbia l’ha studiata a puntiglio, come accuratamente ascolta l’omelia del Papa che puntualmente rivolge parole di biasimo verso le coppie omosessuali. Don Paolino sa che il levitico considera l’omosessualità un abominio punibile solo con la pena capitale. Così l’anziano parroco ha ben pensato di interdire Alberto dalle funzioni religiose, almeno finché non dia prova di essere tornato sulla “retta via”. Peccato che il puntiglioso sacerdote, quando ha studiato il Levitico, non si è accorto che è condannato anche mangiare crostacei, mentre non lo è possedere schiavi, a patto però che essi siano extracomunitari.

Incontro Alberto a colazione, ma ho poco tempo per dialogare con lui poiché debbo svolgere alcune commissioni all’ufficio postale. Ci ribecchiamo il mattino dell’ultimo giorno proprio fuori dalla mia stanza d’albergo, mi chiede se può entrare e, quando si accorge che ho dormito solo nel letto matrimoniale, si sorprende, quasi dispiacendosene allo stesso tempo… Così abbiamo modo di conoscerci un po’ meglio, proprio prima di scappare alla stazione Termini per prendere la Tav per Napoli. Quando lo chiamo per proporgli l’intervista si ricorda di me e, col suo fare cordiale a tratti scherzoso ripercorre tutta la vicenda che lo ha portato dalle pagine dei giornali più autorevoli della sua provincia fino a quelli di tiratura nazionale.

Cosa è successo a seguito della nostra apparizione a Ciao Darwin?

Il parroco della mia parrocchia mi ha negato la possibilità di cantare nel coro e di leggere le letture durante la messa. Mi ha detto: “Devi tornare tra i fedeli a batterti il petto. Non sei stato sincero con me!” Eppure durante le confessioni ho sempre detto di essere gay. Certo non con Don Paolino, ma con altri sacerdoti che però mi hanno sempre assolto. Ma Dio sa. Dio è in chiunque prete col quale mi confessi. A Dio non ho mentito.

Eri dichiarato in famiglia e con gli amici?

Ho sempre parlato della mia omosessualità con tutti. A Gennaio mi sono dichiarato a casa e i miei genitori hanno sottolineato che loro tengono soltanto alla mia felicità. Credo che sia la cosa più bella che un genitore possa dire a suo figlio.

Si può essere gay e cattolico-praticante allo stesso tempo?

Sono stato sin da piccolo molto attaccato alla Chiesa. Credo che la pratica della religione cattolica non sia soltanto fine alla messa della domenica, ma vada ben oltre. Più che applicare il cristianesimo in chiesa io cerco di applicarlo al di fuori vivendo la mia vita da vero cristiano. Ed amare significa fare ciò.

Da cosa deriva la tua passione per la politica?

La passione politica è sempre stata parte integrante di me. Passione che è sempre stata coerente con gli ideali cristiani ai quali sono molto legato. Dico no all’aborto come all’eutanasia. Sono per la vita, dal concepimento, fino al naturale decadimento. Ho fondato il circolo della libertà del mio paese in sintonia con i miei valori, circolo che cresce di giorno in giorno poiché si iscrivono persone della più disparata provenienza politica, soprattutto di centro-sinistra, che sono stanche del governo Prodi.

Com’è possibile che in Italia, al pari degli altri paesi europei, non si sia legiferato in materia di diritti per le coppie omosessuali?

Credo che questo sia da attribuirsi soprattutto al fatto che la classe politica italiana abbia un età media che varia tra i 50 e i 60 anni. Negli altri paesi europei stiamo al di sotto dei 40. Così la Francia di Sarkozy parla di andare oltre i Pacs, l’Olanda del cristiano democratico Balkenende, invece, è stata una dei primi paesi europei a dotarsi di una legislazione che prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. In Europa i veri pro gay sono di destra.

Oggi è scomodo essere gay, laici ed appoggiare il PD. Com’è essere gay, cattolici ed appoggiare Forza Italia?

C’è una minoranza in Forza Italia, ex radicale ed ex socialista, che la pensa come me. Penso a Benedetto della Vedova, Giancarlo Galan, Marco Taradash e Chiara Moroni. Penso che il nostro contributo sia fondamentale se vogliamo davvero contribuire a cambiare dall’interno i partiti, che certo non sono perfetti. Proprio oggi ho sentito Enrico Oliari [portavoce nazionale di gaylib, l’associazione che raccoglie gli omosessuali di centro-destra, ndr] che mi ha proposto di diventare il referente per la regione Veneto.

Cosa sceglie un omosessuale di destra tra Matrimonio civile, Pacs, Dico e Cus?

Ovviamente il matrimonio. Credo che al pari delle coppie eterosessuali debba essere riconosciuto a noi gay e lesbiche il diritto a sposarci col il nostro partner. Attenzione, non significa che io in futuro mi sposerò, ma penso che lo Stato debba, tramite il matrimonio, superare qualsiasi discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Per quanto riguarda coloro i quali scelgono deliberatamente di non sposarsi, in quel caso non va garantito alcun riconoscimento, poiché diventa una scelta personale. E lo dice uno che ha combattuto contro i Dico: la considero una legge discriminatoria: 9 anni per il riconoscimento dei diritti è semplicemente agli antipodi dell’equiparazione dei diritti.

Se e quando diventerai referente per Gaylib per la regione Veneto, verso cosa orienterai la tua azione politica?

Mi impegnerò per portare in consiglio comunale di Este, la proposta per il riconoscimento anagrafico delle famiglie di fatto, così come a Padova. Sebbene a destra molti hanno difficoltà ad aprirsi a queste tematiche, qualche segnale positivo l’ho già ricevuto da sinistra…

In una nota sul sito del circolo della libertà che hai fondato, i tuoi compagni di partito si propongono di aprire una discussione sul tema dell’omosessualità, a patto che dicono, non si va ad intaccare il concetto di famiglia tradizionale e di matrimonio. Ti considerano un “anormale”, poi però tengono a precisare che anormalità non deve assumere per forza un connotato negativo.

Sinceramente oggi ho avuto troppo da fare. Leggerò questo comunicato domani.

Silvio Berlusconi disse ad un comizio a Monza: “I gay stanno tutti dall’altra parte”. L’on.Franco Grillini gli replicò dicendo che non aveva del tutto torto, in quanto la maggioranza dei gay sì, vota a sinistra, ma c’è comunque una trascurabile minoranza che vota a destra. Che ne pensi?

Penso che la stragrande maggioranza dei gay veneti e lombardi vota a destra. E ne ho esperienza diretta. Berlusconi in realtà non intendeva dire che tutti i gay votano a sinistra, si riferiva solo ad alcuni candidati nelle liste comunali di Monza di sinistra omosessuali dichiarati.

Se è così dovremmo dire all’on.Grillini (eletto alla Camera nella circoscrizione Lombardia 1) come stanno davvero le cose… Che dici passerà con voi a Forza Italia?

Beh penso proprio di no… Anche se il forum delle libertà sembra avere in sé qualcosa di destra…


 

Agi, 11 ott 07

 

SICUREZZA. SABATO IN PIAZZA ANCHE I GAY DI CENTRO-DESTRA


Oliari: "Pronti ad offrire le nostre idee per il programma della destra"

Roma, 11 ott. - Sabato prossimo in occasione della manifestazione sulla sicurezza organizzata da An nella Capitale scenderanno in piazza anche i gay di centrodestra.

"Ci saremo anche noi, ma per la prima volta intendiamo aderire non piu' come singoli partecipanti - afferma Enrico
Oliari, Presidente di GayLib - ma come Associazione di gay liberali di centro destra. Siamo molto sensibili ai temi della sicurezza anche perche' la realta' omoaffettiva e' quella che subisce direttamente ogni giorno anche tutta una serie di reati omofobici. Vogliamo far sentire la nostra voce ed il nostro sostegno a Gianfranco Fini e intendiamo dargli lo stesso contributo che Gaylib Francia da' al Presidente Sarkozy.
Abbiamo una nostra idea su tasse e sicurezza e siamo pronti a mettere a disposizione le nostre idee nel momento della scrittura del programma elettorale del centro destra".
"Ci saremo anche perche'- prosegue Oliari - non intendiamo piu' stare in silenzio di fronte alla politica irresponsabile di questo Governo.
Vogliamo esserci, proprio con lo stesso stile che ci distingue da 13 anni, ovvero da quando abbiamo condiviso il percorso di Fiuggi. Non intendiamo, inoltre, sfilare con le nostre bandiere perche' la tematica dei diritti delle persone omosessuali non e' ancora nel programma del centro destra (gaylib propone le unioni omoaffettive).
Siamo orgogliosamente gay, orgogliosamente di destra e altrettanto orgogliosi di scendere in piazza con la bandiera di Alleanza Nazionale".


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