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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

In questa pagina:

- Il Corriere della Sera, 3 mar 08: GayLib, a destra convinti

- Ansa, 28 feb 08: Oliari (GayLib), in PDL ostruzionismo verso i gay

- La Repubblica, 8 mag 07: Family Day, Bindi e Di Segni

- ExpoBG, 8 mag 07: Dico, Rabbino Di Segni e Bindi deludono: monta la rabbia del mondo gay

- Il Corriere dell'Alto Adige, 10 gen 08: Bolzano, "Trans da tutelare"


Il corriere della Sera, 3 mar 08

 

Contro l'Arcigay

 

GayLib, a destra convinti

 

Milano - "Siamo da sempre e resteremo nel centro-destra come da sempre ci sentiamo parte del movimento gay". Così il presidente ed il vice-presidente di GayLib Enrico Oliari e Daniele Priori intervengono sulla questione dell'impegno delle associazioni omosessuali in vista delle prossime elezioni e attaccano Arcigay (che "travestendosi da lobby politicamente autonoma ma restando di fatto collaterale ai partiti della sinistra e in larga parte anche del PD invita i gay al boicottaggio del centrodestra"). GayLib fa sapere di aver partecipato al referendum sul programma nei gazebo del PDL chiedendo il riconoscimento delle coppie omoaffettive. E l'8 marzo sarà alla manifestazione a Milano. "Noi - sottolineano - ci sentiamo liberali di centrodestra".


 

Ansa, 28 feb 08

 

OLIARI (GAYLIB), IN PDL OSTRUZIONISMO VERSO I GAY


Nel centrodestra ''c'e' una falsa dialettica sul tema della famiglia"

ROMA, 28 FEB - Nel Pdl non ci sono candidati omosessuali alle prossime elezioni politiche, perche' c'e' un vero e proprio ostruzionismo nei confronti dei gay: lo denuncia Enrico Oliari, presidente nazionale di Gaylib, l'associazione che raccoglie gay e lesbiche di centrodestra.
E aggiunge che questo, per un partito che si richiama alla liberta', e' una contraddizione forte.
''Speravamo di essere chiamati - dice Oliari all'ANSA - ma non e' avvenuto. Avevamo anche chiesto un incontro a Berlusconi poco tempo fa, ma senza esito''.
Il problema di fondo, secondo il presidente di Gaylib, e' che nel centrodestra ''c'e' una falsa dialettica sul tema della famiglia: vogliono essere identificati come i paladini di questa istituzione e temono che sostenere i diritti degli omosessuali possa essere interpretato come una messa in discussione della famiglia''.
''Ma non e' cosi' - assicura - non sono certo i gay a creare problemi alle famiglie italiane, ma i salari, i prezzi, i mutui e cosi' via''.
Proprio per ''bypassare'' il problema, Gaylib chiede il ''riconoscimento dei diritti delle sole coppie gay, non di tutte le coppie di fatto, cosi' e' chiaro che non vogliamo attentare alla famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio''.
La questione candidature ''purtroppo e' ormai chiusa'', ma i gay di centrodestra, avverte Oliari, saranno l'8 marzo a Milano, all'inaugurazione della campagna elettorale del Popolo delle liberta', ''con le nostre bandiere e i nostri volantini''.
Perche' ''gli omosessuali non sono solo nel centrosinistra''.
 


 

La Repubblica, 8 mag 07

 

FAMILY DAY, BINDI E DI SEGNI


Il ministro della famiglia annuncia l'esclusione delle associazioni gay dalla conferenza nazionale

di Marco Politi

Roma - Giornata di rabbia per il movimento gay. Il rabbino Riccardo Di Segni scomunica le coppie omosessuali e il ministro della Famiglia Rosy Bindi le esclude dalla conferenza sulla famiglia. E così il clima all'avvicinarsi del Family Day si arroventa ancora di più.
Comincia il rabbino di Roma Di Segni, con un excursus teologico sulla rivista ebraica Shalom. Il rabbino suscita un vespaio perché afferma che i Dico sono una "prima forma di riconoscimento legale" delle unioni omosessuali, mentre il Talmud babilonese respinge i contratti nuziale tra maschi e a questo divieto sono posti "limiti ritenuti insuperabili". Dunque pollice verso non alle convivenze in genere, ma specificatamente alle coppie omosessuali maschili. "Non tutto è moralmente accettabile", sancisce Di Segni, indicando l'"omosessualità maschile".
Replica furioso l'ulivista Franco Grillini parlando di inaccettabile "razzismo anti-omosessuale". Forse, aggiunge, il rabbino ha dimenticato che nei lager nazisti accanto agli ebrei c'erano anche gli omosessuali. Altrettanto tagliente il commento di Enrico Oliari, presidente di Gaylib, associazione omosessuale di centrodestra: "In Israele è riconosciuta l'unione gay celebrata all'estero. E a Tel Aviv, oltre alle tasse e alle norme sul diritto ereditario, le coppie di fatto godono di tutti i privilegi riservati alle coppie eterosessuali". Segue la provocazione: "Il rabbino preferirebbe israelizzare l'Italia o vaticanizzare Israele?".
Ma poiché due esegeti ebrei, fanno tre opinioni, ecco intervenire l'ex presidente delle Comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto, con una posizione diametralmente opposta a Di Segni. "Non vedo in quale forma dobbiamo temere che questa legge possa influenzare la famiglia e il matrimonio ebraico - ha sostenuto - e nessuno pretende che siano riconosciuti nella "ketubba" ebraica matrimoni di omosessuali o altri tipi di matrimoni diversi dalla nostra tradizione".
In realtà il rabbino Di Segni nel suo articolo allarga il discorso. A sua parere l'ebraismo italiano, adeguandosi troppo ai modelli di organizzazione della società non ebraica, rischia di estinguersi. E su questo allarme certamente si aprirà una discussione tra le comunità ebraiche.
Ad alzare la temperatura delle polemiche è calata sugli ambienti gay l'affermazione lapidaria del ministro Bindi, autrice con la collega Barbara Pollastrini del disegno di legge sui Dico: "Alla conferenza nazionale sulla famiglia, che si terrà a Firenze, non ho invitato le associazioni omosessuali, ma solo quella dei genitori di persone gay". Reagisce amareggiata la diessina Anna Paola Concia del coordinamento Gayleft, contestando un accanimento anti-omosessuale: "Il ministro dice che non siamo famiglie, ma siamo rimasti gli unici in Europa a dire una cosa di questo tipo. Anche noi, invece, siamo famiglia".
Sergio Lo Giudice, presidente dell'Arcigay, dà sfogo alla sua delusione: "Siamo alla Santa Alleanza omofobica. La risoluzione del parlamento europeo dello scorso 26 aprile contro l'omofobia aveva visto giusto condannando come atti omofobici i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali". Grillini
Rosy Bindi si sente invece tranquilla: "So bene che questo causerà molte polemiche - ha detto - ma alla conferenza i destinatari delle legge sulle convivenze non sono legittimate a partecipare".


 

ExpoBG, 8 mag 07

 

Dico, Rabbino Di Segni e Bindi deludono: monta la rabbia del mondo gay


di Val


Il rabbino di Roma Di Segni esprime parere avverso ai Dico, nelle pagine della rivista ebraica Shalom. Il ministro dRosy Bindi esclude le coppie omosessuali dalla conferenza sulla famiglia. Monta la rabbia del mondo gay a pochi giorni dal Family Day del 12 Maggio."Siamo alla santa alleanza omofobia, commenta Lo Giudice, presidente dell'Arcigay

Attraverso un excursus teologico sulla rivista Shalom il rabbino di Roma "scomunica" i Dico: rappresenterebbero una "prima forma di riconoscimento legale" delle unioni omosessuali, contravvenendo a quanto riportato dal Talmud Babilonese che riconosce come impossibili i contratti matrimoniali tra persone dello stesso sesso. "L'omosessualità maschile" a a quanto riportato dal rabbino, non sarebbe moralmente accettabile. L'ex presidente delle Comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto si ersprime in maniera differente. "Non vedo in quale forma dobbiamo temere che questa legge possa influenzare la famiglia e il matrimonio ebraico" sottolinea, visto che "nessuno pretende che siano riconosciuti nella ketubba ebraica matrimoni di omosessuali o altri tipi di matrimoni diversi dalla nostra tradizione". qui si evidenzia il vero problema per Di Segni: adeguandosi troppo a costumi di altre tradizioni, l'ebraismo italiano rischierebbe di scomparire. Dure le reazioni bipartisan della comunità omosessuale. Franco Grillini, deputato Ds risponde sottolineando che nei lager del Nazismo internati accanto agli ebrei vi erano anche gli omosessuali e denuncia un "razzismo anti-omosessuale" inaccettabile. Sulla stessa linea d'onda anche il commento di Enrico Ollari, il preseidente di Gaylib, associazione di centrodestra, che preferisce commentare con un provocazione: "In Israele è riconosciuta l'unione gay celebrata all'estero. E a Tel Aviv, oltre alle tasse e alle norme sul diritto ereditario, le coppie di fatto godono di tutti i privilegi riservati alle coppie eterosessuali. Il rabbino preferirebbe israelizzare l'Italia o vaticanizzare Israele?" Intanto, a scaldare ancor di più gli animi ci pena Rosy Bindi, ministro della Famiglia che ammette di non aver invitato alla conferenza sulla famiglia le associazioni omosessuali ma solo quella dei genitori di persone gay. Anche in questo caso non è mancata reazione.La Ds Anna Paola Concia sottolinea l'arretratezza dell Italia, sottolineando come solo il nostro paese non riconosca come famiglia le unioni omosessuali. "Siamo alla Santa Alleanza omofobica" commenta Segio Lo Giudice,presidente dell'Arcigay. "La risoluzione del parlamento europeo dello scorso 26 aprile contro l'omofobia aveva visto giusto condannando come atti omofobici i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali".


Il Corriere dell'Alto Adige, 10 gen 08

 

BOLZANO. «TRANS DA TUTELARE»


Oliari: Gaylib fa da buon tramite

BOLZANO — «In Alto Adige esiste una cultura nordica che rende la vita dei transessuali più semplice rispetto ad altre realtà italiane». Ad affermarlo è il presidente altoatesino dell'associazione «Gaylib», degli omosessuali liberali di centrodestra, Enrico Oliari, il quale commenta così la notizia del risarcimento ricevuto da una transessuale che si era fatta operare a Trieste.

«Conosco alcune transessuali altoatesine — precisa — e ho saputo anche che in molte si fanno operare a Trieste. Purtroppo il risarcimento che l'altoatesina ha ricevuto per l'operazione andata male lo dovrà spendere in altri interventi chirurgici per migliorare l'errore». Lo stesso Oliari ammette che in passato alcuni uomini, ma anche donne, si sono rivolte a lui per chiedere consiglio: «Quello della transessualità - sottolinea il presidente dell'associazione -
è un percorso molto difficile. All'interno delle famiglie all'inizio c'è incredulità ed è difficile accettare che tuo figlio ha scelto di diventare donna. Ma negli anni ho osservato che in Alto Adige la società è più aperta rispetto al resto resto d'Italia. Più si va a sud e più la vita degli omosessuali e transessuali è una tortura. Nella provincia di Bolzano le persone sono sì religiose, ma è una religiosità liberale». Oliari ricorda come numerosi fedeli all'interno della chiesa si sono battuti affinché fosse accettato il matrimonio tra gay, ma anche la transessualità di un individuo: «Una volta che un uomo si è fatto operare — sottolinea — è a tutti gli effetti una donna. In passato alcune persone si sono rivolte a me non sapendo cosa fare: in questi casi funziona molto bene il tam tam: ci si incontra al bar, ci si scambia le proprie esperienze, ma anche le proprie paure. Noi di Gaylib abbiamo indirizzato queste persone alle varie associazioni di transessuali che ci sono a livello nazionale ». L'uomo o la donna che sceglie di cambiare sesso, infatti, prima di essere sottoposto o sottoposta ad un'intervento viene seguito da uno psicologo. «Ma non è l'unico aspetto — prosegue Oliari — La persona viene sottoposta prima ad una terapia di ormoni. Non bisogna sottovalutare neanche l'aspetto giuridico della persona che ha scelto di cambiare sesso. All'anagrafe, infatti, deve cambiare nome e sesso. L'intervento è solo un'altra tappa. Dopodiché però vanno fatte operazioni chirurgiche migliorative, che però sono un punto dolente, dato che il transessuale deve pagare tutto di tasca propria».

S. P.


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