PAGINA WEB DI ENRICO OLIARI

In questa pagina:
- E-Polis, 6 mar 07, Noi gay di destra cambieremo An e FI

- La Repubblica, 4 mar 07, "Omosessualità, una devianza". Binetti infiamma il raduno gay
-
Aprileonline, 2 mar 07, L'omofobia di Belzebù

- Libero, 10 mar 07, «Per noi di destra essere omo è più difficile»

- QN, 9 mar 07: GayLib: "In piazza a testa alta con le bandiere dei nostri partiti"


E-Polis, 6 mar 07

 

Enrico Oliari
presedente di GayLib
La scheda
Ha 36 anni, nel 1997 ha fondato il movimento gay di centrodestra

NOI, I GAY DI DESTRA, CAMBIEREMO AN E FI

"La sinistra ha tradito la comunità omosessuale, la Chiesa è arrogante"

di Cristina Cossu

A differenza di quello che crede Berlusconi, gli omosessuali non sono tutti di sinistra. Enrico Oliari, che nel '93 dichiarò serenamente a genitori, amici e colleghi che gli piacevano i ragazzi, è un militante di Alleanza Nazionale. Infermiere a Trento, curatore di un ricchissimo sito internet, autore di un saggio intitolato L'omodelinquente, scandali e delitti gay dall'Unità a Giolitti, 10 anni fa fondò GayLib, l'associazione dei gay liberaldemocratici, 400 iscritti in tutta Italia. "Tutti genuini, a differenza dei 120mila dell'Arcigay, dove molti hanno la tessera solo per entrare in locali e palestre". L'obiettivo era, ed è ancora, fare pressing sui politici di riferimento per il riconoscimento dei diritti della "categoria".
Mica facile la sua impresa.
Lo so, ma siamo profondamente convinti che il centrodestra vada cambiato, e continueremo a batterci per questo.
Il leader del suo partito, Fini, disse che gli omosessuali non possono fare gli insegnanti.
E' vero, e lo criticai aspramente. Oggi ha cambiato opinione e lo apprezzo.
Un altro pezzo grosso di An, Storace, quando gli chiesero di dire qualcosa di destra: a froci...
Lui sostiene che non è vero, che i realtà disse "Meglio frocio che romanista".
Le sembra meno offensivo?no, certo. Ma anche Storace ha fatto aperture importanti da ministro della Sanità. E ha detto che non avrebbe nessun problema a votare per il riconoscimento della coppia gay.
E la sparata di Berlusconi?
Berlusconi è come Paperino, quando cerca di fare il simpatico dice sciocchezze. E non si rende conto che sbaglia in pieno perchè gli omosessuali ci sono anche in Forza Italia.
Bella scoperta.
In un sondaggio fatto di recente da gay.it, che è di sinistra, il 45% degli intervistati ha dichiarato la sua fede azzurra.
Se è per questo – lo sanno tutti – ce n’erano anche nel Governo.
Già, ma visto che non hanno avuto il coraggio di fare outing...
Comunque lei sta tentando di candidarsi da un sacco di tempo, ma non ci riesce. Non la vogliono.
È vero, An non è abbastanza preparata sulle tematiche omosessuali.
Lei dà fastidio.
Forse sono un personaggio scomodo, ma non mi hanno ancora buttato fuori.
Qual è la differenza fra un gay di destra ed uno di sinistra?
La sinistra ha tradito la comunità omosessuale, è ipocrita, non fa niente di concreto. Per loro il gay esiste finché è giovane, carino e va in discoteca.
Noi guardiamo al sociale, agli omosessuali disabili e anziani. Siamo i primi ad aver parlato di matrimonio e siamo contrari all’adozione.
Cosa pensa di Grillini?
Franco è un caro amico, ci mette il cuore nelle cose che fa, soltanto, qualche volta è iperattivo.
Cosa pensa della Binetti?
È un retaggio del passato, ha una posizione come quella dei talebani in Afghnistan. È spaventosa.
Cosa pensa di Prodi?
Purtroppo lui vuole accontentare tutti, dar ragione ai Verdi e ai cattolici, ai gay e alla Margherita.
Avrei voluto maggiore incisività per il disegno di legge sui Dico, e avrebbe dovuto inserirlo nei dodici punti.
Quindi considera il ddl troppo soft?
Lo considero un primo passo, ma non mi basta, io sono per il matrimonio fra omosessuali, per i diritti uguali per tutti, allo Stato non deve interessare cosa faccio sotto le lenzuola e con chi.
C’è una “chiamata alle armi” dei cattolici contro lo Stato laico?
Sì, la Chiesa arrogante ci ha dichiarato guerra, e noi saremo sabato a Roma in piazza per rispondere.
Lei è credente?
Sì, vado a messa, mi confesso, ma senza esagerare, non sono bigotto.
E il suo parroco sa?
Col mio parroco ho un rapporto franco e aperto, lui è stato in missione, conosce le discriminazioni e le sofferenze, e sa che la Chiesa deve lavorare per eliminarle, non per accentuarle. Il problema sta in alto, Ratzinger, Ruini e gli altri.
È fidanzato?
Da sei anni, e da cinque convivo. Aspettiamo di Dico. Per ora.



La Repubblica, 4 mar 07

 

"OMOSESSUALITA', UNA DEVIANZA" BINETTI INFIAMMA IL RADUNO GAY

E sulle adesioni alla marcia l´Unione si divide

La senatrice teodem parla in tv di diversità genetica

Grillini: sovrappone la religione alla scienza e le confonde

A sorpresa arriva l´adesione di GayLib, il movimento di centrodestra

ALBERTO CUSTODERO

ROMA - «L´omosessualità è una devianza della personalità». Lo ha dichiarato a Tetris (il surreality della politica italiana in onda ieri mattina su La7) la senatrice teodem della Margherita Paola Binetti. E il dibattito sull´omosessualità, dopo il ritiro dei Dico dai 12 punti di Prodi - e a cinque giorni dalla manifestazione gay per le «unioni civili» di Piazza Farnese - s´è subito infiammato. Incalzata dal conduttore Luca Telese, la Binetti ha rincarato la dose, argomentando che essere gay è «un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico».
La patente di «diversità genetica», tuttavia, non è piaciuta al deputato Ds Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, anch´egli presente alla trasmissione. «Tu sovrapponi la religione alla scienza - ha tuonato Grillini - e le confondi. Usi del ciarpame scientifico per sostenere una posizione razzista». Per l´affondo, Grillini ha fatto riferimento all´ammissione della Binetti di praticare la preghiera dell´Opus Dei (di cui fa parte), con l´uso del cilicio. «La chiesa è una dittatura - ha chiosato Grillini - e l´Opus Dei vuole curare gli omosessuali. Io difendo il tuo diritto a godere mortificando la carne. Non critico le pratiche di sadomasochismo, ma non devono essere imposte agli altri».
Il confronto fra i due politici che appartengono allo stesso gruppo parlamentare (l´Ulivo), e sono destinati a far parte in futuro dello stesso partito (il Democratico), ha animato la vigilia della manifestazione del «10 aprile». Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, prende le distanze da certi toni. «Per me - ha detto - queste cose non aiutano la gente a capire, umiliano e emarginano ancor di più». Sul battibecco Binetti-Grillini è intervenuto anche Enrico Oliari, militante di An, autore del libro «l´omodelinquente», e fondatore di GayLib, il movimento omosessuale di centro destra. «Siamo diventati lo zimbello di tutte le associazioni omosessuali europee - ha spiegato Oliari - anche per le recenti dichiarazioni di Berlusconi secondo cui i gay sono ‘di sinistra´. Il fondamentalismo cattolico della Binelli fa pensare, mi pare più estremista dello stesso Ruini. Ogni tanto penso che vogliano farci vivere come l´Afghanistan dei talebani».
Ma sabato prossimo la manifestazione nazionale gay sarà, per così dire, bipartisan. A sorpresa, infatti, aderiranno anche gli omosessuali di centro destra di GayLib. «Saremo in piazza - ha commentato ancora Oliari - per convincere i politici di destra a approvare in parlamento una legge sulle ‘unioni civili´». «È passato molto tempo - ha aggiunto - da quando Fini disse che i gli omosessuali non potevano fare i maestri di scuola. Oggi ci sono aperture dallo stesso segretario di An e anche dal più ‘duro´ Storace».
Sul fronte della partecipazione al raduno del «10 marzo», si sono registrate adesioni e defezioni all´interno del centrosinistra, segno che la risi di governo (ufficialmente sulla politica estera, in realtà sulle coppie di fatto), ha lasciato il segno. E anche azioni di disturbo. Opposte le posizioni dei due ministri che hanno firmato i Dico: Rosy Bindi rinuncerà perché «è tema del suo ministero della Famiglia», Barbara Pollastrini, invece, ci sarà «se riuscirà a tornare in tempo da New York». Cesare Salvi, Ds, presidente commissione Giustizia del senato «non ritiene conveniente esserci per evitare polemiche», mentre Paolo Ferrero, Prc, ministro della Solidarietà sociale, non vuole fare «due parti in commedia». È Paolo Hutter, infine (nel ‘92, come consigliere comunale a Milano, unì per la prima volta 10 coppie gay), a denunciare il tentativo dei comunisti italiani di mettere i bastoni fra le ruote al comitato organizzatore, tutto il movimento gay nazionale più Arci e Cgil: in concomitanza con piazza Farnese, il Pdci ha organizzato a Milano una manifestazione sullo stesso tema.


Aprileonline, 2 mar 07

L'omofobia di Belzebù

Emiliano Sbaraglia

Sui Dico Andreotti esce allo scoperto, e la sua intervista rilasciata al "Messaggero" scatena polemiche e reazioni, non soltanto nel centrosinistra. Da parte del senatore a vita, l'attacco al mondo omosessuale non può essere che giudicato diretto e volgare

Narra la leggenda che i rappresentanti italiani al Parlamento europeo, aggirandosi per i banchi di Bruxelles, quando ai loro colleghi continentali parlano di Andreotti, questi ultimi pensano si tratti di un figlio o nipote di quel Giulio, firmatario della Costituzione italiana sessant'anni fa e sette volte presidente del Consiglio, senza contare tutto il resto.
Facile immaginare l'imbarazzo nazionale nello spiegare che invece si parla sempre dello stesso uomo, un uomo tutto d'un pezzo, a quanto pare, malgrado varie deformazioni fisiche e le ottanta primavere oramai abbondantemente superate.
Fa piacere dunque che a rispondere ad alcuni allucinanti passaggi dell'intervista apparsa qualche giorno fa sul quotidiano "Il Messaggero" ("Noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e dare la terra ai contadini. Invece, oggi, vogliono dare il contadino al contadino", oppure "Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto in via dei Prefetti, dove ti davano anche la merenda", soltanto per citare due esempi inequivocabili) sia stato un altro illustre ottuagenario, l'ex senatore comunista Emanuele Macaluso: "Giulio Andreotti è rimasto agli anni Sessanta: allora persino il matrimonio civile era considerato concubinato dalla Chiesa... Oggi non riesce a comprendere dove va la società". Considerazioni che, come sua secolare consuetudine, hanno trovato subito pronta la ribattuta del senatore a vita: "E' vero. Sono all'antica e le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna". Affermazione che suonerà come soave musica, per molti degli orecchi appesi tra le teste dell'italiano medio, da sempre potenziale elettore del vecchio Belzebù.
Dal punto di vista politico, dopo una settimana di veleni e supposti dietrologismi, alla fine è stato lo stesso Andreotti ad ammettere la reale motivazione della sua astensione/ostruzione all'operato dell'esecutivo in politica estera, dapprima motivata dalla "discontinuità" rivendicata da D'Alema nel suo discorso rispetto al governo Berlusconi, poi rivendicata proprio per "non aver digerito il ddl sui Dico". Che, guarda caso, spariscono dalle priorità della maggioranza, e mettono politicamente nell'angolo tutti coloro schieratisi a favor di un normativa che riconosca e regoli i rapporti tra essere umani, gli orientamenti sessuali dei quali, in un paese teoricamente appartenente al cosiddetto "primo mondo" che ha superato i duemila anni dalla nascita di Cristo, si dovrebbe pensare essere solo ed esclusivamente appartenenti alla sfera privata del cittadino.
Ma Andreotti sembra aver preso con determinazione il testimone dello schieramento anti-Dico, trascinando la polemica addirittura nel pericoloso terreno dell'assimilazione e contiguità tra omosessualità e pedofilia.
E se scontate possono ritenersi le reazioni da parte di quasi (quasi...) tutto il centrosinistra, una certa sorpresa hanno destato quelle di Giulia Buongiorno, deputata di An che deve la sua fama di avvocato proprio alle "eclettiche" e vincenti difese sostenute a favore di Andreotti durante i processi per mafia subiti dal senatore (in realtà, sino al 1980 il suo assistito è stato ritenuto colpevole di collusione con Cosa nostra sino alla Cassazione, ma naturalmente il reato è caduto in prescrizione). "Non accetto che si finisca con l'equazione no ai Dico no ai gay - sono le parole della Buongiorno-. Io sono per superare le discriminazioni e non ho pregiudiziali contro gli omosessuali". Sulla stessa linea anche Francesco D'Onofrio: "Sono irritatissimo che passi l'equazione che i cattolici sono naturalmente omofobici e i laici filogay".
Noi abbiamo voluto chiedere un parere ad Enrico Oliari, presidente di "Gay-lib", associazione omosessuale vicina ad An: "Peccato che tutti questi anni di Repubblica non ci abbiano ancora liberato dalla schiavitù di un certo tipo di persone, diffuse in tutto l'arco parlamentare. Ma con queste sue pesanti, per non dire volgari, affermazioni, Andreotti non si accorge di discostarsi notevolmente da uno come De Gasperi, che voleva una netta separazione tra Stato e Chiesa, e che secondo me sarebbe stato favorevolissimo ai Dico. Ho il sospetto - conclude Oliari - che quello del senatore a vita sia un tentativo per rimanere politicamente a galla nell'agone politico. Ma credo che siamo agli sgoccioli".
In verità, su quest'ultima tesi non faremmo troppo affidamento. Chissà se, traendo insegnamento dal mito di Faust, Belzebù non abbia stipulato un patto con l'eternità. Speriamo non sia così, per il bene del Paese.


Libero, 10 mar 07

 

GayLib

 
«Per noi di destra essere omo è più difficile»


ROMA «E' vero. Essere gay a destra è più difficile». Enrico Oliari, presidente di Gay Lib, associazione omosessuale di destra, ammette le difficoltà di portare avanti certe battaglie nella Casa della Libertà. Ma oggi gli omosessuali di Gay Lib saranno piazza a manifestare per i diritti delle unioni di fatto, insieme al centrosinistra e a qualche parlamentare di centrodestra, tra cui Marco Taradash, Benedetto Della Vedova (azzurri sì, ma comunque ex-radicali) e Chiara Moroni. Nessun imbarazzo a stare in piazza insieme a Ferrero e Pecoraro Scanio? «No, noi ci saremo per i diritti delle coppie gay, ma anche percontestare e i Dico, una legge che fa acqua da tutte le parti», spiega Oliari, «è mai possibile che un disegno di legge che dovrebbe riconoscere diritti alle coppie poi non riconosca proprio la coppia? Un'assurdità degna di un paese illiberale. Inoltre è una legge piena di cose sbagliate e strafalcioni tecnici. Questo accade quando si vogliono far convivere le ragioni cattoliche con quelle socialiste: viene fuori un pasticcio. Dunque i Dico, per noi, rappresentano solo un punto di partenza da migliorare». II centrodestra, però, su questo argomento fu latitante. «E'vero. A destra parlare di diritti delle coppie omosessuali è ancora un tabù. In An, per esempio, c'è chiusura e paura. Penso, per esempio, ad Alemanno. Ma poi si sono registrate anche aperture, da Fini e da Storace. Comunque, su questo tema lo scontro non è tra destra e sinistra, ma tra laici e cattolici. D'altronde l'influenza della Chiesa sui parlamentari cattolici è fortissima. Ci si dimentica, però, che in Spagna i primi diritti alle coppie gay furono concessi da Aznar. Mentre l'Italia da questo punto divista è molto indietro. Ci superano anche il Messico, il Sudafrica, la Slovenia. Una direttiva europea ci invita proprio a legiferare in materià». Oggi, dunque, in piazza. «Per dire che siamo orgogliosi di essere gay e di destra. Ma questa è una battaglia transpartitica».
G.L.R.


QN, 9 mar 07

 

Il corteo pro-DiCo


I GAY-LIB: "IN PIAZZA A TESTA ALTA CON LE BANDIERE DEI NOSTRI PARTITI"


Scatta la 'guerra' con il family day


La sfida del movimento omosessuale della destra: "Vogliamo una convreta apertura ai diritti civili della più grande minoranza del Paese. Non lasciamo alla sinistra il monopolio di questa battaglia di libertà"

Roma, 9 marzo 2007 - "Scenderemo in piazza, a testa alta, con le bandiere dei nostri partiti del centrodestra laico e moderato che convintamente sosteniamo. E' una sfida che lanciamo al centrodestra per una concreta apertura ai diritti civili della più grande minoranza del Paese, quella omosessuale, e per l'invito ai vertici della CdL a non lasciare alle sinistre il monopolio di quest'importante battaglia di civiltà e di libertà".
Con queste parole Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l'associazione dei gay liberali di centrodestra, ha reso nota la sua adesione alla manifestazione romana di domani 'Diritti ora'.
"Il centrodestra italiano - ha continuato Oliari - ha il dovere, come avviene nel resto d'Europa, di essere laico e portatore di quelle libertà individuali che con la nostra lotta invochiamo da sempre e che oggi sono diventate improcrastinabili".
Oliari ha concluso il suo intervento sostenendo che "ci hanno fatto ben sperare le recenti aperture di alcuni leader della nostra coalizione, da Fini a Rotondi, e vorremmo che esse si concretizzassero oggi che è entrata nel vivo la discussione sul riconoscimento dei diritti di quelle coppie omoaffettive che una sinistra bacchettona fa tanto fatica a riconoscere".


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