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RASSEGNA STAMPA  (continua)

 

In questa pagina:

- Il Secolo d'Italia, 24 feb 07 - Il dietrofront: Dico? Non resta che un sussurro

- Il Corriere dell'Alto Adige, 14 feb 07 - Cò: "Una decisione reazionaria" Oliari: "I veri valori sono altri"

- L'Adige, 7 feb 07 - Clamoroso autogol del Cavaliere. Grillini: «Magari». Oliari: «Così ci fa perdere le elezioni»


 

Il Secolo d'Italia, 24 feb 07

 

LE ASSOCIAZIONI DEGLI OMOSESSUALI ALL’ATTACCO: SULLE COPPIE DI FATTO IL CENTROSINISTRA CI HA INGANNATO

 

IL DIETROFRONT: DICO? NON RESTA CHE UN SUSSURRO

 

Di Roberto Milana

 

La sintesi più efficace porta la firma di Vladimir Luxuria: «Era Dico, ora non è neanche un bisbiglio». La caduta del governo con i suoi nuovi  dodici comandamenti prodiani, crea lo psicodramma tra le associazioni degli omosessuali.

Nelle “tavole” del Professore sono infatti completamente ignorati i diritti delle coppie conviventi. Inutilmente Rosy Bindi cerca di tranquillizzare le associazioni gay con una dichiarazione che ha il suono stridente di chi si arrampica sugli specchi: «Non c’era motivo per inserire i Dico nei dodici punti, – dice la ministra per la Famiglia – il governo ha già onorato i propri impegni trasmettendo il ddl al Parlamento e il Parlamento è sovrano e darà ragione agli uni e agli altri. Si tratta di un provvedimento del governo come la Finanziaria, ora sarà l’iter parlamentare a decidere».

Ma le associazioni omosessuali, come Gaylib, non credono da un pezzo alla Befana, figuriamoci alla Bindi. Come osserva il presidente dei gay liberali e di centrodestra, Enrico Oliari: «Non ci piacciono questi passi indietro e questa situazione rende bene l’idea di come i Dico fossero soltanto uno dei cento annunci di una sinistra confusa e ipocrita sulla questione gay. I diritti delle coppie di fatto non possono essere una merce di scambio sul tavolo delle trattative, perché è una realtà che riguarda milioni di cittadini e non è il caso di trattarci come fossimo al mercato delle vacche».

È ancora pù sarcastico l’interrogativo posto da Daniele Priori, vicepresidente dell’associazione: «Siamo curiosi di sapere come reagiranno ora l’associazionismo gay e gli amici Radicali di Pannella, che si dichiarò pronto ad essere “l’ultimo giapponese” in difesa di Prodi.

Perché non mettere il voto di fiducia sui Dico? Forse a Palazzo Chigi si tutelano più che gli interessi degli italiani, quelli delle lobby cattoliche». Per Priori, «non ci resta che sperare nel futuro, non troppo lontano, di una destra realmente liberale che sappia, con un testo di legge serio, tutelare i diritti e i doveri delle coppie di fatto».

Mentre impazza la teoria del complotto clericale, il diessino Franco Grillini, ex presidente di Arcigay, invita a un sano realismo: «Ci sono difetti congeniti di questa maggioranza che vanno molto al di là di qualunque teoria complottista. Poi certo non è stata una genialata andarci a infilare i Dico a due giorni dal voto sulla politica estera». Ma la morale conclusiva rimane quella di Luxuria: altro che Dico. Ormai non c’è neanche un bisbiglio...


 

Il Corriere dell'Alto Adige, 14 feb 07

 

Gli omosessuali

Cò: "Una decisione reazionaria" Oliari: "I veri valori sono altri"

Bolzano - "I politici hanno dimostrato di essere molto più indietro di coloro che pretendono di rappresentare". Stefano Cò, presidente dell'Arcigay trentina commenta con un certo dispiacere la decisione - presa per altro a larga maggioranza - del consiglio regionale di censurare i matrimoni tra omo sessuali. «I dati parlano chiaro - continua Cò - i matrimoni civili hanno ormai superato di gran lunga quelli civili e le coppie di fatto, omosessuali esclusi; sono in costante aumento. Ci risulta che il 65 per cento degli italiani sia favorevole ai matrimoni, che poi non sarebbero veri matrimoni, tra omosessuali. La Margherita trentina evidentemente non è così avanti come vorrebbe far credere». Ironia della sorte, la decisione del consiglio regionale - peraltro senza effetti giuridici - arriva subito dopo l'approvazione da parte dei consiglio dei ministri del disegno di legge sulle coppie di fatto. «Proprio adesso che il governo ha approvato la disciplina sui Dica, il Trentino Alto Adige - prosegue Cò - prende una decisione così reazionaria. Eppure, anche a livello nazionale, ci sono state diverse aperture da parte dei centristi dell'Unione. Nella nostra regione però le cose vanno diversamente, un vero peccato». Ciò che più delude il presidente dell'Arcigay trentina è che anche ampi settori della maggioranza abbiano votato la proposta di An, una forza che è sempre stata caratterizzata da una certa omofobia. Una bacchettata a Enrico Oliari uno dei pochi omosessuali a definirsi di destra.
Ma c'è chi urla il suo dissenso: «È incredibile, sono veramente scandalizzato».
Questo il secco commento di Enrico Oliari, rappresentante del movimento gaylib schierato sulle posizioni del centrodestra.
«È veramente un peccato - continua - che il Trentino Alto Adige non riesca a staccarsi dalle sue tradizioni non riuscendo ad immaginarsi che su questa terra esistono anche unioni composte non solo da persone eterosessuali ma anche di persone dello stesso sesso. E come nascondere la testa sotto la sabbia ignorando che queste convivenze esistono anche in questa regione».
Per Oliari la posizione assunta dal consiglio regionale che a larga maggioranza ha condiviso la mozione del leghista Denis Bertolini, rappresenta uno scarso attaccamento ai valori della famiglia.
«I veri valori che devono essere difesi sono altri, pensiamo ad esempio alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese oppure che non si vedono riconoscere dei diritti sacrosanti. Mi aspettavo veramente una decisione seria e coraggiosa da parte dei consiglieri regionali che, forse, non hanno saputo cogliere l'importanza di questo passaggio».
E. B.


L'Adige, 7 feb 07

 

Clamoroso autogol del Cavaliere. Grillini: «Magari». Oliari: «Così ci fa perdere le elezioni»

Berlusconi: «I gay? Tutti a sinistra»

ROMA - «I gay sono tutti dall'altra parte ... ». Una battuta. Una delle tante pronunciata da Siivlo Berlusconi dalla sua "discesa in campo" del 1994. Ma come già in passato, anche stavolta, le sue parole hanno scatenato un'ondata di polemiche. Il Cavaliere è a Monza per la presentazione del candidato alla poltrona di sindaco del centrodestra, Marco Maria Mariani.
Ed è proprio il secondo nome di Mariani che provoca l'ironia del leader di Fi. «Mi piace il tuo secondo nome - premette con un sorriso sornione - Perchè ha un chè di femminile e le donne hanno più intuito, il tipico intuito femminile che gli uomini non hanno e nemmeno i gay...». Poi la battuta, sottolineata da un grande sorriso ammiccante alla platea:
«Ma i gay - ha detto Berlusconi con un ampio gesto del braccio - sono tutti dall'altra parte...». Le agenzie riportano la frase e le reazioni dell'Unione non si fanno attendere. II primo a dar fuoco alle polveri è Franco Grilllni: «Magari stessero tutti dalla nostra parte», dice il deputato ds, presidente onorario dell'Arcigay, spiegando che ben il 70% degli omosessuali ha votato il centrodestra. Il Verde Angelo Bonelli punta sul campo avversario, suggerendo a Berlusconi di «guardarsi attorno, anche tra i suoi uomini più fidati che proprio etero non sono». Furente Enrico Oliari, leader di GayLib, l'associazione degli omosessuali della Cdl, secondo il quale «ogni qualvolta Berlusconi tenta di rendersi simpatico, manca l'obiettivo. Ci fa perdere le elezioni».


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