PAGINA WEB DI ENRICO OLIARI



RASSEGNA STAMPA (continua)

 

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1 - www.alternativagay.com, 31 mag 04:  Intevista del mese

2 - L'Espresso, 1 giu 04: Non solo di sinistra

3 - Libero, 3 giu 04


www.alternativagay.com
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Intervista del Mese

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di Fabio Chito

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1. Siamo molto in clima politico, quindi, perchè non ci dici come la destra vede l'ambiente o la realtà GBLT?
La tua domanda ha una risposta che mi pare scontata. La destra è bigotta e forcaiola, ma il punto non è come veda o meno la realtà gay, bensì come si pone di fronte alla lotta per i diritti dei gay. Il centrodestra è variegato, ha un'anima di destra sociale, ne ha una di destra liberale ed ancora fa parte di un centrodestra ampio, dove trovano spazio personaggi politici attenti ed aperti alla tematica dei diritti delle persone omosessuali. Pensa, ad esempio, alla proposta di legge dell'on. Rivolta sulle unioni civili ( http://www.oliari.com/leggi/forzaitalia.html ), o alla mozione del consigliere di Alleanza Nazionale Gradella sulle coppie omoaffettive ( http://www.oliari.com/interrogazioni/gradella1.html ).
Se come destra intendi specificatamente Alleanza Nazionale, posso confermare che attualmente è un nemico dichiarato delle nostre lotte, o almeno lo sono gli esponenti politici principali.
La cosa più importante che ci tengo a precisare è che la mia lotta non consiste nel sostenere che la destra è più buona o che la sinistra è più cattiva, bensì nell'essere un pungolo ed uno stimolo nel centrodestra e nel denunciare l'immobilismo e l'ipocrisia della sinistra.
2. Nel tuo curriculum vitae, vedo molte proposte a tuo favore di candidature a parlamentare o.. sottosegretario, ma tutte "abortite", perchè?
La destra ha raccolto un ampio consenso cattolico nelle ultime politiche e purtroppo il mio partito è diventato una specie di Democrazia Cristiana di destra. In questo momento è difficile ipotizzare la presenza di un gay nel gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, almeno fino a quanto la destra non torni ad essere laica. Tuttavia non mi sembra che i parlamentari gay del centrosinistra abbiano ottenuto molto ascolto... . Vedi, il problema non è la destra o la sinistra, ma la presenza dei cattolici in entrambi gli schieramenti. I diritti delle persone omosessuali possono venire solo da un voto laico e transpartitico, non ci sono i numeri perchè la sinistra laica da sola possa ottenere un risultato positivo.
3. Tu dici che la sinistra non ha fatto poi molto, ma almeno, ti dico io, alcuni esponenti GBLT li ha canditati ed anche eletti, il fatto che AN (partito per cui tu militi), non abbia mai assunto misure discriminatorie nei tuoi confronti, non vuole forse significare che è meglio non riconoscere o trattare la “questione gay” lasciando che nel partito siano tollerati a far da specchietto per le allodole?

Avere candidati eletti non vuol dire niente, quello che contano sono i risultati. Perchè non diciamo che i gay pride nazionali sono patrocinati dalle giunte di centrodestra? O che la sede di Arcigay, prestigiosissima, è stata data a costo zero dalla giunta Guazzaloca? Attualmente in Italia non ci sono successi per il mondo gay da nessuna parte e reputo il vero specchietto per le allodole l'insieme dei vari registri per le coppie approvati nei comuni italiani (a Bolzano pure con i voti di AN), disattesi dalla realtà omosessuale.
Io, francamente, non mi sento "uno specchietto per le allodole", in quanto ho sempre avuto un atteggiamento critico sulla questione gay nei confronti del mio partito, cosa che dovrebbero fare anche molti esponenti del mondo gay nei confronti dei loro partiti di sinistra.
4. Apprezzo molto il "mea culpa" di Fini dichiarato nella sua visita in Israele, ciò lo rende molto interessante, ma tu hai mai provato a dirgli che nei campi di concentramento venivano rinchiusi e vi morivano anche omosessuali, zingari ed altri, non solo ebrei?
Si vede che non vedi la televisione. Mi scontrai con Fini a Zona Rossa, il programma condotto da Marco Taradash su rete 4. Mi presentai con un bel triangolo rosa sulla giacca proprio per ricordargli gli omosessuali morti nei campi nazisti.
Francamente non ho applaudito all'iniziativa del presidente del mio partito di andare in Israele, perchè non capisco come possa storicamente arrogarsi il diritto di scusarsi per un fatto che non lo ha visto coinvolto, ne' ha visto coinvolta Alleanza Nazionale.
Ti devo comunque ricordare, dal momento che sono un appassionato di storia gay, che in Italia non sono morti omosessuali a causa del fascismo, mentre il nazismo ne ha sulla coscienza circa 15.000.
Io non so se tu sei comunista, ma mi piacerebbe vedere Bertinotti e Cossutta scusarsi per i 50.000 omosessuali morti nei gulag sovietici.
5. Sono convinto che le libertà vadano conquistate, non imposte, rispetto ad anni fa oggi si vive meglio la propria sessualità, ma perchè, per i diritti/doveri futuri non si riesce a coalizzare quelle forze "trasversali" laico e liberali, perchè ognuno, anche le associazioni di "categoria" curano solo il proprio orto?
In Italia, come dicevo, pesa principalmente il voto dei cattolici, ed è questo che noi dobbiamo combattere. Per quanto riguarda la questione dell'"orticello", sono sicuro che non ti riferivi a GayLib. La nostra associazione è nata in piena sintonia con le principali associazioni gay italiane, partecipiamo alle iniziative e parliamo la stessa lingua. Solo che noi abbiamo scelto il fardello di opporci da uomini di destra all'omofobia della destra.
6. E' così necessario identificarsi o appoggiarsi ad una parte politica, cercare a tutti i costi un "tutore politico" per fare politica, non sarebbe ipotizzabile, magari, un progetto, una piattaforma per un vero partito politico GBLT al di fuori dei protettorati? 
Io sono sempre stato in prima linea nel proporre un partito politico omosessuale, ne parlammo con altri esponenti già diversi anni fa. A mio modo di vedere il POI (partito omosessuale italiano) dovrebbe essere autonomo e staccato dai partiti. Ma sarebebro disposte le associazioni di sinistra a non partecipare al Genoa Social Forum (che c'entra con la questione gay?), all'immagine di Che Guevara (autore dei campi di concentramento UMAP per i gay), alla Kefyah (simbolo dell'OLP, nemica giurata dei gay) ed alla Falce e Martello (simbolo di uno stato che ha alle spalle i Gulag per i gay)?
7. La tua esperienza nell'Arcigay nazionale, positiva o negativa ed il motivo della nascita di GayLib?
L'esperienza è stata indubbiamente positiva. Quando prendo un impegno lo porto avanti con tutte le mie energie e penso di aver lasciato una buona immagine di me in Arcigay. Tutt'ora ho un ottimo rapporto con i maggiori esponenti di quell'associazione.
8. Cosa c'è nei tuoi programmi futuri ed in quelli di GayLib?
Ultimamente abbiamo provveduto ad una ristrutturazione dell'associazione per renderla il più possibile democratica e ricca di dialoghi e confronti. Come sai, GayLib si occupa solo di politica gay e quindi stiamo puntando su una conferenza stampa in occasione del gay pride di Grosseto e su una mostra d'arte.
I nostri siti sono in continuo aggiornamento ( www.oliari.comwww.gaylib.it ) e prossimamente vi apparirà un'intervista ad Alina Castro ed alcune ricerche storiche. Abbiamo preso validi contatto con GayLib Francia e con i nostri corrispettivi tedeschi. In autunno realizzeremo una conferenza di carattere sociale.
9. Un tuo sogno nel cassetto ed un tuo augurio a tutti i lettori?
Il mio sogno nel cassetto? Che il movimento gay italiano capisca una volta per tutte che noi abbiamo una nostra cultura e che quindi non c'è bisogno di aggrapparsi a nessun partito.
Un augurio ai lettori? Lottare con perseveranza, fino al raggiungimento dei nostri scopi.


L'Espresso, 1 giu 04

 

Non solo di sinistra

 

Enrico Oliari, voce gay in An. «Con Fini il dialogo è difficile» Enrico Oliari, presidente di GayLib, l'associazione nazionale dei gay liberaldemocratici, fa sentire la voce degli omosessuali in un partito,

Alleanza nazionale, che non ne ha mai - voluto sapere.

La destra è al governo da tre anni. Il Pacs, il patto civile di solidarietà, deve ancora entrare nell'agenda parlamentare. Ma è davvero sicuro che la destra

voglia occuparsi di omosessuali?

“Lo spero. L'orientamento sessuale non è una tessera politica. Chi l'ha detto che un gay debba per forza stare a sinistra?”.

II suo partito esorta a usare le tasse «per i figli dei poveri e non per i vizi dei diversi». E quando nel 2001 voleva candidarsi alle politiche, Fini ha messo il veto.

“Parlare con lui è impossibile anche oggi. II dialogo con i vertici dì An è difficile. Ma noi di GayLib speriamo di poter ottenere il sostegno dei settori più aperti, quelli dell'area laica. Persone come Enzo Palmesano o Alessandra Mussolini hanno sempre sostenuto i diritti dei gay”.

La Mussolini se n'è andata. E il centro-destra non voterà mai una legge di riconoscimento delle coppie omosessuali.

“Può darsi. II problema degli omosessuali italiani è trasversale. Non si contrappongono destra e sinistra, ma cattolici e laici. Con i governi di centro-sinistra non ci si è avvicinati neanche lontanamente a una legge per l'unione civile dei gay”.


Libero 03 giu 04


di Mario Prignano

ROMA - In gergo si chiama “coming out”, una specie di confessione-rivelazione. Ogni tanto se ne vedono e se ne sentono: sono gay e non me ne vergogno, anzi ne vado fiero. Questa volta, però, è un “coming-out” diverso da tutti gli altri. Non solo perché il gay-confesso in questione è un beniamino del pubblico televisivo, un bravo ragazzo, di quelli che qualche nonna premurosa potrebbe additare alla nipotina in età postadolescenziale come compagno degli studi o chissà. Il fatto è che Alessandro Cecchi Paone, ideatore e conduttore della Macchina del Tempo, volto impegnato e rassicurante della tivù berlusconiana, è anche uno che Berlusconi in persona ha voluto candidato alle elezioni europee del 12 e 13 giugno. Insomma, un berluscones, un “azzurro”, uno di centro destra. Il quale, cosa mai sperimentata dalle parti della Casa delle libertà, all’improvviso ha rotto gli argini, ha preso al volo il primo taccuino che gli si parava davanti, nella fattispecie quello di un giornalista di Vanity Fair, e si è confessato: «Sono rimasto fermo sull'eterosessualità per un po', poi, forse dai 35 anni, sono andato su e giù nello spazio che sta tra eterosessualità e bisessualità». E adesso? «Oggi non sono innamorato di nessuno, nè uomo nè donna, una situazione che non vivo in modo positivo. Ho talmente bisogno di una donna o di un ragazzo, che se lo trovassi me lo porterei subito in campagna elettorale mano nella mano. Se sarò eletto, a Strasburgo voglio diventare un punto di riferimento delle realtà omosessuali».
Sulle prime Franco Grillini, deputato Ds e fondatore dell’Arcigay, scrolla le spalle: «Si sapeva già. Solo che renderlo noto spettava a lui, è ovvio. Comunque bravo Paone, spero che i gay candidati del centro-destra seguiranno il suo esempio, senza nascondersi per paura delle conseguenze e delle discriminazioni». E che ce ne siano di omosessuali, nella Cdl, non è solo un’illazione o un calcolo statistico che per Grillini vale come oro colato («se il cinque per cento degli italiani è gay, lo è anche il cinque per cento dei candidati di qualunque schieramento»): l’ammissione viene da una fonte che più autorevole non potrebbe essere. Si chiama Enrico Ogliari, è il presidente dell’associazione “Gay-lib”, l’associazione omosessuale di centro destra. Ogliari la pensa in tutto e per tutto come il suo dirimpettaio di centro sinistra: «Paone ha avuto un coraggio da leone, qui da noi la paura di dichiararsi è tantissima». Ovvia la curiosità del giornalista, ovvia la risposta: «Niente nomi. Ma tra i candidati del centro destra ce ne sono almeno quattro che io conosco. Cinque con Paone». Curiosa circostanza, sono tutti in lista nel Nord Italia. Alleanza nazionale, per esempio, il partito di Ogliari, ne presenta due nel Nord-est («mi raccomando, li conosco bene, sono miei amici»). Pure Forza Italia ne schiera due, di cui uno «insospettabile». Il presidente di “Gay-lib” è irremovibile e forse è giusto così, ma qualcosa di più la si potrà sapere il 19 giugno prossimo, quando Ogliari organizzerà un convegno a Grosseto «sull’occasione che il centro destra sta perdendo in tema di difesa dei diritti omosessuali. Cecchi Paone? Al novanta per cento ci sarà anche lui».
Se questa è la situazione nella Cdl, la presenza di omosessuali e lesbiche nel centro sinistra vanta una tradizione, è il caso di dirlo, di lunghissima data. Confermata, ovviamente, in occasione delle prossime europee. Il capofila si chiama Andrea Benedino, responsabile gay dei Ds, partito per il quale corre nel collegio Nord-ovest. Sempre nel Nord-ovest troviamo il filosofo Gianni Vattimo, eurodeputato uscente, cossuttiano; Andrea Mieli, nipote di Mario, fondatore di un noto circolo omosessuale romano, candidato nel partito della Bellezza di Vittorio Sgarbi; seguono il segretario dei radicali italiani Marco Cappato («che però è bisex», precisa Grillini) e l’altro radicale, Sergio Rovasio. Più in là, nel Nord-est, la scena è tutta per Marcella Di Folco, leader dei transessuali e candidata per i Comunisti italiani. Al Centro i Verdi presentano il vice sindaco di Parigi Cristophe Girard, l’inventore delle “notti bianche” che Veltroni ha importato a Roma. Altro nome noto è quello di Nichi Vendola, candidato per Rifondazione comunista: l’unico di cui si conoscano le tendenze sessuali a candidarsi nel Sud Italia.


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