RASSEGNA STAMPA
(continua)
1 - La Repubblica, 10 dic 06 - "Io gay di destra dico sì alle nozze omosex"
2
- La Repubblica, 5 gen 03 - I gay di AN: "In 400 al pride"
3
- Panorama, 18 gen 03 - I gay di An: poco Fini
4
- Alto Adige, 19 gen03 - Oliari a Fini: "Saremo al gay pride"
5- Alto Adige, 7 apr 03- GayLib attacca Unitalia
La Repubblica 10 dic 2006
Il personaggio
"Io gay di destra dico sì alle nozze omosex"
"A parte qualche spirito libero, nella Cdl è tutto sottomesso ai voleri della Chiesa"
Roma - "Nel centrodestra c'è qualche spirito liberale, come Chiara Moroni, ma il resto della Cdl è purtroppo sottomesso ai desideri della Chiesa, è un centrodestra molto italiano e poco europeo". Enrico Oliari, tessera di An in tasca e presidente di "GayLib", l'associazione dei gay che non guardano a sinistra, è sconsolato per la reazione della Cdl alla proposta dell'Unione sulle coppie di fatto.
Una destra "europea" come si dovrebbe comportare?
"Come lo spagnolo Aznar, che fece i pacs prima di Zapatero, come il francese Sarkozy, che vuole allargare il matrimonio alle coppie omosessuali. Insomma, c'è una destra europea attenta alle minoranze, liberale, mentre la destra italiana resta forcaiola e bigotta, più simile a una DC di destra che a un partito liberal-conservatore. E' la destra dei Pedrizzi e dei Calderoli, quella che a piazza San Giovanni se la prende con i "culattoni". E lo stesso Berlusconi, alla manifestazione contro la Finanziaria, ha detto tre volte dal palco che l'unica famiglia è quella fondata sul matrimonio fra uomo e donna".
Come giudica l'atteggiamento del centrodestra sulle coppie di fatto?
"La Cdl vede tutto come un attacco alla famiglia, senza capire che ciò che mina veramente la famiglia non è la possibilità che i gay si possano sposare ma l'alto costo della vita, il ritmo frenetico di oggi, gli affitti ed i costi delle case alle stelle".
Il governo varerà a gennaio un disegno di legge sulle coppie di fatto. E' un passo avanti?
"Noi giudichiamo insufficiente il programma dell'Unione, che prevede solo il riconoscimento dei diritti dei singoli all'interno della coppia. La strada maestra resta invece l'allargamento del matrimonio civile alle coppie gay" (f.b.)
La Repubblica 05 gen 2003
I gay di An: in 400 al Pride
Il portavoce Oliari: saremo in 400, questo è un partito bigotto.
L´associazione di centrodestra è costituita da militanti iscritti al movimento di Fini: "Anche il nostro leader sbaglia"
"Da un parte c´è la posizione retrograda di Bucciero. Ma dall´altra il coraggio del presidente della Regione"
di Carlo Alberto Bucci
«Forza Nuova è
pericolosa e la scorta a Bellomo è necessaria. L´interpellanza
di Bucciero è quindi fuori luogo. Se verremo al Gay Pride di Bari?
Certo che ci saremo. Non so se saremo tutti e 400, ma ci saremo».
E´ un fiume in piena Enrico Oliari. E´ lui, il presidente dell´associazione
"Gay liberali e di centrodestra", a difendere il portavoce del BariPride
dall´accusa, lanciata dal senatore barese di An, Ettore Bucciero,
di aver ingigantito le minacce ricevute per farsi pubblicità.
Oliari, quanti omosessuali
aderiscono a GayLib?
«Siamo 400, per lo
più uomini, da tutte le parti d´Italia e tutti di centro destra.
La maggior parte di noi è però di An. Io, ad esempio,
sono iscritto dal 1989,
quando il partito era Movimento sociale italiano».
Bucciero, suo compagno di
partito, ha minimizzato le minacce di a Bellomo. E ha criticato la scelta
della scorta decisa da Pisanu.
«Stiamo tradendo le
aspettative della svolta di Fiuggi, quando fu promessa quell´apertura
liberale che avrebbe dovuto coinvolgere le
scelte economiche ma anche
le idee. Da allora An ha funzionato come una calamita per i democristiani,
che hanno trasformato il partito in una sorta di Dc di destra. Anche i
vecchi missini si sono adeguati. E ora abbiamo un partito bigotto, forcaiolo,
perbenista al massimo. Quando si affronta il tema dell´omosessualità
non si parla di diritti civili. Ma di morale, di peccato. Siccome An perde
consensi, stanno lavorando per mietere voti nel centro populista».
A
Bari il centro destra è diviso sul Gay Pride.
«Sì, da un
parte c´è la posizione retrograda di Bucciero. Ma dall´atra
c´è il coraggio del presidente della Regione, che ha dato
il patrocinio alla manifestazione di giugno. Raffaele Fitto è un
politico intelligente. L´Organizzazione mondiale della sanità
ha certificato che in Italia ci sono 4 milioni di omosessuali. Fitto ha
capito che siamo una realtà con la quale ci si deve confrontare».
Quali sono le posizioni
nei confronti dei gay dentro An?
«Sono convinto che
la base del partito è più aperta del vertice. In Alto Adige,
An aveva presentato una mozione a favore delle unioni tra persone dello
stesso sesso. Poi da Roma è arrivato il contrordine».
Nella casa madre di An il
fronte anti gay è compatto?
«Ci sono tre schieramenti.
Il più grande è la palude, che preferisce nascondersi. Poi
c´è la minoranza di quelli, come la Mussolini, Sandro del
Mastro o Nino Strano, che hanno intuito che i diritti della minoranza gay
vanno affrontati senza chiusure. E poi ci sono,
naturalmente, i contrari
dichiarati. Il triestino Roberto Menia e Bucciero. Oppure il governatore
del Lazio Francesco Storace. E anche Gianfranco Fini, che se ne è
uscito con quella stupidata contro la presenza delle scuole di maestri
e maestre dichiaratamente gay.».
Le minacce a Bellomo in
quale contesto nascono?
«Sono frutto dell´omofobia
di Forza Nuova. Sulla linea di questa sparuta minoranza si è ora
schierata la Lega Nord, che nel 1997 era invece a favore dei diritti dei
gay. E c´è anche, grave, l´immobilismo della sinistra,
che in cinque anni di governo non ha fatto nulla a favore degli omosessuali.
E´ grazie a tutto questo se oggi i gay sono soli. E bersaglio degli
attacchi più violenti».
Oliari, perché lei
si è iscritto a un partito erede di quel regime fascista che gli
omosessuali ha perseguitato?
«Nella prima metà
del Novecento i gay venivano perseguitati in tutto il mondo. E mentre in
paesi come la Gran Bretagna l´omosessualità era reato fino
al 1962, nel Codice Rocco del 1930 la legge contro gli omosessuali venne
bocciata proprio per la presa di posizione dei fascisti. Il Regime mandò
sì, nel 1938, 300 omosessuali al confino in Puglia, alle Tremiti.
Ma l´accusa era di atti osceni in luogo pubblico. Il Partito nazionale
fascista, in quanto Stato, aveva un atteggiamento laico. E demandò
alla
Chiesa il compito di condannare
in chiave morale i cosiddetti diversi. Oggi, invece, il moralismo è
dentro An».
«In An si è
persa la tradizione laica che era del Movimento sociale italiano. Secondo
me, Giorgio Almirante si sta rivoltando nella tomba nel vedere come le
nuove leve della destra attaccano gli omosessuali e i
loro diritti».
Enrico Oliari, lei è
presidente dei gay di centro destra e si iscrisse al Movimento sociale
italiano nell´89: vuole dire che il partito postfascista era a favore
degli omosessuali? «Quando era vivo Almirante dei gay non si parlava,
ma in nessun partito. Comunque, il vecchio leader aveva un approccio laico
alle questioni sociali. Ed era per la difesa delle minoranze. Invece gli
ex Dc, come Publio Fiori, confluiti nel mio partito, Alleanza nazionale,
ora affrontano il tema secondo la morale cattolica».
(c.a.b.)
I gay di An: poco Fini
I gay di destra daranno un grosso dispiacere a Gianfranco Fini. Anche loro infatti manifesteranno a giugno nel GayPride di Bari. E saranno almeno in 400, secondo le previsioni di Enrico Oliari (presidente di GayLib, l'associazione gay di centrodestra) iscritto prima al Msi e poi ad An come gran parte degli altri appartenenti all'organizzazione. Lo faranno in aperta sfida al leader di An che qualche mese fa aveva firmato una petizione contro il governatore della Puglia Raffaele Fitto (FI) reo di aver concesso il patrocinio al GayPride. A dire sì alla manifestazione è invece il segretario regionale di An, Salvatore Tatarella. (AC).
Il bolzanino leader degli omosessuali di destra lancia una nuova iniziativa contro la discriminazione
Oliari a Fini: saremo al Gay Pride
«Sfileremo in 400 per protestare contro l'ostracismo di An»
LA POLEMICA Giovedì in aula le lesbiche e Gubert
Bolzano. Parte da Bolzano,
la sfida al vicepremier Gianfranco Fini sul delicatissimo terreno dei rapporti
tra il mondo omosessuale e la destra italiana. Parte, per la precisione,
da Enrico Oliari, 32 anni, bolzanino, e presidente di Gay Lib, l'associazione
dei gay di destra. I quali, è notizia di queste ore, hanno già
fatto sapere a Fini che quest'anno parteciperanno al Gay Pride italiano,
che si terrà a Bari in giugno. Parteciperanno e non saranno pochi:
almeno 400, secondo quanto dichiarato da Oliari. Una sfida allo stesso
Fini, che alcuni mesi fa aveva firmato una petizione contro il presidente
della Regione Puglia Raffaele Fitto di Forza Italia, accusandolo appunto
di avere concesso il patrocinio ufficiale al Gay Pride di Bari.
Oliari è ormai noto
anche a livello nazionale per le sue posizioni sull'omosessualità
e la destra italiana. Nell'aprile dello scorso anno, aveva scritto a Fini
chiedendogli di poter intervenire al convegno di Bologna, ovviamente per
parlare di omosessualità. la richiesta di un intervento incentrato
sull'aspetto "politico e sociale, ovvero dei diritti civili dei gay e delle
lesbiche che tanto il nostro partito si impegna ad ignorare, se non a contrastare.
Sono convinto che tali argomenti non debbono essere un tabù per
la nostra An, che certamente non è una Democrazia cristiana spostata
leggermente a destra. Valorizzare il legame tra due individui omosessuali
non significa minacciare il concetto tradizionale di famiglia, né
tanto meno mettere a repentaglio il futuro della razza italica».
La risposta era stata chiara:
niente da fare. Ora Oliari ci riprova, ma in maniera più spettacolare.
Intanto, sempre sul fronte
delle diversità sessuali, giovedì prossimo si terrà
a Bolzano la seconda udienza della causa penale intentata da Arcilesbica
contro il senatore trentino Renzo Gubert, accusato di diffamazione per
un editoriale nel quale esprimeva la propria posizione su gay e lesbiche.
«Non chiederò mai scusa alle lesbiche», aveva dichiarato
lo stesso Gubert dopo la prima udienza.
Alto Adige, 7 apr 2003
GayLib
attacca Unitalia
Ora
la curia bacchetta Hochgruber
BOLZANO. Ancora polemiche sul registro delle coppie di fatto. Al portavoce del
gruppo «per una Chiesa più umana» Robert Hochgruber che l'altro giorno aveva
parlato di un «passo in avanti verso la tolleranza e la parità di diritti»,
la Curia ha risposto con una nota di poche righe, sostenendo che quelle
dichiarazioni «costituiscono una grave mancanza di quella lealtà alla quale il
signor Hiochgruber, come insegnante di religione, è tenuto».
E la polemica è scoppiata anche sul fronte politico con Enrico Oliari,
presidente di GayLib, che attacca Unitalia: «Ricordo a Seppi, Schiatti e
Piccolin che rappresentano tutti i cittadini (e da tutti sono pagati) e che la
società italiana e bolzanina non è la "loro società cristiana", ma
una società plurima, dove trovano posto anche omosessuali, ebrei, atei e
quant'altro».
Il voto positivo nel consiglio comunale ha rappresentato secondo Oliari «un
segnale di pronta apertura e di capacità di cogliere il segno dei tempi; se la
famiglia tradizionale è in profonda crisi, non si deve di certo dare la colpa
alle coppie omosessuali. Raccomandiamo pertanto ai consiglieri di Unitalia di
rileggersi la Costituzione della Repubblica che tanto si adoperano a citare,
dove in nessun punto è scritto che la famiglia debba essere cristiana e formata
da uomo e donna».