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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

In questa pagina:

- Alto Adige, 28 apr 05 - Diritti delle «coppie di fatta» I Verdi presentano una legge

- Alto Adige, 14 set 05 - «Coppie di fatto, è un atto di umanità»

- Agenzia Radicale, 13 set 05 - Pacs. GayLib di centrodestra chiede l’inserimento dei Patti nel programma della Cdl


 

Corriere dell'Alto Adige, 28 apr 05

 

«Le famiglie atipiche sono ormai il 43% del totale. Vanno riconosciute»

 

Diritti delle «coppie di fatta» I Verdi presentano una legge

 

Apertura anche alle unioni gay. Forze politiche caute

 

Baumgartner (Svp): «Siamo tradizionalisti»

Minniti (An): «No alle adozioni dei bimbi da parte degli omosessuali, del resto si può parlare»

Margheri: «Attuare le norme del Comune»

 

di Enrico Barone

 

BOLZANO - Le famiglie di fatto rappresentano il 43 per cento del totale in Alto Adige, mentre il 33 per cento dei bambini nasce in contesti diversi dalle unioni matrimoniali. I dati emergono da un disegno di legge, presentato ieri in consiglio provinciale dal gruppo dei verdi, a firma dei consiglieri Riccardo Dello Sbarba, Cristina Cury e Hanz Heiss, con il quale si richiede il riconoscimento delle coppie di fatto (etero e omosessuali) ed il varo di misure contro ogni discriminazione fondata sul diverso orientamento sessuale. Con quest'iniziativa i ver­di vogliono portare la Provincia di Bolzano allo stesso livello di quelle regioni, Val d'Aosta e Toscana che hanno già legiferato in materia. In particolare viene richiesta l'estensione di taluni diritti, oggi validi solamente per le coppie regolari, in materia di assistenza, responsabilità e diritto ad ottenere l'assegnazione di alloggi. Al provvedimento legislativo è stata aggiunta anche una mozione ed una interrogazione con le quali si richiede la modifica del regolamento di esecuzione della legge 13/98 in materia di abitazioni in cui è presente un riferimento chiaro ed esplicito alle «coppie di sesso diverso».

Tra gli altri punti contenuti nel ddl i Verdi chiedono anche l'istituzione di un tesserino sanitario dove possa essere indicato il nome di una persona diversa dai familiari ai quali medici e sanitari debbano fare riferimento per tutto quel che riguarda cure e ricoveri.

Le forze politiche sono piuttosto caute nel commentare il disegno di legge che, peraltro, dovrà essere oggetto di valutazioni interne molto approfondite. Su questo tema Walter Baumgartner, capo gruppo in consiglio provinciale della Svp, non prende posizione.«II problema esiste e denota un cambiamento del costume della società. Noi, però, all'interno del partito non abbiamo mai discusso di questi temi, anche perché la linea che seguiamo in merito a tali problematiche è di tipo tradizionalista. Non si tratta di un problema di facile soluzione perché andrà valutata approfonditamente ogni possibile conseguenza che, lo ripeto, non è di poco conto».

La posizione di Alleanza Nazionale, pur essen­do abbastanza «tradizio­nalista» lascia degli spazi aperti al dialogo. Per Minniti, capogruppo in consiglio, ferma restando «la linea ufficiale» si tratta «di un problema che riguarda i singoli individui». Su questi temi, tuttavia, An ha mostrato tolleranza candidando alle comunali di Merano Enrico Oliari presidente di Gaylib e Minniti sottolinea proprio il “grande rispetto” esistente all'interno del partito. «Naturalmente vanno fatte alcune considerazioni in quanto si deve distinguere tra le coppie di fatto che costituiscono famiglia e le unioni omoaffettive. A questi ultimi non si può concedere la possibilità di adottare dei figli. A parte queste ultimi considerazioni il problema  merita approfondimento».

Guido Margheri, consigliere comunale dei Ds da parte sua, pur plaudendo all'iniziativa che non deve essere «oggetto di contrapposizioni tra laici e cattolici», ma bensì un modo di prendere atto di una realtà esistente, lamenta come a Bolzano non sia stata data adeguata pubblicità all'istituzione del registro in anagrafe delle unioni di fatto, non ottemperando in questo modo ad una precisa delibera del consiglia comunale».

 

Da anni c'è un registro ma nessuno si è iscritto

 

BOLZANO - All'anagrafe di Bolzano esiste da tempo il registro delle unioni di fatto. Su questo tema Antonio Paolo Arman, segretario generale del Comune di Bolzano è abbastanza esplicito. «Il registro lo abbiamo istituito all'indomani dell'approvazione della delibera da parte della Giunta e del Consiglio comunale. Ci sono i moduli e chi vuole può richiedere l'iscrizione. Sino adesso, però, nessuno lo ha ancora fatto». Abbastanza facile trovare i motivi. «L'iscrizione non dà diritto ad alcun vantaggio in quanto non ha alcuna rilevanza ai fini giuridici. In questo campo manca, infatti, una legislazione a livello nazionale emanata dal Parlamento. A mio avviso la problematica potrà essere risolta solamente con l'approvazione di una legge che non dia adito a dubbi e a polemiche da parte governativa. Il registro istituito ha, infatti, un valore di mera comunicazione. Comunque lo ribadisco a Bolzano non ci è pervenuta alcuna richiesta».

 

E.B.


Alto Adige, 14 set 05

 

Appello dei Verdi sul riconoscimento dei legami al di fuori del matrimonio: «Sono esperienze da valorizzare»

 

«Coppie di fatto, è un atto di umanità»

 

Il sì di don Paolo Renner, che però avverte: la famiglia va sostenuta di più

 

Bolzano - Il riconoscimento delle coppie di fatto «è un segno di civiltà e umanità». Lo sdoganamento di un tema così dibattuto arriva da un teologo di peso in Alto Adige come don Paolo Renner, che spiega, «il fenomeno esiste ed è giusto regolamentarlo». Attenzione ai significati però, è l’avvertimento: «La collettività deve avere l’onestà di riconoscere che il matrimonio e la famiglia sono gli istituti che consentono un futuro alla società». E per Don Renner coppia di fatto (tra etero o omosessuali) e famiglie sono due pianeti lontani. I Verdi incalzano: «L’Alto Adige si metta al livello delle regioni più progredite».
L’apertura di Prodi sulle coppie di fatto ha provocato la reazione durissima dell’Osservatore romano. «Alla ricerca di voti lacerando la famiglia» è stato il titolo del giornale del Vaticano. Per i Verdi altoatesini la polemica non ha senso: «Con le misure di riconoscimento delle coppie di fatto sia eterosessuali che omosessuali non si vuole istituire alcuna forma di “matrimonio alternativo”, ma si intende rimuovere una serie di discriminazioni che penalizza chi convive in amore e solidarietà». Un disegno di legge su questo argomento è stato depositato in aprile in consiglio provinciale dal gruppo dei Verdi.
 Secondo don Paolo Renner si può fare, ma la famiglia deve restare in primo piano e ricevere ancora più sostegno: «In questi anni il matrimonio e la famiglia sono stati svantaggiati. Ci sono giovani coppie costrette a convivere per ottenere contributi più sostanziosi per le case. Questo non va bene, perché puntando sulla stabilità la famiglia è l’unica che consente un futuro alla società».
Nessuno scandalo però sul riconoscimento delle coppie di fatto: «Non si deve temere che una normativa crei un fenomeno, visto che esiste già». Se il Vaticano è così netto nella critica, conclude don Renner, lo si deve alle esperienze spagnole: «Si è aperto un rubinetto, è arrivata un’alluvione, un processo frettoloso, privo di maturazione».
L’Alto Adige, ricordano i Verdi, vede già una gamma articolata di rapporti sentimentali: «Il 33 per cento dei bambini nasce in contesti diversi dal matrimonio e il 43 per cento delle famiglie ha forme di convivenza diverse da quelle tradizionali, che costituiscono, accanto alla famiglia “classica”, nuove forme di solidarietà e di rapporti che non vanno discriminati, ma valorizzati». Si chiedono nuove regole, tra l’altro, per l’assistenza ai partner ammalati e il diritto alla casa.
Un sì convinto al riconoscimento è arrivato dal ministro Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) e da Gianfranco Fini, leader di An.
Da Bolzano arriva l’apprezzamento di Enrico Oliari. «Gianfranco Fini ancora una volta ha dimostrato prontezza e apertura alle tematiche di piena attualità», sottolinea il presidente dell’associazione Gay liberali e di centrodestra Gaylib, «Come già in occasione del referendum sulla procreazione assistita, il ministro Fini è andato oltre all’oscurantismo e all’ignoranza tendenziosa di quanti non hanno capito o voluto capire, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, la differenza fra famiglia tradizionale fondata sul matrimonio e coppia di fatto».


Nuova Agenzia Radicale, 13 set 05

Pacs. GayLib di centrodestra chiede l’inserimento dei Patti nel programma della Cdl

 

I gay liberali e di centrodestra dell’associazione GayLib dicono basta alla strumentalizzazioni che si stanno facendo sui Pacs e per bocca del loro consigliere Daniele Priori ribadiscono che ''Il Patto civile di solidarietà è uno strumento legislativo profondamente liberale che anche la Cdl potrebbe e dovrebbe sostenere.
''Dispiace profondamente che nella coalizione di centrodestra al governo del Paese - sottolinea Priori- si alimenti tanta disinformazione con il fine unico di accalappiare i voti dei cattolici. Il Pacs è ben distinto dal matrimonio. Basta leggere una sola riga delle proposte di legge in materia per capirlo''.
Priori ricorda che il Parlamento sta discutendo dall'ottobre del 2003 due proposte di legge, ''una dei Ds, l'altra di Forza Italia, primo firmatario l'onorevole Dario Rivolta, sottoscritta peraltro da numerosi deputati della Cdl''.
Per questo, osserva, ''ci pare poco credibile la purezza d'animo con cui gli onorevoli Casini e Bondi tra gli altri confondano il Patto civile di solidarietà con la riforma del diritto di famiglia di Zapatero in Spagna.
Crediamo, anzi, come hanno ben fatto il vicepremier Gianfranco Fini e il presidente di GayLib Enrico Oliari, che la famiglia trovi una difesa e un sostegno maggiori proprio nell'apertura ai diritti civili per tutte le forme di convivenza come avviene senza scandalo nella gran parte dei Paesi europei''.
''Per questo GayLib - conclude Priori - chiede che la Casa delle Libertà, anziché continuare ad arroccarsi, faccia un passo avanti e inserisca anch'essa il Pacs nel proprio programma di governo''.


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