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In questa pagina:
- Aprile on line, 18 gen 07: GayLib: "Cdl Casa delle cecità"

- Repubblica.it, 27.1.05: Shoah, le vittime gay del nazifascismo, targa a Trieste
- Il Piccolo, 27.1.05: I gay di destra contro la targa alla risiera

- GayNews, 27.1.05: Targa commemorativa...


Aprile on line, 18 gen 07

 

GayLib: "Cdl Casa delle cecità"

 

Si muove a destra     
Cresce la polemica interna fra l'associazione omosessuale del centrodestra e la coalizione. Motivo del contendere: le unioni civili

Ci va pesante Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l'associazione dei gay che si riconoscono nei valori del centrodestra e che sostengono lo schieramento capeggiato da Silvio Berlusconi. Ci va pesante perchè il clima in materia di diritti civili infiamma anche la Casa delle libertà, e non solo dunque la magmatica maggioranza di governo divisa fra correnti laiche e spinte teodem margheritine. "Falsa copia della Democrazia cristiana", "Capanna di bigotti", "Casa delle paure e della cecicità": queste le parole con cui Oliari stigmatizza il comportamento ostruzionista di alcuni segmenti della sua coalizione verso la promulgazione di una legge che tuteli la materia.
Muove da un atto di fedeltà, il presidente dei Gaylib, anche membro di Alleanza nazionale, ricordando la scelta iniziale di sostegno verso il disegno politico del Cavaliere: "Fin dal �94 abbiamo preso parte al progetto liberale, di Silvio Berlusconi, convinti della necessità di garantire i diritti civili anche delle persone omoaffettive". Un'adesione che però si fa sempre più problematica, soprattutto per la scelta compiuta da Fi di presentare alla Camera una mozione anti pacs a firma di Isabella Bertolini: "Siamo dispiaciuti per le prese di posizione liberticide dell'onorevole Bertolini: è la più viva dimostrazione di come, ormai, Forza Italia si sia ridotta ad essere una Democrazia Cristiana in falsa copia". Per questo motivo, Oliari rilancia: "prima di sbattere la porta ai diritti delle coppie di fatto", sostiene il presidente di Gaylib, "chiediamo come associazione gay di centrodestra di essere ascoltati dai nostri rappresentanti in Parlamento, iniziando proprio con Forza Italia e con Bertolini.
Abbiamo proposte concrete da presentare e vorremmo ci fosse data quantomeno la possibilità di illustrare le nostre posizioni". Mentre per quel che riguarda più strettamente la mission che dovrebbe animare lo schieramento, Oliari evidenzia polemicamente il rischio di una deriva non proprio democratica: "Siamo sicuri che le nostre posizioni siano coerenti con lo spirito di una coalizione che si chiama Casa delle Libertà e non Casa delle paure e della cecità".
Alla polemica sollevata dall'associazione, ha risposto la stessa Bertolini. "Sono pienamente convinta della necessità di assicurare piena tutela ai diritti individuali anche e soprattutto all'interno delle formazioni sociali ove liberamente si svolge la personalità di ogni essere umano. Ma sia ben chiaro la famiglia è altra cosa", ha tenuto a precisare l'onorevole forzista. Parole al vento secondo il presidente di Gaylib che si è detto dispiaciuto "per le prese di posizione liberticide dell'onorevole Bertolini" che testimoniano "come ormai Forza Italia si sia ridotta ad essere una democrazia cristiana in falsa copia".

Eppure l'onorevole ha insistito sulla necessità di arrivare ad un accordo incamminandosi sulla strada del dialogo, anche se senza indietreggiare minimamente sulla retta via della "sacra famiglia": "sono aperta ad un confronto serio e sereno con i rappresentanti di Gaylib - ha aggiunto la Bertolini - intendo ribadire però il mio no a qualunque tipo di equiparazione tra le diverse forme di convivenza e la famiglia come costituzionalmente intesa e tutelata. L'importanza della distinzione tra profilo pubblicistico dell'istituto della famiglia e quello privatistico proprio delle unioni civili va ribadito con forza. Peraltro - ha concluso la parlamentare azzurra - per quanto riguarda i diritti delle persone che hanno costituito una coppia di fatto esistono già nel nostro ordinamento norme civilistiche che disciplinano e tutelano gran parte di tali diritti anche attraverso la formalizzazione di appositi accordi stipulati fra le parti".


Repubblica.it, 27 gen 04

SHOAH: VITTIME GAY NAZIFASCISMO, TARGA A RISIERA TRIESTE

Una targa commemorativa dedicata alle vittime omosessuali del nazifascismo e' stata scoperta questa sera a Trieste all'interno del Monumento nazionale della Risiera di San Sabba (unico campo di sterminio nazista in Italia provvisto di forno crematorio) alla presenza del presidente nazionale di ArciGay Sergio Lo Giudice e di Francesca Polo della segreteria nazionale di Arcilesbica. 'Con questa lapide - ha detto il presidente del Circolo Arcobaleno di Trieste, Marco Reglia - le persecuzioni del nazifascismo contro gli omosessuali entrano ufficialmente nella storia del ventesimo secolo'. Contro la deposizione della targa alla Risiera si e' espresso Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay liberali e di centrodestra). 'Non vi furono vittime gay del fascismo, ne' condannate alla deportazione nei lager nazisti, ne' sterminate dalle camicie nere. Mentre in Germania - sostiene Oliari - il paragrafo 175 condannava l'omosessualita', in Italia non esistevano legge contro i gay. Probabilmente - ha concluso - qualche associazione di gay di sinistra e' alla ricerca di un vittimismo di dubbio gusto. Pensino piuttosto ai 50 mila gay scomparsi nei gulag sovietici'. La cerimonia di scoprimento della targa ha avuto luogo al termine della fiaccolata della memoria per la pace e per la convivenza, organizzata dal Coro partigiano triestino 'Pinco Tomazic' e conclusasi alla Risiera intonando la canzone 'Auschwitz', scritta da Guccini nel 1968.


Il Piccolo, 27 gen 05

 

I GAY DI DESTRA CONTRO LA TARGA ALLA RISIERA


Enrico Oliari: "Pensino piuttosto a ricordare, oltre alle vittime del nazismo, i 50 mila gay scomparsi nei Gulag"


«Non vi furono vittime gay del fascismo, nè condannate alla deportazione nei lager nazisti, nè sterminate dalle camicie nere»: lo sostiene, in una nota emessa ieri sera, il presidente di GayLib (Gay liberali e di centrodestra) Enrico Oliari, in merito alla deposizione di una targa alla Risiera di San Sabba in memoria degli omosessuali morti nei lager. La cerimonia è in programma domani pomeriggio. «Mentre in Germania - prosegue Oliari - il paragrafo 175 condannava l' omosessualità, in Italia non esistevano leggi contro i gay, neppure all'epoca della Repubblica sociale. Nel 1930 furono gli stessi fascisti ad opporsi, durante la stesura del codice Rocco, ad una legge punitiva del rapporto omosessuale, in quanto si riteneva la problematica di competenza della morale e quindi non dello Stato». Secondo l' esponente dell' organizzazione «probabilmente qualche associazione gay di sinistra è alla ricerca di un vittimismo di dubbio gusto. Pensino piuttosto a ricordare, oltre alle vittime del nazismo, i 50 mila gay scomparsi nei Gulag sovietici o i molti internati - conclude - nei campi Umap cubani, inventati da Guevara».


GayNews, 27.1.05

 

Trieste. Una targa commemorativa dedicata alle vittime omosessuali del nazifascismo è stata scoperta ieri sera a Trieste all'interno del Monumento nazionale della Risiera di San Sabba (unico campo di sterminio nazista in Italia provvisto di forno crematorio) alla presenza del presidente nazionale di ArciGay Sergio Lo Giudice e di Francesca Polo della segreteria nazionale di Arcilesbica. «Con questa lapide - ha detto il presidente del Circolo Arcobaleno di Trieste, Marco Reglia - le persecuzioni del nazifascismo contro gli omosessuali entrano ufficialmente nella storia del ventesimo secolo».
La cerimonia non è andata giù al deputato di An Menia - quello che nel 2003 disse «Siamo arrivati al punto che per essere politicamente corretti bisogna essere culi per forza» - : «È una speculazione fuori posto, perché alla Risiera non è stato ucciso nessuno in quanto omosessuale». Contro la deposizione della targa alla Risiera si è espresso Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay liberali e di centrodestra): «Non vi furono vittime gay del fascismo, né condannate alla deportazione nei lager nazisti, né sterminate dalle camicie nere».


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