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RASSEGNA STAMPA (continua)
In questa pagina:

- Gay.it, 19 mag 04: Europee: ecco come votare
- L'Unità, 6 giu 01 - Grillini: un gay al governo? Berlusconi risponda ai suoi
- Il Tempo (Roma), 5 giu 01 - Un sottosegretario "omo" al governo
- Il Corriere della Sera, 8 giu 01 - Gay pride a Verona in un clima d’assedio


Gay.it, 19 mag 04

 

Europee, chi e come votare

 

di Mario Cirrito

 

Arcigay e Arcilesbica hanno sottoposto ai candidati alle elezioni del 13 giugno un questionario sui temi glbt. Ecco l'elenco di chi ha risposto e le indicazioni di voto

 

Non bastano più i proclami elettorali, le intenzioni di benemerenza che puntualmente i partiti fanno alla comunità omosessuale italiana, per poi dimenticarsene il giorno dopo i risultati di voto. Per questo Arcigay e Arcilesbica si sono dati appuntamento a Milano il 9 maggio con una convention nazionale e un forte richiamo: «Usa il tuo voto», sulle elezioni europee e amministrative di giugno. L'Europa dei 25 è un continente dove in tema di parità di diritti Glbt si sono fatti passi importanti, la politica relativa alle questioni omosessuali e transessuali è stata compresa e appoggiata da molti governi. L'Italia, ma non è solamente un problema di coercizione clericale, resta uno stato che preclude agli omosessuali diritti che la maggioranza europea possiede o ha calendarizzato. E' quindi naturale che le due maggiori organizzazioni Glbt italiane intervengano, in accordo con Ilga Europe, per la prima volta, in una campagna elettorale come una lobby per i diritti civili. Va scritto che circolano varie tentazioni tra gli elettori omosessuali, compresa quella di inficiare il voto, renderlo intuile ed esibire l'indignazione contro i politici. Ma per fare leggi e dare diritti occorrono politici che si impegnino a sanare la distanza che ci separa da altri stati dell'Unione Europea.
«La bellezza di essere lobby ­ spiega il presidente dell'Arcigay Sergio Lo Giudice ­ è quello di fungere da strumento di pressione per affermare delle idee di libertà. Ed è importante che siamo riusciti a coordinarci con altre rappresentanze Glbt europee. Comunque vadano le cose, sappiamo che nel futuro Parlamento europeo ci saranno deputati e deputate che hanno preso impegni precisi». Ai candidati, infatti, è stato sottoposto un questionario composto da tre sezioni relative alla lotta contro le discriminazioni, alla protezione dei diritti umani delle persone Lgbt e ai riconoscimenti delle diversità delle relazioni familiari. Impegni concreti che i candidati europei hanno sottoscritto. Gli stessi andranno a costituire un intergruppo sui temi gay e lesbiche all'interno del Parlamento europeo. Davvero una buona premessa che dovrebbe far ragionare seriamente indecisi e quanti son tentati di annullare il proprio voto. L'elenco (qui di seguito) di quanti hanno firmato il questionario pone più che una speranza per la nostra comunità. C'è un aumento di consapevolezza tra i partiti italiani progressisti e liberali sulla mancanza di diritti civili in Italia, e non è un caso che destra e cattolici hanno rifiutato questa occasione di confronto. E la questione, purtroppo, riguarda anche la Margherita. «Noi chiediamo a tutti di non votare i candidati della Margherita, proprio per il loro rifiuto a sostenere in sede europea le nostre battaglie. Dovremo confrontarci con loro, in attesa del 2006, ma occorre che escano fuori dalle loro logiche clericali, che ci sostengano. E' grave che si siano chiamati fuori in questa occasione», dice il segretario dell'Arcigay Aurelio Mancuso.
Diversa e opposta è la posizione del presidente di GayLib, Enrico Oliari: «La comunità gay deve prendere atto che il voto europeo non è importante, perché dalla Comunità europea possono arrivare solo raccomandazioni. Per questo disapprovo questi personaggi della comunità gay che lanciano proclami elettorali; la vera vittoria si deve avere sul territorio nazionale. Poi, il voto europeo assume significato se lo si lega a tutto l'aspetto della socialità della persona e non soltanto alla questione gay. Innanzitutto l'Unione Europea è una questione di mercato, e non si può affermare che ci dà diritti, perché non è così. Nonostante i partiti italiani non abbiano dato nulla, ci sono forze del movimento gay che strumentalizzano questo voto. Dobbiamo pensare come cittadini e non come gay europei». La questione che sta a cuore a Oliari è anche quella di un Parlamento europeo che non legifera e ha dei costi davvero esosi: «Il Parlamento ­ afferma ­ ha tre sedi e due di sedute parlamentari. Ora cercate di fare di conto ogni volta che si spostano parlamentari, segretarie, assistenti e tante ma tante altre persone cosa costa ad ognuno di noi questo andirivieni. Ci sono davvero dei costi inimmaginabili che paghiamo come cittadini e non come gay. Insomma, ben vengano gli ideali, ma le leggi italiane le deve fare il Parlamento di Roma; il problema è quello anche di sensibilizzare i partiti che mandano gli eurodeputati a Bruxelles». Lasciamo al lettore il giudizio, per la verità non tutto peregrino, sull'analisi del leader di GayLib, a cui risponde Aurelio Mancuso: «Come segreteraio di un'associazione generalista non posso non constatare che da destra non arriva nessuna risposta. GayLib tenta di scuotere questa destra e vorrei che fossero davvero più forti e ascoltati, ma io non posso invitare a votare An e Forza Italia che ostacolano le nostre battaglie. Se proprio dovete votare a destra votate Sgarbi che sulle libertà gay è sempre stato attento, e un grazie da non dimenticare va indirizzato, anche nelle urne, al Partito Radicale».


L'Unità, 5 giu 01

 

Grillini: un gay al governo? Berlusconi risponda ai suoi

 

Roma - La nomina di un militantete gay nel governo "sarebbe una cartina al tornasole della nuova compagine governativa verso i diritti degli omosessuali. E' evidente che una risposta da parte di Berlusoni va data". E' il commento di Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e neodeputato DS, alla risposta di alcuni militanti di AN.
“Enrico Oliari nel governo? Perché no? – sostiene Grillini – è un loro militante, nessuno potrà dire che si tratta di polemiche della sinistra. L’auspicio è che al di là di questa vicenda ci sia da parte del nuovo Esecutivo la disponibilità verso le questioni dei diritti delle persone omosessuali  che in Italia sono 5 milioni e che in Europa sono già stati riconosciuti”.
“Vorrei ricordare – aggiunge il parlamentare – che la maggioranza dei cittadini europei vive in paesi in cui i diritti delle persone omosessuali sono già tutelati”. La richiesta era contenuta in una lettera, primo firmatario Enzo Palmesano dell’assemblea nazionale di AN, al prossimo presidente del Consiglio. Palmesano in particolare aveva proposto a Silvio Berlusconi  di nominare Enrico Oliari, iscritto ad AN e presidente di GayLib (l’organizzazione degli omosessuali di centrodestra e di area liberale), sottosegretario con delega ai diritti civili e alla tutela delle minoranze.



Il Tempo (Roma), 5 giu 01

 

Un sottosegretario "omo" al governo

 

Un sottosegretario gay nel governo Berlusconi. È quanto chiedono alcuni gruppi di omosessuali di destra, che, stamattina, spiegheranno, in una conferenza stampa, le motivazioni della loro proposta. A organizzare l'incontro sono stati il giornalista Enzo Palmesano, dell' assemblea nazionale di An ed Enrico Oliari, iscritto ad An e presidente di "Gaylib", l'associazione delle persone omosessuali di centrodestra.
"I gay che votano Alleanza Nazionale e il centrodestra chiedono che la Casa delle Libertà renda onore alla propria denominazione - si legge in una nota diffusa da Palmesano e Oliari - evitando atteggiamenti illiberali nei confronti dei diritti dei gay e delle lesbiche. Per questo rivolgiamo un appello al futuro premier, Silvio Berlusconi, e soprattutto al leader di An, Gianfranco Fini",
Un appello nel quale si chiede a Berlusconi di nominare Enrico Oliari sottosegretario con delega ai diritti civili e alla tutela delle minoranze. Un argomento, quello dell'orientamento politico dei gay, che ha sempre fatto molto discutere, soprattutto negli ambienti del'associazionismo omosessuale, da sempre molto schierati con il centrosinistra e avversi a qualsiasi apertura verso la destra, anche quella più liberale.



Il Corriere della Sera, 8 giu 01

 

Gli organizzatori preoccupati per il sì delle autorità al gruppo di estrema destra. Il 23 corteo a Milano in piazza Duomo

 

Gay pride a Verona in un clima d’assedio

 

Domani gli omosessuali in piazza. Autorizzata anche la manifestazione di «Forza Nuova»

 

ROMA - Quattro parate «pacifiche, belle e colorate» per portare di nuovo in piazza l’orgoglio di essere omosessuali. Si parte domani da Verona ma è già clima d’assedio: non lontano dal corteo di gay e lesbiche (piazza Brà) manifesteranno anche il partito neofascista di Forza nuova (in periferia) mentre il movimento cattolico integralista «Famiglia e civiltà» dà appuntamento a piazzale di Castel San Pietro per una «messa di riparazione in latino con rito romano antico». Il 23 giugno si replica a Milano: qui i gay incassano il patrocinio concesso dal presidente della Provincia, l’azzurra Ombretta Colli, e vincono pure il braccio di ferro sul passaggio del corteo in piazza Duomo precedentemente negato. Il programma del mese del «gay pride» prosegue il 28 giugno a Catania e, dopo l’«Europride» di Vienna (30 giugno), il ciclo si conclude il 7 luglio a Roma. L’obiettivo è quello di «dare continuità» al World Pride celebrato in pieno Giubileo: «Invaderemo le piazze d’Italia con un fiume di persone», annuncia il presidente dell’Arcy Gay Sergio Lo Giudice. Per presentare il pacchetto di parate dedicate all’«affermazione della piena cittadinanza delle persone a prescindere dall’orientamento sessuale», alla Camera è sceso in campo un drappello di deputati di Rifondazione e del centrosinistra. Franco Grillini (Ds), presidente onorario dell’Arci Gay, ha voluto girare una domanda alla giunta comunale di Verona e in genere alle amministrazioni di centrodestra: «Sono molto preoccupato per il clima imposto da questi gruppi neofascisti che poi non è sbagliato definire neonazisti. Dunque chiedo se nelle città amministrate dalla Casa delle Libertà vengano effettivamente rispettate le libertà costituzionali?». Gianni Zardini, responsabile del circolo Pink e organizzatore della manifestazione di domani, ammette: «Al di là del clima di volgare provocazione che si respira in città, il Comune e la questura di Verona non hanno creato finora particolari difficoltà».
Zardini ricorda anche un recente episodio di intolleranza: «Di sabato pomeriggio, in pieno centro, ci hanno preso a cinghiate in faccia. E per agire in questo modo vuol dire che sentono di avere le spalle coperte. Noi comunque resteremo calmi e non accetteremo provocazioni». A Verona sfileranno tra le 5 e le 10 mila persone che esporranno striscioni con contenuti politici («La cittadinanza va scritta») e con frasi che ironizzano sulla campagna antigay dell’estrema destra. Il variegato arcipelago degli omosessuali lancia un appello al Presidente della Repubblica affinché «lo Stato italiano recepisca le risoluzioni del Parlamento europeo riconoscendo la piena cittadinanza delle persone gay, lesbiche, bisessuali, trans e transgender».
Le manifestazioni hanno l’appoggio diretto di Rifondazione, dei verdi e quello dei deputati diessini che però si presentano in ordine sparso: oltre a Grillini, hanno già firmato la lista delle adesioni Roberto Sciacca e Piero Ruzzante. Il quotidiano l’Unità , tuttavia, ha dedicato ampio spazio all’appuntamento di Verona e al tema del dialogo con il governo Berlusconi. Spiega Grillini: «Enzo Palmesano dell’assemblea nazionale di An ha proposto al nuovo presidente del consiglio di nominare Enrico Oliari, iscritto ad An e presidente di
Gaylib, sottosegretario ai diritti civili e alla tutela delle minoranze. Attendiamo una risposta».


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