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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

  In questa pagina:
- FF 25 mag 01 - Enrico Oliari
- Babilonia, nov 95 - Lo scontro dei continenti
- Sette, 31 mag 01 - Lettere a Enzo Biagi


FF, 25 mag 01

Enrico Oliari

Für die Bildung der Berlusconi- Regierung ist er der absolute Außenseiter, aber für seine Nominierungwerden Unterschriften gesammelt: Oliari ist bekennender Homosexueller und Mitglied von Alleanza Nazionale, die sich schwer damit tut, Homosexualität zu akzeptieren (der Faschismus hat sie verfolgt).
Mit einem schwulen Minister könne, so die Organisation Gay-lib, die Mitte-rechts-Regierung ihre Offenheit beweisen.


Babilonia, nov 1995

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Gay Politica

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Omosessuale e aiutante del vescovo, militante di An ma tesserato dell'Arcigay, Enrico Oliari vive alcune delle contraddizioni del mondo gay attuale e racconta a Babilonia le sue traversie.

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LO SCONTRO DEI CONTINENTI

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di Daniele Scalise.

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La sua storia già molti la conoscono. Bolzano, gennaio 1993; Enrico Oliari, giovane aderente al Fronte della Gioventù, viene cacciato da quell' organizzazione in quanto omosessuale e riammesso con tanto di scuse dopo un fiume di polemiche. Scandalo doppio: omosessuale dichiarato e di Destra. Dalle mie parti (a Sinistra) molti arricciano il naso. E fanno male. Il  fatto che un militante di Destra (un tempo si chiamavano fascisti, ma Enrico è ciò che di più lontano si possa immaginare dall'immagine truculenta del picchiatore nero) si sia ribellato lascia molto da pensare. Molto da sperare. Come non bastasse a disorientare, Enrico è anche socio dell’ Arcigay di Bolzano. Impegnatissimo sul fronte dell’Aids e dei diritti civili. Con una identità molto forte, tranquillo ma determinato a proseguire sul suo cammino, ha osato l'inosabile.
A che età sei entrato nel Msi?  A diciannove anni e già sapevo di essere gay, pur senza aver ancora fatto il coming out. Le mie convinzioni politiche erano spesso in contrasto con la mia personalità e con il suo evolversi.
Se non sbaglio, quando è scoppiato lo scandalo eri anche segretario del vescovo.  Ero il suo aiutante e vivevo a casa sua. n primo che ha saputo che ero gay è stato, però, il segretario provinciale del Msi, Alan Tonon, che aveva raccolto delle chiacchiere sul mio conto. Mi chiese se era vero che ero gay. Naturalmente risposi di sì e, allora, lui mi comunicò l'espulsione dal Fronte della Gioventù oltre al fatto che non mi avrebbe rinnovato la tessera del partito. Tutto è venuto a galla nello stesso momento. Essere gay, aiutante del vescovo e militante del Msi ha fatto scontrare questi tre continenti. C'è stata una grande esplosione, un segno di coming out vivo. Io, però, non ho accettato di andarmene dal Msi e mi sono rivolto ai giornali..
Quale è stata la reazione del vescovo? Ha avuto paura di essere coinvolto nelle chiacchiere. Mi chiamò per dirmi che avevo tre giorni di tempo per lasciare casa e lavoro. Quando vide che, nel giro di poche ore avevo trovato dove andare e cosa fare, cominciò a dire che, se volevo, potevo rimanere ancora qualche giorno e poi, quando la vicenda si normalizzò, mi chiese addirittura di tornare a lavorare per lui. Ma per me era un capitolo chiuso.
AI Msi cosa è successo? Quando la notizia è arrivata sui giornali, ci sono stte telefonate su telefonate. Fini affidò la faccenda a Gianni Holzmann, che ora è il federale della sezione di Bolzano. È lo stesso Holzmann che, durante un dibattito che abbiamo fatto di recente con Franco Grillini, si è dichiarato favorevole alle unioni civili. Alessandra Mussolini, poi, mi ha difeso a spada tratta e il segretario del Fronte della Gioventù, Tonon, si è dimesso. Holzmann si è scusato a nome del partito e io sono stato reintegrato.
Come l'hanno presa i tuoi camerati? Con quelli che frequentavano la sede non è cambiato nulla, anzi, c'è stato pieno sostegno.
Non sei mai stato offeso, deriso? Qualche volta, da qualche ragazzino del Fronte. A Riva del Garda, che è la città da dove vengo, ho subìto degli atti di vero e proprio razzismo.
Conosci altri camerati omosessuali? Certo. Sia nel Fronte della Gioventù sia nel partito ce ne sono. Ma io ho voluto sempre rispettare il loro anonimato.
I tuoi genitori come hanno reagito? La mia è una famiglia di stampo conservatore. All'inizio, l'impatto è stato proprio negativo. Con mia madre siamo stati ben nove mesi senza rivolgerci la parola. Ora le cose sono cambiate e mi chiede persino notizie del mio ragazzo. Mio fratello e mia sorella hanno reagito in modo semplice: hanno accettato e basta.
Come ti trovi in An? Nel mio piccolo ho voluto iniziare un lavoro per far sì che Alleanza nazionale, almeno a livello locale, non prendesse posizioni contro i gay. È stato, ed è ancora, un lavoro lento, faticoso, che si scontra con il razzismo vero e proprio, ma almeno posso dire che An di Bolzano non è contro i gay. Gianfranco Fini ha detto apertamente: "Io non vado a vedere cosa fanno i miei iscritti sotto le lenzuola". An è un partito con molte facce.
E nell'Arcigay? L' Arcigay è un'organizzazione che si batte a favore dell' omosessualità. È una forza politica con un peso. lo voglio fare una battaglia per i gay che sono pic- chiati quotidianamente al parco Talvera di Bolzano, per i gay licenziati sul posto di lavoro...
Chi è che picchia i gay? Non posso accusare quelli delle Mele marce, un gruppo di hockey che si definisce neofascista. La realtà è che ci sono dei gay picchiati al parco Talvera e tutti se ne fregano.
Ti definisci fascista? Niente affatto. A suo tempo, quando ho dichiarato di essere missÌno e non fascista, c' è stato qualcuno che mi voleva spedire davanti alla commissione disciplinare di Roma. Nove mesi dopo, al ballottaggio Fini - Rutelli, tutti si definivano missini e non fascisti.
E Forza gay? Forza gay l'ho contattata, ma non ho avuto nessuna risposta. Mi aspettavo qualcosa di più. Invece, nulla.
È stato traumatico scoprire di essere gay? Si. lo, da ragazzino, volevo farmi prete. L 'omosessualità è qualcosa che pulsa dentro di te, senti che c' è e cerchi di reprimerla... Però è anche un vulcano che esplode. E, alla fine, mi sono detto: no, non ci sto più, non me la sento di combatterla. Avevo diciasset- te anni. A differenza di voi più adulti, noi giovani oggi abbiamo dei modelli di identificazione: sportivi, divi del cinema, gente conosciuta... per noi è meno difficile essere gay.
Hai un rapporto d'amore? Sto assieme ad un ragazzo da quasi un anno. Abbiamo le stesse idee politiche.
Ti sei mai innamorato di uno di Sinistra? L'appartenenza politica ha un'importanza inferiore a quella che gli attribuiamo.
Ti senti discriminato a Sinistra? Mi sono sentito più discriminato dalla Sinistra in quanto di Destra, che dalla Destra in quanto gay. Ho lavorato per una radio locale conducendo "Libertà di esistere", un programma gay che era molto seguìto qui nella valle. Quando hanno saputo che mi ero candidato alle elezioni comunali, hanno fatto di tutto perche me ne andassi.
La Destra, però, è più conservatrice. Se è vero che ci sono il 5 o il 1O per cento di omosessuali nel mondo, ce ne sono tanto a Sinistra quanto a Destra. Mi viene da ridere quando quelli di Destra protestano. Fini sa benissimo che tra i nostri deputati ci sono dei gay, lo sanno tutti. Anche nella Chiesa ce ne sono tantissimi. Ciò che ha di bello la Sinistra, è la voglia di dare una dignità a questo essere gay, cosa che manca ancora alla Destra. Nonostante tutte le ostruzioni, si arriverà sicuramente ad un maggior rispetto nei nostri confronti. Ho un pensiero fisso in testa ed è che, se un giorno si riuscirà a ottenere qualcosa per il mondo gay, non lo si dovrà tanto alle battaglie della Sinistra -che pure sono importantissime -quanto alla non ostruzione della Destra. E la non ostruzione della Destra la si ottiene lavorandoci den- tro. Chi è nella Destra ed è gay e non fa questa battaglia, si assume una responsabilità enorme.
Il problema Aids ti tocca? Recentemente sono stato espulso dall' Avis per il decreto De Lorenzo del 15 gennaio 1991 e io mi sono proprio incazzato. Il presidente dell' Arcigay di Legnago, dopo 50 donazioni e aver meritato la medaglia d' oro dell ' Avis, è stato espulso perche gay.
Lavorare in una clinica ti ha creato problemi? Quando lavoravo in ospedale, che era un ente pubblico, appena si seppe che ero gay, i dipendenti (degli infermieri professionali!) chiesero di far mettere in mensa delle posate di plastica monouso per me. Ti rendi conto l'ignoranza? Nella clinica dove lavoro adesso, non ho mai avuto nessun problema. Mi si chiede solo di lavorare bene. Come tutti. E, come tutti lavoro. Bene.


Sette, 31 mag 01

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Lettere a Enzo Biagi

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Se la memoria non mi inganna, un paio d'anni fa,  Gianfranco Fini, rispondendo a Franco Grillini, presidente  dell'Arci-Gay -a proposito di discriminazioni sessuali -  disse: «Se lei mi chiede: "Un maestro dichiaratamen- te omosessuale può fare il  maestro?", La mia risposta è’ no». E strappò un applauso di parte della platea del Teatro Parioli dove si era dibattuta la questione. Qualche tempo dopo -sempre se ricordo bene -una ventina di militanti del Ms- Fiamma Tricolore manifestarono in piazza del Campidoglio contro il «World gay pride», il raduno internazionale  omosessuale in programma a  Roma. Ora leggo che, tra i viceministri del prossimo governo, Alleanza nazionale propone un signore che si dichiara ufficialmente come gay. E a questo punto io non capisco più. Me lo può spiegare lei?

P.B.. Milano

Enzo Biagi: Gay; ma di fede.


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