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RASSEGNA STAMPA (continua)

In questa pagina:
 - Gay.it, 8 mar 01 - Destra e gay, utopia o realtà? - di Giacomo Leso
 - La Stampa, 23 giu 01 - "La destra è buona", la "svolta" di Babilonia - di Sergio Trombetta
 - La Stampa, 24 giu 01 - Grillini: "Adesso siamo anche a destra" - di Sergio Trombetta
 - Gay.it, 2 set 02 - In fondo a Destra - di G.M. Corbelli
 - Gay.it, 10 sett 02 - La Destra contro i gay - di G. M. Corbelli


www.gay.it, 8 mar 01

Destra e gay, utopia o realtà?

Intervista esclusiva a Enrico Oliari di Gaylib: "La destra omofoba non si rende conto che gli italiani sono cambiati"

di Giacomo Leso

"Destra e sinistra per me uguali sono. Da bocciare. La sinistra in 5 anni per i gay non ha fatto nulla, la destra continua a odiarci perché non ci conosce". Enrico Oliari, 30 anni, infermiere, presidente nazionale di "GayLib" l'associazione dei gay liberali e militante di Alleanza Nazionale è un fiume in piena. "Questa destra non è più la destra di Fiuggi" dice "dopo quella svolta viaggiava verso il liberalismo, ora invece torna indietro e si prostra davanti al Papa-Ré. Per stare al passo con Forza Italia, Alleanza Nazionale ha modificato la sua linea dal nazional-liberalismo al catto-fascismo". E poi, i diritti civili dei gay? "La destra prende tempo sebbene sia chiaro che prima o poi anche l'Italia deve fare qualcosa. La gente ci rispetta. È disposta a riconoscerci matrimonio o unioni civili. Cosa aspettiamo?". Arcigay? "I gay devono parlare tutti la stessa lingua. Per contare dobbiamo unirci in un'associazione delle associazioni". Intervista esclusiva.

Enrico Oliari, ci possiamo dare del tu? Non ti pare un'utopia fare quello che fai? Presidente di una associazione gay che si riconosce nella destra...

Mi piacciono gli utopisti. Le persone con le idee. La nostra è una lotta senza fine. Lottiamo, quando rimproveriamo agli stessi esponenti della Casa delle Libertà le loro uscite illiberali e forcaiole e lottiamo anche quando accusiamo il centrosinistra di immobilismo e di tradimento nei confronti della comunità gay italiana.

Ma secondo te un gay può votare degli omofobi impenitenti quali Bossi o Fini? Il primo non perde occasioni per dire no ai diritti delle coppie gay, il secondo qualche tempo fa ha sostenuto che non vi debbono essere maestri gay nelle scuole. Sono cose che un gay non può perdonare...

No, ma ritengo che un cittadino non debba essere liberale, comunista o fascista a seconda del proprio orientamento sessuale. I diritti dei gay sono cose importantissime, ma vi sono altri temi che riguardano la vita sociale, come il federalismo, i valori storici, la politica estera, l'economia... Ecco, per altri temi ognuno può rifarsi a diverse aree politiche, e sarebbe riduttivo ritenere che egli debba rinunciare a tutto il resto ed abbracciare teorie contrapposte alle sue idee, solo per il fatto che taluni, solo a chiacchiere, sostengono di portare avanti i diritti e gli interessi degli omosessuali italiani.

Vabbé, però, una cosa è predicare bene e razzolare male come ha fatto il centro sinistra in questi cinque anni, un'altra cosa è attaccare i gay. E opporsi a diritti che sono loro riconosciuti (sottolineo riconosciuti e non concessi dall'alto) in sempre maggiori paesi europei... Anche il Portogallo si sta muovendo... E la puritana Inghilterra...

Certo, il problema è che i gay italiani sono soli. Costretti a fare a pugni, svendendosi a partiti che dimostrano, coi fatti, di non avere interesse alla liberazione gay. Io scommetto una cosa: la Destra odia i gay perché non li conosce. A volte ci sono di quelle uscite che più che farmi arrabbiare, mi fanno scompisciare dalle risate. Come quella di Fini sui maestri gay di cui parlavi prima. Non ci ho messo nemmeno un secondo ad attaccarlo duramente sul Corriere della Sera. Ma ci pensi, con che politica mi devo confrontare?

Sì che ci penso, la tua è un'avventura stoica. E la conduci con un fervore ammirabile. Anche perché il percorso che fai è minato...

Certo è il fatto che, come c'è Sinistra e Sinistra, c'è anche Destra e Destra. La destra attuale non è più la destra di Fiuggi. Quella svolta aveva rappresentato un avvio verso il liberalismo, tant'è vero che era una Destra che piaceva e convinceva e che, come tale, aveva raccolto una barca di consensi. Arriva il Giubileo ed i partiti si attaccano alle tonache dei cardinali. Tutti, persino i Radicali che chiedono l'abolizione dello Stato Vaticano, si inchinano davanti al Santo Padre. Pannella gli porta persino un regalo... E quindi la Destra, conservatrice per tradizione, si prodiga a garantire l'immediata applicazione dei suggerimenti del Papa-Ré.

Evidentemente in Italia i politici non hanno capito che lo Stato non ha sede in Vaticano ma che è il Vaticano che ha sede a Roma... Ma ci parli della posizione politica dei partiti della Destra italiana rispetto ai gay...

Le scelte fatte sulla tematica gay sono il frutto di una convenienza propagandistica. Per spiegarci: per stare al passo con Forza Italia, la linea di AN è passata dal nazional-liberalismo al catto-fascismo.

Insomma ci sta dicendo che Forza Italia nelle questioni gay sta più a destra di Alleanza Nazionale?

Questo non lo possiamo affermare. Forza Italia è un grande partito nato come forza liberale e quindi un grande partito di raccoglimento. Già prima del Giubileo si vedevano segnali di uno spostamento verso il Vaticano. Con molta attenzione quel partito usa la strategia di non pronunciarsi sulle tematiche gay... E' tanto grande che in esso si dice tutto ed il contrario di tutto (il ministro Guidi aveva promesso di occuparsi della questione omosessuale). E poi tutti sanno che la questione gay sarà un campo di battaglia centrale nei prossimi anni. Stanno prendendo tempo.

Ma perché la destra si dimostra così omofoba?

La Destra italiana usa l'omofobia, che non ha basi storiche, per arraffare voti. I dirigenti della Casa delle Libertà dimenticano però che il popolo italiano ultimamente è evoluto. Si è aperto alle libertà individuali, ha preso in considerazione la possibilità di riconoscere i diritti delle persone omosessuali. E' la strada tracciata dalla storia, va nella stessa via del riconoscimento di divorzio e aborto.

L'aborto, appunto, il Cavalier Berlusconi su Famiglia Cristiana promette di rimettere mano alla legge 194 sull'interruzione di gravidanza...

Manovre elettorali e propagandistiche, si vedrà di cosa si tratta. La Chiesa spinge in questo senso ed è inutile negare che FI si sta trasformando nella DC del terzo millennio. Non sottovalutiamo però gli spiriti liberali alla base di quel partito.

Sì, ma la DC la legge sull'aborto l'ha approvata, non cancellata... Questo è oscurantismo...

Propaganda, ti dico, staremo a vedere.

Te e Gaylib eravate presenti al Congresso di Napoli della Casa delle Libertà con volantini e documenti gay. Come siete stati accolti?

Con curiosità. Devo dire che anche il volantinaggio ha avuto il suo effetto. Mi spingo oltre: ritengo che la nostra presenza abbia funto da deterrente per affermazioni più acide da parte di Fini e di Bossi, i quali si erano spesi in attacchi addirittura più pesanti in epoca giubilare.

La potremmo chiamare strategia della tensione...

La politica dei periodi pre-elettorali suona sempre allo stesso modo. D'Alema aveva detto, durante un'assemblea di giovani cattolici a Siracusa, che l'unico modello di famiglia è quello tradizionale. Bisogna dire che almeno quella promessa l'ha mantenuta. Io ritengo che, sia con un Governo di Sinistra, che con uno di Destra, per noi gay non cambierà nulla. Tutto continuerà come fino ad ora. Pesa molto la presenza della Chiesa. Ti dirò, sono convinto che la nostra unica possibilità possa venire dalla spinta della Conferenza episcopale tedesca.

Dalla Chiesa tedesca?

Sì, in Germania si sta sviluppando una Chiesa con grandi aperture verso la tematica gay, oltre che verso i divorziati e via dicendo. Ora sappiamo che i nostri problemi derivano dalla presenza dei cattolici nel governo, che si rifanno al Vaticano, che si rifà al Papa e quindi alla sua politica di austerità e di moralizzazione. La salita al soglio di Pietro di un Papa di area culturale vicina al liberalismo ed appoggiata dalla Chiesa tedesca, può rivelarsi il motore immobile di un cambiamento nell'intera politica del Paese, e quindi anche di visione della tematica Gay. Non è una cosa impossibile, tant'è vero che lo stesso Giovanni Paolo I, predecessore di quello attuale, aveva dato segnali di svolta in questo senso.

Forse proprio per quello Papa Luciani è durato solo poco più di un mese...

Forse

Torniamo a Bossi: a Napoli c'è andato giù un po' duro...

Bossi al Congresso ha premesso di non avere nulla contro le coppie gay, ma di lottare affinché non possano ottenere i diritti civili. La nostra posizione, al contrario, è per l'allargamento del matrimonio civile alle coppie omosessuali (va oltre, quindi, alle timide proposte delle associazioni di centrosinistra). Per combattere il nemico bisogna sempre stare attenti a dove si colpisce. Si rischia altrimenti di essere messi da parte e di vedere bloccata la propria strada. Combattere la Destra stando dentro la destra, è questa l'opera di erosione in cui noi crediamo e che, siamo convinti, possa portare la Destra ad attenuare i toni e a lasciare libertà di coscienza ai propri esponenti.

Fini e Bossi sono contro le coppie gay. Berlusconi e Tajani, proprio in una intervista a gay.it hanno dichiarato che se saranno eletti osteggeranno le coppie gay. Berlusconi ha detto no alle adozioni e Tajani no alle unioni civili. Secondo te questa armata brancaleone omofoba merita di vincere le elezioni?

Se se lo merita, non è certo per l'appoggio alle coppie gay. Tajani è un democristiano, e come tale da lui non mi aspetto altro. Ma anche noi gay dobbiamo stare attenti a che carte giocare. Meno slogan da disperati e più calcolo politico, perché è con quella gente che lavoriamo. Quello che manca al movimento gay è l'univocità, cioè un semplice "dire tutti la stessa cosa". Si tratta di un elemento importantissimo, e davvero non capisco perché le maggiori associazioni mettano sempre da parte la mia idea di costituire "l'associazione delle associazioni", un'Ilga tutta italiana. Tutti gli esponenti del mondo politico gay sanno quanto sia utopistico parlare di adozioni... La gente ci vede con rispetto ed è disposta a darci il matrimonio o le unioni civili, solo se non chiediamo le adozioni. Sono contento però che Berlusconi non si sia opposto alle coppie gay.

Ti assicuro, appena ha visto la buccia di banana arrivare è fuggito prima che gli sia stata infilata sotto la scarpa. Ma lasciamo perdere, permetti una domanda ironica... Oltre a te vi sono altri gay nella destra italiana?

Certo, ce ne sono tanti a Destra quanti a Sinistra. La tematica gay è diventata la cartina di tornasole grazie alla quale si misura l'apertura e la disponibilità di un partito, ma, credimi, non pensare che all'esame sia finora bocciata solo la Destra: la Sinistra non è da meno.
 

Enrico Oliari in 10 date

Febbraio 1993: espulso dal Fronte della Gioventù e dal Partito. Poi reintegrato dalla Mussolini e da Fini.
Febbraio 1995: "Mamma, sono gay". Prima conferenza pubblica.
Ottobre 1995: eletto presidente dell'Arcigay di Trento (carica rinnovata anche nel 1996).
Febbraio 1996: eletto consigliere Nazionale di Arcigay.
Giugno 1997: organizza, con altri, il Gay Pride di Venezia.
Ottobre 1997: fonda GayLib assieme a degli amici
Aprile 1998: attacca Fini sulla stampa per l'uscita del leader di AN contro i maestri gay
13 novembre 1998: incontra Fini
Aprile 1999: interviene all'assemblea del Mille su invito dei Radicali, a Roma
Febbraio 2001: presenta il documento sui diritti delle persone omosessuali alla conferenza programmatica di AN di Napoli



La Stampa, 23 giu 01

"La destra è buona", la "svolta" di Babilonia

di Sergio Trombetta

«La destra è buona», la svolta di «Babilonia»

IL primo segnale è arrivato ad aprile su «Babilonia», storica rivista gay. In copertina il viso rotondo di Giuliano Ferrara con il titolo: «La destra non fa più paura». All’interno una lunga chiacchierata molto gay-friendly con il direttore del «Foglio» a cura di Daniele Scalise. Nelle stesse settimane Gay.it, il più importante e visitato portale gay italiano (20 mila accessi al giorno), annunciava che in un sondaggio on-line Berlusconi superava Rutelli; e pochi giorni prima delle lezioni sulla sua home pa ge compariva il «banner» elettorale di Forza Italia. Con un’interminabile scia di polemiche nella agitata comunità gay internettiana. Le riviste gay italiane (tranne «Babilonia», tutte distribuite gratuitamente in locali e saune) si riposizionano a destra? Arrivano segnali contrastanti dalle reazioni postelettorali. «Tre deputati gay in Parlamento», esulta su «Guide magazine» il direttore Roberto Schena, di area leghista, che aggiunge nel titolo interno: «Ma l’Ulivo non meritava di governare». «Il programma dell'Ulivo era totalmente di destra - spiega Schena -. Noi ci identifichiamo in quell'area laica e liberale del Polo. Attacchiamo l' Ulivo ma non esistiamo ad attaccare anche il sindaco di Milano Albertini contro il quale abbiamo presentato una denuncia alla procura». E’ vero che, al contrario, «Pride» (15 mila copie distribuite) diretto da Giovanni Dall’Orto annuncia: «Ne vedremo delle belle: dall’attacco alla legge sull’aborto alla lotta contro i privilegi (tipo l’accesso alle case popolari) attribuiti ai "viziosi" gay e lesbiche da permissivi regolamenti regionali e comunali». Giovanni Dall'Orto invece ribadisce: «La sinistra è il nostro punto di riferimento e sulla questione gay c'è poco da dire al di fuori della sinistra. Anche se trovo di avere più cose in comune con Enrico Oliari, gay di An, che con certi rifondaroli che non si accettano come gay. E’ stato con il World Gay Pride di Roma, l’anno scorso, - dice ancora Dall’Orto - che la sinistra ha dovuto venire allo scoperto, spinta dal livello di polemica innescato dalle gerarchie cattoliche». Su «Babilonia», il direttore Mario Anelli sferra un attacco a fondo contro l’Arcigay colpevole di avere tesserato 100 mila affiliati con esercizi commerciali (bar, discoteche e saune) per poi buttarli sulla bilancia come peso politico. «Negli altri paesi - sostiene Anelli - la comunità gay è riuscita a influenzare più che da noi, dove in sei anni di governo amico non si è fatto nulla a nostro favore. Anzi è stata proprio la presa di posizione a sinistra a fare da impedimento. Non si è riusciti a ottenere nessuna legge a nostro favore, neppure le unioni civili. La Spagna di Aznar è molto più avanti di noi». Anelli è anche convinto che «con tre parlamentari gay non cambierà nulla. Grillini, quando era nella commissione pari opportunità, ha solo fatto avere i fondi per organizzare qualche convegno». Nelle polemiche fra destra e sinistra si è fatto sentire anche il Comitato Arcobaleno, che organizza il Gay Pride milanese: ha rifiutato la sponsorizzazione di gay.it per via del «banner» di Forza Italia, ma poi ha accettato il parocinio della provincia di Milano, guidata da Ombretta Colli, inossidabile icona gay. Poi in corner, organizzatori milanesi e Gay.it hanno trovato un accordo. Ma Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, coinvolto nella vicenda del «banner» (ha dovuto dimettersi dalla segreteria del l’Arcigay) spiega così le sue decisioni: «Non aderisco alla Casa delle libertà, sono di sinistra, ma occorre essere laici e non faziosi. Legare i nostri destini a uno schieramento politico è stato un errore».



La Stampa, 24 giu 01

Grillini: "Adesso siamo anche a destra"

di Sergio Trombetta

«Vogliamo diritti, come in Francia e Germania"

Onorevole Grillini, i gay francesi, se c'è da credere alla vignetta su «Le Monde», vanno al Gay Pride in giacca e dicono addio alla «checca» in lustrini; in Italia «Babilonia» annuncia che «la destra non fa più paura». Se Berlusconi aprirà alle richieste degli omosessuali, non vi troverete spiazzati voi deputati gay di sinistra? 
«Per niente. Sono di sinistra, ma sarei ben felice che Berlusconi accettasse le nostre richieste di uguaglianza di diritti, le unioni civili, l'adozione, la lotta alle discriminazioni. Sarei contento se il governo di centrodestra discutesse e approvasse le nostre proposte di legge». 
Tuttavia Alessio De Giorgi, il direttore di Gay.it, costretto a dimettersi dalla segreteria dell'Arcigay per le posizioni eterodosse, è convinto che Berlusconi ascolta i suggerimenti di un «grande vecchio gay», il quale farà anche «coming out» e vi spiazzerà tutti. 
«Sarà. Ma intanto in Parlamento Berlusconi non ha detto una parola a nostro favore». 
Ma neanche contro.
«Certo. Però l'unica cosa che posso constatare è che la bandiera arcobaleno dell'orgoglio gay, in occasione del Gay Pride, sventola sui municipi di Londra e di Parigi, ma non su quella di Milano, dove il sindaco Albertini non ha accettato di darci il patrocinio, nonostante la simpatia e la solidarietà che la cittadinanza ci ha tributato». 
Corteo dove però c'era anche lo striscione del Gay-lib, organizzazione di destra, con Marco Volante e Enrico Oliari, gay dichiarato di An. Ammetterà allora che essere apertamente gay non è più una prerogativa di sinistra
«Sono convinto che omosessuali socialmente e politicamente consapevoli sono estesi su tutto l'arco politico. E' anche vero che in Italia il 65% dei gay appartiene allo schieramento laico e progressista, radicali compresi. Oggi comunque quel che conta è essere visibili, condividere la lotta per ottenere diritti che sono realtà in Francia, Germania, Spagna, Belgio, Svezia, Islanda, Norvegia. E su questo piano l'Arcigay con le sue 100 mila tessere è una forza di massa e popolare che conta».



Gay.it, 2 set 02

In fondo a Destra

Di G.M. Corbelli

BARI - C'era da aspettarselo. Il patrocinio che il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, di Forza Italia, considerato un "figlioccio" del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha concesso al Gay Pride nazionale previsto a Bari per il prossimo giugno, ha raccolto i plausi di molti esponenti del movimento omosessuale e della sinistra, ma inevitabilmente anche le dure critiche di alcuni personaggi della destra. Ultimo in ordine di tempo, il sottosegretario agli interni di An, Alfredo Mantovano (foto) che, in una lettera indirizzata a Fitto, scrive: «Personalmente sono indignato. Bari non merita quest'oltraggio. Soprattutto non merita che quest'oltraggio abbia il sostegno dell'istituzione che tu rappresenti». E' quindi dalla stessa coalizione a cui appartiene Fitto che si levano le opposizioni più dure, come quella di Mantovano. Che, pur affermando di non voler mettere «in discussione la libertà d'opinione», definisce il Pride una «pubblica ostentazione dell'immoralità, del pubblico dileggio, al limite del vilipendio, delle persone e dei simboli della religione, una pubblica e sguaiata proposizione di comportamenti osceni come se fossero modelli da seguire». Immediata la reazione di Arcigay alle affermazioni di Mantovano. «Mentre le destre europee aprono alla questione omosessuale, Alleanza nazionale continua a cavalcare il pregiudizio antiomosessuale» scrive il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice (foto), secondo il quale «i nuovi gerarchi italiani, da Mantovano al senatore barese Bucciero (che già in passato si era fatto notare con affermazioni degne della più oscurantista omofobia, ndr) non perdono occasione per riaffermare una loro concezione della realtà basata sull'esclusione di una parte, sulla discriminazione delle differenze, su un machismo da operetta che è alieno dall'Italia che cambia». «Di fronte ad esternazioni di così alto livello istituzionale quali quelle del viceministro degli interni - conclude Lo Giudice - sarebbe opportuno che il presidente di An Gianfranco Fini dicesse esplicitamente qual è la posizione del suo partito». Critico anche Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, Gay liberali e di centro-destra: «Ancora una volta c'è chi, nel nostro partito, An, non perde occasione di fare del machismo e del bigottismo una bandiera». Secondo Oliari, «il gay pride di Bari si farà, come si è fatto a Roma in piano Giubileo e come si è fatto a Padova quest'anno, ed esprimo ammirazione e ringraziamento nei confronti del presidente Fitto che, mostrandosi accorto e soprattutto presidente di tutti i pugliesi, ha dato il giusto patrocinio per una manifestazione che è lotta di libertà». Pietro Folena, deputato Ds, si è detto "sorpreso e alquanto preoccupato" per le affermazioni di Mantovano: "sorpreso - scrive in un comunicato - perche' stiamo parlando di una manifestazione gia' da lungo tempo prevista, per cui tutto e' stato gia' organizzato da mesi". Folena si dice anche preoccupato perche' quelle di Mantovano "non sono parole degne non tanto di un uomo politico, quanto di un cittadino democratico. La democrazia e' prima di tutto rispetto dei diversi valori culturali, politici e sessuali. Democrazia e' liberta' di poter manifestare le proprie idee e le proprie richieste". Dal canto suo, il capogruppo di An alla Regione Puglia, Oronzo Orlando, chiede che il presidente della giunta pugliese, Raffaele Fitto, revochi il patrocinio al Gay Pride. Il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale, "riconoscendo il pieno diritto a manifestare, proprio di tutte le associazioni, ha espresso - e' detto nella nota - il proprio dissenso sulla decisione assunta dal presidente Raffaele Fitto". "Le organizzazioni omosessuali - si evidenzia nella nota - rivendicano il riconoscimento delle 'coppie di fatto' e, quindi, il diritto alle unioni omosessuali, alla casa, la possibilita' di adottare bambini e tutte le altre tutele garantite dalla Costituzione". "Proprio per questa palese discrasia con il dettato costituzionale, An - si sottolinea - ritiene che la Regione non possa e non debba patrocinare l' iniziativa, in quanto la concessione del patrocinio dell' Istituzione costituisce una sostanziale adesione, sia ai contenuti che alla forma in cui il Gay pride si svolge". "Occorre ricordare - prosegue il comunicato - come negli anni scorsi, il Gay pride sia stato occasione di esibizionismo e offesa al decoro, situazioni che poco hanno a che fare con il diritto di manifestare e che hanno suscitato anche l' amarezza del Santo Padre alla quale il partito di An non puo' non porre devoto e deferente ascolto". Il patrocinio era stato concesso dal Presidente della Regione circa dieci giorni fa, dopo che già dai primi incontri tra organizzatori e amministrazioni locali, si era verificata l'esistenza di una buona sintonia. Anche se al momento attuale non è previsto alcun finanziamento, Michele Bellomo (foto), presidente dell'Arcigay di Bari e promotore del Pride, dice che «è importante per noi che il primo patrocinio istituzionale sia arrivato dalla massima carica della Regione Puglia che ha fatto suo questo evento». Bellomo non esclude che in un secondo momento la Regione possa anche concedere dei finanziamenti: «Non sarebbe possibile - dice - portare un'iniziativa importante come il Gay Pride Nazionale in una città, se non ci fosse il sostegno concreto delle istituzioni». E per quanto riguarda eventuali altri patrocini, Bellomo afferma che assicurazioni verbali sono già state date dalla Provincia e dal Comune di Bari. La decisione della Regione Puglia raccoglie i plausi anche del segretario nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, che evidenzia che «è la prima volta che un esponente del centrodestra con responsabilità istituzionali si esprime a favore di una iniziativa promossa dal movimento omosessuale italiano». E Nichi Vendola (foto), parlamentare barese di Rifondazione, considera il patrocinio concesso «un gesto di civiltà». Le iniziative del Gay Pride 2003 di Bari cominceranno alla fine di ottobre 2002 con dibattiti, congressi, rassegne cinematografiche e rappresentazioni teatrali, mentre la «settimana nazionale contro le discriminazioni partendo dagli orientamenti sessuali» si svolgerà agli inizi di giugno 2003 e «segnerà - scrive l'Arcigay locale - la conclusione di un anno ricco di progetti che mirano a prevenire e a combattere i fenomeni dell'omofobia». Tutte le iniziative verranno chiuse dalla grande sfilata cui parteciperanno «tutti i cittadini che riconoscono nella manifestazione sia una rivendicazione di diritti civili fino ad oggi negati alle persone Glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali), sia una rivendicazione delle libertà sessuali che vedono l'affermazione dei diritti del singolo individuo in quanto tale». 



www.gay.it,  10 sett 02 

La Destra contro i gay

di G. M. Corbelli

An lancia una petizione popolare per ritirare il patrocinio della Regione Puglia al Gay Pride di Bari. In nome di Madre Natura! Grillini (Ds): "Roba da Medioevo". Oliari (GayLib): "An è al punto zero" 

- Prima alcune dichiarazioni di dissenso, poi una lettera aperta a Fitto da parte del sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ora una petizione popolare per ottenere il ritiro del provvedimento. Alleanza Nazionale affila le armi nella battaglia contro il patrocinio gratuito che il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, ha concesso al Gay Pride 2003 in programma a Bari, e in una conferenza stampa rende noto di aver inviato una nuova lettera a Fitto per chiedergli di ritirare il provvedimento, e soprattutto di aver avviato una petizione popolare con lo stesso obiettivo e a 'tutela della famiglia'. 
A sostegno delle loro posizioni, gli uomini di An chiamano in causa addirittura madre natura: «esiste una costituzione fondata sulla natura - ha affermato Mantovano - la quale dice che il matrimonio è tra mamma-donna e papà-uomo e che poi ci sono i figli così come il Signore li manda. La natura - conclude il sottosegretario all'Interno - non è certo soggetta all'opinione di un Consiglio regionale o, peggio, di un presidente della Regione».
Secca la replica del presidente onorario dell'Arcigay nazionale, Franco Grillini: «E' molto triste che nel terzo millennio, in Europa, si debbano ancora udire argomentazioni medievali come quelle del poco onorevole Mantovano». Secondo il deputato DS, il sottosegretario «dà per scontato che la morale cattolica debba essere adottata come morale di Stato. E ovviamente va imposta per legge anche a chi cattolico non è».
Eppure gli omosessuali ci sono anche in AN, ed è lecito pensare che il partito non sia unanimemente compatto sulle posizioni di Mantovano. Lo conferma Enrico Oliari, omosessuale militante nella formazione di Fini e portavoce di GayLib, associazione di gay di centrodestra: «AN sta rinnegando il patrimonio politico culturale uscito da Fiuggi, tornando su posizioni non solo omofobiche, ma anche bigotte, legate al fondamentalismo cattolico».
«Faremo sentire la nostra voce sia sulla stampa, sia aprendo un dialogo con gli esponenti di AN di Bari, sia incontrando Fitto per esprimergli la nostra solidarietà» dice ancora Oliari. Il problema è che la sua voce sembra essere isolata, e poco ascoltata. Come quando GayLib si presentò al congresso di AN di Bologna e chiese inutilmente di parlare. «Nel partito ci sono alcune persone che ci ascoltano, altre che non lo fanno - ammette Oliari - Bisogna tener presente che aprire questi spazi di dialogo in un partito di destra è diverso dal farlo in uno come i DS, dove comunque lo spazio al movimento gay non viene negato, e dove c'è una tradizionale vicinanza con queste battaglie. In AN è tutto da costruire da zero».
Persino gli omosessuali di centrodestra, quindi, tracciano il ritratto di un partito sordo al dialogo con il movimento omosessuale. Anche con quello di destra. Infatti nella conferenza stampa che si è svolta nella sede della Federazione provinciale di Lecce di An, cui hanno partecipato insieme a Mantovano anche i consiglieri regionali Roberto Tundo e Saverio Congedo (che è anche presidente provinciale del partito), il presidente del Consiglio Regionale, Mario De Cristofaro ha puntualizzato che «la raccolta di firme non ha nessun intento discriminatorio ed è organizzata nel rispetto delle altrui opinioni», aggiungendo che «la libertà deve essere garantita a tutti, compresi coloro che sono lontani dall'apprezzare certo tipo di ostentazioni». E Mantovano ha cercato di fugare ogni accusa di integralismo religioso: «l'iniziativa di An si può qualificare come si vuole - ha detto - ma non ha alcuna connotazione confessionale; è un'iniziativa laica, di civiltà». Salvo poi aggiungere che se dovessero aderire associazioni di area cattolica «la cosa non può che farci piacere».
Ma «se la Regione - ha continuato Mantovano - in qualche misura si è già espressa, noi facciamo esprimere gli elettori e la gente in generale». Così An promuove la raccolta di firme sui banchetti, in mezzo alla strada, nelle feste Tricolori, firme che saranno consegnate al presidente Fini, nel corso della Festa Tricolore di Lecce che si terrà dal 18 al 20 ottobre. 
Per Mantovano questa mobilitazione, che riguarda «non soltanto An, ma i pugliesi, i quali non si ritrovano nel patrocinio al Gay pride», terminerà solo «quando il patrocinio sarà revocato e la Regione Puglia metterà all'ordine del giorno, discuterà e approverà le leggi sulla famiglia».


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