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RASSEGNA STAMPA (continua)

 

Panorama, 29 ago 2002

 

IL ROSSO E IL NERO IN VERSIONE GAY

 

"Se lo avesse proposto Gianfranco Fini, avrebbero subito gridato alla schedatura fascista": Enrico Oliari, 32 anni, militante di AN e presidente di GayLib (movimento gay di centrodestra), boccia così la proposta di censimento delle coppie gay, fatta sull'Unità da Franco Grillini. L'obiettivo del leader storico dell'Arcigay? Contarsi per pesare numericamente e ottenere parità di diritti anche per le famiglie omosessuali. "Che siamo tanti, il 4-5 per cento della popolazione, lo ha confermato anche l'Organizzazione mondiale della sanità" spiega Oliari. "Ma con le conte mi fermerei lì e mi occuperei piuttosto di parlare di diritti".



Il Messaggero, 25 feb 2001

 

I GAY DI AN


Alla conferenza programmatica di Alleanza Nazionale è giunta anche una piccola delegazione di gay, che intende presentare un documento all'assise ed incontrare Gianfranco Fini.
Le istanze degli omosessuali di AN sono spiegate da Enrico Oliari e Marco Volante, coordinatore politico del gay pride di Milano: "AN deve fare subito un salto in avanti e dare l'immagine di un partito aperto ed innovativo". "Mi ha fatto male - ha detto Oliari - sentire Fini portare avanti solo il discorso della famiglia pro natura. Noi rivendichiamo diritti di uguaglianza".



La Stampa, 23 feb 2001


di Aldo Cazzullo

 

FINI AFFRONTA LE MOLTE FACCE DI AN


Il gay. Da Bolzano verranno in due, Pietro Mitolo, un duro, monumento del postfascismo altoatesino, uno che fu messo alla gogna pubblica dai militanti di Lotta continua, e lui, Enrico Oliari, 30 anni, fondatore di Gaylib, associazione omosessuali liberali. Espulso nel ‘92 dal Fronte della Gioventù perché gay - "Arrivammo a Milano per un corteo, sul bus cantammo tutti insieme Faccetta nera, fu bellissimo, poi gli altri cominciarono a urlare “checca” ai socialisti e ai democristiani, io mi opposi», riammesso «per intervento personale della Mussolini e di Fini», avversario tv dei duri di Forza Nuova: «Patetici, ridicoli. Però, che fantastiche mascelle romane...".



L'Espresso, 26 feb 2001


di Daniele Scalise

 

Il caso del giorno - I GAY DI DESTRA SONO RIMASTI SOLI


Parla Enrico Oliari, militante gay di Alleanza Nazionale. Che promette la mobilitazione contro “la svolta clericale e fascista” del suo partito

E’ costernato e furibondo Enrico Oliari, presidente di GayLib, la formazione dei gay che fanno riferimento al Centrodestra e all’area liberale. Militante di Alleanza Nazionale (ne fu cacciato nel ’93 proprio a causa della sua omosessualità ma poi venne reintegrato con tutti gli onori dallo stesso Gianfranco Fini). «Dopo la svolta di Fiuggi che sembrava avere avviato il partito in una direzione antirazzista e antiomofoba, ultimamente hanno preso il sopravvento gli esponenti del peggiore catto-fascismo», commenta sconsolato, e ricorda come già quest’estate Gianni Rossi Barilli (autore di “Il movimento gay in Italia”, Feltrinelli 1999) avesse preconizzato il riesplodere delle violenze antiomosessuali dopo il successo del World Pride romano. «Sono molto preoccupato perché penso che noi omosessuali siamo rimasti davvero soli. Se togliamo qualche rappresentante liberale di destra come Marco Taradash, i Verdi e i comunisti di Bertinotti che non mi pare rappresentino poi gran cosa, nessuno davvero ci difende, tutti preoccupati come sono a rincorrere la benevolenza della Chiesa cattolica». E mentre maledice la genia naziskin, del resto molto presente nella sua città, Bolzano, promette che contesterà duramente la Conferenza nazionale di An convocata per tre giorni a partire da venerdì 23 a Napoli. «Ci metteremo fuori a gridare la nostra rabbia per questa svolta clericale e fascista e a ricordare che poi sono sempre i più deboli che pagano le viltà della politica».


 

Il Nuovo, 7 mag 03

 

di A. Con

 

"E' DURA PER I GAY, MA LA SINISTRA SI FA BELLA"

 

Enrico Oliari, militante di An dichiaratamente omosessuale, guarda con scetticismo alle candidature glbt della sinistra alle amministrative. Ma non risparmia critiche alle "chiusure" della destra

 

MILANO – “È difficile essere gay a destra, ma la sinistra, troppo spesso, candida gli omosessuali per dimostrare di essere più aperta”. Enrico Oliari è uno dei pochi militanti apertamente omosessuali nelle file del centro destra, in Alleanza nazionale, oltre che fondatore e “anima” di GayLib, l’associazione omosessuale di centro destra.
Alle scorse politiche si era parlato di lui come un possibile candiato-bandiera della Cdl e, alla formazione del secondo governo Berlusconi, Enzo Palmesano di An lo aveva proposto, senza successo, come sottosegretario ai diritti civili.
”È molto difficile – ammette – essere gay a destra”, ma di fronte alle candidature gay fiorite in seno alla sinistra, però, mostra un certo scetticismo: 

“non credo che sia un miglioramento della società, anche se ha un significato dal punto di vista politico e della visibilità”, che in quello dei diritti civili. 

E ai fini pratici? 

“Non vuol dire più di tanto”, perché al sindaco o al consigliere comunale “non chiedo di essere gay”, ma di “saper amministrare le città, far funzionare i servizi”.
Molti partiti della sinistra “hanno bisogno di candidare gay, per far vedere che sono più aperti degli altri”; anche se in Italia “tradizionalmente i diritti degli omosessuali sono portati più avanti dalla sinistra”. Ma “un candidato di Rifondazione che dice: mi dovete votare perché sono gay”, è un discorso “molto friabile”.
Ogni persona “va giudicata non per quello che è, ma per quello che dà alla società”. Il sindaco di Gela “non è stato eletto perché è gay, ma perché la sua città ha creduto nella sua proposta”.
Oliari non risparmia, comunque, un “rimprovero” a quegli “omosessuali velati”, che non rivelano “il proprio orientamento” e militano “nel centro destra”; non bisogna “sopravvalutare i gesti della sinistra”, ma si devono “condannare le chiusure della destra”, colpa del “pensiero cattolico”, che “ultimamente è molto presente a destra”.


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