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RASSEGNA STAMPA (continua)

In questa pagina:
- Tariffe al ribasso per le case di riposo, 01 mar 06

- Rette, ridurle è possibile - Alto Adige, 10 gen 05

- Costi stabili, rette in aumento - Alto Adige, 4 lug 06

- An si affida a una nuova pubblicazione - Alto Adige, 25 feb 06

- Le minoranze entrano alla Pitsch - Alto Adige 26 ott 01
- Pitsch, un full che accontenta tutti - Il Mattino BZ 26 ott 01


Alto Adige, 01 mar 06

 

Provincia disposta ad esaminare la proposta An per abbattere le rette di degenza

Tariffe al ribasso per le case di riposo

Merano. Dopo la proposta di Enrico Oliari, membro della consulta socio-assistenziale interna ad An, di ridurre le spese delle strutture per lungodegenti procedendo con l'introduzione di tariffe agevolate, qualcosa in Provincia pare si muova. Ed è lo stesso assessore Theiner ad ammettere che «si sta vagliando la possibilità di estendere alle strutture sociali come le case di riposo la cessione gratuita di energia elettrica da parte della Seltrade, in collaborazione con l'assessorato competente in materia di energia». Lo fa rispondendo ad un'interrogazione presentata da Minniti ed Holzmann che suggerivano di tagliare appunto i costi dei servizi richiesti alle strutture della lungodegenza, con l'applicazione di tariffe agevolate, in maniera da permettere alle stesse una gestione meno onerosa. «Le strutture per la lungodegenza infatti - affermavano i due esponenti di An - sono soggette al pagamento di tariffe intere per luce, acqua, gas ed immondizia nonostante venga offerto un servizio socio-assistenziale. Ora, dopo la nuova prospettiva annunciata dall'assessore Theiner, non ci resta che accertare quali possano essere i tempi e le modalità per abbattere questi costi». L'obiettivo generale del contenimento delle rette va, dunque, nella direzione di responsabilizzare maggiormente gli enti gestori dotandoli di strumenti adeguati. Le tariffe rappresentano una delle voci dei costi di gestione ed hanno una incidenza anche sulla retta di degenza. Oliari ha manifestato soddisfazione per la disponibilità della Provincia.


 

Alto Adige, 10 gen 06

 

Case di riposo. Attualmente i servizi vengono pagati a tariffa piena


Rette, ridurle è possibile

 

An propone costi agevolati per luce, gas e rifiuti

Enrico Oliari: «Sono cifre enormi il cui contenimento andrebbe a riflettersi sui conti finali»

Merano. Rette delle case di riposo praticamente fuori controllo. Un argomento che torna ciclicamente d’attualità all’inizio dell’anno quando le aziende o fondazioni incaricate della gestione provvedono all’adeguamento delle stesse in base alle percentuali concordate con Provincia e Comuni interessati, destando puntualmente una ridda di proteste tra i fruitori del servizio. Sull’argomento rette Alleanza nazionale, che da sempre conduce una battaglia per il contenimento di detti importi, avanza ora una proposta concreta, ovvero agire sulle tariffe (luce, acqua, gas, rifiuti) per abbattere i costi di funzionamento delle strutture, utilizzando il conseguente risparmio a favore degli ospiti e delle loro famiglie.
 È Enrico Oliari, membro del direttivo comunale di An nonché della commissione sociale costituitasi all’interno del partito, a denunciare la condizione in cui si trovano ad operare le strutture per la lungodegenza «soggette al pagamento di tariffe intere - afferma - per luce, acqua, gas ed immondizia nonostante venga offerto un servizio socio-assistenziale». «Pensate - invita ancora a riflettere l’esponente di An - quanta elettricità venga utilizzata nelle strutture in questione per tutti i monitoraggi costanti necessari ad assistere opportunamente un lungodegente così come l’illuminazione sempre funzionante. Pensiamo poi all’immondizia ed al fatto che, per esempio a Merano presso la casa di riposo, vengono cambiati oltre 200 pannoloni per sei volte al giorno, pannoloni che vanno ad riempire i bidoni della spazzatura e che quindi chiedono, per lo smaltimento, costi enormi ai gestori della struttura che, per pareggiare i conti, si trovano costretti ad adeguare le rette».
 Sulla questione interviene anche il consigliere provinciale Mauro Minniti che nel riprendere i temi esposti dal collega di partito, sottolinea come «ormai il servizio di lungodegenza sia sempre più simile ad una vera e propria ospedalizzazione». «Credo - prosegue - che sia necessaria una totale riforma del settore che non può partire, a nostro parere, dall’introduzione di una ingiusta ed iniqua tassa sulla vecchiaia che aggraverebbe una volta di più le disponibilità del cittadino ed abbasserebbe la soglia di povertà. Prima di chiedere i soldi ai cittadini la Provincia non solo riduca gli sprechi ma provveda anche a tagliare i costi dei servizi richiesti alle strutture della lungodegenza, in maniera da permettere alle stesse una gestione meno onerosa, tale da non giustificare i continui aumenti delle rette». Sulla materia Minniti unitamente al collega Holzmann ha presentato un’interrogazione.


Alto Adige, 4 lug 06

 

Le spese di gestione sono a +0,35% ma le richieste prevedono incrementi dl 2%

 

Costi stabili, rette in aumento

 

Minniti (An) denuncia le «lievitazioni ingiustificate»

 

CASE DI RIPOSO Interrogazione in Provincia

 

Merano - «È giustificabile il fatto che a fronte di un aumento delle spese gestionali pari allo 0,35%, certe strutture per lungodegenti del meranese aumentino in maniera sproporzionata le rette»? Lo chiedono in una interrogazione presentata in provincia i consiglieri provinciali di Alleanza nazionale Mauro Minniti ed Alberto Sigismondi prendendo spunto da alcuni accertamenti effettuati in merito ai costi che la Casa di riposo di via Palade e la Clinica Sant’Antonio di via Cavour hanno dovuto sostenere negli ultimi due anni relativamente all’Irap, allo smaltimento rifiuti, acqua, energia elettrica e gas.
 «I dati di cui siamo venuti in possesso - affermano i due esponenti di Alleanza nazionale - riguardano appunto le spese gestionali che per la Casa di riposo di Merano nel 2005 ammontavano ad oltre 340 mila euro, ovvero lo 0,18% in più confronto all’anno precedente e quelle per la Clinica Sant’Antonio con un +0,35% per una spesa 2005 di oltre 238 mila euro».
 «Molto peggio, in termini di costi per la gestione - aggiungono Minniti e Sigismondi - sembra essere andata a Casa Petersburg che dai 39 mila euro del 2004 ha visto crescere i costi fino a quasi 42 mila euro, con un aumento del 5,3%».
 «È sorprendente - osservano ora i due rappresentanti dell’opposizione - il fatto che a fronte di aumenti di costi gestionali così minimi da essere sostanzialmente impercettibili, le strutture in questione avrebbero chiesto alla popolazione maggiorazioni sproporzionate, pari o superiori al 2%, per il pagamento delle rette».
 «In questo contesto riteniamo certamente opportuna una accurata indagine sugli aumenti delle rette richiesti dalle strutture, ovvero l’incidenza percentuale degli stessi da un anno all’altro - concludono Minniti e Sigismondi nella loro interrogazione - così come le motivazioni dei medesimi, ovvero se essi possano essere giustificati dai costi richiesti per il personale dipendente o per le attrezzature».
 In passato lo stesso Minniti - si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa di Alleanza nazionale - sulla base di un attento studio effettuato dal responsabile affari sociali del partito Enrico Oliari, aveva sollecitato la riduzione delle tariffe Irap, smaltimento rifiuti ed altre a favore degli enti impegnati in attività sociali, proprio per agevolare un ridimensionamento dei costi a carico delle strutture e, in definitiva, della popolazione che si serve dei servizi da esse offerti.


Alto Adige, 25 feb 06

 

An si affida a una nuova pubblicazione

 

«Merano Tricolore» sarà stampata in mille copie

 

MeranoDopo quattro anni di silenzio ritorna in campo “Merano Tricolore”, la pubblicazione di Alleanza nazionale di Merano. Con Mauro Minniti, consigliere provinciale di An nelle vesti di direttore responsabile, “Merano Tricolore” è stato presentato nella sede del Circolo Almirante di Via Wolkenstein. Anche se la testata del periodico è depositata ormai da dieci anni esatti, la pubblicazione era stata a lungo sospesa e rivede la luce grazie all’impegno di due giovani collaboratori di Minniti, Enrico Oliari, membro del direttivo di Alleanza Nazionale ed Edoardo Zampieri, responsabile di Azione giovani, l’organizzazione giovanile di An per Merano. E’ grazie al loro impegno, ha sottolineato Mauro Minniti, che “Merano Tricolore” rivede la luce per informare la popolazione fornendo notizie sulle attività del partito, sulle iniziative, sulle mozioni ed interrogazioni degli eletti di An nelle sedi istituzionali e sulle decisioni del consiglio direttivo. Ma il “bollettino di informazione” di Alleanza nazionale vuole anche essere uno strumento, giovane e vitale, per avvicinare la politica alla gente ed alle sue necessità ed esigenze, tenendo concretamente il contatto con i cittadini.
Con una tiratura iniziale di mille copie ed una cadenza di uscita bimestrale, “Merano Tricolore” vuole inoltre dare la possibilità alla cittadinanza di sentirsi parte attiva della vita pubblica meranese, anche attraverso mezzi comunicativi moderni (l’indirizzo di posta elettronica del periodico è meranotricolore@virgilio.it) ma soprattutto attraverso lo stretto contatto tra politica e territorio. Chiunque può inviare opinioni e segnalazioni e contribuire quindi a creare e fornire un’informazione alternativa attraverso critiche costruttive, suggerimenti ed osservazioni costanti. Un metodo di informazione interattiva, non passiva ma propositiva, ha sostenuto Oliari, sottolineando che “Merano Tricolore” vuole essere l’anello di congiunzione tra An e la popolazione locale, alla luce delle molteplici attività quotidiane svolte dagli eletti di Alleanza nazionale nelle sedi istituzionali.


Alto Adige, 26 ott 01

Consiglio Comunale e Casa di Riposo

Le minoranze entrano alla Pitsch

di Giuseppe Rossi

Tre i volti nuovi al fianco dei confermati Bosin e Lintner

MERANO. Cambia per tre quinti la composizione del consiglio d'amministrazione della Fondazione Pitsch, che gestisce casa di riposo, clinica S.Antonio e Zarenbrunn. Oltre ai confermati Manfred Bosin e Martin Lintner sono tati eletti Paolo Tanesini, Enrico Oliari e Verena Garber.
Il gioco degli equilibrismi politici tra maggioranza e opposizione ha sacrificato il candidato Rudolf Schopf, proposto dai Verdi, rimasto escluso dal quintetto eletto ieri sera dal consiglio comunale solamente a causa della sua età, più giovane di qualche anno di Verena Garber, proposta dall'Union ed eletta grazie ai voti di Forza Italia. Per la prima volta nel consiglio d'amministrazione della Fondazione Pitsch saranno presenti due voci dell'opposizione, nonostante il consigliere Gallo di Rifondazione avvia votato per Paolo Tanesini, bolzanino, proposto dalla Magherita meranese. Tanesini è risultato il più votato con 8 preferenze, contro le 6 di Enrico Oliari. Gli altri 4 candidati proposti -Manfred Bosin, Martin Lintner, Verena Garber e Rudi Schopf, hanno ottenuto tutti 5 voti, ma il giocodell'anzianità ha bocciato Schopf. I tre nuovi eletti prenderanno il posto di Mario De Bortoli (vicepresidente uscente e da oltre 20 anni nell'esecutivo), Angelo Azzolini e Margit Morini. Nelle prossime settimane i cinque consiglieri eletti dovranno scegliere al loro interno i nuovo presidente.



Il Mattino BZ, 26 ott 01

Pitsch, un full che accontenta tutti

Tra i nomi entrati nel Cda due sono dell´opposizone
Gli eletti: Paolo Tanesini (8 voti), Enrico Oliari (6 voti), Manfred Bosin (5 voti), Martin Lintner (5 voti) e Verena Garber (5 voti)

di Riccardo Bucci

Maggioranza e opposizione si sono spartite equamente la torta del «Soggiorno per anziani Fondazione Pitsch». Il consiglio comunale chiamato ad eleggere ieri sera i cinque componenti (tre tedeschi e due italiani) del consiglio di amministrazione dell´istituto di pubblica assistenza che gestisce le case di riposo della città, ha infatti distribuito le cariche accontentando quasi trasversalmente tutti gli schieramenti.
Fra i tre rappresentanti riservati al gruppo di lingua tedesca, sono risultati eletti, oltre ai nomi proposti dalla Svp, anche quelli dell´opposizione tedesca dell´Union Für Südtirol. E tra i due nomi previsti per il gruppo italiano, figura anche quello proposto dal centro destra. Evidentemente la riunione dei capigruppo che aveva preceduto la votazione, ha permesso di trovare un accordo, e quindi di evitare colpi di scena e anche grandi sorprese.
Ma passiamo al dettaglio, ai nomi del nuovo consiglio che, in base ad una legge provinciale del luglio scorso, doveva essere eletto per intero, e non solo in parte come prima, dal consiglio comunale. Innanzitutto va detto che sono stati confermati - come era stato del resto anticipato già nei giorni scorsi - i due componenti uscenti, il presidente Manfred Bosin, e Martin Lintner, entrambi con 5 preferenze, così come richiesto formalmente ieri dalla Svp in aula per bocca del capogruppo Gundolf Wegleiter. Nella terna riservata al gruppo tedesco è entrata con 5 voti anche Verena Garber, proposta da Reinhild Campidell dell´Union für Südtirol.
Nel «duo» italiano è risultato eletto con 6 voti Enrico Oliari, infermiere di Merano, proposto dal centro destra per bocca di Paolo Nardo di An. Per lo stesso gruppo italiano ha ottenuto il massimo dei voti, ovvero 8 consensi, il candidato proposto da Giorgio Balzarini a nome della Margherita, Paolo Tanesini di Bolzano. Due i candidati dei Verdi, entrambi medici, Luca Dalbosco e Rudi Schöpf, ma solo il secondo ha ottenuto cinque voti, come Bosin, Lintner e Garber, ma essendo il più giovane dei 4 che avevano ottenuti 5 voti, ha dovuto segnare il passo. E così a conti fatti, tra le proposte della maggioranza l´unico schieramento a non vedere esauditi i propri desideri, è stato quello dei Verdi.
Passata praticamente senza grandi emozioni la nomina del Cda della «Pitsch» ( il nuovo vertice esprimerà nei prossimi giorni al proprio interno il presidente che sarà ovviamente ancora Bosin), il Consiglio ha trattato quattro mozioni. Si è partiti da quella di Forza Italia sulla riapertura del Circolo militare unificato di via Mainardo. In particolare si chiedeva al sindaco di farsi promotore presso le autorità militari e lo stesso ministero della difesa, di caldeggiare la riapertura della struttura.
La mozione è stata respinta con 16 astensioni e dieci voti a favore, nonostante lo stesso sindaco avesse dichiarato la propria disponibilità non appena il Circolo unificato dovesse figurare tra le strutture militari dismesse e quindi acquistabili.
Bocciate pure altre due mozioni di Forza Italia, Ccd, Cdu e Ppe. Una proponeva un incontro dell´assessore al traffico Dalbosco con la popolazione per illustrare il programma di interventi viabilistici in previsione dello svincolo provvisorio della Me - Bo, l´altra suggeriva l´acquisto di speciali moto con aspiratore per raccogliere le deiezioni canine. Rigettata infine anche la mozione della Campidel sull´introduzione di postazioni Internet in Comune.


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