"Io, gay nel governo Berlusconi" Enrico Oliari si candida a sottosegretario: "Sogno una Casa delle libertà per tutti"
Il perbenismo altoatesino ci guarda con sospetto come se fossimo pedofili» «Questo ruolo potrebbe rispondere alle attese e ai diritti degli omosessuali»
di Francesco Comina
Poteva starsene in un angolo,
al buio, e vivere la sua identità omosessuale nel nascondimento.
E invece ha scelto di uscire allo scoperto e di schierarsi dalla parte
politica più invischiata nel pregiudizio e nel tradizionalismo culturale,
che considera gli omosessuali come dei pervertiti o dei malati che hanno
perso la bussola e la dignità umana. Proprio per questo l´infermiere
bolzanino trentunenne Enrico Oliari ha fatto subito discutere, alimentando
un´ampia riflessione nel suo partito (Alleanza nazionale) e più
in generale nel centrodestra. Durante il «gay pride», la manifestazione
che ha scandalizzato la Roma perbenista e curiale del giubileo, il suo
orrore nei confronti delle dichiarazioni dei leader del centrodestra, da
Fini a Buttiglione, da Bossi a Berlusconi - i quali hanno guardato con
un certo disprezzo al corteo - è stato ripreso e rilanciato da molti
giornali, compresi quotidiani esteri illustri come «Harald Tribune»
e «Washington Post»: «Ma nonostante tutto - spiega alla
vigilia del suo viaggio a Roma dove partecipa alla presentazione della
candidatura a sottosegretario nel prossimo governo Berlusconi - credo che
sia giusto mantenere fede ad una cultura politica che io condivido pienamente
(il centrodestra) e fare la battaglia all´interno per riequilibrare
la parte debole relativa ai diritti omosessuali, diritti liberali che la
politica di centrodestra non può lasciare ai margini della sua riflessione».
Quali sono i temi principali
che inserirebbe nella sua agenda politica come possibile sottosegretario
ai diritti civili e alle minoranze?
Questa funzione sarebbe
importantissima per più ragioni. Innanzitutto servirebbe a rispondere
alle aspettative dei gay italiani, che rappresentano quattro milioni di
persone, una folla di uomini e donne che non hanno diritti civili e che
sono considerati cittadini di serie B. E poi servirebbe a colmare un vuoto
pauroso nella cultura politica del centrodestra, che ha sempre guardato
con una certa irritazione alle espressioni omosessuali.
Crede davvero che Berlusconi
possa rispondere positivamente ad una richiesta di questo genere?
Sarebbe una opportunità
per aprire gli orizzonti della cultura liberale italiana. Gli altri stati
d´Europa sono molto più avanti di noi. Non solo l´Olanda,
che ha approvato il diritto al matrimonio omosessuale, ma anche la Germania,
la Francia e la Spagna di Aznar, il grande amico di Berlusconi. Il premier
spagnolo, infatti, ha rilanciato i diritti omosessuali e le pari opportunità
come tratti di una politica liberale aperta. La tematica delle libertà
in genere, compresa quella omosessuale, dovrebbe essere il cavallo di battaglia
del governo delle libertà di Berlusconi.
Ma
l´Italia è la sede della Chiesa cattolica. Crede davvero che
l´anima forte del cattolicesimo interno alla Casa delle Libertà
possa approvare una tale scelta?
Il più grande ostacolo
allo sviluppo della cultura liberale viene proprio dalla Chiesa cattolica.
Ma è possibile superarlo. Anche la Spagna e il Portogallo sono due
stati cattolici, eppure sono più avanti di noi. Io spero che Berlusconi
affermi in maniera molto forte la laicità della politica e dello
stato. Se leggiamo il risultato elettorale vediamo che nel centrodestra
i partiti più tradizionalisti e più influenzati dalla morale
ecclesiale, sono quelli che hanno subito il più forte ridimensionamento.
Cosa intende dire?
Il Ccd, il Cdu, la Lega
e perfino Alleanza nazionale sono usciti molto ridimensionati. Ha vinto
l´innovazione di Berlusconi.
E dunque?
I voti di parrocchia, quelli
infarciti di valori bigotti non hanno una grossa rappresentanza. L´unico
partito che non si è fatto influenzare troppo dalla Chiesa, cioè
Forza Italia, ha vinto alla grande.
Ma cosa la tiene dentro
a un partito, Alleanza nazionale, che non le ha dato grande sostegno?
La condivisione di molti
valori sociali e culturali. Io credo che l´omosessualità sia
solo un aspetto della personalità umana. L´ignoranza del centrodestra
nei confronti degli omosessuali può essere discussa e, forse, superata.
Io ho trovato nella Casa delle libertà molte persone che condividono
le mie battaglie, come, ad esempio, Giuliano Ferrara, Vittorio Sgarbi,
l´ex ministro della famiglia Guidi.
Ma in concreto cosa propone?
Bisogna fare assolutamente
una legge antidiscriminatoria nei confronti degli omosessuali. Pensi che
un omosessuale non ha il diritto di andare a trovare il proprio partner
all´ospedale o in carcere. Vorrei trovare una mediazione moderata
fra il diritto al riconoscimento del matrimonio civile e le istanze contrarie
della Chiesa; vorrei far capire che a noi gay non interesse nulla dell´adozione
e poi ci sono problemi molto concreti come la reversibilità della
pensione, l´accesso alle case popolari. Insomma, un gran lavoro.
A livello provinciale, come
ha vissuto la sua identità dentro An?
La sezione bolzanina di
An mi ha lasciato lavorare. Ho avuto delle buone aperture da parte di Giorgio
Holzmann e da Fernando Pontecorvo, che ha anche sostenuto le nostre battaglie.
E a livello sociale?
In Alto Adige c´è
un perbenismo diffuso che scarica sull´omosessuale i suoi pregiudizi,
come se fossimo pervertiti, sporcaccioni e addirittura pedofili. Un pregiudizio
che di tanto in tanto emerge anche pubblicamente con gravi responsabilità
di chi si trova a rappresentare le istituzioni. E comunque la Provincia
non ha prodotto nessuna legge in difesa dei diritti gay.Questa mattina
a Roma il bolzanino di An Enrico Oliari, presidente di «Gaylib -
movimento gay liberali di centrodestra» presenta la sua candidatura
a sottosegretario con delega ai diritti civili e alla tutela delle minoranze.
Lo propone da tempo l´esponente dell´assemblea nazionale di
An Enzo Palmesano: «Le persone omosessuali che votano An e il centrodestra
- questa è la motivazione - chiedono che la Casa delle Libertà
renda onore alla propria denominazione evitando atteggiamenti illiberali
nei confronti dei diritti dei gay e delle lesbiche». E il dibattito
è esploso, con forza, all´interno di una cultura politica,
che ha sempre manifestato enormi sospetti sull´identità omosessuale,
quasi fosse un peccato mortale da raddrizzare con la forza della disciplina.
Ne ha subito le conseguenze lo stesso Oliari, appena si è presentato
nella segreteria del partito provinciale. Il capo del Fronte della gioventù
lo espulse perché «non compatibile». Ma del suo caso
se ne interessò Alessandra Mussolini, che fece pressione sul leader
Gianfranco Fini affinché rivedesse la posizione per cui i post-fascisti
non possano essere anche omosessuali. E Fini accettò la sfida: «Ma
- dice Oliari - la mia battaglia è solo all´inizio».
Il gay altoatesino Oliari di An sottosegretario ai diritti civili
BOLZANO.
Un gay nel governo: la richiesta è contenuta in una lettera, primo
firmatario Enzo Palmesano dell'assemblea nazionale di An, che sarà
inviata oggi al prossimo presidente del consiglio.
Palmesano,
in particolare, propone a Silvio Berlusconi di nominare Enrico Oliari,
iscritto ad An e presidente di Gaylib (l'organizzazione di omosessuali
del centro destra e di area liberale), sottosegretario con delega ai diritti
civili e alla tutela delle minoranze. Palmesano, in un incontro con la
stampa, ha detto che finora sono una decina i sostenitori della proposta
all'interno del partito. Cosa ne pensa Fini? "Per ora Fini non si è
pronunciato - ha sottolineato - lui ha una grossa difficoltà su
questo tema per la posizione espressa nel passato sui maestri gay. Potrebbe
però cogliere la palla al balzo dando il segno di una svolta di
An a favore dei diritti civili". "La nomina di un militante gay al governo
- ha aggiunto Palmesano che si fece promotore nel congresso di Fiuggi di
un documento contro l'antisemitismo - ha un grande significato politico,
sarebbe una rivoluzione non solo italiana ma internazionale. Io sono un
eterosessuale e cattolico praticante, la mia proposta non è una
provocazione contro la religione né una risposta esistenziale, vuole
avere solo un carattere politico molto forte». Secondo, Enrico Oliari,
l'eventuale sua nomina sarebbe un "sostegno alla scelta liberale di cui
è portatore il voto della Casa delle libertà».
ROMA
(CNN) -- Un dirigente di Alleanza nazionale ha proposto la nomina di un
gay a sottosegretario incaricato della tutela delle minoranze nel nascente
governo di centrodestra di Silvio Berlusconi. La proposta è stata
subito applaudita dall'Arcigay che ha chiesto al premier in pectore di
non ignorare l'iniziativa e con essa i diritti degli omosessuali.
La
richiesta è contenuta in una lettera di Enzo Palmesano dell'assemblea
nazionale di An, che sarà inviata domani al prossimo presidente
del Consiglio. Palmesano, in particolare, propone a Berlusconi di nominare
Enrico Oliari, iscritto ad An e presidente di Gaylib (l'organizzazione
di omosessuali del centrodestra e di area liberale), sottosegretario con
delega ai diritti civili e alla tutela delle minoranze.
In
un incontro con la stampa, il dirigente di An ha detto che finora sono
una decina i sostenitori della proposta all'interno del partito. Cosa ne
pensa Fini? "Per ora Fini non si è pronunciato - ha detto - lui
ha una grossa difficoltà su questo tema per la posizione espressa
nel passato sui maestri gay. Potrebbe però cogliere la palla al
balzo dando il segno di una svolta di An a favore dei diritti civili".
Il
leader di An aveva giudicato negativa la presenza nelle scuole di maestri
e maestre che fossero dichiaratamente omosessuali.
"La
nomina di un militante gay al governo - ha aggiunto Palmesano, noto per
aver sostenuto nel congresso di Fiuggi di un documento contro l'antisemitismo
- ha un grande significato politico, sarebbe una rivoluzione non solo italiana
ma internazionale. Io sono un eterosessuale e cattolico praticante, la
mia proposta non è una provocazione contro la religione né
una risposta esistenziale, vuole avere solo un carattere politico molto
forte. Nasce anche dall'esigenza di svecchiamento in An, un partito che
deve fare ancora i conti con tanti tabù".
Ricordando
come Berlusconi abbia più volte affermato di essere in sintonia
con il premier spagnolo José Maria Aznar, Palmesano chiede al leader
della Casa delle libertà di riconoscere "come ha fatto il premier
spagnolo, in quattro regioni del suo Paese, le unioni civili fra persone
dello stesso sesso".
A
detta del diretto interessato, Enrico Oliari, l'eventuale sua nomina sarebbe
un "sostegno alla scelta liberale di cui è portatore il voto della Cdl. All'interno della coalizione - ha precisato - sono state infatti penalizzate
le forze politiche omofobiche, come la Lega. Speriamo che il governo Berlusconi
sia un governo veramente liberale e consolidi i diritti delle persone in
modo laico".
L'Arcigay: una prova per il centrodestra
La
reazione dell'Arcigay alla proposta dei dirigenti di An non si è
fatta attendere. La nomina di un militante gay nel governo "sarebbe la
cartina al tornasole della nuova compagine governativa verso i diritti
degli omosessuali. E' evidente che da parte di Berlusconi una risposta
vada data", ha detto Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e
neodeputato dei Democratici di sinistra.
"L'auspicio
è che al di là di questa vicenda - ha spiegato ancora Grillini
- ci sia da parte del nuovo esecutivo la disponibilità verso le
questioni dei diritti degli omosessuali che in Italia sono 5 milioni e
che in Europa sono già stati riconosciuti".