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- La Stampa -  «Io, gay, viceministro di An»
- Il Corriere della Sera - Enzo Palmesano (AN) al Cavaliere: "Un gay al governo per i diritti civili"
- La Stampa - AN: un gay al governo
- L'Alto Adige - Palmesano: Berlusconi apra il governo ai gay" - Candidato Oliari ai diritti civili
- L'Alto Adige - Oliari scoperto dalla Stampa


La Stampa, 22 Maggio 2001

IL MILITANTE DI BOLZANO CANDIDATO A UN POSTO DA SOTTOSEGRETARIO

«Io, gay, viceministro di An»

Oliari: a destra, molti si vergognano

di Aldo Cazzulllo

ROMA
PIÙ sono severi con i gay, più lo affascinano. Storace, ad esempio, li considera dediti al vizio, «eppure non è affatto male, con quella mascella romana...». La mascella romana non è soltanto dettaglio estetico ma anche arma da dibattito tv - «lo sa che lei ha proprio una bella mascella romana...» -, che gli è servita per smontare Piergianni Prosperini e anche un naziskin omofobo. Enrico Oliari, 31 anni «da compiere però», bolzanino con accento emiliano, iscritto ad An, candidato con remote chances dal collega di partito Enzo Palmesano a un sottosegretariato nel secondo governo Berlusconi «con delega ai diritti civili e alla tutela delle minoranze», è presidente e fondatore di «Gaylib. Movimento gay liberali di centrodestra», gemellato con «Los Padania», Libero orientamento sessuali, omosessuali leghisti detti affettuosamente los padanos . Lasciata l’Arcigay «per dimostrare che non tutti gli omosessuali sono di sinistra», Oliari è arrivato alla conclusione che «a destra ce ne sono altrettanti; è che molti si vergognano».
Anche lui, all’inizio, un poco si vergognava. Ne parlò con le compagne della scuola infermieri. Chiese discrezione. «Il giorno dopo capii da come mi guardavano che lo sapevano tutti». Compreso il suo capo del Fronte della Gioventù, che lo convocò per espellerlo: «Capirai: è incompatibile». La notizia arrivò ad Alessandra Mussolini, la quale, memore delle nudità del Foro omonimo, del prototransessuale Giò Staiano nipote di Achille Starace e degli arditi di D’Annunzio (da cui i versi di Battiato: «D’Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista/quanta passione per i cavalli e per le bande legionarie/che scherzi gioca all’uomo la natura»), fece presente che si può essere (post)fascisti e omosessuali. Fini le diede ragione, Enrico fu riammesso.
Con la Mussolini non si sono mai conosciuti ma hanno continuato a scriversi (come con Angelo Pezzana, che dei gay liberali è un po’ lo zio, visto che manifestava per i loro diritti anni prima della nascita di Oliari). Da Fini dice di essere rimasto un po’ deluso. Prima la polemica sui maestri omosessuali (al che Nino Strano assessore alla Cultura della Regione Sicilia precisò in apertura di riunione: «Camerati, il capo ha parlato di maestri, non di assessori»). Poi quella che Oliari definisce la «svolta cattofascista, maturata durante il Gay Pride e replicata in campagna elettorale. Svolta perdente: An omofoba ha perso, come la Lega e il Biancofiore, Forza Italia liberale ha vinto». Poi bisogna distinguere, «ci sono quelli come Gasparri e La Russa che mi sono parsi molto chiusi, non parliamo di Fiori, un cattolicone, poi ci sono altri più aperti, come Alemanno, come Urso, che poi negli ultimi tempi ha preso posizioni ambigue. No, cos’ha capito, non è lui uno dei due parlamentari iscritti a Gaylib, e se anche fosse non glielo direi, non sono autorizzato. E’ che anche Adolfo si è lasciato andare alla difesa della famiglia tradizionale contrapposta alle coppie di fatto; come se noi fossimo avversari della famiglia. Ma quando mai? Noi ne vogliamo creare un’altra, di famiglia».
Sarebbe questo, il suo vasto programma di governo: «Conciliare la difesa delle minoranze con il rispetto della Chiesa cattolica. Cosa turba tanto i preti nella legge sulle coppie di fatto? L’adozione ai gay? Ok: niente adozione ai gay. Tanto non esiste quasi da nessuna parte. Però vogliamo le case popolari e la reversibilità della pensione. Come le coppie normali; che non se la passano tanto bene neppure loro. Sarà mica colpa nostra se al Nord una famiglia su due si divide entro sette anni?». Regge invece dal ‘79 quella di Enzo Palmesano, che a dispetto della simpatia per Oliari e della veemenza con cui difende la causa degli omosessuali non lo è affatto, e anzi si indispettì quando Selva commentò così la sua presenza al Gay Pride: «Potremo averne uno anche noi, no?». «Se è per questo non sono neanche ebreo» aggiunge Palmesano, che pure è autore dell’emendamento di Fiuggi con cui An rifiutò razzismo e antisemitismo, e fu il primo membro dell’Assemblea nazionale del partito a incontrare il rabbino capo Toaff, insieme con Franco Perlasca, figlio di Giorgio. A Giorgio Perlasca, salvatore di 5 mila ebrei, Palmesano ha fatto intitolare una via del suo paese, Pignataro Maggiore (Caserta), «nonostante - denuncia lui - l’opposizione della sinistra», che a dire il vero aveva indicato Pasolini mica Himmler. Dopo gay ed ebrei ha difeso Cinzia Leone, imitatrice irrispettosa di Daniela Fini. Già capo del politico del «Secolo d’Italia», columnist della rivista Centrodestra, sulla quale indicò in Moravia il presunto ghost-writer di De Marsanich guadagnandosi la stima di Carmen Llera («scempiaggini» reagì la vedova), ha diretto il «Roma» per pochi mesi; cacciato dall’editore Italo Bocchino, si è rifatto piantando in piazza a Napoli l’Albero del Licenziato. Poi, dopo breve oscuramento, la proposta di candidare un gay nelle liste di An, che ebbe l’appoggio di Giuliano Ferrara. Ora vuole un gay al governo. Con la speranza che finisca diversamente da quando suggerì di togliere la fiamma dal simbolo di An, ottenendo da Fini questa promettente risposta: «Non so esattamente quante centinaia di migliaia di iscritti abbia An. Uno di questi è Palmesano».



L'Alto Adige, 20 maggio 2001

PROPOSTA SHOCK A DESTRA

Palmesano: «Berlusconi apra il governo ai gay» Candidato Oliari sottosegretario ai diritti civili

BOLZANO. Enzo Palmesano, membro dell'assemblea nazionale di An, ha chiesto ufficialmente a Berlusconi di nominare sottosegretario alle pari opportunità e ai diritti civili il bolzanino Enrico Oliari. Una candidatura che è anche una clamorosa provocazione: Oliari è gay dichiarato. Trentun anni, infermiere all'ospedale di Merano, presidente di Gay lib (l'associazione che raccoglie gli omosessuali di centrodestra), Oliari combatte da sempre (prima nel Msi oggi in An) una battaglia personale per contrastare quelle che definisce «le tendenza omofobiche e bigotte della base del partito». Enzo Palmesano aveva già avanzato la candidatura di Oliari alle politiche in un collegio blindato per «rimarcare l'impegno di An in difesa dei diritti delle persone omosessuali». Proposta che non venne però presa in considerazione dai vertici del partito. Adesso ci riprova, lanciando il nome dell'infermiere bolzanino sul tappeto delle contrattazioni per la formazione del nuovo governo: «Berlusconi, piuttosto che dare un contentino a questa o a quella corrente, può utilizzare uno dei posti da sottosegretario per dare un segnale forte alla coscienza del paese». Oliari approva: «Siamo la più grande minoranza esistente in Italia, eppure non abbiamo diritti. La destra deve dire da che parte sta». Sulla possibile reazione del Cavaliere è fiducioso: «Dice sempre di ispirarsi ad Aznar. Bene, il premier spagnolo è un convinto sostenitore delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Speriamo ne segua l'esempio».



La Stampa, 21 mag 2001

An: un gay al governo

"Nominare un gay sottosegretario con l'incarico di occuparsi dei diritti civili e della tutela delle minoranze": è la proposta avanzata a Silvio Berlusconi da Enzo Palmesano dell'Assemblea nazionale di Alleanza Nazionale. Palmesano in una nota fa il nome di Enrico Oliari, iscritto ad AN e presidente di GayLib, l'associazione delle persone omosessuali e di centrodestra.



Il Corriere della Sera, 21 mag 2001

PROPOSTA

Enzo Palmesano (AN) al Cavaliere "Un gay al governo per i diritti civili"

"Nominare un gay sottosegretario con l'incarico di occuparsi dei diritti civili e della tutela delle minoranze": è la proposta avanzata a Berlusconi da Enzo Palmesano di AN. Palmesano indica Enrico Oliari, iscritto ad AN e presidente di GayLib, l'associazione degli omosessuali liberali e di centrodestra.



L'Alto Adige, 23 mag 01

IL PERSONAGGIO

Oliari scoperto dalla Stampa

BOLZANO. Enrico Oliari sottosegretario nel governo Berlusconi? Un'ipotesi remota ma sempre possibile. A sostenerlo è La Stampa, che nel numero in edicola ieri ha dedicato un lungo articolo al giovane meranese militante di Alleanza Nazionale, balzato agli onori delle cronache per essere stato il primo omosessuale dichiarato ad essere iscritto in An. E' stato un collega di partito, Enzo Palmesano, a fare il nome di Oliari per un posto da viceministro: «Potrebbe avere la delega ai diritti civili e alla tutela delle minoranze», ha dichiarato Palmesano. Il quotidiano di Torino traccia un lungo ritratto di Oliari: «A destra ci sono molti gay», dice, «è solo che molti si vergognano».


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