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- “Ma noi omosessuali di AN non abbiamo intenzione di nasconderci” - Corriere della Sera
- Consiglio Signorile, fra «fascisti» e «froci» - L'Adige

Corriere della Sera, 4 nov. 1998

L’intervista – Parla il fondatore di GayLib

“Ma noi omosessuali di AN non abbiamo intenzione di nasconderci”

M. Fumagalli

Bolzano – “Caro Fini, incontriamoci. Parliamo serenamente della questione omosessuale. Bisogna aprire un dibattito in AN. I gay non sono né di Destra, né di Sinistra. Sono persone, e la loro sessualità è un fatto privato. Che volevi dire? Che dobbiamo nasconderci? Così non va. Il nostro partito, dopo aver compiuto revisioni di grande portata, deve avere il coraggio di fare autocritica anche su questo tema. La svolta di Fiuggi passa anche da qui”.
La sfida è aperta. Risponderà il segretario di AN? Enrico Oliari, 27 anni, presidente di GayLib (gay liberaldemocratici e di Centro-Destra), infermiere a Bolzano, già missino (e iscritto al Fronte della Gioventù) poi nelle file di AN, si augura di sì.
“Spero – sottolinea – che la sortita di Fini si debba considerare più che altro una battuta infelice. Una gaffe, certo, che forse sottintendeva un concetto male espresso. Altrimenti come posso spiegarmi che fu proprio lui a intervenire per farmi riammettere nel Movimento Sociale quando, nel ’93, ne fui espulso dal segretario di Bolzano in quanto omosessuale? E fu proprio in seguito a quell’episodio che decisi di occuparmi attivamente della questione gay nella Destra. Fini, è vero, aveva sentenziato “non vado a vedere cosa fanno i miei iscritti sotto le lenzuola”. Ma occorreva andare più in là. Ingaggiare una battaglia contro le discriminazioni deli omosessuali”.
Risultato? “Beh, dopo un lavoro di preparazione, nel settembre ’97, con una ventina di amici, a Bolzano fondai GayLib. In pochi mesi gli iscritti sono diventati 400, tra cui due deputati del Centro-Destra. Stiamo per aprire una sede a Milano. A quella di Senigallia, nelle Marche, fa capo l’attività del Centro-Sud”.
Ma adesso, sia pure indirettamente, vi è piombata la scomunica di Fini.
“Ah sì? L’effetto sarà un’impennata nella richiesta di adesioni al movimento”
Scusi, Oliari, lei è davvero convinto che nel suo partito ci sia spazio e voglia di lottare per i gay?
“Sarà dura, lo ammetto. Ma mi creda, anche in AN vi sono persone aperte, disponibili a ragionare  su questa questione. A Bolzano, per esempio, posso contare sul consigliere regionale Giorgio Holzmann, vorrei coinvolgere Alessandra Mussolini. Con lei, credo, si possa ragionare”.
Al momento però Gianfranco Fini ed Alleanza Nazionale sono stati travolti da una valanga di critiche. Che, intesi, dicono: gratta gratta e ritrovi i fascisti. Che ne dice di questa levata di scudi?
“Dico che la Sinistra ha speculato maldestramente su uno scivolone del segretario. Che cos’ha fatto l’Ulivo in due anni di governo per i gay? Gli intolleranti si annidano dappertutto.  E se Finiesagera dicendo che il 95 % della gente disapprova un maestro omosessuale dichiarato, non è esagerato sostenere che sono ancora in molti a pensarla così. A Destra e a Sinistra. I leader dell?Ulivo sono i primi a saperlo. Sicché si riempiono la bocca di parole tolleranti, ma oltre non vanno. Senza contare che…”
Che? “Lo stesso D’Alema, tempo fa, davanti a una platea di cattolici, esaltò il modello di famiglia tradizionale. Le dirò di più. A Verona, durante un festival dell’Unità, alcuni gay furono presi a uova in faccia”.
Oliari, lei fa l’infermiere: professione delicata quasi quanto l’insegnamento. Ed è dichiaratamente omosessuale. E’ mai stato discriminato?
“No, per fortuna. Sia i pazienti che i colleghi mi rispettano. Il primo a dimostrare grande tolleranza è il mio datore di lavoro, un medico settantenne”.



L'Adige, 3 mar 2001

Un invito al rispetto delle persone omosessuali

Dopo lo scontro tra il consigliere di Rifondazione Donatello Baldo e il consigliere di An

Consiglio signorile, fra «fascisti» e «froci»

L’associazione nazionale GayLib bacchetta Primo Giorgio Pisoni

Non è di certo una novità, ormai il consiglio comunale di Rovereto assomiglia sempre di più ad un programma televisivo, di quelli che cercano le emozioni forti, anche e soprattutto a suon di scontri, di espressioni di dubbio gusto, di offese.
Così l’altra sera tra Donatello Baldo di Rifondazione co-munista e Primo Giorgio Pisoni sono risultati protagonisti di un confronto all’ultimo in-sulto insulti. C’è da ricordare che tra il consigliere di Rifondazione Donatello Baldo e il gruppo di An corre cattivo sangue: la scorsa settimana, sempre in consiglio comunale, Baldo accusato di farsi gli spinelli aveva allargato la pratica al consigliere di An Pappolla. L’altra sera nuova scaramuccia. Di fronte ad una nuova richiestadi intervento di Baldo, il consigliere Pisoni lo apo-strofava gratificandolo dell’epiteto di "frocio", un dispregiativo non gradito dal consigliere gay Baldo.
Lo stesso Pisoni a quanti cercavano di richiamarlo ricordava che lo stesso Baldo aveva usato nei confronti dei consiglieri di An, le espressioni «Fascisti», o «Nazisti».
Lo scontro è diventato un piccolo caso nazionale: Enrico Oliari e Marco Volante di Gaylib (che è anche di centro destra), così bacchettano Primo Giorgio Pisoni:
"GayLib, l’associazione nazionale dei Gay liberali e di Centro-Destra apprende con rammarico la strategia difensiva dell’esponente di Alleanza Nazionale di Rovereto, Pisoni verso gli attacchi del comunista Baldo.
Pur non entrando in merito della discussione e non appoggiando il consigliere Donatello Baldo per il suo operato a Rovereto, ci sorprende il livello di illiberalismo e di oscurantismo  a cui il collega Pisoni è costretto  a scendere per far valere le proprie opinioni.
Al consigliere di AN ricordiamo che l’essere gay non può e non deve corrispondere ad un offesa da lanciare per tacitare l’avversario, anche perché i “froci”, come li chiama lui, sono milioni di persone nel nostro Paese che da poco hanno iniziato la via dell’emancipazione e che sono in lotta per ottenere parità giuridica e di opportunità.
Un buon politico inoltre è al corrente del fatto che il tema dei diritti civili delle persone omosessuali,  quindi delle libertà individuali in genere, sarà un campo centrale di battaglia politica da oggi e per i prossimi anni, nonché cartina di Tornasole per riconoscere gli uomini politici aperti nelle idee e realmente liberali.
Consigliamo infine a Pisoni di rifare  un tuffo nelle fresche acque di Fiuggi".


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