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RASSEGNA STAMPA (continua)

In questa pagina:

- Il Tempo, 30 dic 06: C’è chi sogna un gay tra i dirigenti di An

- Il Tempo, 3 gen 07: «Un gay al vertice di An? Non c’è scritto da nessuna parte»

- Il Tempo, 5 gen 07: Oliari (Gaylib): «Sui Pacs Gasparri non sa dove andare a parare»

- Il Secolo XIX, 13 ott 05: Gli omosessuali di destra: giusta bocciatura, sui diritti civili l'Italia ha molto da imparare

- Liibero, 1 feb 05: Omosessuali perseguitati


Il Tempo, 30 dic 06

 

C’è chi sogna un gay tra i dirigenti di An

L’associazione degli omosessuali liberali vuole incontrare Fini dopo le vacanze di fine anno


di Salvatore Dama

 

Un gay al dipartimento pari opportunità di Alleanza Nazionale? Ciò che ieri sembrava impossibile oggi lo è un po’ meno. Effetto delle accelerazioni imposte da Gianfranco Fini alla laicizzazione del suo partito. Ultima in ordine di tempo, l’apertura ai diritti delle coppie di fatto. Comprese quelle formate da persone dello stesso sesso. Il risultato è che Gaylib, associazione di gay liberali e di centrodestra, presto busserà alla porta di Via della Scrofa. Il presidente Enrico Oliari vuole un incontro con l’ex ministro degli Esteri. Due fortuite coincidenze, cioè l’azzeramento del dipartimento pari opportunità diretto da Daniela Santanchè e le parole di Fini sui diritti delle coppie omosessuali, l’hanno persuaso che sia giunto il momento per avanzare una proposta in altri tempi «indecente». Ossia la cooptazione di un gay nell’organigramma di Alleanza Nazionale. Un Franco Grillini di destra, per intenderci. Oliari non si candida apertamente alla successione della Santanchè, però, nel caso, potrebbe vantare delle buone credenziali. Molti anni di militanza alle spalle. A volte anche complicata: a metà degli anni Novanta, per esempio, fu espulso dal partito per i suoi gusti sessuali e reintegrato, con tanto di scuse, soltanto dopo l’intervento di Alessandra Mussolini. Nel 2001, Enzo Palmesano, l’ex giornalista del Secolo autore a Fiuggi dell’ordine del giorno contro ogni forma di antisemitismo, caldeggiò la sua candidatura alla Camera. Il partito preferì glissare onde evitare imbarazzi. Oggi, però, i continui strattoni di Fini hanno profondamente cambiato pelle alla destra italiana. E certi argomenti non sono più tabù. «An - spiega Oliari - è un partito moderno. E l’intervista di Fini all’Espresso lo dimostra chiaramente. Il problema è che a volte manca un punto di riferimento laico. E allora l’ala clericale e bacchettona ha il sopravvento». Il presidente di Gaylib è persuaso che la destra viva la questione omosessuale in maniera matura. Confida che tra i parlamentari di An ci sono diversi gay. Non fa nomi, però. «I gusti sessuali attengono alla sfera privata delle persone - dice -. Però sarebbe giusto dare a questa componente una rappresentanza negli organi di partito». Nel merito della questione, Oliari considera l’apertura di Fini un buon inizio: «Il riconoscimento delle unioni civili è un viatico per rimuovere le discriminazioni verso le coppie omosessuali. Ma la vera battaglia è sul matrimonio. In Francia anche Le Pen, che è un estremista, ha fatto aperture sull’argomento». L’osmosi tra Alleanza Nazionale e Gaylib ha un altro terminale. Si tratta del vice presidente Daniele Priori. Due settimane fa il Secolo d’Italia pubblicava un suo articolo in cui spiegava agli ex camerati perché non devono avere paura delle coppie di fatto. Ancora Oliari: «Gaylib incontrerà Fini. Le parole vanno bene. Ma dal leader della destra ci aspettiamo segnali concreti. Qualcosa di più palpabile». Appuntamento a dopo le ferie. Quando l’ex vice premier sarà rientrato dalle sue vacanze di fine anno in Honduras.

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Il Tempo, 3 gen 07

 

Maurizio Gasparri boccia l’ipotesi


«Un gay al vertice di An? Non c’è scritto da nessuna parte»

di Maurizio Gallo

 

Non si trincera dietro il «malinteso». Non scarica la «colpa» dell’«equivoco» su giornali e giornalisti. Ma in un dignitoso quanto inedito - per un politico - mea culpa (in questo caso il mea è riferito al partito) Maurizio Gasparri spiega che l’ambiguità del messaggio su coppie di fatto e gay è tutta responsabilità di An. Per questo, aggiunge, si farà parte diligente di un chiarimento interno e pubblico sulla questione. Le «notizie» sono due. La prima riguarda le dichiarazioni del presidente Gianfranco Fini, il quale ha sottolineato che se ci sono «diritti o doveri delle persone non tutelati perché fanno parte di un’unione e non di una famiglia, servirà un intervento legislativo per rimuovere la disparità», e ha incluso nel discorso anche i gay. La seconda, invece, ha a che fare con la possibilità che Enrico Oliari, presidente dell’associazione omosessuale «Gaylib» (vicina al centrodestra), sia nominato responsabile della consulta Pari Opportunità di An. «Chi offre quest’interpretazione corre troppo - precisa Gasparri - An non è disponibile a dare questo incarico». E per ciò che riguarda le unioni civili e l’apertura di Fini? «Il documento approvato all’unanimità dal partito parla di diritti civili, non di Pacs. Molti di noi pensano che le leggi esistenti sia sufficienti in questo settore. Gli aspetti ereditari sono tutelati perché la parte più ampia del proprio patrimonio si può lasciare a chi si vuole, a prescindere dai rapporti di parentela. Per le pensioni a conviventi bisogna tener conto, invece, dell’equilibrio del sistema previdenziale, che potrebbe saltare con un’ipotetica reversibilità. Siamo, poi, tutti d’accordo che se un bimbo nasce in una famiglia di persone non sposate debba avere gli stessi diritti degli altri. Ma anche questo è riconosciuto dalla legge». Qual è l’equivoco, allora? «Molti hanno detto e scritto che Fini aveva aperto ai Pacs per i gay. Non è così. Il presidente ha parlato di diritti individuali, non di adozioni e di Pacs». È stato male interpretato? «Credo che il partito si sia spiegato male. Non si può dire sempre che siamo stati fraintesi. Sono convinto che sia necessario un supplemento di spiegazione. E più chiarezza. Tutta An è contraria ai Pacs. Chi non si sposa, inoltre, avrà meno garanzie di chi lo fa. Ma questo rientra nella libertà delle persone. Non si può obbligare la gente a sposarsi. Io, comunque, sono contro qualsiasi discriminazione». Anche nei confronti degli omosessuali? «Certo. Però non li possiamo neanche equiparare a un modello di famiglia alternativo, come prevedono i Pacs. Ce lo vieta la Fede, per chi la possiede, e il diritto naturale, per chi non è credente». Che cosa ancora non è tutelato dalla legge, secondo lei? «L’unico esempio che mi viene in mente è quello di una persona malata che vede rispuntare la moglie con cui non viveva più e questa donna impedisce alla attuale convivente del paziente di avere dati e notizie sulla malattia. Mi pare l’unico aspetto meritevole di approfondimento». Qual è la sua posizione sulle cosiddette «quote rosa»? «Sono sempre stato molto aperto. Voglio ricordare che prima An aveva tre deputati donna su cento. Oggi siano passati al 20%, con 13 su 70, se non mi sbaglio». Farà qualcosa per chiarire definitivamente la posizione del partito su unioni di fatto e gay? «È mia intenzione provvedere. La politica è comunicazione e noi dobbiamo essere più chiari. Alla prima riunione di An chiederò di ribadire l’interpretazione esatta del nostro documento».
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Il Tempo,  5 gen 07

 

La polemica
 

Oliari (Gaylib): «Sui Pacs Gasparri non sa dove andare a parare»

Non si è fatta attendere la risposta di Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l’associazione che riunisce gli omosessuali vicini al centrodestra, alle prese di posizioni di Maurizio Gasparri che, in un’intervista al Tempo, aveva ribadito il no di Alleanza Nazionale ai Pacs. «Rimango stupito dalle affermazioni dell’onorevole Gasparri in merito alle coppie di fatto - dice Oliari -, forse non si è documentato bene». «Il punto - continua il presidente di Gaylib che qualcuno ha indicato come candidato al ruolo di responsabile della consulta Pari Opportunità di An - è che nessuno si è mai sognato di reclamare il diritto all’adozione che, guarda caso, non è contemplato neppure nella proposta dei Pacs, che lui odia tanto. Più probabilmente An si è trovata del tutto impreparata alle aperture di Fini ed alcuni colonnelli non sanno più dove andare a parare». «Abbiamo - aggiunge - la storica occasione di superare le ingarbugliate sinistre su un tema etico di profonda attualità, non vedo perché ci debba essere tanta timidezza. Altrimenti avviene come in occasione della legge sul divorzio, quando la destra vi si oppose con tutti i mezzi, salvo poi essere smentita dai tempi». Il presidente di GayLib è convinto che, «anche il termine "Pacs" sia poco chiaro, dal momento che si tratta già del riconoscimento dei diritti dei singoli all’interno della coppia. Se per Gasparri ci sono problemi, cambieremo il nome, ma non la sostanza».
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Il Secolo XIX, 13 ott 04

 

Gli omosessuali di destra: giusta bocciatura, sui diritti civili l'Italia ha molto da imparare

 

Roma. «Buttiglione è sempre stato contro gli omosessuali, per­ciò è giusto che l'Unione europea l'abbia boicottato». Enrico Ciliari, residente e fondatore di Gaylib I 'associazione degli omosessuali liberali e di centro destra) iscritto ad An, non ha dubbi: la mancata nomina di Buttiglione a commis­sario europeo è «pienamente giu­stificata, ed è un segnale impor­tante di cui l'Italia dovrà tenere conto».

Che tipo di segnale?

«L'Ue ci ha fatto capire che sul piano dei diritti civili siamo anco­ra molto indietro. Il nostro è uno dei pochissimi Paesi europei dove i diritti dei gay non sono stati ancora riconosciuti, a diffe­renza di nazioni come Francia, Germania e Spagna. In Italia per

gli omosessuali non è cambiato nulla dai tempi del fascismo per colpa dei tanti Buttiglione che ci sono in politica».

Ma lui è davvero così ostile verso i gay?

«Certo, è un bigotto che fa par­te di quella vecchia democrazia cristiana che ha sempre discrimi­nato gli omosessuali».

Il centro destra ha reagito alla sua bocciatura parlando di voto anticattolico.

«Totalmente falso. I valori fon­danti dell'Europa unita sono quelli dell'Illuminismo, che non sono certo opposti a quelli cri­stiani. La commissione ha sem­plicemente "bocciato" una perso­na che discrimina i gay e che va così contro i princìpi base della Carta europea, ribaditi anche in una risoluzione del 1994 che in­vitava i Paesi membri a rimuove­re "ogni causa di discriminazio­ne, anche sessuale"».

Un suo compagno di partito, Tremaglia, ha detto: «In Europa hanno vinto i culattoni perché sono la maggioranza».

«Sono scandalizzato. E' una di­chiarazione che dimostra come dentro An ci siano ancora tanti Tremaglia razzisti e omofobici, e che scredita l'immagine di un partito dove comunque non mancano persone dalla mentalità aperta e moderna».

In molti hanno chiesto le sue dimissioni da ministro.

«Mi associo, e chiedo anche che lasci anche An. A meno che non si scusi pubblicamente con gli omosessuali italiani».

Anche un altro ministro, il leghista Calderoli, ha fatto

un'allusione pesante: «In commissione prevalgono persone di una certa tendenzaa.

«Lui è un altro nemico giurai dei gay. E pensare che all'inizi "La Padania" (il quotidiano della Lega, ndr). pubblicava servizi sui -matrimoni omosessuali. Poi per prendere i voti dei cattolici hanno totalmente cambiato rotta».

L'ostilità verso gli omosessuali paga in termini elettorali «Sì. Ancora oggi in Italia la maggioranza dei cattolici è contro i gay, e i partiti si adeguano Lei è cattolico?

«Sì, ma in modo molto laico. Sono convinto che la fede debba dominare l'individuo e non Io Stato. La Chiesa in Italia troppa influenza: la legge sulla fecondazione artificiale lo dimostra».

 

Luca De Caroli


Libero, 1 feb 05

 

Omosessuali perseguitati

 

Per l'attivista gay Enrico Oliari, sono stati almeno 15mila dall'inizio della Rivoluzione  castrista, gli omosessuali incarcerati in campi di lavoro forzato e di "rieducazione alla virilità". Tuttavia negli ultimi due anni la persecuzione verso i gay ha subito un'attenuazione e non si sa se attualmente vi siano persone incarcerate per "tendenze sessuali anomale" nell'isola.


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