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La Padania, 2 lug 05 - E' una vittoria dei diritti individuali

La Padania, 14 gen 06 - I radicali vicini a Berlusconi e gaylib aderiscono all’iniziativa

Agi, 13 set 05 - Oliari (GayLib): Bravo Fini, sono gay e fiero di essere di AN


 

La Padania, 2 lug 05

 

Le ragioni del sì

 

È UNA VITTORIA DEI DIRITTI INDIVIDUALI

 

Di Francesca Moranti

 

Enrico Oliari

Presidente di GayLib, l’associazione dei gay liberali e di centrodestra

 

Il Parlamento spagnolo ha riconosciuto per legge il matrmonio gay equiparandolo a quello tradizionale. Cosa ci dice a riguardo?

«E' una vittoria dei diritti individuali. In una società me la nostra, che si è evoluta sotto ogni profilo, è importante che tutti i cittadini abbiano gli stessi ritti senza che lo Stato si interessi di ciò che fanno nella loro intimità. Il merito di questa vittoria non è tuttavia da attribuire esclusivamente al premier so­cialista Josè Zapatero, in quanto è stato il primo ministro precedente, José Maria Aznar, ad aprire il cammino al riconoscimento delle unioni civili  tra omosessuali”.

Crede si tratti anche di una vittoria contro una tradizione e una religione che limitano la libertà individuale?

«È evidente che in Italia ci sia una religione che ostacola la libera espressione degli individui. Credo che lo Stato, spagnolo o italiano, debba tutelare tutti i cittadini e non solo i cattolici. Se questi ultimi sono contrari ai matrimonio gay non significa che altri cittadini debbano vedersi negati i propri diritti. Tuttavia non si tratta di andare contro una moralità e neppure di una moda anticonformista. La questione riguarda invece alcune necessità concrete e essenziali relative alle persone, come la reciproca assistenza all'interno della coppia, la possibilità di testimoniare un processo a favore del proprio partner o lasciare a quest’ultimo la propria eredità. Si tratta di diritti ma anche di doveri. Assistere il proprio compagno nel omento di bisogno deve diventare un dovere anche per le coppie omosessuali».

In Spagna è stata approvata anche una legge che consente le adozioni a coppie omosessuali. Cosa ne pensa?

“Sono contrario. Ritengo che in questo caso non bisogna prendere in considerazione il diritto della coppia gay di adottare, ma piuttosto il diritto del bambino ad essere adottato da una coppia che possa dargli ciò di cui ha bisogno. Nella fase dello sviluppo il

bimbo deve avere ben chiara la figura del padre e della madre. Lo Stato deve assicurare un eguale processo sviluppo a tutti i piccoli”.

Ritiene che un bambino figlio di una coppia omosessuale abbia più probabilità di diventare a sua volta gay o sviluppare delle patologie?

“No, poiché sono convinto che l'omosessualità abbi­a origine genetica. Nei Paesi dove queste adozioni sono già permesse, è stato provato che il figlio non diventa gay perché i genitori lo sono. Il problema riguarda prettamente il bambino: è noto, ad esempio, che nella fase dello sviluppo il bimbo attraversa la fase del cosiddetto "complesso di Edipo" che non sarebbe possibile se la coppia fosse dello stesso sesso. Trovo aberranti quelle proposte giunte dal centrosinistra secondo le quali si potrebbe assegnare alle coppie omosessuali quei bambini che nessuno vuole, come quelli malati di Aids, handicappati o di colore. Ritengo le proposta una forma di razzismo al contrario”.


La Padania, 14 gen 06

 

Ma nella Cdl c’è chi condivide

 

I radicali vicini a Berlusconi e gaylib aderiscono all’iniziativa

 

Un pezzetto di Cdl sarà presente oggi alla manifestazione di Roma. Il timore è infatti lasciare troppo scoperto un settore: quello delle milioni di persone che convivono. Oggi, questo settore è raggiunto soltanto dalla sinistra. Sono i Riformatori Liberali, “soggetto politico” promosso da radicali che hanno scelto il centrodestra con la benedizione di Berlusconi. a parlare. Parteciperanno alla manifestazione “Tutti in pacs”. «Ci spiace per Prodi che si “amareggià”. Benedetto Della Vedova e Marco Taradash, Presidente e Portavoce dei Riformatori Liberali, ritengono che sia «tempo che il Parlamento italiano legiferi sul riconoscimento delle “unioni di fatto”; prima di tutto di quelle omosessuali, alle quali oggi è precluso qualsiasi strumento di tutela giuridica».
I due esponenti hanno spiegato così il loro gesto: «Siamo convinti che milioni di elettori del centrodestra si riconoscono in questa posizione e non in quella di appiattimento sulle posizioni ufficiali più conservatrici e confessionali. Non si tratta di “distruggere” la famiglia, ma, casomai, di consentire che nuove famiglie nascano. Sul merito delle scelte legislative ci si confronterà in futuro, ma oggi va affermato senza reticenze che la società italiana è di gran lunga più avanzata, su questo come su altri temi, di quanto non lo sia la classe politica».
Anche gayLib, l’associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra, aderisce con convinzione alla manifestazione “tutti in pacs” e fa notare come in quasi tutta l’Europa occidentale le coppie omosessuali vedano, se pur in forme diverse, riconosciuti i propri diritti e stabiliti i propri doveri.
«Al contrario in Italia - dicono - quella che dovrebbe essere una riforma fatta e voluta all’insegna della libertà e della dignità, viene sacrificata quotidianamente alle quisquiglie pre-elettorali di una destra e di una sinistra succubi dei dettami di Benedetto XVI». Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, in diretta concorrenza con la sinistra radicale fa addirittura notare che anche la presa di distanza dai pacs fatta da Prodi è indice di un “grave cedimento”, dal momento che il leader dell’Unione sembra concedere ai gay ogni giorno sempre meno. «Davanti ai dinieghi e alle titubanze di tutti – conclude Oliari – noi di GayLib lottiamo e lotteremo per l’allargamento dell’istituto del matrimonio civile alle coppie omosessuali, a nostro giudizio unica via per salvaguardare e garantire i principi di uguaglianza e di solidarietà di cui la nostra Costituzione è impregnata».


 

Agi, 13 set 05

 

Oliari (GayLib): Bravo Fini, sono gay e fiero di essere di AN

 

"Il presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini ancora una volta ha dinostrato prontezza ed apertura all teatiche di piena attualità dichiarandosi favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto. Come già in occasione del recente referendum sulla procreazione assistita, il ministro Fini è andato oltre all'oscurantismo e all'ignoranza tendenziosa di quanti non hanno capito o voluto capire, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, la differenza fra famiglia tradizionale fondata sul matrimonio e coppia di fatto".
Lo afferma Enrico Oliari, presidente dei Gaylib, che aggiunge: "Questo semplice istituto giuridico potrà infatti garantire parità di diritti e di doveri anche per i cittadini omosessuali nel disegno del sostegno della solidarietà reciproca, come già avviene in molto Paesi dell'Unione Europea e come aveva attuato lo stesso Aznar e non Zapatero in Spagna.
L'apertura di Gianfranco Fini all'importante questione delle coppie di fatto onora e fa sperare noi omosessuali di Alleanza Nazionale, sempre più orgogliosi di un leader attento ai diritti delle minoranze e schivo dei bigottismi e dei perbenismi". 


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