RASSEGNA
STAMPA (continua)
- Il Trentino, 30 gen 06 - Plotegher: "Gesto inqualificabile"
- L'Adige, 17 nov 05 - Solo i gay di AN censurano Giuliana
Il Trentino, 30 gen 06
Appello di Oliari (GayLib): "La migliore prevenzione è l'emancipazione"
Il sociologo Colombo: "In Italia oltre la metà della popolazione è per un'estenzione dei diritti"
Plotegher: "Gesto inqualificabile"
L'assessore lancia un piano per rendere la città più vivibile
di Elisabetta Brunelli
TRENTO. «Un gesto inqualificabile, ma io non voglio pensare che i nostri cittadini debbano sentirsi insicuri e minacciati per il loro orientamento sessuale» commenta Violetta Plotegher, assessore comunale alle politiche sociali. «La miglior terapia è la prevenzione e la migliore prevenzione è l'emancipazione» afferma Enrico Oliari, meranese, presidente nazionale di Gaylib.
Fa riflettere l'aggressione (insulti e pugni in faccia) subita da due giovani gay sabato notte nei giardini di piazza Venezia. Stefano Co', presidente dell'Arcigay del Trentino Alto Adige, riferisce di aver ricevuto telefonate di solidarietà da amici e da alcune ragazze del collettivo di Sociologia.
Enrico Oliari, già presidente dell'Arcigay Trento e ora presidente italiano dei gay liberali di centro destra, invita gli omosessuali a vivere le loro relazioni alla luce del sole, a rendersi visibili. Perché la migliore prevenzione «è l'emancipazione». Dà per scontato: «Tutti gli episodi di violenza sono da condannare». Poi, rivolto ai gay, li invita «a essere coraggiosi per non finire in situazioni come queste», costretti a incontrarsi in un parco pubblico. Potrebbe esserci un nesso fra aggressioni e politica? “È più un dramma umano che politico. Non penso che c'entri la politica” risponde.
Interviene l'assessore Plotegher: «Sono preoccupata dal fatto che nella nostra comunità ci sia una dimensione di violenza, di aggressività, e che purtroppo questa si esprima, come di solito accade, verso i soggetti più deboli. Spero che sia l'espressione isolata di persone malate». Prosegue: «Come qualunque altra azione di violenza e di prevaricazione, come quelle verso una giovane donna o una persona anziana, questi atti dobbiamo cercare in ogni modo di sanzionarli e di contrastarli». Quali proposte? «Dobbiamo cercare insieme cosa può aiutare i cittadini a sentirsi più sicuri. Dobbiamo trovare i modi per rendere più sicuri e più vivibili i luoghi della città». Dall'altra chiede alla gente la capacità di distinguere fra paura ed effettivo pericolo.
Sulle aggressioni a uomini e donne omosessuali - si spiega in ambito accademico - in Italia mancano statistiche e ci sono pochissime ricerche. Uno dei pochi studi è "Omosessuali moderni" (il Mulino 2001), curato da Marzio Barbagli e Asher Colombo. Di cui sta per uscire una nuova edizione aggiornata. Colombo, che insegna Sociologia generale a Scienze della formazione di Bologna, osserva: «In Italia c'è stato un cambiamento notevole, di riduzione dell'intolleranza e di forte apertura verso gli omosessuali che, dal Centro-Nord e dagli strati superiori (titoli di studio più alti), si è diffuso nel resto del paese. Da un'indagine su un campione sl rappresentativo della popolazione italiana che Barbagli e
io abbiamo commissionato, emerge che più della metà della popolazione è favorevole a un'estensione dei diritti delle coppie eterosessuali alle coppie formate da partner dello stesso sesso e mostra un'apertura perfino superiore a quella del pacs francese e anche del disegno di legge che dovrebbe essere presentato a giorni». Un esempio? «Nel disegno di legge manca totalmente il diritto dei partner a ereditare l'uno dall'altro, diritto verso il quale il 60% degli intervistati si è detto invece favorevole». Per Colombo «il paese reale è più avanti del dibattito politico».
L’Adige, 7 nov 05
Solo i gay di AN censurano Giuliana
Pacher non commenta, Pattini invita ad abbassare i toni
di Franco Gottardi
Nessuna condanna nei confronti di Emilio Giuliana. Rifondazione Comunista, con Tommaso lori, aveva chiesto una presa di posizione forte contro ogni forma di omofobia in seguito alle parole, offensive nei confronti degli omosessuali, pronunciate dal consigliere comunale di Alleanza nazionale. Il sindaco Alberto Pacher evita però la polemica: «Non ho niente da dire, sono dinamiche interne alle commissioni consiliari». Il presidente del consiglio, Alberto Pattini, si limita ad invitare entrambe le parti alla moderazione ed a toni civili ma difende la libertà di espressione di Giuliana: «Ognuno è libero di dire quello che pensa e se sbaglia si prenderà le sue responsabilità». La censura, auspicata da lori, non arriva neanche dal capogruppo e coordinatore cittadino di An, Antonio CoradeIIo, che al contrario replica al rappresentante di Rifondazione: «La sua mi pare un'uscita eccessiva. Non credo che chi a 16 anni dalla caduta del muro ha ancora la falce e martello sulla bandiera possa dare lezioni a qualcuno».
L'unica condanna pubblica arriva da Merano, dove abita Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, l'associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra. Oliari, che è iscritto ad Alleanza nazionale, chiede l'allontanamento di Giuliana dal partito. «Le sue affermazioni-scrive in un comunicato- sono indice di ignoranza sulla questione ed Alleanza nazionale, un partito in continua evoluzione e movimento, non può permettersi di vedere la propria immagine di destra moderata compromessa dagli estremismi volgari del consigliere trentino. I gay rappresentano la più grande minoranza del paese e la questione del riconoscimento dei diritti civili che, sia pur con fatica, sta trovando sostenitori anche in An non è cosa su cui scherzare. Mi auguro che certi personaggi frivoli, più che machisti, siano oggetto di critiche da parte degli stessi esponenti del nostro partito».
Un auspicio che come abbia mo visto non trova soddisfazione in Coradello. Secondo il coordinatore cittadino si è sollevata una polemica strumentale che sta oscurando il tema centrale de Pacs, i patti di solidarietà che riconoscono i diritti delle coppi di fatto. Secondo Coradello le proposte di istituzione dei registi sono un modo surrettizio per fare pressioni affinché si arrivi a l'equiparazione tra coppie etero ed omosessuali. Quanto alle affermazioni di Giuliana su una supposta patologia dell'omosessualità, Coradello glissa: «Io ho cognizioni giuridiche, non mediche ma francamente è una teoria che non ho mai sentito. Mi pare comunque più un problema di lessico che di sostanza».
Di fronte a tanta comprensione Emilio Giuliana ha campo libero per rilanciare le sue ardite teorie, su gay e dintorni: «Non ho paura degli omosessuali - dice ma trovo compassione per la loro malattia come per ogni altro infermo. Se chi mi accusa di essere omofobico si riferisce al mi fiero dissenso sulla tragica possibilità che possano adottare di bambini allora sono fiero di e serio». Poi se la prende con Stefano Cò, presidente dell'Arcigay del Trentino, che lo aveva criticato: «Quello sporcaccione farebbe meglio a tacere. Ai prevaricatori come lui ricordo che nel 1993 l'international lesbian and gay assiciation espulse la Nambla, associazione americana, che tra gli scopi aveva la diffusione della pedofilia. In queste cose insomma ci hanno sempre sguazzato. Poi ricordo anche che il catechismo cattolico mette tra i peccati mortali l'atto contro natura».
Un appoggio senza riserve Giuliana arriva da Paolo Motta, coordinatore regionale della Fiamma tricolore: «Anche per noi -scrive- l'unica famiglia concepibile è quella naturale come Dio ha creato. Tutto ciò che esula da questa visione è innaturale e quindi distorto, patologie quali l'omosessualità non possono neanche lontanamente essere equiparate al concetto di famiglia».