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RASSEGNA STAMPA (continua)
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- Siamo noi il partito più vicino alla gente - Alto Adige, 14 apr 02

 

Alto Adige, 7 apr 05

 

«Siamo noi il partito più vicino alla gente» 
       
Mauro Minniti e i 27 candidati guardano al volontariato e all'impegno sociale 
       

Enrico Oliari: «La minoranza gay ha soltanto doveri» 
       
    
       MERANO. Un programma ed un impegno tutto proiettato nel sociale, quello di Alleanza Nazionale, che ieri ha presentato una rinnovatissima lista che affiancherà Mauro Minniti nella tortuosa corsa alla carica di sindaco. Lista che ha perso per frizioni interne l'ex capogruppo Enrico Lofoco e per "stanchezza" il consigliere Paolo Nardo, «ma che rispetto al 2000 ha fatto importanti passi avanti ed è rappresentativa della realtà professionale ed umana della nostra città, la più povera della provincia».
       Mauro Minniti si è detto orgoglioso di rappresentare la «questa comunità e soprattutto una così lista largamente innovativa», composta in massima parte da persone ben inserite nel tessuto sociale meranese ma alla prima esperienza effettiva in politica. Per la composizione dell'elenco sono stati abbandonati i criteri del passato, che vedeva tutti i candidati in ordine alfabetico dopo i consiglieri uscenti. «Affidato alla capogruppo Sabrina Salaris, meritatamente direi, il ruolo di capolista, poi abbiamo proceduto per estrazione, offrendo pari opportunità anche a diverse persone che in questo periodo hanno lavorato per il partito senza godere del palcoscenico garantito dal consiglio comunale». Ecco allora spiegata, ai primi posti, la presenza di Loredana Vincenzi che guida il circolo cittadino di An e del dottor Pier Emilio Gualazzini, davanti al consigliere Cortesia. Dopo la breve introduzione è toccato ai candidati, 27 tra i quali 7 donne e 4 appartenenti al risorto gruppo giovanile di "Azione giovani", presentarsi. Sabrina Salaris ha stigmatizzato la scorsa comunicazione tra amministrazione uscente e cittadini (casi tunnel e terme), reclamando la necessità di «garantire le medesime opportunità a tutti i cittadini». Giuseppe Roat ha invece sottolineato come il partito abbia sempre operato «con onestà, modestia e correttezza, riuscendo ad ottenere significative risposte delle quali andare orgogliosi». Da Marcello Scaccia è venuto un ringraziamento all'amministrazione «per aver accolto gran parte delle richieste avanzate attraverso le interrogazioni». Pietro Cortesia, chiamato tra i banchi del consiglio nell'ultimo anno e mezzo, si è detto lusingato della confermata fiducia da parte del partito ed assicurato il massimo impegno. Emilio Gualazzini ha subito precisato di essere «un medico prestato alla politica» e di aver accettato la candidatura perché gli offre l'opportunità di denunciare «la vergogna che si vive in certi settori dell'assistenza e la prepotenza di chi gestisce enti che sono tutt'altro che benefici». Enrico Oliari ha deciso di cogliere l'occasione offertagli da An principalmente per pubblicizzare due idee: «Operare in favore della minoranza gay che è l'unica ad avere solo diritti e nessun dovere e poi, in qualità di membro del cda della Fondazione Pitsch, impegnarmi per l'abbassamento delle rette nelle case di riposo locali che dissanguano le famiglie».
       Una volontà, quella del sostegno verso i più deboli, che è stata il leit-motiv della presentazione, ripresa negli interventi di tutti gli altri candidati. I giovani, in particolare da Dany Polonio e Michele Volpato, hanno invece lamentato una città «morta» e assicurato un contributo di «idee nuove».
       A chiudere la presentazione ancora Mauro Minniti, per il quale «il vento delle regionali non turberà il nostro rapporto con l'elettore, che è un misto di conoscenza, fiducia e stima» e quindi respinto l'ipotesi che la mancata convergenza su un candidato unico con Forza Italia rappresenti un'occasione mancata.


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