Alto Adige, 7 apr 05
«Siamo noi il partito più vicino alla gente»
Mauro Minniti e i 27 candidati guardano al volontariato e all'impegno sociale
Enrico Oliari: «La minoranza gay ha soltanto
doveri»
MERANO. Un programma ed un impegno tutto proiettato nel sociale, quello
di Alleanza Nazionale, che ieri ha presentato una rinnovatissima lista che
affiancherà Mauro Minniti nella tortuosa corsa alla carica di sindaco. Lista che
ha perso per frizioni interne l'ex capogruppo Enrico Lofoco e per "stanchezza"
il consigliere Paolo Nardo, «ma che rispetto al 2000 ha fatto importanti passi
avanti ed è rappresentativa della realtà professionale ed umana della nostra
città, la più povera della provincia».
Mauro Minniti si è detto orgoglioso di rappresentare la «questa comunità
e soprattutto una così lista largamente innovativa», composta in massima parte
da persone ben inserite nel tessuto sociale meranese ma alla prima esperienza
effettiva in politica. Per la composizione dell'elenco sono stati abbandonati i
criteri del passato, che vedeva tutti i candidati in ordine alfabetico dopo i
consiglieri uscenti. «Affidato alla capogruppo Sabrina Salaris, meritatamente
direi, il ruolo di capolista, poi abbiamo proceduto per estrazione, offrendo
pari opportunità anche a diverse persone che in questo periodo hanno lavorato
per il partito senza godere del palcoscenico garantito dal consiglio comunale».
Ecco allora spiegata, ai primi posti, la presenza di Loredana Vincenzi che guida
il circolo cittadino di An e del dottor Pier Emilio Gualazzini, davanti al
consigliere Cortesia. Dopo la breve introduzione è toccato ai candidati, 27 tra
i quali 7 donne e 4 appartenenti al risorto gruppo giovanile di "Azione
giovani", presentarsi. Sabrina Salaris ha stigmatizzato la scorsa comunicazione
tra amministrazione uscente e cittadini (casi tunnel e terme), reclamando la
necessità di «garantire le medesime opportunità a tutti i cittadini». Giuseppe
Roat ha invece sottolineato come il partito abbia sempre operato «con onestà,
modestia e correttezza, riuscendo ad ottenere significative risposte delle quali
andare orgogliosi». Da Marcello Scaccia è venuto un ringraziamento
all'amministrazione «per aver accolto gran parte delle richieste avanzate
attraverso le interrogazioni». Pietro Cortesia, chiamato tra i banchi del
consiglio nell'ultimo anno e mezzo, si è detto lusingato della confermata
fiducia da parte del partito ed assicurato il massimo impegno. Emilio Gualazzini
ha subito precisato di essere «un medico prestato alla politica» e di aver
accettato la candidatura perché gli offre l'opportunità di denunciare «la
vergogna che si vive in certi settori dell'assistenza e la prepotenza di chi
gestisce enti che sono tutt'altro che benefici». Enrico Oliari ha deciso di
cogliere l'occasione offertagli da An principalmente per pubblicizzare due idee:
«Operare in favore della minoranza gay che è l'unica ad avere solo diritti e
nessun dovere e poi, in qualità di membro del cda della Fondazione Pitsch,
impegnarmi per l'abbassamento delle rette nelle case di riposo locali che
dissanguano le famiglie».
Una volontà, quella del sostegno verso i più deboli, che è stata il
leit-motiv della presentazione, ripresa negli interventi di tutti gli altri
candidati. I giovani, in particolare da Dany Polonio e Michele Volpato, hanno
invece lamentato una città «morta» e assicurato un contributo di «idee nuove».
A chiudere la presentazione ancora Mauro Minniti, per il quale «il vento
delle regionali non turberà il nostro rapporto con l'elettore, che è un misto di
conoscenza, fiducia e stima» e quindi respinto l'ipotesi che la mancata
convergenza su un candidato unico con Forza Italia rappresenti un'occasione
mancata.