PAGINA WEB DI ENRICO OLIARI


CASE DI RIPOSO - sociale gay

 

 

In questa pagina:

- Apre la prima casa di riposo per gay in Germania

- Alto Adige, 6 dic 04: Alloggi protetti anche per le coppie di fatto; Ripristinata la graduatoria etnica «Ammesse» le unioni gay over 65 
- L'Indipendente, 22 dic 04: Se con la pensione arrivano anche i diritti

- Corriere della Sera, 10 lug 06: A Santa Fè nasce il "ritiro" per pensionati gay


Ansa, 4 gen 08

 

GERMANIA: A BERLINO PRIMA CASA DI RIPOSO PER GAY IN EUROPA


La struttura, realizzata dall'organizzazione 'Village', aprira' i battenti il prossimo 18 gennaio a Pankow, un quartiere nord-orientale della capitale,e potra' ospitare fino a un massimo di 28 persone

(ANSA) - BERLINO, 4 GEN - Berlino si prepara ad accogliere la prima casa di riposo per gay e lesbiche d'Europa: la struttura, realizzata dall'organizzazione 'Village', aprira' i battenti il prossimo 18 gennaio a Pankow, un quartiere nord-orientale della capitale, e potra' ospitare fino a un massimo di 28 persone.
''Siamo molto fieri di noi stessi perche' per oltre tre anni abbiamo cercato di realizzare'' questo centro, scrive l'organizzazione sul suo sito Internet. Gli ospiti occuperanno 18 camere singole e 5 doppie distribuite su un piano di un edificio che ospitera' un'altra struttura di accoglienza della stessa organizzazione.
La casa di riposo non sara' comunque completamente off-limits agli anziani eterosessuali, che potranno fare domanda per essere accolti. Nella struttura, tutti saranno assistiti da personale medico specializzato e - come spiega l'organizzazione- avranno ''generose camere singole e doppie'' a disposizione.
La necessita' di una simile struttura, spiega 'Village', e' emersa per la prima volta nel corso del primo convegno 'Gay-and-Grey' tenuto a Colonia nel 1995. Oggi, secondo le stime dell'organizzazione, oltre 1.300 anziani tra gay e lesbiche sono ospitati a Berlino in strutture pubbliche. (ANSA).

____________

.

Alto Adige, 6 dic 04

.

Alloggi protetti anche per le coppie di fatto; Ripristinata la graduatoria etnica «Ammesse» le unioni gay over 65 

.

MERANO. Il Comune apre alle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, purché ultrasessantenni. Lo si evince dal regolamento per l'assegnazione degli alloggi protetti per anziani che verrà sottoposto all'approvazione del prossimo consiglio comunale, dove per coppia si intendono «due persone, non necessariamente sposate e non necessariamente di sesso diverso». Rigida chiusura etnica, invece, sulle graduatorie, previste ben distinte per appartenenza linguistica.
Anche le graduatorie per l'assegnazione di alloggi protetti da destinare ad anziani autosufficienti residenti nel territorio comunale devono fare i conti con la proporzionale linguistica. Nel corso della prossima seduta di consiglio comunale (l'argomento è infatti inserito tra i punti all'ordine del giorno) i rappresentanti politici della città saranno chiamati a dare il proprio voto sul nuovo regolamento predisposto dall'ufficio assistenza.
«Sia la graduatoria provvisoria che quella definitiva - si legge nell'articolo 3 del regolamento che verrà sottoposto all'approvazione dei consiglieri comunali - sono formate distinte per gruppi linguistici».
Come dire che il principio del bisogno deve andare quantomeno a braccetto con le regole imposte dalla proporzionale linguistica, se non addirittura debba lasciare la precedenza alla madrelingua. Un passaggio assai pericoloso questo, perché l'applicazione pratica potrebbe creare disparità di non poco conto. Potrebbe capitare, ad esempio, che due anziani nelle stesse condizioni di difficoltà sociale ed economica (a parità di età, reddito e patrimonio, anzianità di residenza, grado di invalidità, sfratto o inabitabilità dell'appartamento nel quale si vive e quant'altro concorra a formare la graduatoria) non vengano trattati allo stesso modo solamente perché appartenenti a due gruppi linguistici diversi. Come ultima spiaggia rimane sempre aperta la strada del comitato anziani, che in casi di emergenza può effettuare assegnazioni anche fuori dalla graduatoria.
Ma ciò che prevedibilmente solleverà ulteriori perplessità sarà la discussione dell'articolo del regolamento che definisce il concetto di coppia. Il principio di separazione linguistica viene applicato infatti anche alle coppie, che vengono definite in maniera innovativa, per non dire rivoluzionaria, nell'articolo 6. Per coppia l'amministrazione comunale intende «due persone, non necessariamente sposate e non necessariamente di sesso diverso». Un passaggio che implica la legalizzazione delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali. Una clamorosa apertura in senso sociale che contrasta fortemente con la chiusura della graduatoria etnica.
Il regolamento prevede che possano concorrere all'assegnazione di uno degli alloggi per persone anziani chi abbia compiuto sessant'anni, sia residente in provincia di Bolzano da almeno cinque anni di cui gli ultimi due senza interruzione nel Comune di Merano. La revoca dell'assegnazione di un alloggio per anziani autosufficienti scatta quando subentrano i presupposti per il ricovero dell'inquilino in una struttura di ricovero residenziale, quando l'inquilino consenta l'uso dell'alloggio a terzi, quando diventi proprietario di un appartamento in provincia di Bolzano, quando commetta gravi infrazioni al regolamento della casa, quando non abiti stabilmente nell'alloggio o quando non paghi puntualmente l'affitto.
Non può invece accedere ad un alloggio per anziani chi sia già proprietario di un alloggio o lo sia stato nei cinque anni precedenti la richiesta, chi è titolare di un diritto di usufrutto su un appartamento, chi abbia perso l'alloggio di servizio messo a disposizione da un ente pubblico e chi è stato dichiarato moroso nei confronti dell'ente pubblico in tema di pagamento del canone d'affitto.

____________

 

L'Indipendente, 22 dic 04

 

SE CON LA PENSIONE ARRIVANO ANCHE I DIRITTI

 

di Daniele Priori

 

A Berlino stanno costruendo una casa di riposo per omosessuali 

A Merano il Comune riconosce i diritti delle coppie di fatto…”over 65” 

 

Dalla Germania a Merano. Una volta tanto anche la società civile, presunta eterosessuale, riesce a creare qualcosa di interessante. Il tema è di quelli scabrosi, che non interessano “alla maggioranza”. Eppure da qualche giorno, proprio grazie a un gruppo di imprenditori berlinesi e all’amministrazione comunale di Merano, in provincia di Bolzano, si è iniziato a parlare seriamente di persone omosessuali anziane. Esseri umani, spesso soli, sottoposti a ogni rischio: dall’esilio sociale di una senilità senza calore umano alla morte violenta, se magari a questi uomini è capitata la buona sorte di avere da parte qualche spicciolo. In ogni caso messi nell’angolo dalla società, anche dallo stesso movimento gay, che continua a proporre esclusivamente l’immagine del gay giovane e vincente, tanto per non sembrare nemmeno un po’sfigati. Eppure anche i gay sono uomini. Con la vecchiaia che incombe, piena di acciacchi e di pensieri così distanti dalla vita “metrosexual” e “fashion” che viene proposta sui media. In Italia a parlare per prima di gay anziani è stata l’associazione GayLib (gay liberali e di centrodestra) che già nel 2001, in maniera allora provocatoria, propose l’istituzione di una casa di riposo per gay.

Detto, fatto anche se non in Italia.  Berlino, città con il sindaco gay dichiarato e la più grande comunità glbt (gay-lesbo-bisex-trans) di tutta la Germania, avrà anche la prima casa di riposo per omosessuali. Il complesso di 150 appartamenti sarà inaugurato all'inizio del 2006 nel quartiere di Schoeneberg, abitato prevalentemente da lesbiche e gay.

Un’idea buona, purché non si parli di ghetto ma di esigenza per le persone gay anziane che, magari, al rischio di finire in una casa di riposo comune, nel loro paesino bigotto e irriguardoso, al fianco di persone che per tutta la vita hanno mostrato intolleranza, possono liberamente preferire una meta gaya per vivere con serenità la loro anzianità gay.

Forse ancora migliore, per certi versi, può sembrare l’idea nata spontaneamente nella giunta del Comune di Merano, in provincia di Bolzano, dove pochi giorni fa l’amministrazione ha votato una delibera che apre la possibilità di un riconoscimento futuro di tutte le coppie di fatto.

Inedito, semmai, ma comunque positivo è il punto di partenza: il regolamento per l’assegnazione di posti in case di riposo pubbliche gestite dall’Ipab (Istituto pubblica assistenza dei bisognosi). Nel regolamento, infatti, per coppia si intende l’unione di “due persone, non necessariamente sposate e non necessariamente di sesso diverso”. Per ora, quindi, coppia di fatto sì, purché over 65.

Ci scherza su ma in realtà è molto soddisfatto Enrico Oliari, meranese, esponente storico della versione altoatesina di An e presidente di GayLib.

“E’ un bel regalo di Natale che il Comune di Merano ha voluto fare spontaneamente alle tante coppie di fatto anziane e a chi, come GayLib, aveva pensato al problema dell’anzianità gay già in passato, proponendo l’istituzione di una casa di riposo gay pubblica, con la possibilità di recepire fondi anche da quegli omosessuali anziani che non intendono lasciare l’eredità alla famiglia. Un messaggio di grande importanza culturale che tiene conto dell’evoluzione del movimento gay. Un particolare di cui non si sono accorti i gay di centrosinistra. Il gay non è solo giovane e carino. Ma anche anziano e disabile. Esiste un panorama sociale gay che oggi è discriminato de facto dagli stessi omosessuali. E’ ora di pensare anche a queste persone”. Buon Natale a tutti. Che sia davvero diverso dagli altri.


Corriere della Sera, 10 lug 06

 

Dentro c'è un centro sociale, una caffetteria e un club salutista

 

A Santa Fè nasce il "ritiro" per pensionati gay

 

È la prima casa di riposo dedicata agli omosessuali di oltre 50 anni che vogliono trascorre i loro ultimi anni di vita in pace e serenità

 

SANTA FE' (USA) - È l’ultima trovata del mercato immobiliare e dei servizi americano e in meno di un mese è riuscito ad attrarre centinaia di persone: è «RainbowVision Santa Fè», la prima casa di riposo dedicata esclusivamente a gay e lesbiche di oltre cinquant'anni che vogliono trascorre i loro ultimi anni di vita in pace e serenità. Si trova a Santa Fè, nel Nuovo Messico, è dotata di 146 appartamenti che si possono affittare o comprare ed è stata inaugurata il 10 giugno. In meno di trenta giorni tutti i locali sono stati occupati e molte agenzie immobiliari stanno pensando di copiare il felice progetto.

RITIRO - Il nuovo "ritiro" per pensionati omosessuali è costituito da una superficie grande 13 acri, nella quale sono presenti un centro sociale, una caffetteria, un cabaret e un club salutista e tanti altri svaghi. La comunità offre una completa assistenza agli anziani che decidono di trasferirsi qui: inoltre le persone che non sono indipendenti sono seguite costantemente e ricevono assistenza giorno e notte. Il motto di RainbowVision è chiaro: «Offriamo uno spazio dove gli omosessuali possano vivere indipendenti, ma non soli».

ESPERIMENTO - L'esperimento è stato un vero successo e adesso Rainbowvision sta pensando di costuire un'altra comunità alternativa, questa volta in uno Stato simbolo dell’orgoglio gay: la California. La struttura dovrebbe sorgere a Palm Springs e secondo gli esperti potrebbe divenire il «vero paradiso dei gay». Stime recenti affermano che questo mercato immobiliare potrebbe vivere un'incredibile espansione: solo in America si contano circa 3 milioni di gay e lesbiche che hanno un'età superiore ai 55 anni e che farebbero carte false pur di vivere in una comunità dove non sono discriminati.

DIRITTI - Secondo la Senior Action in a Gay Environment, una lobby che difende i diritti degli omosessuali, il 67% dei gay che ha superato i sessanta anni in America vive da solo, una percentuale che è il doppio rispetto a quella degli eterosessuali. La «Packaged Facts», una società di consulenza del Maryland, sostiene che nel 2020 i gay senior saranno sei milioni e strutture simili a quella creata da Rainbowvision potrebbero divenire delle necessità. «Creare una comunità - dice Joy Silver, il presidente di RainbowVision - significa mettere insieme persone che hanno gli stessi valori e le stesse ambizioni. "RainbowVision Santa Fe" è un esempio lampante che ciò è ancora possibile: è un posto dove i tuoi vicini sono anche la tua famiglia e ognuno si sente partecipe di qualcosa». Ma soprattutto, continua Silver, «questo è un posto che finalmente gay e lesbiche possono chiamare casa, e lasciatemelo dire, non c’è nessun posto bello come quando si è a casa».

 

Francesco Tortora


pagina del sociale gay

rassegna stampa

home page di enrico oliari

home page di gaylib