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Maurizio Saia

Babilonia, 26 mag 06

Il pentimento di Saia

di Mario Cirrito

Due giorni fa ha dato della lesbica al ministro della Famiglia. Il senatore di AN intervistato in esclusiva da Babilonia, si pente e racconta che anche nel suo partito...


«Sono sinceramente contento di parlare con “Babilonia”.  Ad esprimersi così è il senatore di Alleanza Nazionale, Maurizio Saia, padovano, classe 1958, attualmente promotore di servizi finanziari e prestato alla politica locale e nazionale. Tra i fondatori di AN, fa parte della nuova classe dirigente più convintamene vicina al Presidente Fini. Martedì scorso, una scivolata di stile dai sentori maschilisti e omofobi e con acrimonia: “Bindi lesbica”. Succede il finimondo.

«Il nostro Saia è un imbecille». Ha detto proprio così Fini.
Si! E a ragione.

Dare della lesbica a Rosy Bindi, usandolo come epiteto, non è stato elegante.
Direi proprio di no. Mi sono reso conto in estrema buona fede che, forse perché detto da uno di destra e forse perché detto in un contesto, è stato vissuto come un'offesa greve che era poi l'ultima cosa che volevo. Sin da subito mi sono reso conto di avere detto una cosa che era offensiva. A me sembrava di usare un termine come omosessuale, non so, forse dovevo usarne uno più elegante.

A noi è parsa subito un'ingiuria, detta come l'hai detta.
Ho ricevuto delle bellissime mail, oltre a quelle degli insulti, anche da omosessuali che hanno capito. Sinceramente: ho sbagliato e ho le palle per ammetterlo. Io, se ho avuto problemi col mio partito è stato esattamente per il problema opposto.

Ovvero?
Quando ci sono stati atteggiamenti veramente omofobici nel mio partito mi incazzavo, perché ho tanti amici gay; perché non me ne è fregato mai niente in questo senso. Perché non sono sposato, e in questo non posso fare la morale a nessuno.

Leggo che hai fatto anche un circolo di extracomunitari.

Sono stato il primo in An a farlo quand’ero commissario provinciale del partito. Ero fuori tempo e anticipavo quello che poi è stato il nuovo corso del Partito lanciato da Fini: ma si parla di dieci anni fa. Ho sempre avuto un'apertura mentale in questo senso. L'altro Ieri ci sono rimasto male perché è stata data di me un'immagine che è l'opposto di quello che veramente sono. Però rimango di un'idea legata al Ministero della Famiglia: io non mi sentirei di fare il ministro.

Perché mai?
Io una famiglia non l'ho fatta, non so se la farò mai. Se parliamo di famiglia, come base classica di questa società, ovviamente visto da destra, io son proprio l'ultimo a parlare, ma credo anche la Bindi non sia proprio la prima. Era questo il concetto che facevo passare.

Salvo poi...
In maniera greve ho utilizzato un risaputo sentire comune su di lei che poi è falso o è vero non lo so davvero. E' stato un errore sotto tutti i punti di vista definire una cosa su una persona che outing non ne ha mai fatto, anzi l'ha smentito. E' stata una pessima scivolata!

Pessima! E' d'uso inviare dei fiori in questo caso.
L'ho fatto, ieri! La sto cercando per parlarle, spero di riuscirci e quando verrà in Parlamento andrò a stringerle la mano, che è una cosa diversa da quella successa un paio di anni fa a Storace. Cioè qui non c'è il pentimento di una cosa che prima hai detto convintamente e poi ti sei accorto che è una cazzata. Io sinceramente ho detto una cosa che voleva avere un significato diverso, per cui le scuse sono su come mi sono espresso.

Lo stile mi sembra lo stesso: tu, Tremaglia, Storace...
No, lo stile tra Storace e me è diverso. Mi trovo in una situazione kafkiana perché ho le lodi di chi non penso di rappresentare benissimo e contemporaneamente ho una distorsione di immagine che mi fa passare per omofobo, che è una cosa fuori dal mondo.

Non ti appartiene proprio?
Ho un amico della Rosa nel Pugno che conosco dall'età di quattro anni che rideva pensando a come realmente sono fatto io. Mi diceva: “ma come hai fatto a venire fuori con questa immagine?” E io: che ti devo dire, oramai è fatta e chissà se riuscirò a recuperare.

Grillini ti ha chiesto di fare i nomi degli AN in odore di omosessualità. Proposta irricevibile?
Non è irricevibile, ma non ho la sensazione di esservi di aiuto perché voi meglio di me sapete. Oggi dico: se ce ne fosse qualcuno, un pò per ingenuità, un pò per la ottima mimetizzazione di tanti... Sai, però ha ragione Grillini a pensare di tanti che tengono doppie vite o doppi gusti. Io non riuscirei a capire il confine sul quale muoversi.

Tu stimi Franco Grillini?
Certo. Con Franco ho parlato tante volte. E' una persona squisita, simpatica e culturalmente preparata. Sai, quando si gira per il Transatlantico, ti posso assicurare, tantissimi a destra, e non solo, non hanno il piacere di fermarsi con Franco perché viene subito fatta la battutina. Io in cinque anni mi sono fermato cinquanta volte e poi mi beccavo le battutacce dei colleghi. Ho avuto sempre il piacere di capire, comprendere anche su altri mondi le sensibilità e tutto il resto. E poi non mi ha mai appassionato andare a rovistare nei gusti altrui. Ti dico una cosa: ieri ho sentito i miei due parenti gay...

Prego?
Sì, due cugini, gay dichiarati; entrambi convivono con il proprio partner e quando hanno avuto problemi nel parentado li ho anche difesi e questo ci ha uniti nell'affetto. E sono anche di destra! Fanno la loro vita, stanno bene e oggi hanno superato tutta una serie di problemi.

Puoi anche non rispondermi: anche tu convivi.
Sì, certo. Ho una vita quasi pubblica e passo per uno che fa danni pur uscito da una scuola cattolica, la mamma presidente dell'Azione Cattolica, una sorella che è stata due anni in un lebbrosario; una famiglia borghese, di destra. Non mi sono mai sposato, ho sempre convissuto e ora ho una bravissima ragazza che spero resista.

Visto che convivi, politicamente coi Pacs come la mettiamo?
Credo che sia corretto individuare tutti quegli strumenti giuridici che possano rimuovere gli ostacoli che arenano determinati diritti, alla pari di una famiglia: la situazione della casa, la persona che si trova in ospedale piuttosto che il discorso sulla pensione. Sono meccanismi sui quali dobbiamo trovare rimozioni e agevolazioni ed è corretto farlo per mille motivi.

Sì, senatore, ma non andando a ravanare sul Diritto Privato.
Le cose vanno ragionate e discusse. Io non ho ancora l'apertura per potere immaginare qualcosa che vada oltre. Detto da destra, credo sia già uno sforzo importante. Oltre non riesco ad immaginare perché a quel punto entreremmo nell'anticamera del matrimonio. 

Ma per favore, smettiamola con queste anticamere.
Io non nego che in futuro  una certa destra evolva su questi temi. Per adesso una parte, quella classica di Fini e AN, sta cercando di fare uno sforzo di comprensione.

Ma non fu Fini il primo a dire che un’insegnate omosessuale non avrebbe potuto insegnare ai suoi figli?
 Ma è passato un secolo da quelle dichiarazioni, parliamo di oggi: uno dei miei cugini che è stato insegnante, ti assicuro che lo ha fatto im maniera esemplare senza mai condizionare i suoi allievi sui suoi gusti.

Sai che esiste una organizzazione di destra, GayLib, che pare non voglia i Pacs ma filare diritti al matrimonio?
Ho sempre sostenuto GayLib, perché se c'è una destra che vuole ritenersi democratica deve avere degli spazi dove ci siano anche dei contraddittori che non siano pedissequamente allineati e rigidi su dettame o regola costituita del partito che poi sappiamo essere una regola che cambia col tempo. Ritengo che questa organizzazione abbia l'assoluto diritto di esserci e soprattutto di farsi ascoltare. Vorrei dire, se mi permetti una cosa, questa sì greve:con Grillini, nelle diecimila argomentazioni che mi ha fatto, mi ha detto: “ma voi siete pazzi perché nel mondo dell'omosessualità l'elettorato di destra è numerosissimo”. Quelli che individuava lui, che stanno bene, son di destra e non gliene frega niente di Pacs o altro, e sono omosessuali.

Va beh, a me risulta il contrario, ma non è questo il punto.
No, certo. Io lo ritengo un argomento privato: uno può dirlo o no di esssere omosessuale. Quello che è importante è che tutti abbiano gli stessi diritti ma senza chiamarla famiglia.

No, senatore, chiamiamola famiglia.
No, chiamiamola in qualsiasi altro modo; rimuoviamo tutti gli aspetti. So che questo può diventare una fregatura a sinistra, nel momento in cui smontiamo le motivazioni che dovrebbero portare ai Pacs.

Fregatura? Perché mai?
Perché, mio caro, a quel punto il diaframma e il discrimine tra l'ala cattolica del centrosinistra e l'ala laica di sinistra, pura, si aprirebbe. A quel punto devo capire se una stessa Rosy Bindi è favorevole ai matrimoni omosessuali e, magari, il passaggio dopo che è l'adozione. Ho la sensazione che su questo ci sarebbero grossi problemi a sinistra. Proviamo a fare un passo alla volta. Le radicalizzazioni fottono tutto e tutti, sia la qualità del confronto e soprattutto la possibilità di avvicinarsi di più.

Mentre l'Europa si allontana da noi e ci fa “ciao ciao” con la manina.
Io comprendo le necessità e tutto quello che tu mi poni innanzi. Bisogna ragionarci, in punta di diritto, nel tempo rispettando le basi culturali di partenza. Io se fossi a sinistra userei i temi a voi tanto cari con più attenzione. Ognuno deve fare la sua parte: voi dovete spingere di più e fare la battaglia.

E voi a destra?
Fateci ragionare così, credimi, è già uno sforzo enorme.

Se il Governo Prodi darà, come dovrebbe, diritti alle coppie gay farete le barricate?
 Se ci ragioniamo tutti, secondo me, no. Un certo elettorato di destra a volte è più spaventato dalle esteriorità delle richieste che non dalle richieste in sè. Posso dirti in italiano quello che penso? Le feste dell'orgoglio gay fanno molto più danno di quello che farebbe un confronto o mille dibattiti, mille ragionamenti o mille riviste come la tua, dove si discute in maniera diversa.

No, senatore, lascia perdere: i Pride non sono cosa e affare vostro.
D'accordo, però, in questo Paese c'è a volte più la paura del diverso che ti fa mancare la terra sotto i piedi su tante incertezze che tutti noi abbiamo quotidianamente nei nostri rapporti classici o "normali". Poi, quelli che urlano o sbraitano di più, a parte come dice Franco Grillini: "quelli che poi lo fanno, facendo nomi e cognomi nel mio partito" la gente che non ha pruriti sbagliati, che è la maggioranza, ha solamente paure che quando vai a ragionare sono tutte smontabili e scopri che sono più paure che cose concrete.Poi c'è anche un gioco politico, credo anche a sinistra, a voler utilizzare determinate tematiche per fare barriere contro ed è chiaro che tutti cercano di fare lotte per portarsi consensi, crescere sul piano personale, eccetera. Se invece, onestamente e correttamente, c'è un'apertura su questi temi, daremo una mano a risolverli e porteremo tutti un contributo migliore, di qualità su una politica che è greve proprio come la mia uscita di ieri, purtroppo.

Come spenderai la tua attività politica di senatore?
Come ho sempre fatto, cercando di andare nelle situazioni che mi interessano di più. A me piacciono le battaglie che sono apparentemente perse: è un pò il dna psichico del vetero fascista la scelta della bella morte o delle cause perse.

Ti piace la sfida.
Si, anche se personalmente sento di averne persa una importante nell’ambito delle forze dell’ordine, come relatore non sono riuscito a vedere approvata al Senato la legge sul riordino delle carriere di polizia e carabinieri. E purtroppo le mie critiche e quelle di tutto il mio partito, anche al Ministro Pisanu su questo fallimento, non sono bastate. 

Per quel motivo lo avete criticato?
Per le posizioni poco convinte che ha avuto su questo argomento

Cioè?
Per le posizioni che ha avuto, cercando di fare il cerchiobottista ma non risolvendo i problemi concreti, quelli economici, di vita, di gente, soprattutto del sud, che ha fatto scelte di lavoro stando nelle forze dell'ordine e che non è rappresentata e capita da nessuno. Io sono stato al loro fianco per capire i loro problemi ed è una categoria che esce da una delusione terribile dopo cinque anni di centrodestra che non ha risolto i loro problemi, nè economicamente, nè in termini di dignità e di possibilità di fare il loro lavoro in maniera un  pò dignitosa.

Un impegno lodevole. Altro?
Non ti mettere a ridere. Una categoria bisfrattata e distrutta al massimo sono i vigili urbani. Sono sessantamila uomini che non hanno una dignità professionale perché non hanno una legge che decida cosa veramente sono. Sono assistenti sociali o gabellieri per le casse del Comune? Io ho fatto l'assessore per cinque anni a Padova e ho cercato di dare dignità a queste persone. Ho difeso contrattualmente un ufficiale, gay dichiarato, a detta di molte colleghe bellissimo, che passava i problemi che puoi immaginarti. Ho fatto un casino e poi ho scoperto che era esemplare e di una qualità unica.  C'era la sorpresa di un uomo di destra che difendeva queste cose. Vedi, poi, quanto poco basta per risolvere problematiche sociali o meccanismi di questo tipo. Poi sarò sempre col buonsenso che posso mettermi dalla parte delle buone leggi.

Magari senza quella caciara ordita in Senato.
Io non ero fra quelli che urlavano contro i senatori a vita. Non mi piace lo schiamazzo. Mi incazzo quando vedo l'ingiustizia, ma lì che cosa c'entrava? Sono scelte, non li condividi, ma cosa ti metti ad urlare, lascia perdere, tanto avremo altre occasioni. Sono uscito quando hanno iniziato a gridare.

Erano pur sempre gente delle Istituzioni e quindi, rispetto. 
Il massimo rispetto.
Soprattutto quando qualcuno della CdL- Franco dice che è gay - ha cominciato ad urlare a  Colombo: “finocchio”! Capisci? 

Grazie senatore.
Io ringrazio voi che, a differenza della canea urlante, sicuramente perché interessati al tema, avete approfondito la cosa.