PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE DEI RADICALI (20 SET. 2001)
Proposta di legge di iniziativa popolare: "Istituzione del Registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso. Possibilità per le persone dello stesso sesso di accedere all'istituto del matrimonio"
I sottoscritti cittadini italiani presentano - ai sensi dell'art. 71, comma secondo della Costituzione ed in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352 e successive modificazioni - la seguente proposta di legge:
RELAZIONE
Onorevoli Parlamentari,
con l'istituzione del Registro
delle unioni civili, Radicali italiani intende inserire nel nostro ordinamento
giuridico una terza forma di unione tra le persone, accanto a quelle del
matrimonio civile e del matrimonio concordatario, che possa consentire
a persone dello stesso sesso o di sesso diverso, di disciplinare liberamente
i vari aspetti del loro rapporto. Tale libera disciplina puo' giungere
a stabilire delle condizioni equivalenti a quelle previste dalla legge
per i rapporti tra coniugi.
Con l'approvazione di questa
proposta di legge risulterebbero recepite quelle istanze sociali - provenienti
in particolare dalle c. d. "coppie di fatto" - che da tempo si sostanziano
in richieste di forme flessibili di regolamentazione degli aspetti personali
e patrimoniali dei rapporti tra le persone, e che sono rimaste prive di
risposte positive.
È poi prevista la
possibilità di accedere all'istituto matrimoniale per coppie composte
da persone dello stesso sesso. Anche qui, Radicali italiani, ben lungi
dal prevedere istituti giuridici di serie A per i cittadini eterosessuali,
e di serie B per i cittadini omosessuali, propone un'importante innovazione
per il diritto di famiglia del nostro paese, prevedendo l'estensione dell'istituto
del matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. In questo modo il
principio di uguaglianza tra i cittadini si puo' ritenere davvero rispettato
prevedendo che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento
sessuale, possano godere degli stessi diritti. La disciplina del matrimonio
per il resto, rimane infatti immutata, salvo poche correzioni, soprattutto
di ordine lessicale, necessarie a rendere la normativa applicabile ad ogni
coppia, a prescindere dal sesso dei suoi componenti.
Le discriminazioni sulla
base dell'orientamento sessuale vengono proibite alla stessa stregua di
quelle legate al sesso, alla razza, alla lingua, alla religione, alle opinioni
politiche, alle condizioni personali e sociali.
Si impegna infine il Governo
a prendere a livello internazionale tutte le iniziative necessarie per
la legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso e l'eliminazione
di ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale.