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LE MIE RICERCHE STORICHE (continua)

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Milano, sentenza Corte d'Assise contro Cardi Giuseppe - 31 gennaio 1871

 

In Nome di Sua maestà

 

VITTORIO EMANUELE II

 

Per Grazia di Dio e per Volontà della Nazione

 

RE D’ITALIA

 

La Corte d’Assise del Circolo di Milano

 

HA PROFERITO LA SEGUENTE SENTENZA

 

NELLA CAUSA

 

Del Pubblico Ministero

 

CONTRO

 

 

Cardi Giuseppe di Nicola nato a Itri circondario di Gaeta il 19. Agosto 1844 già caffettiere N, 34 sul Corso Porta Magenta in questa Città; latitante

Accusato

Del reato di libidine contro natura per avere la sera 16 Dicembre 1869nella retrobottega del proprio esercizio da Caffé in questo Corso di Porta Vittoria praticato atto pederastico sulla persona del suo dipendente Rigo Giovanni di anni 14 di Pontevico e dimorante in Milano, avendo all’uopo improvvisamente afferrato, gettato boccone sul sofà, otturato la bocca per soffocarne le grida, ed avendogli con tale violenza tolti i mezzi di difesa

Ritenuta la contumacia ricorsa dell’accusato risultante dall’odierno verbale d’Udienza

Sentita in pubblica udienza la lettura della sentenza di rinvio

Letti in Camera di Consiglio gli atti e gli esami testimoniali

Sentito il Pubblico Ministero nelle di lui conclusioni

Attesochè in fatto risulti stabilito per deposizione di Rigo Giovanni  d’anni 14. come costui trovandosi nel Dicembre 1869 al servizio di Cardi Luigi, allora Caffettiere in questa Città sul Corso di Porta Vittoria N. 34 nella sera del 14 detto mese, mentre stavano nella retrobottega a lavare, sia stato d’un tratto afferrato dal suo padrone, che violentemente lo gettò boccone sopra un canapè, ed indi slacciatogli i calzoni, consumò sopra di lui l’atto pederastico tenendogli intanto con una mano otturata la bocca per soffocargli le grida; che finalmente avendo potuto il Rigo svincolarsi dal padrone, si mise a gridare, e corse nella bottega coi calzoni ancora slacciati narrò la patita violenza all’avventore Giovanni Longhi ed all’amasia del Cardi

Attesochè tale deposizione trova perfetto riscontro in quella del teste Longhi è pienamente attendibile attese le ottime informazioni avute sul conto dello stesso Rigo, ed è inoltre sussidiata dal tenore del rapporto medico di quest’Ospitale Maggiore in data 19 detto mese sulle lesioni riscontrate sulla persona del Rigo giudicate guaribili in oltre cinque giorni, non contraddetto dal successivo giudizio peritale 19 gennaio 1870, per le quali risultanze  si ha raggiunto la prova obbiettiva del fatto agli estremi del crimine  previto dall’art. 425 Cod. Pen, in relazione anche al successivo art. 489;

Attesochè quanto alla prova subbiettiva devesi la medesima rilevare raggiunta per la diretta imputazione del Rigo, sorretta ancora dalle immediate con questioni col Longhi, come questi attesta,  dalla subitanea scomparsa del Cardi e della sua amasia come altresì dalla continuata  di lui latitanza congiunta alle sinistre informazioni avute sul di lui conto

Considerato quanto alla pena che gli atti di violenza praticata dal Cardi contro il Rigo, sono di tale natura da ritenere commesso il reato nei modi contemplati dall’art. 489, al quale l’Art. 425 fa richiamo per una più grave sanzione, oltredichè sta che venne commesso da persona di 25 anni sopra un giovinetto di poco oltrepassati i 14 anni dal padrone sulla persona di servizio, ed in località ammessa ad un pubblico esercizio da caffé, ove oltre al Longhi e all’amasia del Cardi vi erano anche dei militari sconosciuti, ancorché non sia intervenuto scandalo, che d’altra parte devesi aver riguardo alla precedente di lui condotta  non pregiudicata

Per questi motivi

Visto il disposto dagli art.li 425. 489. 72. Cod. Pen 539. 568. 569. 573. Cod. proc. Pen

Dichiara

Colpevole Cardi Luigi dell’ascrittogli reato di libidine contro natura sulla persona di Rigo Giovanni e perciò lo condanna alla pena della reclusione per anni dieci, e nelle spese del processo, e nel risarcimento del danno verso l’offeso da liquidarsi in separata sede civile

Manda notificasi, affiggersi, e pubblicarsi la presente Sentenza nei modi e luoghi di legge

Così pronunciato in pubblica udienza dal Sig. Presidente il giorno trentuno Gennaio milleottocentosettantuno

Firme della Corte

 

Giudicato in contraddittorio il 22 Gennaio 1873

Firma

 


Copia della sentenza in possesso di Enrico Oliari


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