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LE
MIE RICERCHE STORICHE (continua)
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Milano, sentenza Corte d'Assise contro Tizzoni Angelo - 13 luglio 1874
In Nome di Sua maestà
VITTORIO EMANUELE II
Per Grazia di Dio e per Volontà della Nazione
RE D’ITALIA
La Corte d’Assise del Circolo di Milano
HA PROFERITO LA SEGUENTE SENTENZA
NELLA CAUSA
Del Pubblico Ministero
CONTRO
Tizzoni Angelo di Paolo di anni 29. nato ad Osanna (? - non chiaro, ndr.), domiciliato in Bollate quale maestro comunale, marito di Carolina Mangiagalli con due figli
accusato
di altrettanti crimini di corruzione di minorenni per avere in molte occasioni e diverse località nel territorio Comunale di Bollate, dal principio dell’anno 1869. fino al Febbraio 1874. mediante discorsi osceni e degeneratamente immorali, toccamenti impudichi delle parti genitali, e vicendevole manustuprazione eccitata e favorita la corruzione di Scotti Ernesto, Brambilla Giovanni, Ciprioti Giovanni, Scotti Pietro, Pagani Pietro, Motta Eugenio e Silva Carlo, minori degli anni 15. non che di Teragni Luigi, Binfari Angelo, Brioschi Antonio, Minora Francesco, Fedeli Biagio, Volontè Antonio e Schieppati Angelo minori degli anni 21. mentre nella doppia sua qualità di Cancelliere Cooperatore dell’Oratorio della Beata Vergine Addolorata di Bollate, e di maestro comunale aveva incarico di sorvegliare la condotta dei medesimi
Udita la lettura della Sentenza di rinvio e del relativo atto d’accusa, dei rapporti e verbali relativi alla causa e dei certificati penali al nome dell’accusato
Sentite parimenti in udienza a porte chiuse i testimoni di accusa e quelli di difesa, il Pubblico Ministero, il difensore e l’accusato tanto nel merito della causa, quanto sull’applicazione della pena, avendo sempre il difensore e l’avvocato avuti per ultimi la parola
Intesa la dichiarazione dei Signori Giurati, e ritenuto che per la stessa rimane stabilito
Che l’accusato Tizzoni Angelo è colpevole del reato di eccitamento alla corruzione
per avere nell’anno 1873 o 1874 mediante toccamenti alle parti deretane denudate e col solletico alla gola eccitato alla corruzione il minore di anni quindici Scotti Eugenio
per avere durante l’anno 1873. in Bollate eccitato alla corruzione il ragazzo Brambilla Giovanni minore d’anni quindici facendosi da lui manustuprare ed eccitandolo a farlo più volte successive –
per avere durante l’anno 1873. più volte in Bollate eccitato alla corruzione il ragazzo Scotti Pietro minore di anni quindici eccitandolo alla manustuprazione ed indegnamente ripetutamente su di lui, e mostrandogli disegni osceni –
per avere in Bollate nell’anno 1869 eccitato alla corruzione il ragazzo minore di anni quindici Pagani Pietro, sia con discorsi lascivi, sia eccitandolo a manustuprarsi vicendevolmente fra loro, avendolo per ripetute volte indotto a tali atti anche nelli anni successivi –
per avere nell’anno 1871. in Bollate nell’Oratorio della Beata Vergine Addolorata eccitato alla corruzione il ragazzo Motta Eugenio con discorsi lascivi, eccitandolo alla reciproca manustuprazione, che ripetutamente eseguirono, essendo l’Eugenio Motta in età minore degli anni Ventuno –
per avere in Bollate nel locale dell’Oratorio della Beata Vergine Addolorata eccitato alla corruzione il ragazzo Silva Carlo minore di anni quindici ripetutamente manustuprandolo o facendosi da lui manustuprare anche in presenza di altri individui, e soffregandogli il membro alle parti deretane.
per avere in Bollate eccitato alla corruzione il giovane minore di anni ventuno Terragni Luigi sia tenendo a lui discorsi lascivi, sia inducendolo alla manustuprazione che dietro di lui spinta eseguivano vicendevolmente fra loro anche in presenza di altre persone
per avere in Bollate nelli anni 1871. 1872. eccitato alla corruzione Angelo Binfari minore delli anni ventuno, sia con discorsi lascivi, sia inducendolo alla vicendevole manustuprazione fra loro che più volte eseguirono anche in presenza di altre persone –
per avere nell’anno 1873 in Bollate eccitato alla corruzione Brioschi Ambrogio d’anni ventuno sia con discorsi lascivi, sia facendosi da lui ripetutamente manustuprare
per avere nell’anno 1871. o 1872 in Bollate indotto il giovane Minora Francesco, minore degli anni ventuno alla vicendevole manustuprazione fra loro, che eseguirono anche in presenza di altro individuo –
per avere sullo scorcio dell’anno 1871 e successivamente eccitato alla corruzione Biagio Fedeli minore d’anni ventuno, con discorsi lascivi sia inducendolo alla manustuprazione che l’uno sull’altro consumavano ripetute volte –
per avere in Bollate nell’anno 1870 eccitato alla corruzione Volonté Antonio minore di anni ventuno sia con discorsi lascivi a lui tenuti, sia coll’avergli ripetutamente fatto denudare in pubblico le parti vergognose –
per avere in Bollate negli anni 1871. 1872. 1873. indotto Schiatti Angelo minore degli anni ventuno alla manutuprazione che ripetute volte consumarono reciprocamente, una volta anche in presenza d’altra persona;
Ritenuto che nel complesso di questi fatti, doveva doveva ravvisarsi un continuo sistematico eccitamento alla corruzione quale è previsto dall’Art. 421. Codice penale
Ritenuto che per la dichiarazione dei Signori Giurati rimane stabilito che il Tizzoni commise tutti li eccitamenti alla corruzione sopraindicati colla circostanza aggravante di essere stato sia quale Cancelliere e cooperatore dell’Oratorio della Beata Vergine Addolorata, sia quale Maestro Comunale incaricato di sorvegliare la condotta dei diversi individui sui quali l’eccitamento alla corruzione fu da lui consumato –
Ritenuti che per la dichiarazione dei Giurati rimane altresì stabilito che a favore dell’Angelo Tizzoni concorrono circostanze attenuanti –
Visti gli articoli 421. 422. 648 Codice penale. E l’articolo 568 Codice di procedura penale
La Corte
Condanna il sunnominato Tizzoni Angelo alla pena della reclusione per anni cinque ed al pagamento delle spese del giudizio.
Milano addì tredici Luglio milleottocentosettantaquattro.
Firme della Corte
La sopraestesa Sentenza Venne oggi dal Signor Presidente pronunciata in pubblica udienza alla presenza dell’accusato.
Milano addì 13. Luglio 1874.
Firma del Cancelliere
Copia della sentenza in possesso di Enrico Oliari