.
LE
MIE RICERCHE STORICHE (continua)
.
Gian Pietro Lucini (1824 - 1914): "Per un Vecchiardo amator di fanciulli" (1906)
Gemmati pure il medio con perle di sette colori,
meglio risplenderà aderto al segno:
sotto, nel pugno chiuso, stian l'altre dita flesse,
fingendo l'attributo priapesco.
Beffi, così facendo, decenza ateniese e molesta;
adorni il catapigio e lo riabiliti.
Vengono presto al faro, che splende da lungi ad invito,
le vaghe navicelle emasculate:
l'acqua è propizia in vero come nel porto Eunosto e
conviene
cercar buon ancoraggio in la frequenza.
Fanne corona, intanto, destinala al tuo capezzale:
Diodoro, il bianco gilio, alla viola
bruna d'Heraclide intessi; poi la rosa incarnata e ridente,
Dione rubicondo, al flavo Areta:
Myiskon le verdi olive ti porti tenaci ed acidule;
la spica del serpillo Udiademo.
Ecco ghirlanda esimia; deliziati a lungo, o felice;
facile puerizia Eros comanda.
Che? Tu sudi ed arrossi? Ti tremano sotto i ginocchi?
Flacido e morto il nerbo si ricusa?
Dione, Areta e Myiskon e li altri professi mignoni
non san risuscitare il tuo vigore?
Vano scintilla il medio d'anelli preziosi al richiamo,
se l'altro medio basso manca e ciondola.
.
Tratto da Gian Pietro Lucini - Le Antitesi e le Perversità - Ganda, Parma 1970