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PIM FORTUIYN

 

WILHELMUS SIMON PETRUS FORTIJN, meglio conosciuto come PIM FORTUYN, nasce a Velsen (Paesi Bassi) il 19 febbraio 1948 da una famiglia di religione cattolica. Studia sociologia all'Università di Amsterdam, dove partecipa con ruoli di primo piano al Sessantotto olandese. Negli stessi anni scopre la propria omosessualità, un'esperienza che contribuisce a fargli individuare, in anticipo rispetto a molti suoi compagni, gli aspetti autoritari insiti nel movimento studentesco. All'inizio degli anni Settanta inizia una carriera come docente universitario di sociologia, dapprima all'Università di Groningen e poi all'Università Erasmo da Rotterdam, pubblicando diversi saggi di sociologia economica, sociologia del mercato del lavoro e sociologia storica. La sua opera più importante, "La società orfana" (1992), tradotta in italiano dall'Associazione Cattaneo e dalla Fondazione Pim Fortuyn, offre un'interessante descrizione della società olandese e dei cambiamenti che l'hanno investita nell'ultimo secolo, di cui Fortuyn è stato testimone acuto e sensibile.
Una società ancora fondamentalmente rurale, molto religiosa e legata alla dimensione locale, tra gli anni Sessanta e Settanta cambia rapidamente volto, trasformandosi in una società emancipata, individualistica e cosmopolita. La tesi che si ritrova nelle opere di Fortuyn è che la crisi che investe la politica olandese negli anni Novanta (parallela per molti versi a quella attraversata dalla politica italiana) sia il risultato dell'onda lunga di quella trasformazione e delle sue profonde e inespresse contraddizioni.
Il suo percorso politico è atipico. All'inizio degli anni Novanta diventa editorialista per il settimanale Elsevier, diventando presto noto per la lucidità e il coraggio con cui, in una società deferente verso le autorità costituite come quella olandese, mette in luce la sclerosi e la mancanza di trasparenza in cui è scivolata la politica consociativa del suo paese, il famoso "Polder Model" a quel tempo ancora celebrato all'estero ma ormai chiuso al coinvolgimento dei cittadini comuni nella cosa pubblica. Il suo linguaggio esplicito e originale, estraneo al tecnicismo dei politici olandesi, contribuisce a farne un punto di riferimento e di speranza per tanti cittadini delusi dai partiti e dal sistema politico. La sua entrata ufficiale sulla scena politica avviene nel novembre 2001, quando viene scelto come capo lista da un partito populista di destra di recente costituzione, Leefbaar Nederland (Olanda vivibile), nato sull'onda dei drammatici problemi creati dal fallimento dell'integrazione degli immigrati nelle periferie di Rotterdam. La sua estraneità alla tradizione della destra olandese, la sua omosessualità e, soprattutto, la sua crescente popolarità inducono i leader del partito a prendere le distanze da Fortuyn. Prendendo atto di questo rifiuto, Fortuyn nel febbraio 2002 fonda la Lijst Pim Fortuyn (Lista Pim Fortuyn, LPF). Sorto dalla sezi
one di Rotterdam di Leefbaar Nederland, il nuovo movimento raccoglie immediatamente consensi oltre i tradizionali confini dell'elettorato di protesta, attirando moltissimi elettori estranei all'area di destra e insoddisfatti dei tre grandi partiti storici, liberale, social-democratico e democristiano. Nel marzo 2002, nelle elezioni per i consigli di circoscrizione di Rotterdam, la Lista Fortuyn ottiene inaspettatamente il 36% dei seggi divenendo così il primo partito della città, dopo trent'anni di dominazione del partito social-democratico. Sull'onda di quel successo, Fortuyn prosegue la campagna per le elezioni legislative previste per il maggio successivo, in un crescendo di entusiasmo in tutto il paese. Incurante delle reazioni dell'establishment olandese e della campagna denigratoria lanciata dalla associazioni anti-razziste sui media nazionali e internazionali (che, forzando le sue idee e giocando spregiudicatamente sulla sua omosessualità, arrivano a dipingerlo come un nuovo Hitler redivivo), dichiara di mirare al posto di primo ministro di un governo di coalizione. La sua parabola, che aveva suscitato tante speranze negli olandesi, si conclude però tragicamente nello spazio di pochi mesi. Il 6 maggio 2002, pochi giorni prima delle elezioni, Pim Fortuyn viene assassinato a Hilversun da un attivista ambientalista, all'uscita di una stazione radiofonica alla quale aveva appena concesso un'intervista.
L'assassinio, il primo in Olanda per motivi politici da molti secoli, scuote profondamente il paese. La Lista Pim Fortuyn, già accreditata dai sondaggi di un risultato superiore ad ogni attesa, ottiene consensi sufficienti per eleggere 26 deputati alla Camera bassa del Parlamento (pari al 17% dei 150 seggi dell'assemblea), diventando in un solo colpo il secondo partito a livello nazionale. Entrata a far parte di una coalizione di centro-destra guidata dal democristiano Balkenende, la Lista Pim Fortuyn, priva del suo capo, entra rapidamente in una crisi che conduce allo scioglimento anticipato della Camera bassa. Nelle elezioni del gennaio 2003, il partito scende a otto seggi e viene confinato all'opposizione. L'eredità di Fortuyn, i grandi temi che aveva portato improvvisamente al centro dell'agenda politica (la crisi del consociativismo e la necessità dell'apertura della politica ai cittadini e la questione esplosiva dell'immigrazione islamica) restano tuttavia al centro della scena olandese, obbligando i partiti maggiori a rivedere profondamente le proprie posizioni e facendo di Fortuyn il vero "convitato di pietra" nel dibattito pubblico di questi anni nei Paesi Bassi.
Sebbene i media italiani non abbiano esitato a liquidare Fortuyn come "leader xenofobo" , arrivando sostanzialmente a giustificare il suo assassinio come giusta conseguenza delle sue posizioni, la sua visione politica sfugge a ogni facile definizione. Al di fuori dell'Olanda le sue idee, illustrate in molti libri che però per la maggior parte aspettano ancora una traduzione in inglese o in lingue diverse dall'olandese, restano avvolte da un velo di mistero e di ignoranza. Marxista per formazione, Fortuyn dopo gli anni Settanta segue l'evoluzione di molti suoi compagni trasformandosi in un libertario sensibile al valore della partecipazione attiva dei cittadini. Come omosessuale, non mostra mai cedimenti nostalgici verso la società patriarcale e autoritaria del passato, spesso mitizzata dai movimenti di destra, ma assume un atteggiamento molto critico nei confronti di culture, come quella islamica, particolarmente violente e brutali nel loro rifiuto dei diritti delle donne e degli omosessuali. Fortuyn può essere definito un liberale insoddisfatto del nuovo dogma del multiculturalismo, che voleva riflettere senza pregiudizi sulle condizioni che rendono possibile l'incontro e l
'integrazione tra le culture e che non possono mai basarsi sul rifiuto della propria identità. Per questo, pur rigettando sempre esplicitamente gli argomenti del razzismo, arrivò a definirsi, polemicamente, come un "nazionalista".
Innamorato dell'Italia (come molti olandesi), Pim Fortuyn aveva trovato una seconda patria in Friuli, a Provesano, frazione di San Giorgio della Richinvelda in provincia di Pordenone, dove, per sua volontà espressa quando ancora in vita, riposano oggi le sue spoglie.
Condannato, sia in vita che dopo la sua morte, come un nemico degli stranieri, incasellato nel solito cliché del leader populista e xenofobo, fomentatore dell'islamofobia, legato al particolarismo, al localismo e a tutto ciò che si deve detestare e odiare in nome della "contaminazione universale" e della presunta superiorità etica di una società in cui ogni identità deve perdersi in un abbraccio, in fondo indifferente, di tutti con tutti, Fortuyn è stato in realtà il precursore e l'ispiratore di una nuova politica: quella che valorizza fino in fondo il senso della identità di ciascuno con le proprie radici e il proprio territorio, che non viene meno con l'apertura dei confini, e che custodisce la libertà di parlare e di essere come si è, anche e soprattutto nell'incontro con gli altri.
E proprio alla libertà di pensiero e di parola, uno dei temi più cari a Fortuyn, è dedicata l'attività dell' Associazione Culturale Pim Fortuyn che ha sede a Provesano, il luogo tanto amato da Pim.
 

A cura della Pim Fortuyn Foundation

 

 

Le sue opere

disponibili presso la Pim Fortuyn Foundation:

 

 

 

 

 

 

 

 


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