Le mie recensioni a...
Oltre, di Vincenzo Perrellis

Pellegrini ed. 2009
Un amore impossibile, impensabile e di certo pericoloso presso la comunità di albanesi rifugiatisi nella Calabria della seconda metà del Cinquecento per sfuggire alle angherie dell’invasore ottomano: due ragazzi poco più che ventenni, Aristej e Stefan non accettano di “rinnegare il disordine della natura umana per adattarsi all’ordine sociale” e si lasciano trasportare dal sentimento vero e puro, contro tutto e contro tutti; fuggire e scegliere la vita militare piuttosto che l’incoerenza, poi quel dannato onore da difendere in ogni momento e alla fine il sangue, che ferma ogni sogno ed ogni illusione.
La storia raccontata da Perrellis in “Oltre” (ed Pellegrini, 2009), colma di immagini così ben descritte, è la purezza della tragedia della vita, dove ogni cosa ha un costo, anche il sentimento.
Finalmente un romanzo gay vero, che si legge tutto d’un fiato e soprattutto esce dalla categoria di settore, dove la stragrande maggioranza degli autori dicono tutti la stessa cosa e terminano con il classico “e vissero tutti felici e contenti”.
Perrellis va oltre e riesce a legare in ogni riga del racconto la tenerezza alla la crudeltà, senza che mai l’una prevarichi l’altra: è l’equilibrio delle cose, la realtà della vita. D’altronde il Leopardi ci insegna che fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte, ingenerò la sorte.
10 gen 10
Enrico Oliari